Matrimonio: si può cambiare sala ricevimenti?

26 Maggio 2019 | Autore:
Matrimonio: si può cambiare sala ricevimenti?

Quali sono le conseguenze per gli sposi che ripensano al luogo in cui festeggiare le proprie nozze?

Il matrimonio è uno degli eventi più importanti per la vita di coppia; ed essendo un giorno così importante, fai di tutto affinché sia indimenticabile, per te, per il tuo partner, ma anche per familiari e amici. Così cerchi la chiesa ideale, i fotografi migliori, il gruppo musicale più dinamico e, cosa più importante, cerchi la sala ricevimenti più incantevole che esista nella tua zona. A seconda del tipo di servizio offerto, queste location offrono la possibilità di creare allestimenti originali, ma anche di scegliere un menù con specialità culinarie incredibili. Tuttavia, dopo aver concordato prezzo, date e numero, non tutti rimangono convinti della propria scelta. Molti, quindi, si chiedono in merito al proprio matrimonio: si può cambiare sala ricevimenti? Magari hai scoperto un altro posto, più bello o meno costoso, per celebrare questo lieto evento, ma bisogna capire che il tuo ripensamento può comportare una conseguenza economica per le tue tasche. Dopo aver analizzato la tipologia di contratti prevista per il ricevimento matrimoniale, vedremo quali sono le clausole previste in merito dai proprietari di queste location e quali sono i costi da pagare per un eventuale ripensamento, al fine di verificare se il gioco vale la candela.

Tipi di contratto

Solitamente, le sale ricevimenti si sostanziano in locali di lusso: ville, castelli, anfitrioni, palazzi storici e così via.

I proprietari di queste meravigliose location sono soliti offrire tre tipi di contratti:

  • quello di sola occupazione della location, cosiddetto contratto eventi;
  • quello di banqueting;
  • quello di ristorazione e catering.

Contratto evento

Con il contratto evento il proprietario offre il servizio della sola location. In questo caso, gli sposi potranno usufruire di tutti gli spazi a disposizione per organizzare il proprio ricevimento.

Tuttavia, dovranno occuparsi autonomamente dei pasti e degli allestimenti da installare all’interno della sala.

Contratto di banqueting

Questo contratto abbraccia la prima tipologia, relativa all’occupazione della location da affittare ma in più prevede la possibilità di usufruire dei beni mobili di proprietà della villa per addobbare la location in vista dell’evento matrimoniale.

Pertanto, in questo contratto gli sposi avranno la possibilità di usufruire di tavoli, divani, poltrone, candelabri e di tutta l’oggettistica utile per realizzare l’evento al meglio.

L’unica cosa che manca è il cibo; pertanto, sarai tu a dover contattare un servizio di catering che provveda a cucinare nella location individuata.

Contratto di ristorazione e catering

Solitamente questo è il contratto completo che ti soddisfa, almeno sulla carta, da ogni punto di vista. Qui, solitamente si ha a che fare con un ristorante immerso in una location invidiabile.

Pertanto, avrai a disposizione tutti gli strumenti di proprietà del ristoratore, i piatti cucinati dallo stesso e la location dove festeggiare il tuo matrimonio.

Obblighi degli sposi

Solitamente, gli obblighi contrattuali che assumono i futuri sposi sono di natura economica e civica.

Da un lato, la coppia si impegna al pagamento di quanto richiesto dal proprietario della location nei tempi indicati, mentre dall’altro si assume la responsabilità per eventuali danni riportati alla sala ad opera degli invitati all’evento. Non di rado, infatti, gli amici che non reggono l’alcol o i bambini troppo indisciplinati provocano danni alla struttura e agli allestimenti; per questo, i proprietari si tutelano prevedendo l’obbligo di risarcimento in capo agli sposini.

Obblighi del proprietario della location

Il proprietario della location si obbliga a mettere a disposizione tutto quanto promesso in contratto per il ricevimento concordato.

Mentre per i contratti di solo evento, o di banqueting, la responsabilità si limita alla messa a disposizione dei beni in vista del matrimonio, per i contratti di ristorazione la responsabilità aumenta e sconfina in ambito culinario essendo il ristoratore l’unico responsabile anche per la qualità e la quantità delle pietanze, oltre che per il servizio di fatica (camerieri, metre di sala, cuochi e così via).

Pagamento della location

Solitamente, i contratti prevedono un pagamento scaglionato del corrispettivo per l’affitto della sala ricevimenti.

Spesso capita che, al momento della sottoscrizione, i futuri sposi paghino un acconto, a titolo di caparra confirmatoria, a dimostrazione delle serie intenzioni. Quella somma sarà, quindi, trattenuta in caso di mancata realizzazione dell’evento o imputata al pagamento di parte del prezzo convenuto.

Dopodiché, alcuni proprietari prevedono il pagamento del saldo direttamente il giorno dell’evento (così aiutando gli sposi che, nel frattempo, hanno ricevuto le bustarelle in dono), altri il pagamento del saldo qualche settimana prima dell’evento e, infine, altri ancora il frazionamento del saldo in diverse rate, scaglionate nel tempo al ravvicinarsi della data dell’evento.

Diritto di recesso

In quasi la totalità dei contratti di questo tipo, viene prevista la possibilità di esercitare il diritto di recesso, anche se condizionato – spesso – al pagamento di un corrispettivo, che diventa così una sorta di penale.

E così, semmai gli sposi dovessero pensare a cambiare location, magari le ultime settimane, dovrebbero sopportare il pagamento di questa somma a favore del proprietario della sala ricevimenti.

Questo corrispettivo funge da risarcimento per il proprietario che, ricevuta la comunicazione di cambio ricevimento, si ritroverebbe senza un importante guadagno e, al contempo, senza la possibilità di recuperare la prenotazione con altri eventi, posto che è noto che un matrimonio viene organizzato, solitamente, con mesi e mesi di anticipo.

Questa clausola, per quanto fastidiosa per la coppia,è assolutamente legittima, essendo frutto di una trattativa contrattuale condotta dalle parti, non derivante da una forzatura imposta dal soggetto più forte ai danni di quello più debole. E infatti, nulla impone alla coppia di sottoscrivere quell’accordo, ben potendo gli stessi cercare un altro luogo dove festeggiare la propria unione.

Corrispettivo del recesso e clausola vessatoria

Lo so, non riesci a digerire la richiesta economica avanzata dal proprietario della location originariamente opzionata. Non avevi letto bene il contratto e, ora, ti rendi conto che era previsto il pagamento di una somma per l’esercizio del diritto di recesso? Ti chiedi se tutto questo è legale? Ebbene, una coppia è arrivata fino in Cassazione per avere giustizia e non pagare quanto richiesto dal proprietario della sala ricevimenti. Il nocciolo della questione riguardava, appunto, la natura vessatoria del diritto di recesso riconosciuto ai futuri sposi.

Dopo aver perso i primi due gradi di giudizio, la coppia ricorreva alla suprema corte di Cassazione per ottenere il riconoscimento della natura vessatoria della clausola mediante la quale le parti avevano regolato la facoltà di recesso dietro pagamento di una somma, trattandosi – a loro dire – di un’illecita forma di costrizione al pagamento di una penale, non prevista in caso di inadempimento del ristoratore. Ci sarebbe, pertanto, un evidente squilibrio dei diritti e degli obblighi delle parti: da un lato la coppia non può sbagliare e ritornare sui propri passi, dall’altro il ristoratore può fare quel che gli pare, rinunciando all’evento senza subire alcuna conseguenza economica.

Tuttavia, i giudici di legittimità confermavano quanto stabilito dai primi giudicanti [1], escludendo la vessatorietà della clausola, così come previsto, invece, per le ipotesi disciplinate dal Codice del consumo.

Infatti, secondo la Corte, tra le parti (futuri sposi e proprietario della location) era stata stabilita consensualmente quella clausola, ad esito di una puntuale trattativa individuale condotta dalle parti e non già, pertanto, di una clausola penale o di alcun’altra forma di costrizione unilaterale.

Per tale motivo, quindi, la Cassazione ha deciso di rigettare il ricorso degli (oramai) sposi che, così, oltre a pagare la penale prevista in contratto, si sono visti ricevere una condanna al pagamento anche delle spese legali.


note

[1] Cass. civ., ord. n. 9937/2019 del 10.01.2019


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