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Assunzioni a tempo indeterminato: ultime sentenze

28 Maggio 2019
Assunzioni a tempo indeterminato: ultime sentenze

> L’esperto Pubblicato il 28 Maggio 2019



Leggi le ultime sentenze su: assunzioni dei lavoratori a tempo indeterminato; abusiva reiterazione di contratti a termine; richiesta di risarcimento; bando di concorso; pubblico impiego contrattualizzato; piano straordinario; credito d’imposta; incentivi alle assunzioni; lo sgravio contributivo; assunzione docenti.

Piano straordinario di assunzioni a tempo indeterminato

La richiesta di condanna al risarcimento del danno per abusiva reiterazione dei contratti di lavoro a tempo determinato nella scuola è infondata perché a sanzionare tale abuso è sufficiente la misura della stabilizzazione prevista dalla legge n. 107 del 2015, attraverso il piano straordinario di assunzioni a tempo indeterminato che garantisce l’immissione in ruolo “all’intera massa di docenti precari”.

Corte appello Catanzaro sez. lav., 17/01/2019, n.1941

Credito d’imposta per incremento occupazionale

Il credito d’imposta per incremento occupazionale di cui all’art. 7 della l. n. 388 del 2000 è volto a favorire un generale aumento delle assunzioni di lavoratori con contratto a tempo indeterminato, prevedendo, quale condizione per la fruizione del beneficio, che il nuovo assunto non abbia prestato attività lavorativa a tempo indeterminato nei ventiquattro mesi precedenti, con la conseguenza che, ove non muti la natura del contratto di lavoro, non assume rilevanza la distinzione tra lavoratori a tempo pieno ed a tempo parziale.

Cassazione civile sez. trib., 16/01/2019, n.933

Divieto di assunzione a tempo indeterminato

In tema di pubblico impiego contrattualizzato, la l.r. Sicilia n. 76 del 1995 non deroga al divieto di assunzione a tempo indeterminato dettato dall’art. 32 della l.r. n. 45 del 1995 ma si pone in linea di continuità sistematica con quest’ultima; ne consegue che, in caso di violazione dei limiti posti dagli artt. 3 e 4 della l.r. n. 76 del 1995 per il ricorso al contratto a tempo determinato da parte dei consorzi di bonifica della Regione Sicilia, non è consentita la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato, trovando invece applicazione l’art. 2126 c.c. per le prestazioni di fatto, nonché, in caso di abusivo ricorso all’apposizione del termine, la regola generale della responsabilità contrattuale posta dagli artt. 1218 e ss c.c. ed i principi affermati sul riconoscimento del cd. danno comunitario.

Cassazione civile sez. lav., 09/01/2019, n.274

Assunzione docenti e piano straordinario

Va accolto il ricorso presentato dal docente che ai sensi della L. 107 del 13/7/15 veniva assunto a tempo indeterminato nella cd. Fase B del piano straordinario di assunzioni, qualora gli sia stata assegnata una provincia in contrasto con l’art. 1 comma 109 L. 107/15 che impone invece di fare riferimento alla regione nella quale il docente ha partecipato al concorso.

Tribunale Novara sez. lav., 20/11/2018, n.249

Rapporto di lavoro instaurato con l’Amministrazione senza pubblico concorso 

Il rapporto di lavoro instaurato con l’Amministrazione in contrasto con le disposizioni che lo disciplinano, e tale è quello che viene instaurato in assenza di pubblico concorso, nasce e vive come rapporto di fatto, rispetto al quale gli indici rilevatori del pubblico impiego assumono soltanto funzione di astratta qualificazione, al fine della determinazione della giurisdizione (già esclusiva del g.a. in virtù della fictio iuris di validità del rapporto nullo ai soli fini di cui all’art. 2126 c.c.) e della disciplina economica e previdenziale cui debbono essere sottoposte le prestazioni lavorative.

In particolare, non è idonea a costituire un rapporto di impiego pubblico la serie ininterrotta di assunzioni, la quale non costituisce neppure presupposto per la trasformazione del rapporto a tempo indeterminato ai sensi dell’art. 2 L. 18 aprile 1962 n. 230 (“Se il rapporto di lavoro continua dopo la scadenza del termine inizialmente fissato o successivamente prorogato, il contratto si considera a tempo indeterminato fin dalla data della prima assunzione del lavoratore“), atteso che detta disposizione trova applicazione nel settore del pubblico impiego solo quando l’Amministrazione ne riceva legittimazione da una adeguata fonte normativa, che faccia proprio il principio affermato dalla legge stessa.

TAR Catania, (Sicilia) sez. III, 13/11/2018, n.2160

Avanzamento nei ruoli universitari 

In materia di avanzamento nei ruoli universitari, il legislatore ha previsto una forma speciale di reclutamento che consente alle università, solo per alcuni anni, di utilizzare la procedura prevista per i ricercatori a tempo determinato per chiamare, nel ruolo di professori di prima fascia e professori di seconda fascia, i suoi professori di seconda fascia e ricercatori a tempo indeterminato che abbiano conseguito l’abilitazione scientifica, entro un contingente massimo rispetto alla totalità delle assunzioni di professori; precisamente, l’università opera tale scelta nell’ambito delle risorse disponibili e comunque fino alla metà delle risorse equivalenti a quelle necessarie per coprire i posti disponibili di professore di ruolo, sempre che l’utilizzo di tale procedura sia in sintonia con la propria politica di reclutamento.

Non esiste, pertanto, un diritto soggettivo all’assunzione né per il ricercatore a tempo determinato di tipo B, né per il professore associato o ricercatore a tempo indeterminato che possano avvalersi della richiamata procedura e il diverso trattamento tra ricercatori a tempo determinato da un lato e professori associati dall’altra si giustifica in base alla diversità del rapporto di impiego all’interno dell’università, poiché, a seguito della riforma, il ricercatore è sempre uno studioso che ha un rapporto di lavoro a tempo determinato proprio per evitare quella cristallizzazione di rapporti che si era creata in passato con ricercatori che rimanevano permanentemente nel ruolo di partenza con tutta la demotivazione che a lungo ne derivava; pertanto, essendo oggi il ricercatore figura con contratto a termine, laddove lo stesso abbia conseguito l’abilitazione scientifica per il livello superiore e l’università apprezzi il lavoro di ricerca svolto nel corso del rapporto, si è consentito allo studioso di permanere nell’ambito dell’università dove si è inserito positivamente; per contro, il professore associato gode di uno status professionale garantito e con l’abilitazione conseguita può partecipare a tutti i concorsi che vengono banditi per la sua specialità in qualsiasi università italiana.

TAR Bologna, (Emilia-Romagna) sez. I, 04/09/2018, n.682

Nuovo concorso: decisione illegittima dell’amministrazione

E’ illegittima la decisione di bandire un concorso, per violazione dell’art. 4 comma 4, del d.l. n. 101/2013 (in base al quale “l’efficacia delle graduatorie dei concorsi pubblici per assunzioni a tempo indeterminato, vigenti alla data di entrata in vigore del presente decreto, relative alle amministrazioni pubbliche soggette a limitazioni delle assunzioni, è prorogata fino al 31 dicembre 2017″), ove adottata in costanza di una graduatoria ancora valida ed efficace.

TAR Roma, (Lazio) sez. III, 02/08/2018, n.8702

Sgravio per assunzioni a tempo indeterminato di lavoratori iscritti a liste di mobilità 

In tema di incentivi alle assunzioni, lo sgravio contributivo previsto dall’art. 25, comma 9, della l. n. 223 del 1991 in favore delle imprese che procedono all’assunzione a tempo indeterminato di lavoratori iscritti nelle liste di mobilità non spetta al datore di lavoro che, in relazione agli stessi lavoratori, abbia in passato già beneficiato degli sgravi previsti per l’assunzione a tempo determinato ai sensi dell’art. 8, comma 2, della stessa l. n. 223 del 1991, atteso che le norme derogatorie delle obbligazioni contributive hanno carattere eccezionale e che il cumulo dei due benefici si porrebbe in contrasto con l’ultimo periodo dello stesso comma 2, che prevede, per la fruizione del doppio sgravio contributivo, un requisito temporale imprescindibile, vale a dire la trasformazione del contratto nel corso di svolgimento del rapporto a termine.

Cassazione civile sez. lav., 22/05/2018, n.12554

Blocco assunzioni a tempo indeterminato

Va rigettata la domanda volta a ottenere l’assunzione della ricorrente che sia risultata vincitrice di pubblico concorso, quando l’amministrazione non abbia potuto procedere alla sua assunzione per il blocco delle assunzioni a tempo indeterminato: la sussistenza di un vincolo di bilancio col quale si impone alla amministrazione il blocco delle assunzioni, è un elemento imposto dalla legge che, in quanto tale, costituisce un interesse pubblico che prevale sul diritto del singolo all’assunzione.

Tribunale Roma sez. lav., 16/03/2018, n.2055

Personale Ata

La legge n. 107/2015 ha autorizzato il Miur ad attuare un piano straordinario di assunzioni a tempo indeterminato di personale docente per le istituzioni scolastiche statali di ogni ordine e grado, per la copertura di tutti i posti vacanti e disponibili dell’organico di diritto, rimasti tali all’esito delle operazioni di immissioni in ruolo effettuate per il medesimo anno scolastico. Tuttavia per il personale ATA, che non è interessato da tale piano straordinario di assunzione, si applica il risarcimento del danno (previsto dall’art. 1, comma 132, della legge n. 107/2015).

Tribunale Salerno sez. lav., 20/02/2018, n.519

note

Autore immagine: assunzione di Pressmaster


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