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Nullità testamento: ultime sentenze

15 Maggio 2019
Nullità testamento: ultime sentenze

Domanda di accertamento della nullità del testamento; possibilità per il giudice di pronunciarne l’annullamento; domanda riconvenzionale di annullamento del testamento per falsità della data; successione testamentaria; nullità del testamento per difetto di autografia; validità del testamento.

In quali casi il testamento è nullo? Cos’è il principio di conservazione della volontà del testatore? La redazione di un testamento per atto pubblico fa presumere la piena coscienza del testatore e la sua capacità di testare.

Domanda di nullità per apocrifia del testamento

In tema di libera formazione del convincimento del giudice del merito, il giudice stesso, può porre a base della propria decisione, dandone adeguata ragione, una perizia stragiudiziale di parte, anche se avversariamente impugnata e nonostante il suo valore di mera allegazione defensionale invece che di mezzo di prova legale, qualora da essa emergano dati o ritenuti rilevanti ai fini della decisione: ne deriva che il giudice può accogliere una domanda di nullità per apocrifia del testamento utilizzando una perizia (che accertava che il testamento era stato redatto sotto la guida predominante di una mano estranea che aveva condotto, dall’inizio alla fine, la mano del testatore nell’estensione dell’atto, predominando graficamente ed espressivamente su di essa) svolta su incarico non di una delle parti in giudizio ma di un organismo di mediazione.

Tribunale Parma sez. I, 11/02/2019, n.251

Domanda di nullità del testamento: il giudice può pronunciare l’annullamento?

La domanda giudiziale con cui la parte intenda fare accertare la nullità di un testamento, al fine di poterne disconoscere gli effetti, si pone, rispetto ad un’ipotetica domanda di annullamento di quel medesimo atto dipendente da un’invalidità meno grave, nei termini di maggiore a minore, sicché il giudice, in luogo della richiesta declaratoria di radicale nullità del testamento, può pronunciarne l’annullamento, ai sensi dell’art. 606, comma 2, c.c., ove quest’ultimo risulti fondato sugli stessi fatti, senza che la sentenza sia censurabile per il vizio di ultrapetizione; né rileva, al riguardo, il principio di conservazione delle ultime volontà del defunto, non ricorrendo, nel caso in esame, una questione di interpretazione del testamento, bensì di qualificazione della suddetta domanda di nullità.

Cassazione civile sez. II, 29/10/2018, n.27414

Domanda di nullità del legittimario pretermesso 

In caso divisione del patrimonio ereditario disposta direttamente dal testatore la domanda di nullità proposta dal legittimario pretermesso nel testamento (o, in sostituzione del medesimo, da un suo erede, come verificatosi nel caso di specie) deve essere accolta qualora lo stesso legittimario (o un suo erede agente “iure successionis”), da considerarsi preterito per non essere stato compreso nella divisione, abbia positivamente esperito in via preventiva l’azione di riduzione.

Cassazione civile sez. II, 22/03/2018, n.7178

Domanda di accertamento della nullità del testamento

In materia di successione testamentaria, il principio del favor testamenti e quello della conservazione del testamento, impongono, in caso di dubbio, di adottare un’interpretazione che faccia prevalere la validità della scheda testamentaria, piuttosto che la nullità della stessa.

Pertanto, la domanda di accertamento della nullità del testamento, ex articolo 606 del Cc, deve essere respinta qualora l’erede, come nella fattispecie, abbia fondato la richiesta esclusivamente sulla consulenza grafologica, senza dedurre e provare alcun fatto, anche solo presuntivo, a sostegno della falsificazione dell’atto di ultima volontà, e il consulente d’ufficio, eseguito il confronto tra il testamento e le scritture autografe del testatore, nonché evidenziate similarità decisive, sotto il profilo della qualità, della quantità, della combinazione e della singolarità connotativa del grafismo, ne desuma un giudizio di identità della mano che ha sottoscritto le scritture di comparazione con quella che ha scritto il testamento, affermando l’autenticità della scheda.

Tribunale Ferrara, 12/06/2017, n.621

Annullamento del testamento per falsità della data e cause di nullità

Ove l’erede convenuto per l’adempimento di un legato spieghi, in via riconvenzionale, domanda di annullamento del testamento per falsità della data e riproponga, in appello, la contestazione circa la validità del titolo, così impedendo che su tale questione si formi il giudicato, il giudice del gravame può rilevare, d’ufficio, l’eventuale esistenza di cause di nullità del testamento medesimo (nella specie, per difetto di autografia).

Cassazione civile sez. VI, 05/04/2017, n.8841

Testamento: deve contenere le indicazioni catastali degli immobili?

Il testamento – olografo o pubblico che sia – non deve necessariamente contenere, a pena di nullità, le indicazioni catastali e di configurazione degli immobili cui si riferisce, essendo invece sufficiente, per la validità dell’atto, che tali beni siano comunque identificabili senza possibilità di confusioni, salva la necessità – non attinente, peraltro, ad un requisito di regolarità e validità del testamento – che gli eredi, in sede di denuncia di successione e di trascrizione del testamento medesimo, indichino specificamente gli immobili predetti, menzionandone dati catastali, confinazioni ed altro.

Cassazione civile sez. II, 23/01/2017, n.1649

Nullità del negozio testamentario: rilevabilità d’ufficio

Ove sia proposta una domanda di impugnativa negoziale, tra le quali rientra evidentemente anche la domanda di annullamento del testamento, la contestazione circa la validità del negozio riproposta in appello, impedisce che possa ritenersi formatosi il giudicato sulla sua validità, anche laddove la nullità non sia stata rilevata da parte del giudice di primo grado, con la conseguenza che il giudice di appello conserva il potere di rilevazione della nullità, sebbene ai sensi dell’art. 345 c.p.c., che non permette la proposizione di domande nuove in grado di appello, non sia consentito alle parti di trarre occasione dal rilievo officioso per chiedere un accertamento della nullità.

Cassazione civile sez. VI, 05/04/2017, n.8841

Redazione per atto pubblico del testamento

La redazione per atto pubblico di un testamento è circostanza in base alla quale è ragionevole presumersi che, all’atto della redazione, il testatore fosse pienamente cosciente, o almeno non desse segni visibili di incapacità, poiché l’accertamento del notaio, quale pubblico ufficiale preposto al controllo della mancanza di cause di nullità dell’atto, deve ritenersi un significativo elemento di prova della capacità di testare

(Fattispecie relativa a testamento pubblico che il giudice riteneva pienamente valido, non avendo parte attrice fornito la prova, neppure di carattere presuntivo, del fatto che il testatore fosse incapace di intendere e di volere al momento del testamento, né del fatto che la relativa volontà fosse stata in qualche modo coartata dal soggetto beneficiario).

Tribunale Lucca, 07/07/2016, n.1469

 Rinuncia agli effetti del testamento

Per la valida rinunzia a far valere il testamento, occorre l’accordo di tutti i coeredi, da redigere per atto scritto, a pena di nullità, se nella successione sono compresi beni immobili, poiché detto accordo, importando una modificazione quantitativa delle quote, tanto dal lato attivo, che da quello passivo, si risolve in un atto di disposizione delle stesse.

Cassazione civile sez. II, 05/06/2014, n.12685

Principio di conservazione della volontà del testatore 

La domanda giudiziale con cui la parte intenda far accertare la nullità di un testamento pubblico (nella specie, per la mancata indicazione dell’ora della sottoscrizione), al fine di poterne disconoscere gli effetti, si pone, rispetto ad un’ipotetica domanda di annullamento di quel medesimo atto dipendente da un’invalidità meno grave, nei termini di maggiore a minore, sicché il giudice, in luogo della richiesta declaratoria di radicale nullità del testamento, può pronunciarne l’annullamento, ai sensi dell’art, 606, comma 2, c.c., ove quest’ultimo risulti fondato sui medesimi fatti, senza che la sentenza sia censurabile per il vizio di ultrapetizione; né rileva, al riguardo, il principio di conservazione delle ultime volontà del defunto, non ricorrendo, nel caso in esame, una questione di interpretazione del testamento, bensì una questione di qualificazione della domanda di nullità dello stesso.

Cassazione civile sez. II, 25/05/2012, n.8366

Nullità e testamenti redatti con atti separati

In tema di successioni testamentarie, l’art. 589 c.c., vietando il testamento di due o più persone nel medesimo atto, sanziona di nullità l’ipotesi di un testamento unitario contenente due o più sottoscrizioni, in violazione dei requisiti formali di cui all’art. 602 c.c., nel quale è palese il richiamo ad un’attività di redazione e sottoscrizione delle disposizioni da parte di un unico soggetto.

Ne consegue che la nullità suddetta non può estendersi all’ipotesi di due testamenti redatti con separati atti dai testatori, non ricorrendo, in presenza di schede testamentarie formalmente distinte, la presunzione assoluta di mancanza di una libera estrinsecazione della volontà dei testatori, propria del testamento congiuntivo.

Cassazione civile sez. II, 05/04/2012, n.5508

note

Autore immagine: testamento di Burdun Iliya


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