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Donare il corpo alla scienza dopo la morte

1 Maggio 2019 | Autore:
Donare il corpo alla scienza dopo la morte

E’ possibile donare il proprio corpo dopo la morte? Cosa dice il ddl sulla donazione del corpo post mortem?

Il Senato ha approvato il ddl sulla donazione del corpo post mortem con 220 voti a favore; nella votazione finale c’è stato un unico astenuto. Ora, il provvedimento passerà all’esame della Camera. Ecco quali sono le principali novità del disegno di legge (a prima firma del senatore Pierpaolo Sileri del Movimento 5 stelle).

Il ministro della Salute dovrà promuovere iniziative dirette ad informare i cittadini sulla manifestazione del consenso per la donazione del proprio corpo post mortem. Le regioni e le Asl illustreranno i contenuti della legge ai: medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, medici delle strutture sanitarie pubbliche e private.

Il provvedimento approvato è composto da nove articoli; le norme specificano che l’uso della salma è finalizzato allo studio, alla formazione e alla ricerca scientifica del corpo umano e dei tessuti di persone di cui sia stata accertata la morte secondo le forme indicate dalla legge. Secondo l’articolo 6, la donazione del corpo e dei tessuti post mortem non può avere fini di lucro.

La donazione della salma è importante in campo chirur­gico, sia per la pratica e la messa a punto di interventi particolarmente complessi che per la sperimentazione di nuovi approcci me­dici, tecniche e tecnologie. Come si può evincere dalla lettura del ddl, l’obiettivo della donazione consiste nel destinare la salma a fini di alto valore etico e umano, offrendo l’opportunità di migliorare la scienza medica attraverso la ricerca e la for­mazione su un modello umano. Il ddl è neces­sario in quanto la normativa vigente non risulta essere del tutto chiara né particolarmente esaustiva [1].

Per la donazione dell’intero cadavere è suffi­ciente la manifestazione della volontà del dona­tore in sede testamentaria e l’assenza della necessità di autopsia sul corpo.

Come si potrà esprimere il proprio consenso? L’articolo 3 stabilisce le forme e i modi della volontà di donazione del proprio corpo post mortem, che dovranno essere indicati per iscritto in maniera chiara e inequivocabile. Si prevede che la manifestazione del consenso alla donazione del proprio corpo post mortem deve avvenire attraverso una dichiarazione redatta nella forma dell’atto pubblico o della scrittura privata autenticata. Per i minori, il consenso potrà essere espresso nelle medesime forme da entrambi i genitori.

Copia del documento che conterrà la volontà dei donatori dovrà essere consegnata al centro di riferimento competente per territorio, individuato secondo le modalità stabilite dall’articolo 4: “Il ministro della Salute, di concerto con il ministro dell’Istruzione, dell’università e della ricerca, previa intesa in sede di Confe­renza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, individua le strutture universi­tarie e le aziende ospedaliere di alta specia­lità da utilizzare quali centri di riferimento per la conservazione e l’utilizzazione delle salme ai fini di cui alla presente legge”.

Le spese previste per il trasporto della salma, dal decesso fino alla restituzione, comprese quelle della tumulazione o dell’eventuale cremazione saranno sostenute, entro il tetto massimo indicato nell’articolo 8, dalle istituzioni in cui hanno sede i centri di riferimento che hanno usato la salma.

L’articolo 5 determina le modalità e i tempi di restituzione della salma: i centri di riferimento dovranno restituirla alla famiglia in condizioni dignitose, entro due anni dalla data della consegna.


note

[1] La norma­tiva di riferimento è costituita dal regola­mento di polizia mortuaria di cui al D. P. R. n. 285del 10.09.1990, dalla L. n. 578 del 29.12.1993, recante norme per l’accertamento e la certificazione di morte, nonché dalla L. n. 91 dell’1.04.1999, recante disposi­zioni in materia di prelievi e di trapianti di organi e di tessuti.

Autore immagine: equipe medica di Robert Kneschke


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