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Troppi risparmi sul conto: arrivano i controlli del fisco

1 Maggio 2019
Troppi risparmi sul conto: arrivano i controlli del fisco

Parte la Superanagrafe dei conti correnti. Ecco quando entra in vigore il Rispamiometro.

Nella prima trilogia di Guerre Stellari, la minaccia nemica era la “Morte Nera”, una potente macchina da guerra in grado di distruggere i pianeti. Negli ultimi anni, la morte nera dell’Agenzia delle Entrate si chiama Risparmiometro, uno strumento appena ultimato che consente di stanare le evasioni al pari – e forse anche meglio – del Redditometro. Se n’era parlato parecchio negli scorsi mesi e non senza pochi timori da parte dei contribuenti titolari di risparmi sul conto corrente. Ma ora è arrivato il momento in cui il nuovo algoritmo del fisco può essere messo alla prova ed entrare definitivamente in funzione. 

Troppi risparmi sul conto? Arrivano i controlli del fisco. La tanto attesa Superanagrafe dei conti correnti entra ora in azione non solo nei confronti dei grandi evasori, ma anche dei piccoli contribuenti: le persone fisiche e le ditte individuali, i lavoratori dipendenti e i disoccupati, i pensionati e le piccole società. Furbetti coi giorni contati quindi. 

Vediamo meglio di cosa si tratta e quando entra in vigore il risparmiometro.

Risparmiometro: cos’è?

Il meccanismo del Risparmiometro è semplice e funziona più o meno in senso opposto al Redditometro. Quest’ultimo è un software che “pesa” gli acquisti fatti dai contribuenti nell’arco di un anno e li confronta con le “entrate”, ossia coi guadagni dello stesso periodo per come indicati nella dichiarazione dei redditi. Se il contribuente ha speso più di quanto ha incassato è verosimile che abbia ricevuto redditi “in nero”, salvo dimostri di aver ricevuto donazioni, eredità, vincite al gioco o mutui. Questo “nero” viene così tassato e sanzionato. Il redditometro non misura però i centesimi: si accorge delle anomalie solo quando tra le spese e le entrate c’è una sproporzione di oltre il 20%.

Il Risparmiometro, dicevamo, si basa su un meccanismo simile ,ma inverso. Il punto di partenza è un ragionamento logico e molto pratico: i soldi guadagnati non possono essere tutti messi da parte. Una percentuale deve per forza essere spesa in alimenti, affitto, utenze, benzina, medicine, ecc.: quelle spese cioè necessarie alla stessa sopravvivenza. Questo significa che, se alla fine dell’anno, sul conto corrente, c’è lo stesso volume di denaro che è stato denunciato con la dichiarazione dei redditi, è verosimile che il contribuente abbia “campato” con altri soldi. Soldi evidentemente non dichiarati. Ed ecco che scatta il controllo fiscale. Insomma è davvero ambiguo che su un conto vi siano solo versamenti e non prelievi. Ecco che allora il risparmio diventa sospetto e indice di evasione fiscale.

Il Risparmiometro funziona pressappoco in questo modo: l’algoritmo estrapola, dall’Anagrafe dei conti correnti, i dati del conto corrente del contribuente. In particolare, prende a riferimento il saldo alla fine di ogni anno. Dopodiché, lo confronta con il reddito dichiarato e se tra i due vi è una sostanziale discrasia si passa alla fase B: la contestazione e l’accertamento fiscale.   

Maggiori dettagli in: Come funziona il risparmiometro del fisco

La nuova Superanagrafe dei conti correnti

La chiamano Superanagrafe dei conti correnti (e non solo dei conti correnti), visto che è in grado di censire tutti i rapporti finanziari, quindi anche i libretti di risparmio, i depositi, le cassette di sicurezza, i titoli, ecc. Annunciata già dal decreto salva-Italia del Governo Monti come arma finale contro l’evasione, ora è in grado di partire anche nei confronti delle persone fisiche ossia di tutti i contribuenti che non hanno partita Iva.  

Proprio qualche giorno fa il Garante della Privacy ha dato il via libera ai provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate che disciplinano l’utilizzo dei nuovi strumenti di controllo fiscale. E con l’ok dell’Authority, tanto l’Agenzia delle Entrate quanto la Guardia di Finanza potranno sfruttare le informazioni sui risparmi degli italiani per cercare di capire chi nasconde molta più ricchezza di quanta ne dichiari o ne faccia emergere. 

In pratica, non sarà più possibile stipare i redditi ufficiali sul conto spendendo invece, per le esigenze di tutti i giorni, il nero: chi non preleva dal conto rischia di trovarsi addosso, ben presto, il Risparmiometro. Se vuoi ulteriori approfondimenti su questo spinoso tema ti consiglio di leggere la nostra guida dal titolo: Troppi soldi sul conto: cosa rischio?

Le liste di contribuenti

Verranno, in questo modo, stilate le famigerate “liste selettive”, gli elenchi cioè dei contribuenti più a rischio evasione. E, una volta individuati i nomi e i cognomi di chi risparmia troppo, si procederà alle verifiche effettive. 

L’enorme mole informativa di dati di sintesi (per essere chiari non ci sono i singoli movimenti in entrata o in uscita sui conti correnti, ma solo i saldi a inizio e a fine anno, la somma degli addebiti e degli accrediti e la giacenza media) serve a creare delle liste selettive di contribuenti che poi saranno condivise con gli uffici locali del fisco per procedere ad approfondimenti e controlli. 

I dati degli algoritmi – raccomanda però il Garante – vanno comunque presi “con le pinze”, nel senso che non ci si può affidare a un computer senza che la mano dell’uomo verifichi, in concreto, se davvero c’è evasione o meno. Il che significa due cose: le verifiche non possono mai essere automatizzate e al contribuente va sempre data la possibilità – con un contraddittorio in via amministrativa – di difendersi e dimostrare che non ha evaso.

Risparmiometro anche per le società

L’Agenzia delle Entrate si prepara ad ampliare il campo delle liste selettive anti-evasione anche alle società. Sono queste le indicazioni che arrivano dal provvedimento dell’Agenzia delle Entrate sull’Analisi del rischio di evasione su cui il Garante della Privacy ha dato il via libera.

Il Risparmiometro, dunque, non solo è confermato, ma anche ampliato. 

«Il modello», si legge nel documento, «verifica la coerenza, nell’anno di riferimento, delle disponibilità finanziarie dei contribuenti persone fisiche, titolari unici dei rapporti finanziari, oggetto di osservazione, risultanti dalle informazioni comunicate all’archivio dei rapporti finanziari, con le fonti di entrata e di uscita agli stessi riconducibili, quantificate sulla base degli elementi in possesso dell’amministrazione finanziaria».

Il segnale di allarme per il fisco, continua il provvedimento, è rappresentato da una variazione, nell’anno di riferimento, delle disponibilità finanziarie, risultante dall’Archivio dei rapporti, non coerente con la somma algebrica dei redditi e delle spese come in possesso delle banche dati dell’Anagrafe tributaria.

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21 Commenti

  1. Si tratta dell’ennesimo disincentivo alla correttezza fiscale.
    I contribuenti disonesti impiegheranno un secondo a capire che le spese dovranno sostenerle in contanti ( gli stessi contanti accumulati scorrettamente) e non farle transitare sui c/c.
    Bravo fisco!

    1. Il risparmiometro obbliga ad abree spese bianche.
      Forse intende dire che spinge a fare totalmente del nero?

  2. Come si fa a stabilire qual è la percentuale “giusta” di spese rispetto ai guadagni? Se io sto tirando la cinghia per risparmiare per gli studi futuri dei miei figli? Se vengo aiutato dai genitori col vitto e l’alloggio per poter mettere da parte qualcosa? Come si permette lo stato di sindacare su quanto devo spendere?
    Quindi o c’è qualcosa che non è chiaro nell’articolo oppure è l’ennesima vessazione che non mancherà di far scendere ancor di più il gradimento del governo.

    1. Se sei uno che “tira la cinghia” stai tranquillo che mai nessuno ti verrà a dare fastidio. L’articolo usa toni di fanfare forse un po esagerati. In ogni caso se non evadi che problemi hai?

  3. eh ma chi si fida di voi ,quando i contribuenti devono pagare lo devono ff TVare immediatamente, se poi hanno sbagliato loro….perdono pure la memoria. E ci devi mettere pure lavvocato. Poi non si spiega di come é possibile che questi errori sono sempre in favore di loro, non sbaglianoo mai que ti devono loro a te.Mistero

  4. Ma perchè devono rompere i coglioni controllando le nostre tasche? Lasciateci gestire i nostri quattro soldi in pace!

  5. Niente piu soldi in banca … voglio proprio vedere da dove prenderanno i soldi quelli che lavorano all’agenzia delle entrate , visto che oltre al lauto stipendio si prendono le percentuali ma non dovrebbe essere cosi.

  6. ..il risparmiometro adesso…? ma qui stiamo alla potenza delle fesserie, ma come si permettono di ….parlare, stanare eventuali evasori….qui stiamo nel grottesco, è l’ennessima beffa e pertanto chi ci gioca merita la fine di essere sciolto ……nell’acqua….mi viene in mente le rappresaglie dei narcotrafficanti al palazzo di giustizia, qui vale il contrario……

  7. Allora i soldi li spediamo e vi meravigliate e scatta il “redditometro”; non li spendiamo, siamo virtuosi non ci date un cazzo di nessun interesse e dal conto corrente rilevate i relativi depositi accumulati della nostra e scatta il “risparmiometro”, ma ditemi di grazia come ci dobbiamo comportare??

  8. la conseguenza di tutto cio’ …stipendi da nababbi dei politici ,contro stipendi da sopravvivenza ormai nel ceto medio . prima o poi qualcuno perdera’ le staffe, ..le conseguenze faranno male a tutti nessuno escluso

  9. un altro incentivo ad usare criptovalute come Bitcoin e Monero. Più si va avanti e più sono convinto che verrà adottata una currency digitale prima o dopo.

  10. Perché bisogna essere risparmiatori limitati? Quale legge lo impone se da subito vanno contro l’art 3 della nostra Costituzione mettendo pali sociali ed economici? –> “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale…” Non capisco questo spingere la gente verso l’uso dei conti correnti per poi opprimerla con leggi-espedienti… non sono manovre criminali premeditate che uno Stato serio neppure deve pensare? A che serve risparmiare? E’ come quando parlano di “democrazia”… rimane solo il termine perché in realtà è ben altro…

  11. Forse il popolo non ha capito che stiamo sotto dittatura “velata” e schiavitù.
    La burocrazia è dittatura, noi dobbiamo allo stato moduli e documenti a pena sanzioni, mentre lo stato si permette ciò che vuole con i cittadini (se l’ama non funziona si paga ugualmente, se arriva in ritardo un pagamento dello stato o un presidio medico sei impotente).
    Schiavitù: paghi tasse e tasse, costi della vita/prodotti/lavori ecc. alti di conseguenza, e ti fanno rimanere con poche centinaia di euro in tasca per farti due giorni di vacanza o un abbonamento sky e farti sentire libero, quando non puoi farti un progetto di vita: casa di proprietà/attività/famiglia/figli ecc.
    Scritto tutto ciò…si vota ancora Pd al 25% e Forza italia quasi al 10%, cioè, il 35% vota ancora chi ha rovinato questo paese favorendo Banche e portando Monti al governo…faccio prima a cambiare paese.

  12. La G.d.F. controllasse i troppi esercizi commerciali (bar trattorie tabaccai coi loro articoli da regalo barbieri/parrucchieri etc.ets.) e i “poveri” artigiani (meccanici falegnami carrozzieri idraulici elettricisti) che prendono soldi in nero….MULTE E CHIUSURE DELL’ATTIVITA PER QUALCHE SETTIMANA O MESE A SECONDA DEI CASI….così in questi periodo non fanno nè bianco nè nero.
    In Italia le tasse le pagano “alla fonte” solo i dipendenti a busta paga,

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