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Chi è disoccupato paga il ticket?

25 giugno 2018


Chi è disoccupato paga il ticket?

> Business Pubblicato il 25 giugno 2018



Tra i soggetti esentati dal pagamento del ticket sanitario rientrano anche i disoccupati iscritti al Centro per l’impiego e i cittadini che presentano un reddito inferiore alla soglia limite 

Attraverso il ticket sanitario la legge ha stabilito le modalità con cui gli assistiti partecipano al costo delle prestazioni sanitarie di cui fruiscono. Infatti, il ticket sanitario è una tassa che il cittadino paga in cambio di determinate prestazioni sanitarie fornite dal Servizio sanitario nazionale. Ad esempio il pagamento del ticket è dovuto per le visite specialistiche e gli esami di diagnostica strumentale e di laboratorio, per le prestazioni eseguite in pronto soccorso che non rivestono carattere di emergenza o urgenza (i cosiddetti codici bianchi), non seguite da ricovero e per le cure termali. Tuttavia vi sono particolari circostante in cui il pagamento del ticket può essere sospeso, dando così diritto all’esenzione dal pagamento del ticket.

Ticket sanitario: le ragioni dell’esenzione

Le ragioni che danno diritto all’esenzione del ticket sanitario sono di diversa natura: esse vanno dalle malattie rare, ai casi di invalidità a situazioni connesse al reddito. In particolare, è in relazione a queste ultime circostanze che bisogna verificare se chi è disoccupato paga il ticket sanitario. Infatti, l’agevolazione [1] dà diritto ai cittadini economicamente disagiati a non pagare i costi del ticket sanitario obbligatorio che ogni assistito deve pagare sulle prestazioni fornite dal servizio sanitario nazionale. Dunque, anche chi versa in condizioni di difficoltà economica può richiedere l’esenzione dal ticket sanitario.

Esenzione ticket per reddito: quali categorie?

L‘esenzione ticket per reddito è un diritto per tutti i cittadini e i loro familiari che presentano un reddito inferiore alla soglia limite prevista dalla legge. Le categorie esentate dal pagamento del ticket sanitario per ragioni di reddito sono le seguenti:

  • cittadini di età inferiore a 6 anni e superiore a 65 anni, appartenenti ad un nucleo familiare con reddito complessivo non superiore a 36.151,98 euro (Codice E01);
  • disoccupati e loro familiari a carico appartenenti ad un nucleo familiare con un reddito complessivo inferiore a 8.263,31 euro, incrementato fino a 11.362,05 euro in presenza del coniuge ed in ragione di ulteriori 516,46 euro per ogni figlio a carico (Codice E02);
  • titolari di pensioni sociali e loro familiari a carico (Codice E03);
  • titolari di pensioni al minimo di età superiore a 60 anni e loro familiari a carico, appartenenti ad un nucleo familiare con un reddito complessivo inferiore a 8.263,31 euro, incrementato fino a 11.362,05 euro in presenza del coniuge ed in ragione di ulteriori 516,46 euro per ogni figlio a carico (Codice E04).

I certificati di esenzione E01 E02 E03 E04 hanno validità fino al 31 marzo di ogni anno. Invece per i beneficiari over 65 anni con esenzione E01, E03 e E04, l’esenzione è sempre valida a meno che non intervengano modifiche al reddito.

Esenzione ticket per reddito: come fare?

Una volta verificato quali categorie di soggetti hanno diritto all’esenzione per ragioni di reddito, vediamo in concreto come fare per ottenere questo tipo di esenzione. L’esenzione ticket per reddito si richiede alla Regione tramite servizio sanitario Asl [2] e le procedure di verifica e autorizzazione allesenzione del ticket per reddito vengono effettuate direttamente dal medico curante e dal pediatra con la prescrizione della ricetta medica.

Il medico di famiglia o il pediatra, durante la compilazione della prescrizione sanitaria, verifica su richiesta del paziente se il suo nominativo è presente nell’elenco dei cittadini autorizzati all’esenzione codice E01, E03 e E04.

Esenzione ticket per reddito: disoccupati?

Per quanto riguarda l’esenzione relativa allo stato di disoccupazione (codice E02), questa deve essere autocertificata annualmente dal paziente presso la Asl di appartenenza che rilascia un apposito certificato. Ai fini della documentazione necessaria per l’esenzione, il disoccupato deve fornire sia l’indicazione del Centro per l’impiego presso il quale risulta registrato, sia la sottoscrizione dell’impegno a comunicare tempestivamente la data di cessazione dello stato di disoccupazione, che determinerà la perdita dell’esenzione prevista.

Chi è disoccupato?

In proposito il Ministero della Salute ha chiarito che il disoccupato [3] è colui che ha perso il posto di lavoro, ovvero ha lavorato per un periodo di tempo, più o meno breve, e successivamente è rimasto senza lavoro.

In altre parole, tale status è riconosciuto a chi:

  • ha perso il lavoro o cessato un’attività di lavoro autonomo;
  • ha un reddito inferiore ad 8 mila euro annui lordi, nel caso di lavoro dipendente;
  • ha un reddito inferiore ad 4.800 euro annui lordi, per il lavoro autonomo;
  • ha lavorato solo 8 mesi, che diventano 4 mesi per coloro di età inferiore a 25 anni compiuti o di età fino a 29 se in possesso di laurea.

Dal punto di vista normativo, lo stato di disoccupazione è definito “la condizione del soggetto privo di lavoro che sia immediatamente disponibile allo svolgimento ed alla ricerca di una attività lavorativa secondo modalità definite con i Servizi competenti[4].

Non è, invece, considerato disoccupato, il soggetto che non abbia mai svolto attività lavorativa, né il soggetto che abbia cessato un’attività di lavoro autonoma, né chi si trova in cassa integrazione guadagni, sia essa ordinaria che straordinaria. Tuttavia, le disparità esistenti tra inoccupati e disoccupati sono iniziate a venire meno con il Jobs Act [5]. Invero, uno degli intenti principali di tale provvedimento è stato proprio quello di abbattere le differenze esistenti tra coloro privi di occupazione ed i disoccupati. Nel dettaglio, il provvedimento in parola ha previsto che «le norme nazionali o regionali ed i regolamenti comunali che condizionano prestazioni di carattere sociale allo stato di disoccupazione si intendono riferite alla condizione di non occupazione».

Sul punto e quale effetto del provvedimento suddetto, è stata pronunciata dal Tribunale di Roma [6] una sentenza dal carattere rivoluzionario per gli inoccupati, i quali si sono visti riconoscere il diritto all’esenzione dal ticket sanitario su medicine ed analisi.

Ad oggi, dunque, l’esenzione dal ticket non spetta più solo ai disoccupati, ma anche agli inoccupati, o più in generale a chiunque versi in condizione di non occupazione. Interpretazione, quest’ultima, che è stata condivisa anche dal Ministero del Lavoro [7].

note

[1] Previste dall’articolo 8 comma 16 della Legge 537/1993.

[2] Con le modalità previste dal D.M. 11.12.2009.

[3] Art. 1 D.Lgs. 297/2002.

[4] Dall’art. 1 del D.Lgs. n. 297/2002.

[5] D.Lgs. n. 150/2015.

[6] Trib. di Roma, sentenza del 17.02.2017.

[6] Circolare n. 5090/2016.


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