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Testamento olografo: ultime sentenze

30 Maggio 2019
Testamento olografo: ultime sentenze

Testamento olografo; prova documentale; verificazione della scrittura privata; scritture di comparazione; carattere grafico; indicazione della data; acquisizione della prova; inammissibilità dell’istanza di verificazione.

L’omessa o incompleta indicazione della data nel testamento olografo ne determina l’annullabilità. Nella verifica dell’autenticità del testamento olografo, l’esame grafologico degli elementi essenziali deve compiersi sull’originale. L’abitualità e la normalità del carattere grafico adottato non rientrano fra i requisiti formali del testamento olografo.

Autenticità di un testamento olografo

L’intervento regolatore delle Sezioni Unite, derivante da un preesistente contrasto di orientamenti di legittimità in ordine alle norme regolatrici del processo, induce a escludere che possa essere ravvisato un errore scusabile, ai fini dell’esercizio del diritto alla rimessione in termini in capo alla parte che abbia confidato sull’orientamento che non è prevalso.

(Nella specie, la S.C. ha ritenuto non spettante la rimessione in termini alla parte che, confidando in uno dei contrastanti orientamenti giurisprudenziali di legittimità, in ordine allo strumento processuale utilizzabile per contrastare l’autenticità di un testamento olografo – poi superato da Cass., S.U., n. 12307 del 2015 -, si era limitata a disconoscere la conformità della copia prodotta all’originale).

Cassazione civile sez. II, 11/03/2019, n.6918

Distruzione del testamento olografo

A norma dell’art. 684 cod. civ., la distruzione del testamento olografo si configura come un comportamento concludente avente valore legale, sia in ordine alla riconducibilità della distruzione al testatore, sia in ordine all’intenzione di quest’ultimo di revocare il testamento, salva la prova contraria in ordine all’assenza di un’effettiva volontà di revoca.

Tribunale Ragusa, 07/03/2019, n.263

Accertamento tecnico sull’autografia del testamento olografo

In tema di prova documentale, il procedimento di verificazione di cui agli artt. 214 e 215 c.p.c.ha la funzione di accertare l’autenticità della scrittura privata o della sottoscrizione disconosciuta allo scopo di consentire alla parte che vi ha interesse di avvalersene nel giudizio in corso, per cui il giudice di merito – che ha il compito di stabilire quali scritture debbano servire da comparazione – non è vincolato da alcuna graduatoria tra le fonti di accertamento dell’autenticità, ben potendo utilizzare, in virtù del principio generale dell’acquisizione della prova, anche le scritture prodotte dalla parte diversa da quella che ha proposto l’istanza di verificazione.

Peraltro, la scrittura privata può assolvere alla funzione di comparazione quando sussista il dato positivo del suo riconoscimento espresso o tacito, ovvero quando non ne sia stata contestata l’autenticità, mentre la sua inidoneità a fornire la prova dell’autenticità della scrittura o della sottoscrizione disconosciuta non determina l’inammissibilità dell’istanza di verificazione, ma si riflette sul suo esito.

(Nella specie, la S.C. ha ritenuto che l’accertamento tecnico sull’autografia del testamento olografo fosse stato correttamente eseguito mediante utilizzazione, quali scritture di comparazione, di documenti prodotti dalla parte convenuta, nonostante la parte attrice, che aveva avanzato l’istanza di verificazione, si fosse opposta al loro impiego).

Cassazione civile sez. II, 06/03/2019, n.6460

Quali sono i requisiti formali del testamento olografo?

L’abitualità e la normalità del carattere grafico adoperato non rientrano fra i requisiti formali del testamento olografo ai sensi dell’art. 602 c.c., benché assumano un pregnante valore probatorio nell’ottica dell’attribuzione della scheda al testatore.

Pertanto, l’uso dello stampatello non può escludere di per sé l’autenticità della scrittura, pur se rappresenta, ove non sia giustificato dalle condizioni psico-fisiche o da abitudine del dichiarante o da altre contingenze, il cui esame è di esclusiva competenza del giudice di merito, un elemento significativo del quale tenere conto ai fini della valutazione di tale autenticità.

Cassazione civile sez. II, 05/12/2018, n.31457

Testamento olografo: indicazione della data

Nel testamento olografo l’omessa o incompleta indicazione della data ne comporta l’annullabilità; l’apposizione di questa ad opera di terzi, invece, se effettuata durante il confezionamento del documento, lo rende nullo perché, in tal caso, viene meno l’autografia stessa dell’atto, senza che rilevi l’importanza dell’alterazione.

Peraltro, l’intervento del terzo, se avvenuto in epoca successiva alla redazione, non impedisce al negozio “mortis causa” di conservare il suo valore tutte le volte in cui sia comunque possibile accertare la originaria e genuina volontà del “de cuius”.

(Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva ritenuto nullo il testamento al quale il terzo, durante la stesura del medesimo, aveva aggiunto la data ed il luogo di formazione).

Cassazione civile sez. II, 29/10/2018, n.27414

Indicazione della data ed invalidità del testamento

In materia di testamento olografo, la falsità, l’erronea o l’incompleta indicazione della data non è essa stessa determinante ai fini dell’invalidità del testamento, considerato che la funzione della data è quella di risolvere in via presuntiva le questioni che dipendono dal tempo di compimento dell’atto, cioè stabilire se il testatore era capace nel giorno in cui il testamento è stato redatto e, nel caso di più testamenti successivi, quale sia l’ultimo.

Pertanto, l’annullabilità del testamento, ai sensi dell’articolo 606, comma 2, del Cc, per falsità, erronea o incompleta indicazione della data può essere chiesta da che ha interesse a far accertare che, al tempo della redazione del testamento, il testatore fosse incapace, oppure per fare accertare l’efficacia di altro testamento ritenendolo posteriore a quello senza data o con data falsa.

Nel caso di specie, gli attori hanno contestato invano anche la data di un testamento olografo, al fine di ottenere la condanna della convenuta al rilascio dei beni ereditati dal de cuius.

Tribunale Oristano, 20/09/2018, n.612

Accertamento negativo della falsità del testamento olografo

La parte che contesti la veridicità del testamento olografo è tenuta a proporre domanda di accertamento negativo della provenienza della scrittura ed a fornire la relativa prova, mentre quella contro cui l’azione di impugnativa è esercitata non ha l’onere di dichiarare di volersi avvalere del detto testamento, non essendo applicabile il procedimento di verificazione delle scritture private di cui all’art. 216, comma 2, c.p.c.

Cassazione civile sez. VI, 12/07/2018, n.18363

Reato di falsità in scrittura privata e falsità in testamento olografo

La contraffazione di un assegno che reca la clausola di intrasferibilità integra il reato di falsità in scrittura privata (art. 485 c.p.), depenalizzato, e non il reato di  falsità in testamento olografo, cambiale o titoli di credito (art. 491 c.p.).

Tribunale Napoli sez. VII, 06/04/2018, n.3064

Pubblicazione del testamento olografo

In tema di contenzioso tributario, l’art. 43, comma 2, del d.lgs. n. 546 del 1992, deve essere interpretato nel senso che il termine semestrale ivi previsto, entro il quale gli eredi sono onerati di proseguire il giudizio interrotto per la morte del “de cuius”, decorre dalla data di conoscenza legale dell’evento che attribuisce loro detta qualità (nella specie, la data di pubblicazione del testamento olografo) e, quindi, la “legitimatio ad causam”.

Cassazione civile sez. trib., 28/02/2018, n.4612

Verifica autenticità testamento olografo

Il giudizio di verificazione di un testamento olografo deve necessariamente svolgersi con un esame grafico espletato sull’originale del documento per rinvenire gli elementi che consentono di risalire, con elevato grado di probabilità, al reale autore della sottoscrizione, tuttavia una volta verificati sul documento originale i dati che l’ausiliario reputi essenziali per l’accertamento dell’autenticità della grafia (ad es. l’incidenza pressoria sul foglio della penna), il prosieguo delle operazioni può svolgersi su eventuali copie o scansioni, e ciò a prescindere dal fatto che l’originale sia stato prodotto da una delle parti.

Cassazione civile sez. VI, 15/01/2018, n.711

Pubblicazione di tre testamenti olografi contenuti in unico plico chiuso

L’incongruità della data (7.1.1985) apposta ad un primo testamento olografo, nel quale si riportano i dati relativi a tre schede di variazione catastale presentate il 29 aprile 1986, può essere giustificata dalla verosimile circostanza che il testatore (il quale aveva predisposto altri due testamenti, redatti in data 22.4.1993 e in data 6.5.1993, inserendo i tre testamenti in un unico plico chiuso, sigillato e consegnato in deposito fiduciario ad un notaio) abbia ricopiato successivamente la scheda, aggiungendovi le variazioni catastali o riempiendo spazi lasciati in bianco; tale anomalia non può far ritenere che la data apposta al primo testamento sia inesistente, mancante o impossibile.

Tribunale Roma sez. VIII, 23/12/2017, n.24059

note

Autore immagine: scrivere testamento di Jacob Lund


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