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Assegno divorzio e rinuncia in sede di separazione: ultime sentenze

17 Maggio 2019
Assegno divorzio e rinuncia in sede di separazione: ultime sentenze

> L’esperto Pubblicato il 17 Maggio 2019



Divorzio e assegno all’ex coniuge; accordi dei coniugi in sede di separazione; regime patrimoniale; invalidità per illiceità della causa; determinazione dell’assegno divorzile; rinuncia all’assegno di divorzio.

Gli accordi tra coniugi per determinare l’assegno in vista del futuro ed eventuale divorzio sono nulli per causa illecita. Il coniuge che rinuncia all’assegno di separazione deve dimostrare, ai fini dell’assegno di divorzio, il peggioramento della propria situazione economica e personale.

Onere della prova del coniuge richiedente l’assegno

Non avendo le parti concordato in sede di separazione un assegno di mantenimento per essere entrambi i coniugi autosufficienti, incombe sul richiedente l’assegno di mantenimento in sede di divorzio l’onere di provare un peggioramento della sua situazione lavorativa e l’impossibilità oggettiva di procurarsi mezzi adeguati per vivere.

Corte appello Cagliari sez. I, 11/10/2018, n.857

Separazione e accordi dei coniugi

Gli accordi dei coniugi diretti a fissare, in sede di separazione, i reciproci rapporti economici in relazione al futuro ed eventuale divorzio con riferimento all’assegno divorzile sono nulli per illiceità della causa, avuto riguardo alla natura assistenziale di detto assegno, previsto a tutela del coniuge più debole, che rende indisponibile il diritto a richiederlo.

Ne consegue che la disposizione dell’articolo 5, ottavo comma, della l. n. 898 del 1970 nel testo di cui alla l. n. 74 del 1987, a norma del quale, su accordo delle parti, la corresponsione dell’assegno divorzile può avvenire in un’unica soluzione, ove ritenuta equa dal tribunale, senza che si possa, in tal caso, proporre alcuna successiva domanda a contenuto economico, non è applicabile al di fuori del giudizio di divorzio, e gli accordi di separazione, dovendo essere interpretati secundum ius, non possono implicare rinuncia all’assegno di divorzio.

Cassazione civile sez. I, 30/01/2017, n.2224

Assegno divorzile e inadeguatezza dei mezzi del coniuge richiedente

L’accertamento del diritto all’assegno divorzile va effettuato verificando l’inadeguatezza dei mezzi del coniuge richiedente, raffrontati ad un tenore di vita analogo a quello avuto in costanza di matrimonio e che sarebbe presumibilmente proseguito in caso di continuazione dello stesso o quale poteva legittimamente e ragionevolmente configurarsi sulla base di aspettative maturate nel corso del rapporto.

(Confermata, nella specie, la decisione dei giudici del merito che avevano escluso la corresponsione di un assegno divorzile in ragione dell’acquisto in leasing, da parte della richiedente, di una autovettura Mercedes SLK, ritenuta indicativa di una situazione di benessere, della rinuncia da parte della stessa al mantenimento dell’impiego per non subire una decurtazione del reddito, rinuncia giudicata incompatibile con una situazione di difficoltà economica, e, infine, della convivenza more uxorio della donna con un altro uomo, che costituiva un ulteriore elemento di conferma della adeguatezza dei redditi a sua disposizione).

Cassazione civile sez. I, 08/01/2014, n.129

Assegno divorzile e condizioni di divorzio

L’art. 9 l. div. nel consentire in ogni tempo la revisione delle condizioni di divorzio, rende evidente che in tale ambito il giudicato è sempre rebus sic stantibus, ossia modificabile in caso di successive variazioni di fatto.

Per cui, l’eventuale rinuncia unilaterale a mettere in discussione l’an e il quantum dell’assegno divorzile è preclusa dalla nullità per illiceità della causa di un tale tipo di abdicazione, interferente sul diritto indisponibile all’assegno di divorzio, di carattere assistenziale, ed inerente a materia nella quale le decisioni del gudice, collegate anche ad interessi di ordine generale, sono svincolate dal potere dispositivo dei contendenti.

Cassazione civile sez. I, 04/11/2010, n.22505

Accordi di separazione e rinuncia all’assegno di divorzio

Atteso che gli accordi di separazione non possono implicare alcuna rinuncia all’assegno di divorzio, il riconoscimento di quest’ultimo non può essere escluso, ricorrendo le condizioni di legge, pur se i coniugi, in sede di separazione consensuale, avevano pattuito la corresponsione di una somma “una tantum” per il mantenimento del coniuge economicamente più debole.

Cassazione civile sez. I, 21/02/2008, n.4424

Diniego dell’assegno divorzile

La determinazione dell’assegno divorzile, alla stregua dell’art. 5 l. 1° dicembre 1970 n. 898, modificato dall’art. 10 l. 6 marzo 1987 n. 74, è indipendente dalle statuizioni patrimoniali operanti in vigenza di separazione dei coniugi, con la conseguenza che il diniego dell’assegno divorzile non può fondarsi sul rilievo che negli accordi di separazione i coniugi pattuirono che nessun assegno fosse versato dal marito per il mantenimento della moglie, dovendo comunque il giudice procedere alla verifica del rapporto delle attuali condizioni economiche delle parti con il pregresso tenore di vita coniugale.

Cassazione civile sez. I, 28/01/2008, n.1758

Separazione e rinuncia all’assegnazione della casa familiare

In sede di separazione dei coniugi, qualora la rinuncia all’assegnazione della casa familiare fatta dal genitore collocatario dei figli non sia conforme all’interesse della prole, non è dato derogare alla regola che impone che la casa sia ad esso assegnata.

Tribunale Matera, 24/11/2007

Assegno divorzile: presupposti

Poiché presupposto per la concessione dell’assegno divorzile è l’inadeguatezza dei mezzi del coniuge istante, da intendersi come insufficienza dei medesimi a garantirgli un tenore di vita analogo a quello avuto in costanza di matrimonio, correttamente il giudice del merito, cui spetta il relativo accertamento, ravvisa il deterioramento delle precedenti condizioni economiche in dipendenza dal divorzio nel caso di insufficienza delle disponibilità economiche dell’istante, essendo irrilevante la mancata richiesta o la rinuncia all’assegno in sede di separazione.

Cassazione civile sez. I, 22/11/2000, n.15055

Assegno di divorzio e rinuncia al contributo economico

Stante la diversa finalità dell’assegno di divorzio rispetto al contributo di mantenimento assegnato al coniuge in sede di separazione, è irrilevante, all’atto della cessazione degli effetti civili del matrimonio, la dichiarazione di autosufficienza economica o la rinuncia al contributo economico, resa in sede di separazione.

Cassazione civile sez. I, 20/12/1995, n.13017

Rinuncia all’assegno di mantenimento e assegno divorzile

La rinuncia all’assegno di mantenimento nella separazione non preclude la richiesta dell’assegno di divorzio.

Corte appello Milano, 04/05/1993

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note

Autore immagine: assegno divorzile di Pixel-Shot


3 Commenti

    1. Grazie mille. Continua a seguire il nostro portale di informazione giuridica. Ogni giorno potrai leggere tantissime news e le più recenti sentenze su temi sempre attuali.

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