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Testamento olografo: notaio

25 Maggio 2019 | Autore:


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Cos’è un testamento olografo e che compiti ha il notaio riguardo ad esso

Parlare di testamento è spesso un tabù. Gli eventi che il testamento evoca, infatti, non sono di certo tra i migliori e si preferisce non pensarci. Tuttavia, occorre essere molto ferrati su questi argomenti non fosse altro che per evitare di lasciare dubbi e perplessità quando non ci saremo più. Chi intende ad esempio riconoscere un “premio” ad un figlio (più che agli eventuali altri) o al coniuge o anche chi desidera lasciare in eredità denaro o immobili o altri beni ad un amico oppure ad un’associazione di volontariato può farlo soltanto scrivendo il proprio testamento. Da ciò possiamo desumere che è davvero indispensabile sapere con precisione cosa sia il testamento olografo. In sostanza, è una scrittura privata (il testamento, infatti, non può mai essere semplicemente verbale) che si redige di proprio pugno su un qualsiasi foglio di carta e che dovrà essere necessariamente datata e sottoscritta. Il testamento deve obbligatoriamente essere scritto a penna; costituirebbe un gravissimo errore batterlo alla tastiera di un computer: infatti la grafia di chi predispone il proprio testamento deve essere chiaramente riconoscibile. Detto questo, nel seguito dell’articolo esamineremo il contenuto di un testamento olografo ed il ruolo che il notaio ha nella procedura della pubblicazione di questo documento.

Cos’è il testamento e che contenuto ha?

Il testamento è l’atto con cui una persona stabilisce la sorte dei propri beni (o anche solo di una parte di essi) in vista del momento in cui non sarà più in vita [1].

Il testamento è sempre revocabile o modificabile fino all’ultimo istante di vita.

Il normale contenuto di un testamento, anche olografo, è il seguente:

  • l’indicazione degli eredi, cioè delle persone che, in caso di accettazione, erediteranno l’intero patrimonio del defunto o una quota di esso; l’indicazione dei legatari, cioè di coloro che subentreranno al defunto in determinati rapporti e non nell’intero patrimonio o in una sua quota. E’ un legatario, per esempio, chi è stato chiamato ad ereditare un determinato bene (per esempio un autoveicolo) o una quota di un bene determinato;
  • disposizioni non patrimoniali, come ad esempio la nomina di un tutore o dell’esecutore testamentario (cioè di chi avrà il compito di far eseguire fedelmente le disposizioni contenute nel testamento).

Il testamento è un atto scritto

Che cos’è il testamento olografo?

La forma più diffusa di testamento è il cosiddetto testamento olografo [2], scritto, datato e firmato dal testatore.

Può essere scritto su qualsiasi tipo di materia (non solo su carta), ma deve essere proprio il testatore e nessun altro (nemmeno sotto dettatura) a scriverlo, firmarlo (utilizzando il proprio nome e cognome) o datarlo, specificando il giorno, il mese e l’anno in cui le ultime volontà sono state impresse.

Siccome il testamento è sempre revocabile, il testatore, finché sarà in vita, potrà sempre modificarne il contenuto o sostituirlo interamente (avendo cura di distruggere il precedente testamento).

Il testamento olografo va sottoscritto e datato dal testatore

Che ruolo ha il notaio nel testamento olografo?

Diciamo subito che non serve il notaio per predisporre il testamento olografo ed è questo uno dei motivi, se non il fondamentale motivo, della sua diffusione.

Del notaio invece occorrerà servirsi per la pubblicazione del testamento olografo, che ha luogo a seguito della morte del testatore.

Chiunque sia in possesso di un testamento olografo, non appena venga a conoscenza della morte del testatore, ha l’obbligo infatti di presentarlo ad un notaio perché avvenga la pubblicazione [3].

Il notaio, alla presenza di due testimoni e degli eredi che siano già a conoscenza della consegna del testamento al notaio, darà quindi lettura del testamento e scriverà un verbale in cui riprodurrà il testo esatto (parola per parola) del testamento, facendo menzione della sua apertura nel caso in cui gli fosse stato presentato chiuso e sigillato.

Il verbale viene poi firmato dal notaio, dai due testimoni e da chi ha provveduto a consegnare il testamento al notaio ed è trasmesso, sempre a cura del notaio, alla cancelleria del tribunale del luogo dove la successione si è aperta (cioè al tribunale del luogo dove il testatore è morto).

Questa che è stata appena descritta è la pubblicazione del testamento olografo e, una volta che sia stata eseguita, potrà essere data esecuzione al testamento (cioè si potrà procedere ad attuare le volontà del testatore sulla distribuzione dei suoi beni).

Infine, il notaio è tenuto, dopo la pubblicazione, ad avvertire dell’esistenza del testamento gli eredi e i legatari di cui conosca la residenza o il domicilio: chiaramente avvertirà eredi e legatari che non furono già presenti al momento della pubblicazione [4].

Il notaio pubblica il testamento olografo

note

[1] Art. 587 cod. civ.

[2] Art. 602 cod. civ.

[3] Art. 620 cod. civ.

[4] Art. 623 cod. civ.


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