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Agevolazione prima casa separazione: ultime sentenze

6 Maggio 2021
Agevolazione prima casa separazione: ultime sentenze

In questo articolo, troverai le ultime sentenze su: assegnazione dell’immobile; rapporti patrimoniali tra coniugi; attribuzione al coniuge della proprietà della casa familiare in adempimento di condizioni di separazione consensuale; decadenza dalle agevolazioni.

Accordo raggiunto in sede di separazione

In tema di imposta di registro, l’atto stipulato dai coniugi in sede di separazione personale (o anche di divorzio) e comportante la vendita a terzi di un immobile in comproprietà e la successiva divisione del ricavato, pur non facendo parte delle condizioni essenziali di separazione, rientra sicuramente nella negoziazione globale dei rapporti tra coniugi ed è, pertanto, meritevole di tutela. Quindi, in caso di vendita di un’abitazione avente i requisiti prima casa entro i cinque anni dal suo acquisto, non si decade dall’agevolazione fiscale anche laddove il coniuge venditore non acquisti entro un anno un’altra abitazione con i medesimi requisiti se la vendita sia il risultato di un accordo raggiunto in sede di separazione.

Comm. trib. reg. Roma, (Lazio) sez. XIII, 17/02/2021, n.1024

Agevolazione prima casa: a chi spetta?

Ai fini della fruizione dei benefici per l’acquisto della prima casa, l’art. 1, nota II-bis, della tariffa allegata al d.P.R. n. 131/1986, nel testo introdotto dall’art. 3, comma 131, dellal egge n. 549 del 1995, la nozione di casa di abitazione deve essere intesa nel senso di alloggio concretamente idoneo, sia sotto il profilo materiale che giuridico, a soddisfare le esigenze abitative dell’interessato, sicché tale idoneità deve ritenersi insussistente nel caso in cui al momento dell’acquisto, sia titolare di diritti dominicali su case di abitazione ovvero chi, pur avendo detta titolarità, non possa abitare la casa di cui risulti formalmente proprietario.

Conseguentemente, l’agevolazione spetta anche all’acquirente che sia titolare del diritto di proprietà su altra casa situata nello stesso Comune in cui si trova l’immobile che viene acquistato allorché non possa fruire di tale casa in quanto assegnata, in sede di separazione, alla moglie.

Comm. trib. reg., (Lazio) sez. II, 14/01/2021, n.162

Benefici prima casa: disconoscimento per precedente fruizione

È legittimo l’avviso di liquidazione della maggiore imposta di registro dovuta in relazione ad una compravendita immobiliare per disconoscimento dell’agevolazione “prima casa”, allorché risulti che il ricorrente sia proprietario della quota di un 1/2 di un altro immobile acquistato con analogo regime agevolato, assegnato all’ex coniuge con il quale medio tempore è intervenuta separazione legale. È invero comprovata la proprietà della quota di altro immobile a suo tempo acquistato con l’agevolazione “prima casa” ed è irrilevante l’intervenuta assegnazione dello stesso all’ex coniuge. Va tuttavia annullata la pretesa sanzionatoria, ravvisandosi un “errore scusabile” che esclude la colpevolezza (anche a titolo di negligenza) del contribuente.

Comm. trib. prov.le Lecco sez. II, 24/06/2019, n.100

Vendita immobile a terzi prima dei 5 dall’acquisto

La vendita a terzi dell’immobile acquistato in comunione dai coniugi con le agevolazioni “prima casa”, prima del decorso del termine di cinque anni dall’acquisto, non comporta la revoca dai benefici fiscali se è stata effettuata in attuazione di accordi raggiunti in sede di separazione o di divorzio, attesa l’operatività dell’art. 19 della l. n. 74 del 1987, nel testo conseguente alla declaratoria d’incostituzionalità (Corte cost., sentenza n. 154 del 1999), la cui “ratio” è quella di favorire la complessa sistemazione dei rapporti patrimoniali in occasione della crisi coniugale, senza che derivino ripercussioni fiscali sfavorevoli.

Cassazione civile sez. trib., 21/03/2019, n.7966

Agevolazioni prima casa: trasferimento dell’immobile ad un terzo

In tema di agevolazioni cd. “prima casa“, il trasferimento ad un terzo dell’immobile acquistato con le stesse, per effetto di un accordo tra coniugi in sede di separazione personale, non comporta la decadenza dai benefici fiscali, attesa la portata generale dell’art. 19 della l. n. 74 de 1987, che non distingue tra atti eseguiti all’interno della famiglia e nei confronti di terzi, e la “ratio” della disposizione, volta a favorire la complessiva negoziazione dei rapporti patrimoniali tra i coniugi in occasione della crisi, escludendo che derivino ripercussioni fiscali sfavorevoli dagli accordi intervenuti in tale sede.

Cassazione civile sez. trib., 21/03/2019, n.7966

Attribuzione al coniuge della proprietà della casa coniugale

L’attribuzione al coniuge della proprietà della casa coniugale in adempimento di una condizione inserita nell’atto di separazione consensuale non costituisce una forma di alienazione dell’immobile rilevante ai fini della decadenza dai benefici cosiddetta ‘prima casa’, bensì una modalità di utilizzazione dello stesso per la migliore sistemazione dei rapporti fra i coniugi in vista della cessazione della loro convivenza.

Cassazione civile sez. trib., 16/03/2016, n.5156

Omesso trasferimento della residenza per il mancato rilascio del conduttore

In tema di benefici fiscali per l’acquisto della “prima casa”, la circostanza che l’acquirente non abbia potuto trasferire la residenza nell’immobile per il mancato rilascio da parte del conduttore, nonostante la tempestiva comunicazione della disdetta, non costituisce causa di forza maggiore, atteso che l’art. 1, nota II bis, lett. a), parte prima della tariffa allegata al d.P.R. n. 131 del 1986 subordina il riconoscimento dell’agevolazione alla circostanza che la residenza sia trasferita, nel termine di diciotto mesi, nel comune in cui è ubicato l’immobile e non necessariamente nell’abitazione acquistata, sicché possono assumere rilevanza, al fine della configurabilità della forza maggiore, solo fatti che abbiano impedito il trasferimento della residenza nel Comune.

Cassazione civile sez. trib., 28/06/2016, n.13346

Perdita dell’agevolazione prima casa

In tema di perdita dell’agevolazione fiscale sul pagamento dell’imposta di registro per l’acquisto della prima casa, conseguente all’omesso trasferimento della residenza nel Comune in cui è sito l’immobile, il termine per la liquidazione della maggiore imposta è soggetto alla sospensione prevista dall’art. 11, comma 1, della l. n. 289 del 2002, sicché il periodo per l’assolvimento dell’onere, incombente sul contribuente, di trasferire la propria residenza è prorogato di due anni solo a condizione che sia scaduto anteriormente al 1° gennaio 2004, data di entrata in vigore della legge n. 350 del 2003, non potendosi intendere prorogato un termine che non è ancora cominciato a decorrere.

Cassazione civile sez. VI, 01/07/2016, n.13545

Qual è il requisito necessario per fruire dell’agevolazione prima casa?

In tema di benefici fiscali “prima casa”, il requisito necessario per fruire dell’agevolazione si perfeziona ove il contribuente abbia trasferito la propria residenza nel comune in cui si trova l’immobile entro il termine di diciotto mesi dall’acquisto, restando irrilevante un eventuale successivo spostamento della residenza, che non è incluso tra le espresse cause di revoca e non pregiudica il Fisco, salva la sussistenza nel caso concreto di un abuso del diritto.

Cassazione civile sez. trib., 15/07/2016, n.14510

Requisito della dimora abituale 

Per ottenere l’esenzione dal pagamento dell’Ici sulla prima casa è necessario che l’immobile sia destinato ad abitazione principale, ossia che il possessore e la sua famiglia abbiamo dimora abituale nell’immobile stesso e vi risiedono anagraficamente.

Il requisito della dimora abituale come abitazione principale spetta, ai fini dell’aliquota e detrazione, una sola volta per nucleo familiare, pertanto, qualora un coniuge trasferisca la residenza in un’altra unità abitativa, questi non ha diritto all’agevolazione fiscale, a meno che non provi l’interruzione del rapporto di convivenza tramite separazione legale.

Comm. trib. reg. Firenze, (Toscana) sez. XXIX, 02/02/2016, n.158

Prima casa: uso dei coniugi in regime di separazione dei beni

L’inagibilità, inabitabilità o il non utilizzo dei fabbricati, limitatamente al periodo dell’anno durante il quale sussistono dette condizioni, va accertata dall’u.t.c. con perizia a carico del proprietario, ai fini della riduzione al 50% dell’Ici.

Relativamente all’agevolazione “prima casa” per l’intero immobile, il contemporaneo utilizzo da parte di due coniugi in regime di separazione dei beni di più di un’unità catastale, come abitazione principale, anche se di proprietà non di un solo coniuge, ma di ciascuno di essi, non costituisce ostacolo all’applicazione per tutte della detrazione, prevista ai fini dell’i.c.i., dall’art. 8, comma 2, d.lg. n. 504 del 1992, a condizione che il complesso abitativo utilizzato non trascenda la categoria catastale delle unità che lo compongono, assumendo rilievo, a tal fine, non il numero delle unità catastali, ma la prova dell’effettiva utilizzazione come abitazione principale dell’immobile complessivamente considerato, ferma restando la spettanza della predetta detrazione una sola volta per tutte le unità in presenza dei requisiti di legge.

Comm. trib. prov.le Lecco sez. I, 27/07/2012, n.109

Residenza di uno dei coniugi in luogo diverso

L’agevolazione fiscale prevista per l’acquisto della prima casa nella ipotesi in cui uno solo dei coniugi abbia la residenza nel Comune dove è sito l’immobile, spetta per l’intero, sia perché uno degli elementi fisici fondamentali che assicura la formazione (art. 31) e l’unità della famiglia (art. 29) è la proprietà di una casa, sia perché in tal caso viene in evidenza come acquirente di una casa da destinare a residenza del nucleo familiare, e quindi come vero titolare del beneficio fiscale sul piano teorico, non tanto la coppia coniugale, riguardata come marito + moglie, ma “la famiglia” come entità autonoma; e, del resto, dal coordinamento degli art. 29 e 31 cost., con l’art. 144 c.c., ai sensi del quale i coniugi “fissano la residenza della famiglia secondo le esigenze di entrambi e quelle preminenti della famiglia stessa”, si evince chiaramente che il legislatore ha una concezione unitaria della famiglia e della sua residenza, cosicché ognuno di essi la rappresenta nella sua interezza; con la conseguenza che, se uno dei coniugi ha la residenza nel Comune dov’è sito l’immobile e lo occupa, mentre l’altro coniuge per suoi motivi (ragioni di lavoro, per esempio) non ha spostato la propria residenza in detto comune, la circostanza è ininfluente ai fini della concessione del beneficio fiscale, anche in quanto, se avesse un’influenza negativa, si produrrebbero effetti contrari all’esigenza di assicurare l’unitarietà e la formazione della nuova famiglia, e l’interpretazione finirebbe per essere “anticostituzionale”.

Comm. trib. reg. Salerno sez. IX, 28/03/2007, n.232

Trasferimento della proprietà dell’immobile

I benefici fiscali previsti per l’acquisto della «prima casa» trovano applicazione anche nell’ipotesi in cui il trasferimento della proprietà dell’immobile avvenga per effetto di sentenza costitutiva ai sensi dell’art. 2932 c.c.

In una tale eventualità il termine entro il quale l’acquirente deve rendere la dichiarazione prescritta a pena di decadenza dal comma 6 dell’art. 1 l. 22 aprile 1982 n. 168 decorre dal momento in cui la parte destinataria degli effetti traslativi del provvedimento giudiziale può far valere il proprio diritto all’applicazione del beneficio, ovverosia dal momento in cui essa richiede la registrazione dell’atto all’amministrazione finanziaria.

Cassazione civile sez. trib., 04/10/2006, n.21379

Esenzioni e agevolazioni

In tema di imposta di registro, l’art. 2 d.l. 7 febbraio 1985 n. 12, conv. con la l. 5 aprile 1985 n. 118, richiede, per la fruizione dei benefici ivi previsti, che l’immobile venga acquistato nel Comune di residenza o in quello in cui si svolge l’attività lavorativa del compratore e che lo stesso venga effettivamente impiegato ad uso abitativo.

A tali fini l’applicabilità del regime agevolato è subordinata alla richiesta che deve essere formulata nell’atto di acquisto del compratore, tenuto contestualmente a dichiarare l’esistenza dei presupposti cui è condizionata l’agevolazione, e non è prevista alcuna formalità alternativa a detta richiesta per cui in assenza della stessa il contribuente non ha diritto al beneficio.

Pertanto, non ha diritto alle agevolazioni fiscali per l’acquisto della prima casa, previste dall’art. 2 d.l. 7 febbraio 1985 n. 12, conv. nella l. 6 aprile 1985 n. 118, il coniuge al quale, col verbale di separazione consensuale dei coniugi omologato dal tribunale, viene affidata la casa familiare di cui è proprietario del 50% e trasferita la proprietà del residuo 50% della stessa – che non formula in detto verbale la richiesta di beneficiare delle suddette agevolazioni.

Cassazione civile sez. trib., 14/05/2003, n.7437


note

Autore immagine: casa separazione di Lightspring


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