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Evasione fiscale: nuovi strumenti di controllo in arrivo

30 Aprile 2019
Evasione fiscale: nuovi strumenti di controllo in arrivo

Arriva l’integrazione delle banche dati per i controlli interni: nuovi algoritmi in grado di stanare chi non paga le tasse. Individuati 15 trucchi per evadere l’Iva.

Arrivano due nuovi strumenti di controllo per contrastare l’evasione fiscale. Il primo rivolto a chi ha capitali all’estero, il secondo invece per chi evade all’interno del nostro Paese. Il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate è stato, nei giorni scorsi, sottoposto al vaglio del Garante della privacy che, con un provvedimento reso noto ieri [1], ha dato il proprio consenso. Ora non resta che attendere l’attuazione pratica.

Invero, l’evasione fiscale ha trovato, negli algoritmi informatici e nei database della P.A., i suoi acerrimi nemici. Da quando sono nati strumenti come il redditometro e l’Anagrafe tributaria, per il fisco è più facile verificare chi non paga le tasse. Verifica che viene compiuta “a tavolino”, senza quindi il dispiegamento di ispettori e Guardia di Finanza. Tant’è che, nelle prospettive di riforma al tavolo del Governo, si discute ora della necessità di prevedere, per tutti i tipi di tributi, il cosiddetto “contraddittorio preventivo”: in pratica il contribuente deve essere messo al corrente in anticipo dello svolgimento di verifiche nei propri confronti al fine di presentare delle difese in una fase pre-contenziosa, ossia in via amministrativa. Questo non solo al fine di sgravare i giudici da una parte del contenzioso, ma anche per consentire al cittadino di difendersi in anticipo, senza dover ricorrere per forza al tribunale. 

L’algoritmo anti-evasori affina le sue armi e prosegue il suo cammino con il via libera, condizionato, del Garante della privacy

Dicevamo che sono in arrivo nuovi strumenti di controllo contro l’evasione fiscale. Come spiega Il Sole24Ore questa mattina in edicola, il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate sottoposto al vaglio dell’Authority per la privacy si prefigge di «scovare gli evasori estendendo una procedura automatizzata di incrocio di dati già sperimentata per l’anno d’imposta 2013. Ora le Entrate vorrebbero poterla applicare anche al 2014. Si tratta di utilizzare un modello di analisi integrata delle informazioni contenute nell’archivio dei rapporti finanziari e nell’Anagrafe tributaria, modello capace di verificare la coerenza dei movimenti finanziari con il resto della situazione reddituale del contribuente».

L’analisi informatica si propone di individuare le incongruenze tra le somme a disposizione del contribuente, quelle rilevate dalle informazioni contenute nell’archivio dei rapporti finanziari, e i redditi e le spese desumibili dalle informazioni contenute nell’Anagrafe tributaria.

Il Garante della privacy ha detto sì al nuovo mezzo di controllo. Tuttavia con alcune condizioni. Innanzitutto l’algoritmo non può essere completamente automatizzato (cioè delegato alle macchine), ma è necessario l’intervento umano: prescrive, infatti, il Garante che operatori umani, qualificati e appositamente istruiti valutino la coerenza complessiva della posizione di ciascun contribuente selezionato, prima di convocare il contribuente. Bisogna poi garantire il diritto di contestazione al contribuente delle risultanze del procedimento automatizzato (il robot può essere contraddetto). In pratica il contribuente deve essere convocato in contraddittorio preventivo e deve essere adeguatamente informato sui diritti che gli spettano.

Insomma, ancora una volta la parola d’ordine del fisco è controlli incrociati, un sistema su cui l’amministrazione finanziaria fa molta leva ormai da diversi anni. Ed è proprio nelle banche dati la forza dell’Agenzia delle Entrate che, potendo consultare in modo telematico – comodamente dalla sedia dell’ufficio – dichiarazioni, redditi, spese, conti, acquisti, viaggi, affitti, mutui, polizze assicurative, finanziamenti del contribuente può anche sintetizzare tutti questi dati in indici numerici che danno l’idea del rischio evasione del contribuente stesso. 

Ed è proprio in questo modo che, ad esempio, ora il fisco intende evitare le frodi Iva. Sono stati individuati “15 trucchi” adottati dai contribuenti, 15 profili di rischio. Ora la Guardia di Finanza ed Entrate si concentrano su tutte quelle partite Iva che potenzialmente possono essere coinvolte in questo tipo di frodi sia nazionali sia europee, finendo così in una sorta di lista nera.  

«Lo screening dei dati permetterà all’amministrazione finanziaria di valutare tutti i contribuenti a cui è collegata una partita Iva, facendo finire in un elenco quelli che presentano indicatori di rischio di frode in operazioni commerciali relative agli anni dal 2015 al 2018». Dei veri e propri profili di rischio, scrive ancora Il Sole24Ore. «In tutto sono stati tracciati 15 sistemi di evasione giuridicamente evoluti. C’è innanzitutto «il missing trader» (operatore mancante): il soggetto che effettua acquisti intracomunitari fittizi senza effettuare alcun adempimento Iva. C’è poi il «defaulter» (debitore inadempiente), ovvero il contribuente che dichiara l’Iva sugli acquisti ma non versa la relativa imposta. C’è anche il «conduit company » (società condotto), che compie operazioni intracomunitarie sia in acquisto sia in vendita con clienti in altri paesi membri».  

Con altro provvedimento [2] il Garante ha dato via libera al trattamento di dati nei procedimenti di regolarizzazione della posizione di chi ha capitali all’estero o ha percepito redditi all’estero.


La newsletter del Garante della Privacy sui nuovi sistemi anti evasione

Sì del Garante per la privacy alla sperimentazione di processi automatizzati per la lotta all’evasione fiscale, ma nel rispetto di precise garanzie a salvaguardia dei diritti dei cittadini. L’Agenzia delle entrate potrà iniziare ad utilizzare in via sperimentale modelli predittivi del rischio evasione attraverso la selezione  automatizzata di posizioni fiscali dei potenziali evasori, anche mediante  lo scambio di informazioni con amministrazioni estere.

L’Autorità ha adottato due distinti pareri su due schemi di provvedimento [doc. web n. 9106360 e n. 9106329] del Direttore dell’Agenzia delle entrate riguardanti rispettivamente contribuenti con incongruenze tra i redditi dichiarati e i loro rapporti bancari e finanziari,  e cittadini che hanno intrattenuto rapporti con operatori finanziari all’estero non coerenti con le informazioni in possesso del fisco.

L’Autorità ha ritenuto idonee – anche sulla base della valutazione dei rischi effettuata dall’Agenzia dell’entrate – le garanzie individuate in termini organizzativi e di sicurezza informatica. Tali garanzie riguardano, in particolare: la qualità dei dati utilizzati per la selezione dei contribuenti; i tempi di conservazione dei dati; il diritto del contribuente a essere correttamente informato e di veder garantite adeguate modalità di coinvolgimento; la necessità di condurre controlli periodici sull’esattezza dei dati e di adottare misure volte a ridurre i rischi relativi a errate rappresentazioni della capacità contributiva, che potrebbero recare ingiustificati pregiudizi agli interessati.

All’Agenzia delle entrate – che avrà l’obbligo di inviare un avviso ai contribuenti sotto accertamento affinché provvedano a regolarizzare la propria posizione – l’Autorità ha chiesto anche ulteriori garanzie per la condivisione con la Guardia di Finanza delle informazioni relative ai rapporti finanziari.

Giova ricordare che la selezione automatizzata dei contribuenti trova la sua base giuridica in una serie di norme nazionali, così come richiesto dal Regolamento Ue, che consente tali trattamenti nel caso in cui siano ammessi dalla normativa dello Stato membro, sulla base di precise misure a tutela delle persone, e siano autorizzati dall’Autorità garante.

Proprio alla luce del Regolamento europeo – allo scopo di evitare possibili discriminazioni o pregiudizi – i processi automatizzati devono garantire massima sicurezza e trasparenza, anche riguardo alla logica alla base degli algoritmi utilizzati.

L’Autorità seguirà da vicino la fase iniziale di sperimentazione per assicurare che vengano rispettate le misure individuate e sottoporrà a ulteriore analisi eventuali modifiche del modello predittivo  utilizzato dall’Agenzia.

note

[1] Provvedimento del Garante n. 58 del 14 marzo 2019.

[2] Provvedimento del Garante n. 84 del 4 aprile 2019

 Parere sul provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate recante “Disposizioni di attuazione dell’articolo 11, comma 4, del DL 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e successive modificazioni. Analisi del rischio di evasione. Estensione all’anno 2014-2015 della sperimentazione della procedura di selezione basata sull’utilizzo delle informazioni comunicate all’Archivio dei rapporti finanziari – 14 marzo 2019

Registro dei provvedimenti

n. 58 del 14 marzo 2019

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

NELLA riunione odierna, in presenza del dott. Antonello Soro, presidente, della dott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della dott.ssa Giovanna Bianchi Clerici e della prof.ssa Licia Califano, componenti, e del dott. Giuseppe Busia, segretario generale;

VISTO il Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 aprile 2016 relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (Regolamento generale sulla protezione dei dati), di seguito Regolamento;

VISTO il d.lgs. 10 agosto 2018, n. 101, recante “Disposizioni per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 aprile 2016 relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE”;

VISTO il Codice in materia di protezione dei dati personali, decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, così come modificato dal predetto d.lgs. n. 101 del 2018;

VISTO l’art. 11, commi 2 e 4, del d.l. 6 dicembre 2011, n. 201, così come modificato dalla legge di conversione 22 dicembre 2011, n. 214, e dalla legge 23 dicembre 2014, n. 190, il quale prevede che “gli operatori finanziari sono obbligati a comunicare periodicamente all’Anagrafe tributaria le movimentazioni che hanno interessato i rapporti di cui all’articolo 7, sesto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605, ed ogni informazione relativa ai predetti rapporti necessaria ai fini dei controlli fiscali” (comma 2), e che, “oltre che ai fini previsti dall’articolo 7, undicesimo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605, le informazioni comunicate ai sensi dell’articolo 7, sesto comma, del predetto decreto e del comma 2 del presente articolo sono utilizzate dall’Agenzia delle entrate per le analisi del rischio di evasione” (comma 4);

VISTO il provvedimento del Garante del 15 novembre 2012, doc. web n. 2099774, sullo schema di provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate recante “Disposizioni di attuazione dell’articolo 11, commi 2 e 3, del decreto legge 6 dicembre  2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214. Modalità per la comunicazione integrativa annuale all’archivio dei rapporti finanziari”, attuativo del predetto art. 11, con il quale è stato prescritto all’Agenzia di sottoporre alla verifica preliminare dell’Autorità, ai sensi dell’art. 17 del Codice, i casi di trattamento dei dati oggetto della comunicazione integrativa annuale ai fini dell’individuazione di procedure e garanzie, in quanto presentano rischi specifici per i diritti e le libertà fondamentali, nonché per la dignità degli interessati;

VISTO il provvedimento del Garante del 20 luglio 2017, n. 321, doc. web n. 6843736, con il quale il Garante ha ritenuto idonee le misure e gli accorgimenti assicurati dall´Agenzia delle entrate in relazione al trattamento dei dati personali effettuato nell´ambito della sperimentazione di una procedura di selezione dei contribuenti, basata sull´utilizzo delle informazioni fornite dall´Archivio dei rapporti finanziari e degli elementi presenti nell´Anagrafe tributaria, per l´individuazione dei profili di evasione rilevanti, relativa ad un ristretto campione di soggetti; con il medesimo provvedimento, il Garante ha altresì prescritto all´Agenzia delle entrate di trasmettere al Garante, non appena disponibili, le risultanze della predetta sperimentazione;

VISTE le note dell’Agenzia delle entrate del 2 novembre 2017, 20 marzo e 28 giugno 2018, con le quali l’Agenzia ha rappresentato al Garante l’intenzione di estendere il medesimo modello di sperimentazione a successivi anni di imposta, introducendo ulteriori misure a garanzie nell’individuazione del ristretto numero di contribuenti coinvolti, aumentando, in particolare, la qualità dei dati utilizzati e introducendo specifici correttivi;

VISTA la nota del 4 marzo 2019, con la quale, a tal fine, anche ai sensi dell’art. 2-quinquiesdecies del Codice, ha richiesto il parere dell’Autorità sul provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate che disciplina il trattamento in esame, recante “Disposizioni di attuazione dell’articolo 11, comma 4, del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e successive modificazioni. Analisi del rischio di evasione. Estensione all’anno 2014 – 2015 della sperimentazione della procedura di selezione basata sull’utilizzo delle informazioni comunicate all’Archivio dei rapporti finanziari”;

CONSIDERATO che l’estensione ad anni di imposta successivi del predetto modello di sperimentazione verrà realizzata introducendo cautele ulteriori nella selezione del ristretto numero di contribuenti interessato, che tengono conto delle indicazioni fornite dall’Ufficio del Garante nell’ambito di apposti incontri con i rappresentanti dell’Agenzia;

RITENUTO, tuttavia, necessario che, nello schema di provvedimento in esame, nel rispetto degli artt. 6, § 3, lett. b), e 22, § 2, lett. b), del Regolamento, vengano espressamente richiamate, ancorché in forma sintetica, le misure di garanzia a tutela degli interessati, già individuate dall’Agenzia nell’ambito della sperimentazione avviata sulla base del citato provvedimento del Garante n. 321 del 20 luglio 2017, relative, in particolare, all’introduzione di:

– apposite misure di sicurezza, anche di carattere organizzativo, volte innanzitutto a minimizzare i rischi di accessi non autorizzati ai dati utilizzati per la predetta selezione, con specifico riguardo a quelli contenuti nell´Archivio dei rapporti finanziari;

  controlli sulla qualità dei dati utilizzati e sulle elaborazioni logiche effettuate;

– applicazione di garanzie al trattamento automatizzato dei dati personali, per ridurre prudenzialmente i rischi per gli interessati, relativi, in particolare, a errate rappresentazioni della capacità contributiva;

– puntuale valutazione della coerenza complessiva della posizione di ciascun contribuente selezionato da parte di operatori qualificati appartenenti alle Direzioni provinciali, appositamente istruiti dalla Direzione centrale accertamento, preliminare alla convocazione del contribuente;

– adeguate informazioni al contribuente convocato in contraddittorio, con particolare riferimento alla natura obbligatoria o facoltativa del conferimento dei dati in tale sede e alle conseguenze di un eventuale mancata presentazione o rifiuto a rispondere;

RITENUTO, inoltre, necessario ribadire all’Agenzia delle entrate di trasmettere al Garante, non appena disponibili, le risultanze complessive della predetta sperimentazione, relative anche ai successivi anni di imposta, ai fini della valutazione in concreto dell’idoneità delle procedure e delle garanzie in vista degli ulteriori utilizzi del modello di analisi sperimentato;

VISTA la documentazione in atti;

VISTE le osservazioni dell’Ufficio formulate dal segretario generale ai sensi dell’art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000;

Relatore il dott. Antonello Soro;

TUTTO CIO’ PREMESSO IL GARANTE

a) ai sensi dell’art. 36, § 4, del Regolamento, fornisce parere sullo schema di provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate recante “Disposizioni di attuazione dell’articolo 11, comma 4, del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e successive modificazioni. Analisi del rischio di evasione. Estensione all’anno 2014 – 2015 della sperimentazione della procedura di selezione basata sull’utilizzo delle informazioni comunicate all’Archivio dei rapporti finanziari”, a condizione che nello stesso vengano richiamate le misure di garanzia a tutela degli interessati citate in premessa;

b) ai sensi dell’art. 58, § 3, lett. c), del Regolamento e dell’art. 2-quinquiesdecies, del Codice, ritiene idonee le misure e gli accorgimenti assicurati dall’Agenzia delle entrate in relazione al trattamento dei dati personali effettuato estendendo il modello di sperimentazione di una procedura di selezione dei contribuenti, basata sull’utilizzo delle informazioni fornite dall’Archivio dei rapporti finanziari e degli elementi presenti nell’Anagrafe tributaria, per l’individuazione dei profili di evasione rilevanti, già oggetto del provvedimento del Garante n. 321 del 20 luglio 2017, e, ai sensi dell’art. 58, § 1, lett. a), del Regolamento, prescrive all’Agenzia delle entrate di trasmettere al Garante, non appena disponibili, le risultanze della predetta sperimentazione, relative anche ai successivi anni di imposta, ai fini della valutazione in concreto dell’idoneità delle procedure e delle garanzie in vista degli ulteriori utilizzi del modello di analisi sperimentato.

Roma, 14 marzo 2019


Parere sullo schema di provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate recante “Comunicazioni per la promozione dell’adempimento spontaneo nei confronti dei contribuenti che non hanno dichiarato, in tutto o in parte, le attività finanziarie detenute all’estero nel 2016, come previsto dalla disciplina sul monitoraggio fiscale, nonché gli eventuali redditi percepiti in relazione a tali attività estere” – 4 aprile 2019

Registro dei provvedimenti

n. 84 del 4 aprile 2019

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

NELLA riunione odierna, in presenza del dott. Antonello Soro, presidente, della dott.ssa Augusta Iannini, vicepresidente, della dott.ssa Giovanna Bianchi Clerici e della prof.ssa Licia Califano, componenti, e del dott. Giuseppe Busia, segretario generale;

VISTO il Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 aprile 2016 relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (Regolamento generale sulla protezione dei dati), di seguito Regolamento;

VISTO il d.lgs. 10 agosto 2018, n. 101, recante “Disposizioni per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 aprile 2016 relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE”;

VISTO il Codice in materia di protezione dei dati personali, d. lgs. 30 giugno 2003, n. 196, così come modificato dal predetto d.lgs. n. 101 del 2018;

VISTO il parere del Garante del 22 giugno 2017 (doc. web n. 6587145) sullo schema di provvedimento del Direttore dell’Agenzia concernente le modalità e i termini di comunicazione delle informazioni oggetto dello scambio automatico obbligatorio tra autorità fiscali previsto dagli accordi internazionali DAC2 /CRS, con il quale l’Autorità ha ribadito l’opportunità, già evidenziata con il parere del 17 dicembre 2015 (doc. web n. 4634033), che fossero disciplinate le modalità di trattamento delle informazioni raccolte dall’Agenzia in virtù degli scambi informativi, “anche al fine di definire il rapporto esistente tra tali informazioni e quelle contenute nell’Archivio dei rapporti finanziari contenuto nell’anagrafe tributaria in termini di garanzie assicurate al trattamento dei dati personali dei contribuenti interessati;

VISTO l’art. 11, commi 2 e 4, del d.l. 6 dicembre 2011, n. 201, così come modificato dalla legge di conversione 22 dicembre 2011, n. 214, e dalla legge 23 dicembre 2014, n. 190, il quale prevede che “gli operatori finanziari sono obbligati a comunicare periodicamente all’Anagrafe tributaria le movimentazioni che hanno interessato i rapporti di cui all’articolo 7, sesto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605, ed ogni informazione relativa ai predetti rapporti necessaria ai fini dei controlli fiscali” (comma 2), e che, “oltre che ai fini previsti dall’articolo 7, undicesimo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605, le informazioni comunicate ai sensi dell’articolo 7, sesto comma, del predetto decreto e del comma 2 del presente articolo sono utilizzate dall’Agenzia delle entrate per le analisi del rischio di evasione” (comma 4);

VISTO il provvedimento del Garante del 15 novembre 2012, doc. web n. 2099774, sullo schema di provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate recante “Disposizioni di attuazione dell’articolo 11, commi 2 e 3, del decreto legge 6 dicembre  2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214. Modalità per la comunicazione integrativa annuale all’archivio dei rapporti finanziari”, attuativo del predetto art. 11, con il quale è stato prescritto all’Agenzia di sottoporre alla verifica preliminare dell’Autorità, ai sensi dell’art. 17 del Codice, i casi di trattamento dei dati oggetto della comunicazione integrativa annuale ai fini dell’individuazione di procedure e garanzie, in quanto presentano rischi specifici per i diritti e le libertà fondamentali, nonché per la dignità degli interessati;

VISTE la richiesta di parere dell’Agenzia delle entrate sullo schema di provvedimento del Direttore recante “Comunicazioni per la promozione dell’adempimento spontaneo nei confronti dei contribuenti che non hanno dichiarato, in tutto o in parte, le attività finanziarie detenute all’estero nel 2016, come previsto dalla disciplina sul monitoraggio fiscale, nonché gli eventuali redditi percepiti in relazione a tali attività estere”, del 31 ottobre 2018, che fa seguito alla precedente nota del 23 novembre 2017, con le quali l’Agenzia ha rappresentato al Garante l’intenzione di utilizzare, nell’ambito del predetto scambio automatico obbligatorio tra autorità fiscali estere aderenti agli accordi internazionali (DAC2/CRS e Facta), le informazioni di fonte estera al fine di consentire all’Amministrazione di verificare il corretto adempimento degli obblighi dichiarativi da parte dei soggetti residenti in Italia, in linea con le strategie condivise dalle Amministrazioni fiscali dei paesi aderenti al CRS in materia di utilizzo dei dati oggetto di scambio automatico;

RILEVATO altresì, che, allo scopo di meglio indirizzare le attività di promozione della compliance attraverso l’invio, ai contribuenti selezionati, di una comunicazione finalizzata a stimolare la regolarizzazione della loro posizione fiscale e di rendere più efficace la predetta selezione a beneficio del contribuente stesso, l’Agenzia intende utilizzare anche i dati dell’Archivio dei rapporti, per poter escludere dalla selezione le posizioni non tenute all’adempimento dichiarativo e cioè le posizioni di quei soggetti che risultano intestatari di rapporti fiduciari per importi coerenti con quelli comunicati dall’estero;

CONSIDERATO che la predetta selezione di contribuenti presenta rischi elevati per i diritti e le libertà degli interessati, poiché comporta il trattamento automatizzato, su larga scala, delle informazioni ricevute da parte delle Amministrazioni fiscali estere e di quelle presenti in anagrafe tributaria, comprese quelle dell’Archivio dei rapporti finanziari;

RILEVATO che la valutazione di impatto, allegata alla richiesta di parere, all’esito della quale l’Agenzia ha ritenuto che non residuassero significativi rischi per i diritti e le libertà degli interessati, risulta focalizzata esclusivamente su aspetti meramente tecnici del trattamento, risultando prevalentemente un documento di valutazione del rischio informatico incombente sui dati;

CONSIDERATO, tuttavia, che, dall’esame del complesso della documentazione trasmessa dall’Agenzia delle entrate, emergono elementi idonei a comprovare che i rischi per i diritti e le libertà degli interessati, derivanti dal suddetto trattamento di dati personali, sono stati adeguatamente tenuti in considerazione, sia in termini di sicurezza delle informazioni, che di liceità, correttezza e trasparenza, e che le misure individuate dal titolare, di seguito descritte, risultano idonee ad attenuare i predetti rischi:

a) apposite misure di sicurezza, anche di carattere organizzativo, volte innanzitutto a minimizzare i rischi di accessi non autorizzati ai dati utilizzati per la predetta selezione;

b) controlli sulla qualità dei dati utilizzati e sulle elaborazioni logiche effettuate;

c) applicazione di garanzie al trattamento automatizzato dei dati personali, per ridurre prudenzialmente i rischi, relativi, in particolare, a errate rappresentazioni della capacità contributiva che potrebbero recare ingiustificati pregiudizi agli interessati;

d) adeguate modalità di coinvolgimento del contribuente;

e) tempi di conservazione dei dati;

RITENUTO, di conseguenza, opportuno che l’Agenzia integri in tal senso la valutazione di impatto trasmessa, dando conto di tutte misure adottate per gestire il rischio elevato che presentano i trattamenti in esame;

RILEVATO che lo schema di provvedimento, nel prevedere la messa a disposizione anche alla Guardia di finanza di elementi e informazioni circa le anomalie riscontrate, non specifica adeguatamente i tipi di dati e le relative modalità di comunicazione;

CONSIDERATO, al riguardo, inoltre, che le nuove disposizioni in materia di scambio automatico di informazioni, introdotte in sede di conversione del d.l. 23 ottobre 2018, n. 119, dalla legge 17 dicembre 2018, n. 136, prevedono che “l’Agenzia delle entrate fornisca, su richiesta, alla Guardia di finanza, per l’esecuzione delle attività di controllo tributario o per finalità di analisi del rischio di evasione fiscale, elementi e specifiche elaborazioni basate sulle informazioni ricevute ai sensi dell’articolo 1, commi 145 e 146, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, nonché su quelle ricevute nell’ambito dello scambio automatico di informazioni per finalità fiscali previsto dalla direttiva 2011/16/UE del Consiglio, del 15 febbraio 2011, e da accordi tra l’Italia e gli Stati esteri” e che a tal fine l’Agenzia e il Corpo della Guardia di finanza debbano stipulare  “apposita convenzione per la definizione dei termini e delle modalità di comunicazione degli elementi e delle elaborazioni di cui al medesimo comma 1, in coerenza con le condizioni e i limiti che disciplinano la cooperazione amministrativa tra Stati nel settore fiscale” (art. 16-sexies);

RITENUTO, pertanto, necessario, anche ai sensi dell’art. 2-quinquiesdecies del Codice, che nello schema di provvedimento in esame, nel rispetto degli artt. 6, § 3, lett. b), e 22, § 2, lett. b), del Regolamento:

1.  vengano espressamente richiamate, ancorché in forma sintetica, le suindicate misure di garanzia poste a tutela degli interessati, individuate nelle predette note:

2. vengano individuate, in conformità agli artt. 5, § 1, lett. c), 25 e 32 del Regolamento, nonché al citato art. 16-sexies del citato decreto legge, le informazioni messe a disposizione della Guardia di finanza e le relative modalità di comunicazione;

VISTA la documentazione in atti;

VISTE le osservazioni formulate dal segretario generale ai sensi dell’art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000;

Relatore il dott. Antonello Soro;

TUTTO CIO’ PREMESSO IL GARANTE

a) ai sensi dell’art. 36, § 4, del Regolamento, fornisce parere favorevole sullo schema di provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate recante “Comunicazioni per la promozione dell’adempimento spontaneo nei confronti dei contribuenti che non hanno dichiarato, in tutto o in parte, le attività finanziarie detenute all’estero nel 2016, come previsto dalla disciplina sul monitoraggio fiscale, nonché gli eventuali redditi percepiti in relazione a tali attività estere”, a condizione che nello stesso vengano richiamate le misure di garanzia a tutela degli interessati, indicate in premessa, e vengano individuati puntualmente i tipi di dati messi a disposizione della Guardia di finanza e le relative modalità di comunicazione;

b) ai sensi dell’art. 58, § 3, lett. c), del Regolamento e dell’art. 2-quinquiesdecies, del Codice,  autorizza l’Agenzia delle entrate ad effettuare il trattamento dei dati personali ai sensi del predetto provvedimento, nel rispetto delle condizioni sopra indicate.

Roma, 4 aprile 2019


2 Commenti

  1. I miliardi in contanti provenienti da traffico di stupefacenti, armi, estorsioni, usura, e gioco d’azzardo illegale, non vengono mai presi in considerazione, si massacrano solo quelli che già pagano le tasse e sono messi in difficoltà da uno stato ingordo e sprecone.

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