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Risparmiometro: parte la Superanagrafe dei conti correnti

1 Maggio 2019
Risparmiometro: parte la Superanagrafe dei conti correnti

Tempi duri per i furbetti: partono anche per le persone fisiche i controlli incrociati sui risparmi in banca.

Ogni promessa è debito, potrebbe dire l’Agenzia delle Entrate che, negli scorsi mesi, ci aveva anticipato l’imminente lancio del Risparmiometro. E così è stato. Dopo i pareri positivi forniti ieri dal Garante della Privacy, tutto è ora pronto per far partire la Superanagrafe dei conti correnti, il nuovo strumento che servirà al fisco per controllare la congruenza dei risparmi in banca rispetto a redditi dichiarati. Chi ha, sul conto corrente, troppi soldi rispetto alle fatture emesse o al 730 rischierà un accertamento fiscale. 

La novità del Risparmiometro è proprio questa: non si tratta di un controllo sulle spese – come è stato sino ad oggi con il redditometro – ma su ciò “che non è stato speso”. Chi riceve periodicamente l’accredito in banca dello stipendio o della pensione dal conto non preleva mai un euro, dovrà spiegare all’ufficio delle imposte con quali soldi ha fatto la spesa, ha pagato le utenze e l’affitto, ha pagato la benzina per andare al lavoro o anche solo l’abbonamento all’autobus. Insomma, siccome non di sola aria vive l’uomo, è impossibile che il conto resti sempre intonso (o quasi). 

Chi vuole avere maggiori informazioni sull’uso del Risparmiometro e da quando partiranno i controlli può leggere Troppi risparmi sul conto: arrivano i controlli del fisco. Di certo possiamo dire sin d’ora che il Fisco ha anticipato che per i controlli incrociati è già tutto pronto: e la Superanagrafe dei conti correnti è operativa non solo per società e imprenditori, ma anche per i privati, le persone fisiche, i dipendenti, i pensionati e persino i disoccupati (che, a ben vedere, rischiano di più se hanno un conto ricco e alcun reddito ufficiale). Il tutto proprio mentre il Ministro dell’Economia Tria pubblica le nuove linee guida sugli accertamenti e sulla riscossione: riscossione che, quantomeno, dovrebbe andare a colpire solo i soggetti solvibili e con un patrimonio. Sul punto leggi l’approfondimento Riscossione esattoriale: nullatenenti salvi.

I dati saranno offerti dalle stesse banche all’Agenzia delle Entrate, mediante terminale: è l’anagrafe dei rapporti finanziari che rivela, periodicamente, i conti detenuti dagli italiani, i prelievi e i versamenti, il saldo, il titoli e i libretti, le cassette di sicurezza, ecc.

C’è però un’àncora di salvezza per chi verrà trovato con troppi risparmi sul conto corrente rispetto alle entrate della dichiarazione dei redditi: la difesa preventiva deve essere sempre garantita, ammonisce il Garante. Il che significa un secco “no” ai controlli automatizzati, fatti solo sulla base di quello che risulta nel computer. Dietro la macchina ci dovrà sempre essere la mano dell’uomo. 

In più il contribuente dovrà avere la possibilità di presentare delle difese prima dell’accertamento, in modo da non dover poi far ricorso al giudice. È quello che si chiama contraddittorio preventivo. Ed è proprio in questa fase che si potranno presentare le giustificazioni dimostrando da dove provengono quei “soldi in più” che hanno consentito di vivere senza toccare il conto corrente. Ecco un esempio di difesa che potrà servire a contrastare il risparmiometro. Si potrà dimostrare – ma sempre con prova scritta – che il denaro è frutto di un regalo da parte di un parente (cioè una donazione) o è il lascito di una eredità, o la vincita al gioco o un finanziamento ricevuto da una banca o da una finanziaria. Ma attenzione: non sono ammesse prove testimoniali nell’ambito del contenzioso contro il fisco. Le prove devono essere scritte (documentali) e presentare una data certa. Ecco perché sarà sempre necessario far transitare gli importi tramite bonifici o assegni. Oppure stilare una scrittura privata e registrarla.

Per chi vuol fare il furbo, insomma, si annunciano tempi duri.

note

Autore immagine: Uomo burattino. Di rudall30


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