Diritto e Fisco | Articoli

Quanti soldi ci vogliono per aprire un ristorante?

2 Maggio 2019 | Autore:
Quanti soldi ci vogliono per aprire un ristorante?

L’investimento iniziale per avviare un’attività di ristorazione: permessi, corsi, arredamento, attrezzatura, personale. La scelta del franchising.

Ti senti portato per la ristorazione e vuoi aprire un locale tutto tuo. Hai diverse possibilità: partire proprio da zero, affittando uno spazio e allestendolo come piace a te; gestire un locale già avviato; prendere un’attività in franchising. In qualsiasi caso, ti poni la stessa domanda: quanti soldi ci vogliono per aprire un ristorante? Bisogna considerare una serie di voci, come: la parte burocratica, che comprende la partita Iva o la costituzione di una società, le autorizzazioni, i corsi obbligatori, ecc.; le opere murarie, nel caso tu prenda un locale vuoto da adibire a ristorante oppure ritenga che quello che rilevi abbia bisogno di alcune modifiche o debba essere rinnovato; l’arredamento, tovaglie e stoviglie e tutta l’attrezzatura per la cucina; la materia prima (cibo e bevande in cima alla lista); il personale, sia per il servizio sia per la pulizia: le spese vive per tenere aperto il ristorante, come ad esempio le bollette, le tasse, ecc.

Tuttavia, prima di lanciarti in quest’avventura e di scoprire quanti soldi ci vogliono per aprire un ristorante, devi porti un’altra domanda: è davvero quello che vuoi fare nella vita? Hai un minimo di esperienza? Come in ogni tipo di lavoro, improvvisarsi in qualcosa che non si sa fare è l’anticamera del fallimento. Sei avvantaggiato se, ad esempio, hai lavorato in un ristorante per anni come cameriere o come cuoco e hai capito come funziona il lavoro, hai imparato i trucchi, sai come si gestisce un locale del genere. Oppure se erediti il mestiere dalla tua famiglia, forse perché i tuoi genitori hanno vissuto un’esperienza simile e ora vuoi volare con le tue ali.

Aprire un ristorante e pretendere di avere successo, dunque, non è una cosa che si fa perché non si trova un altro lavoro: occorre, oltre alla passione, essere «tagliati» per farlo e conoscere l’ambiente ed il lavoro. Se questo è il tuo caso, vediamo insieme quanti soldi ci vogliono per aprire un ristorante di medie dimensioni.

Aprire un ristorante: da dove cominciare?

La prima voce che ci porta a capire quanti soldi ci vogliono per aprire un ristorante è quella della burocrazia. Nulla si può fare senza un permesso, senza documenti da allegare, senza un’autorizzazione dal punto di vista dell’igiene e della sicurezza.

La destinazione d’uso

Per aprire un ristorante ci vuole, innanzitutto, una destinazione d’uso del locale, che deve essere adibito ad attività commerciale. Si tratta, in sostanza, della finalità e delle facoltà legate all’utilizzo dei locali ed, in base a questo, del rispetto delle norme di sicurezza, della tutela dell’ambiente, ecc.

Occorre sapere che cosa dice in merito il Piano regolatore del Comune in cui vuoi avviare la tua attività. A tale scopo, puoi fare richiesta di visura, con tempi non sempre molto brevi a meno che non se ne faccia richiesta con urgenza. Ma anche in questo caso, il Comune non risponderà prima di un mese.

Nel frattempo, però, puoi portarti avanti e cominciare con i rilievi che riguardano l’immobile: un geometra effettuerà le valutazioni su eventuali lavori da fare per determinare la destinazione d’uso, su possibili adattamenti per rispettare le norme igienico-sanitarie e sulla definizione degli spazi. Tutte queste informazioni saranno contenute nella Scia, cioè nella comunicazione di inizio dei lavori, o nel permesso di costruire.

Quanti soldi ci vogliono? Bisogna mettere in conto:

  • i costi dei lavori necessari per rispettare la destinazione d’uso;
  • il compenso del geometra o del professionista che segue la pratica;
  • gli eventuali oneri di urbanizzazione, variabili a seconda del Comune e mediamente fissati in circa 1.000 euro al metro quadro;
  • le spese di segreteria.

A tutto ciò bisogna aggiungere il costo dell’affitto del locale, variabile a seconda della zona, delle dimensioni e della città.

I requisiti del titolare

La burocrazia per aprire un ristorante interessa non solo il locale ma anche te in prima persona. Hai bisogno di certi requisiti se vuoi avviare questo tipo di attività e, nello specifico:

  • la qualifica o il diploma di istituto alberghiero;
  • la qualifica rilasciata dopo aver frequentato un corso Sab, cioè somministrazione alimenti e bevande. Necessario, soprattutto, se non hai il diploma sopra indicato. È un corso di formazione per ottenere l’abilitazione a lavorare nel settore. Di norma durano un centinaio di ore e possono costare tra i 400 ed i 600 euro, ma il prezzo può essere più basso se ti rivolgi ad un ente pubblico anziché ad un’azienda privata.

Il piano Haccp: che cos’è?

Tu e i dipendenti del tuo ristorante siete tenuti a seguire un piano Haccp. Si tratta di una procedura per garantire la qualità del servizio e l’igiene durante la somministrazione di bevande ed alimenti. La sigla sta per Hazard Analysis and Critical Control Points.

Per essere più chiari, questo piano prevede il rispetto di regole basilari come:

  • l’uso di materie prime di buon livello di qualità, fresche e fornite da un produttore di fiducia;
  • la conservazione di alimenti sfusi in contenitori chiusi idonei al contatto con il cibo;
  • l’immediata collocazione in frigo di alimenti deperibili;
  • la conservazione di detersivi, disinfettanti, medicinali e prodotti simili in luoghi separati da quelli in cui si tengono gli alimenti;
  • l’uso di uova pastorizzate per preparare i cibi che richiedono questa materia prima e che non possono essere sottoposti ad un processo di riscaldamento sufficiente;
  • l’uso di strumenti di lavoro diversi a seconda del tipo di cibo (mai carne cruda a contatto con insalate, per dire);
  • il controllo delle date di scadenza.

Il costo dell’attestato può variare dai 20 ai 50 euro. Ma se vuoi una consulenza privata, la cifra può salire fino ai 500 euro, con manuali, corso e assistenza tecnica.

La parte societaria

Altra procedura da seguire prima di aprire un ristorante è quella che porta alla definizione della tua posizione giuridica, cioè all’apertura della partita Iva o alla costituzione di una società.

Aprire una partita Iva non costa nulla, ma ci sarà da pagare la gestione contabile effettuata da un commercialista. Calcola circa 1.500 euro l’anno.

È possibile anche scegliere altre formule societarie, come:

  • la ditta individuale, senza un capitale iniziale né obblighi di bilancio. Dovrai solo avere una partita Iva. Gli eventuali debiti vengono recuperati dal tuo patrimonio;
  • la Snc, cioè una società a nome collettivo. Stessa pratica ma intestata a più persone. Tutti i soci rispondono per intero di eventuali debiti;
  • la Sas, cioè una società in accomandita semplice, sempre senza capitale minimo iniziale;
  • la Srl, cioè una società a responsabilità limitata, che richiede un capitale minimo di 10mila euro e l’obbligo di pubblicazione di bilancio e di contabilità strutturata;
  • la Spa, cioè una società per azioni, che richiede un capitale minimo di 50mila euro.

È obbligatoria anche l’iscrizione alla Camera di Commercio all’Inail, cioè all’Istituto di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, quando si ha del personale a carico (in un ristorante ce ne sarà sempre). L’importo può variare a seconda del tipo di società costituita.

C’è da pagare i contributi all’Inps. L’Istituto di previdenza richiede il versamento di tali contributi dalla data di iscrizione con inizio dell’attività alla Camera di Commercio e per tutti gli anni successivi. Il minimale viene stabilito su un reddito minimo di 15.710 euro ed è fissato per i commercianti in 3.791,98 euro.

Occorre fare il pagamento in rate trimestrali (quindi 4 volte l’anno) tramite modello F24.

Aprire un ristorante: quanto costa l’arredamento?

Abbiamo detto all’inizio che parliamo di aprire un ristorante di medie dimensioni. Ci riferiamo, ovviamente, ad un locale non di lusso ma nemmeno ad una tavola calda. Precisazione d’obbligo, perché una cosa è avviare un posto con i tovaglioli di carta ed un’altra ben diversa mettere in tavola le posate d’argento ed i bicchieri di cristallo.

Restando, dunque, sulla media, l’arredamento può partire dai 30mila euro, considerando elettrodomestici, cucina e attrezzatura da lavoro.

Altri 15/20mila euro se ne vanno in tavoli, sedie, il bancone del bar, spine per la birra o per il vino sfuso, ed attrezzatura da banco.

Infine, calcola altri 10mila euro per tovaglie, piatti, posate, bicchieri e quant’altro per il servizio a tavola.

Aprire un ristorante: quanto costa il franchising?

È sempre più frequente la scelta di aprire un ristorante in franchising, sfruttando la forza di un marchio assente in una determinata zona. Si parla, ad esempio, di avviare un locale fast-food, come Burger King o McDonald’s o un ristorante come 100 montaditos, Roadhouse, Wiener Haus, Rossopomodoro, ecc., giusto per citarne alcuni a titolo esemplificativo.

Queste catene, o franchisor, ti danno la licenza per utilizzare il loro marchio. Diventi, così, affiliato e puoi trarne vantaggio dal loro brand, dal marketing che loro fanno per te a livello nazionale, ecc. In sostanza, il cliente non viene da te ma da ciò che rappresenta quel marchio, per loro garanzia di qualità.

Il costo varia da una catena all’altra. In alcuni casi si tratta di un investimento a costo zero, in altri viene chiesto un investimento iniziale che può partire da 15/18mila euro.

Aprire un ristorante: quanto costa il personale?

Non potendo fare tutto da solo, se vuoi aprire un ristorante devi mettere in preventivo anche il costo del personale.

Hai diverse possibilità:

  • scegliere dei collaboratori familiari. Apri un’impresa coniugale oppure una familiare che ti consente di impiegare parenti fino al terzo grado senza bisogno di un vincolo di matrimonio. Loro avranno diritto a partecipare agli utili e ad essere mantenuti. Dovrai pagare, come per la società di persone, circa 3.800 euro all’anno di contributi Inail e Inps;
  • assumere del personale con contratto di apprendistato o a tutele crescenti, con cui puoi risparmiare fino al 35% del costo del dipendente;
  • assumere cuochi o camerieri con contratto a tempo determinato o stagionale.

Gli stipendi variano da un ristorante all’altro e da una città ad un’altra. Aprire un locale in piazza Duomo a Milano non è come aprirlo in un rione sconosciuto di Potenza, per dire. Comunque, mediamente, un cuoco può guadagnare tra 2.000 e 2.500 euro al mese. Certo, c’è chi porta a casa 1.600 euro e chi viene pagato 3.000 o 4.000 euro perché impegnato in un posto dove viene richiesta una certa qualifica.

Il cameriere di sala, invece, può guadagnare tra i 1.300 ed i 1.500 euro.

A tutto ciò, bisogna aggiungere contributi e tasse.

GUARDA IL VIDEO



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube