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Riscossione esattoriale: nullatenenti salvi

1 Maggio 2019
Riscossione esattoriale: nullatenenti salvi

Pignoramenti indirizzati solo verso chi può pagare e ha un patrimonio: cartelle di pagamento notificate a tutti anche solo per interrompere la prescrizione.

Chi non ha nulla, non deve essere afflitto dall’esattore. Potrebbero sintetizzarsi con queste semplici parole le nuove linee guida sposate dal ministero dell’Economia in materia di riscossione esattoriale. Questo non significa che le cartelle di pagamento arriveranno solo a chi può permettersi di pagare, ma l’accanimento nella riscossione – quello sì – dovrà fare un distinguo. Nullatenenti salvi, dunque? Probabilmente. Ma vediamo meglio cosa sta per succedere. 

Collaborazione e non persecuzione

All’indomani dell’avvio di una nuova fase nella lotta all’evasione e del varo della Superanagrafe tributaria, il ministro Tria ha appena comunicato l’atto di indirizzo delle politiche fiscali per il triennio che andrà dal 2019 al 2022, atto pubblicato sullo stesso sito del ministero. Che cosa dice di nuovo questo documento? Tutto e niente. “Niente” perché resta pur sempre un atto di indirizzo: non è quindi una fonte di legge, non è una direttiva, non è obbligatoria ma solo un corpo di disposizioni programmatiche. “Tutto” perché sembra rivoluzionare l’approccio delle strategie di Agenzia delle Entrate Riscossione nei confronti dei contribuenti nullatenenti, quelli cioè privi di patrimoni pignorabili.

Ancora una volta la parola di partenza è compliance volontaria: un termine forse troppo enfatizzato negli ultimi tempi, con cui si vuol dire che l’evasore che si “auto-denuncia” o che comunque riconosce gli errori segnalatigli dal fisco deve avere un trattamento di favore rispetto a chi, invece, ha atteso che l’Agenzia delle Entrate o la Finanza bussassero alla porta. Ecco perché scopo della “nuova” amministrazione finanziaria deve essere non tanto perseguire chi non paga le tasse, ma favorire – dice il documento strategico – la compliance, la collaborazione.

«Prevenire gli inadempimenti tributari. Migliorare la qualità dei controlli. Rafforzare l’efficacia della riscossione»: sono questi altri tre obiettivi che nominano le linee guida. Andrà quindi favorito il dialogo collaborativo con i contribuenti per supportarli sia nel momento dichiarativo sia nel pagamento dei tributi.

Controlli fiscali mirati

Le linee guida si prefiggono poi di migliorare la qualità dei controlli fiscali effettuati dall’amministrazione finanziaria, da conseguire avvalendosi anche degli strumenti di cooperazione internazionale, di avanzate tecniche di analisi e valutazione del rischio e di monitoraggio dei comportamenti di soggetti ad elevata pericolosità fiscale, nonché sfruttando le potenzialità derivanti dall’introduzione della fatturazione elettronica che consentirà di effettuare i famigerati controlli incrociati tra le diverse operazioni dichiarate dai contribuenti. 

Riscossione mirata solo su debitori solvibili con patrimoni

Veniamo al capitolo dolente: la riscossione esattoriale. 

Tra i 12 «ambiti di azione» indicati da Tria a tutte le componenti dell’amministrazione finanziaria, spicca soprattutto quello dedicato a «Rafforzare l’efficacia della riscossione». All’agente pubblico della riscossione viene chiesto prima di tutto di assicurare la chiusura delle posizioni debitorie ancora aperte e in particolare l’attuazione della «pace fiscale».

Una volta accertato che il contribuente non ha pagato le tasse e passata ormai la palla ad Ader (Agenzia Entrate Riscossione), quest’ultimo dovrà poi effettuare delle analisi dei debiti iscritti a ruolo per indirizzare l’attività di riscossione innanzitutto verso i debitori più solvibili e i crediti che hanno maggiori possibilità di essere riscossi, ferma restando comunque la necessità di salvaguardare tutti i crediti affidati in riscossione mediante atti idonei a evitare la decadenza e la prescrizione. In buona sostanza, niente “accanimento terapeutico” nei confronti di chi non può pagare che, al massimo, si vedrà recapitare di tanto in tanto qualche sollecito per evitare che scadano i termini in modo da non escludere la riscossione in un successivo momento (magari nei confronti degli eredi).  

Inoltre, fermo restando i termini di legge, saranno ottimizzati i tempi medi di lavorazione per la notifica delle cartelle di pagamento e per l’attivazione delle procedure cautelari (ipoteche e fermi auto) ed esecutive (pignoramenti). 

Infine, sarà migliorato lo scambio informativo tra agente della riscossione ed enti impositori o beneficiari, in modo che siano assicurati il tempestivo aggiornamento e la fruibilità da parte di questi ultimi di tutte le informazioni relative allo stato della riscossione, nonché una gestione integrata delle richieste avanzate dai contribuenti, attraverso il progressivo allineamento delle diverse banche dati. 

Un’attenzione particolare, dunque, andrà prima di tutto a chi può pagare le cartelle in tempi brevi senza comunque pregiudicare la riscossione nei confronti di tutti gli altri contribuenti, anche semplicemente con «atti idonei a evitare la decadenza e la prescrizione».


note

Autore immagine: uomo povero e ricco. Di curiosity


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