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Quanti soldi ci vogliono per un matrimonio?

1 Maggio 2019 | Autore:
Quanti soldi ci vogliono per un matrimonio?

Ricevimento, abiti, fedi nuziali, fiori, fotografo, musica: la spesa media senza troppe pretese per il giorno del sì.

Mettiti nei suoi panni: si inginocchia davanti a te, ti mostra l’anello e ti chiede: «Vuoi sposarmi?». Tu gli dici di sì, lui è al settimo cielo, ti abbraccia, ti bacia. Eccetera. Dopo l’eccetera, lui realizza che c’è da organizzare il tutto. Non te lo dirà mai, ma la prima cosa che si è chiesto è: quanti soldi ci vogliono per un matrimonio? Perché, ora che ti gli hai detto di sì, lui non può tirarsi indietro per una questione economica.

Mettiti nei suoi panni, dicevo, e cerca di capirlo: se avverti che da lì a poco gli spunta qualche capello bianco, pensa alla domanda che si è posto. Certo, sa che l’impegno lo si affronta in due, ma sa anche che dovrà accettare tutte le tue richieste. D’altra parte, tu sei la sposa, la regina della festa, il centro di ogni attenzione per l’intero giorno. E la futura padrona di casa. Ogni tuo desiderio dovrà essere esaudito. Così, i capelli bianchi di lui si moltiplicano di fronte alla solita domanda: quanti soldi ci vogliono per un matrimonio?

Neanche a dirlo, tutto dipende dalle nozze che vuoi: alla Megan e Harry d’Inghilterra o una cosa più sobria. In base a ciò dovrai decidere se vuoi una location in una villa con catering annesso e cerimonia nel parco sotto un arco di fiori (in stile Beautiful, per capirci) oppure un classico ristorante dove si mangia bene e si spende poco. Se vuoi in chiesa il coro della parrocchia o un’orchestra da camera. Se le partecipazioni te le fai tu a mano o vai dal tipografo. Se il vestito dev’essere semplice o la coda resterà fuori dalla porta della chiesa quando tu hai già raggiunto l’altare. Se gli invitati sono i parenti e gli amici più intimi oppure lo stadio di San Siro può starti stretto. Se le bomboniere sono da 10 euro l’una o vuoi regalare un oggetto di porcellana di Limoges tempestato di Swarovski.

Lasciamo stare gli estremi e restiamo su una mezza misura. Vediamo, in media, quanti soldi ci vogliono per sposarsi senza, comunque, sottovalutare alcun dettaglio del matrimonio.

Matrimonio: quanto costa il ricevimento?

Può sembrare strano, ma la prima cosa in assoluto da prenotare è il ristorante per il ricevimento, che solitamente rappresenta il 60% dei soldi che ci vogliono per un matrimonio. E qui si apre un mondo.

Le ultime tendenze vogliono gli spazi aperti per aperitivi ed antipasti, un luogo chiuso per primi e secondi ed un ritorno all’aperto per torta, buffet di dolci ed open bar. Ciò significa prendere in affitto una location con catering esterno o interno. Una cascina, una villa, un luogo in cui non si costringa gli invitati a stare seduti per ore in un posto chiuso.

I prezzi di un ricevimento non scendono mai dai 100 euro Iva compresa se si considera il costo del pranzo o della cena e dell’eventuale affitto della location (se non è collegata al catering).

Il costo lievita ancora se si vuole l’addobbo floreale a tavola e l’open bar. Quest’ultima voce può essere più o meno cara se si decide di fare un forfait con consumazioni illimitate (si parte da 500/700 euro) oppure se si paga a persona con consumazioni illimitate (c’è chi chiede oltre 20 euro a testa, che si beva un’aranciata o dieci gin-tonic).

Altro dettaglio: alcuni posti chiedono un numero minimo di invitati. Questo serve a loro per garantirsi un ingresso sicuro e a te per spendere non meno di una certa cifra.

Fai conto, dunque, di spendere mediamente 130 euro per ogni invitato con le cose che abbiamo citato finora. Ma non è finita.

Matrimonio: quanto si paga di Iva per il ricevimento?

Qui bisogna stare molto attenti a non fare confusione. Nel pensare quanti soldi ci vogliono per un matrimonio, non bisogna trascurare l’Iva sul ricevimento, soprattutto se si tratta di catering.

Questo termine si riferisce alla somministrazione di cibi e bevande nell’ambito di un grande evento come può essere, appunto, un matrimonio. La sua caratteristica principale è quella di provvedere a tale somministrazione fuori dal luogo in cui vengono preparati alimenti e bevande. È prevista anche la fornitura di stoviglie, posate e personale di servizio.

Ora: per sapere quanto si paga di Iva per il ricevimento bisogna considerare la legge che qualifica la somministrazione di cibi e bevande come prestazione di servizi [1]. In tale caso, l’aliquota Iva da applicare è il 10% quando:

  • la somministrazione viene effettuata dentro o fuori dal pubblico esercizio;
  • i prodotti, l’attrezzatura ed il personale sono forniti dall’azienda.

In altre parole: si paga l’Iva al 10% sul catering quando il servizio viene effettuato a queste condizioni, ma non quando il servizio si limita alla preparazione del cibo senza indicazioni da parte del cliente.

Sull’affitto della location si paga l’Iva?

Potresti chiederti anche se sull’affitto della location si paga l’Iva. La stessa legge citata in precedenza dice, in linea generale, che l’affitto di immobili è esente da Iva [2] tranne nei casi in cui l’immobile sia destinato ad attività turistico-alberghiera. In quest’ultimo caso, si applica l’aliquota del 10%.

Se questa condizione non esiste, perché il fornitore del catering è un soggetto terzo rispetto al proprietario della location, si dovrà pagare l’Iva al 10% solo per il servizio di catering, mentre la locazione della villa o del castello o della cascina che sia resta esente da Iva. A meno che vengano richiesti al locatore altri servizi oltre all’affitto (riassetto dei locali, lavanderia, ecc.), il che rientrerebbe in una prestazione di servizi più complessa soggetta ad Iva.

Matrimonio: quanto costa la musica?

Vorrai mica fare un matrimonio senza un minimo di animazione, vero? Allora metti in conto non solo il costo del musicista o deejay che sia ma anche quello della Siae.

Sul musicista o deejay, dipende. Sarebbe una fortuna conoscere qualcuno di tua fiducia che ti faccia un po’ di sconto (se non addirittura gratis), altrimenti uno onesto ti chiederà per la giornata almeno 500 euro.

Quanto alla Siae, la si paga sempre e comunque, anche se l’animatore è tuo fratello che sa cantare e suonare la tastiera. La differenza non la fa chi si mette davanti al microfono, ma il fatto che qualcuno si metta davanti al microfono.

Si paga la Siae anche se non c’è nessuno che canta e si decide di utilizzare musica pre-registrata. È il caso del deejay che arriva a fine serata per far fare quattro salti agli invitati.

Quanti soldi ci vogliono per la musica? Se fatta dal vivo:

  • fino a 200 invitati: 199 euro più Iva;
  • oltre 200 invitati: 299 euro più Iva.

Se, invece, chiami un deejay, oltre ai diritti d’autore sopra elencati dovrai pagare i diritti ai produttori fonografici in questi termini:

  • fino a 200 invitati: 79 euro più Iva (totale, dunque, 278 euro più Iva);
  • oltre 200 invitati: 199 euro più Iva (totale, 398 euro).

Queste cifre, ovviamente, di sola Siae. Aggiungici il costo del musicista o del deejay.

In questo articolo ti spiego come puoi pagare la Siae online.

Matrimonio: quanto costano le partecipazioni?

Individuata la data e prenotato il luogo del ricevimento, puoi procedere con le partecipazioni del matrimonio. Tutto sommato, e visti i costi delle altre cose, non sarà questa la voce che farà piangere il tuo conto corrente: con 5-7 euro ad invitato (anzi: ad amici o parenti sposati se ne consegna una sola) puoi già fare un figurone.

Ad ogni modo, significa che se alle tue nozze vorrai con te 100 persone spenderai circa 500 euro di partecipazioni.

Matrimonio: quanto costa la cerimonia?

Un bel 20% dei soldi che ci vogliono per un matrimonio se ne va nella cerimonia nuziale. Partiamo dalle fedi. Volendo escludere anelli con brillanti, diamanti ed esagerazioni varie (de gustibus) ma anche il fil di ferro per risparmiare a tutti i costi, la classica fede francesina in oro 18k, pesante appena 3 grammi può costare circa 150 euro a testa (o a dito, se preferisci). Si sale ad almeno 400 euro per una dal peso di 7 grammi e da lì in su a seconda di ciò che si vuole.

Anche i fiori sono relativi. Un bouquet da sposa può costare anche 70 euro, ma c’è chi ne spende 150-200 euro. In chiesa (o nella sala dove si svolge il rito), si può trovare una soluzione di addobbi floreali piuttosto sobria partendo dai 500 euro.

E se non hai un parente bravo con macchina fotografica e telecamera e vuoi andare sul sicuro chiamando un fotografo professionista, preparati a spendere almeno altri 2.500 euro per l’album e il video del tuo matrimonio, oltre al pranzo del fotografo e del suo assistente, nel caso debbano lavorare anche al ricevimento.

Ultima ma non ultima, l’offerta alla chiesa. È usanza lasciare una busta con un po’ di soldi per contribuire alle spese. Normalmente bastano 200 euro.

Matrimonio: quanto costano gli abiti?

Altro tasto dolente nel calcolo dei soldi che ci vogliono per un matrimonio: il costo degli abiti della sposa e dello sposo. Quest’ultimo è, di solito, più contenuto. Il primo, mica tanto.

Partiamo dallo sposo e dall’alto verso il basso. Taglio e pettinatura (essere pelati ha i suoi vantaggi) non dovrebbero superare i 60 euro. Un bell’abito, senza indossare per forza un frac o un tight, lo si può avere per circa 1.200 euro. Facciamo 1.450 euro aggiungendo cravatta e camicia. Non resta che mettergli le scarpe (tralasciamo l’intimo che, tanto, non si vede): altri 250 euro.

Praticamente, quello che lo sposo ha speso complessivamente per lui se ne va nel solo abito per lei. Per un vestito bello ma semplice si parte da circa 1.800-2.000 euro, più altri 200 per il velo. Per le scarpe si possono pagare almeno 350-400 euro. E poi c’è trucco e parrucco: almeno 300 euro tra acconciatura, manicure, pedicure e trucco. Anche in questo caso, lasciamo alla sposa la scelta della biancheria intima, a seconda delle sue abitudini.

note

[1] Art. 3 co. 2 DPR 633/1972.

[2] Art. 10 DPR 633/1972.


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