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Liquidazione compensi gratuito patrocinio: ultime sentenze

25 Maggio 2019
Liquidazione compensi gratuito patrocinio: ultime sentenze

> L’esperto Pubblicato il 25 Maggio 2019



Leggi le ultime sentenze su: patrocinio a spese dello Stato; prescrizione del credito da gratuito patrocinio; procedimento civile; opposizione ai decreti di liquidazione degli ausiliari e dei difensori; importi spettanti al difensore; principio di parità delle parti nel processo; violazione del principio di eguaglianza e di ragionevolezza; compensi dell’avvocato; domanda presentata dal cittadino straniero che non appartiene all’UE.

Mancata comparizione delle parti

La disciplina generale della mancata comparizione delle parti di cui agli artt. 181 e 309 c.p.c. non può ritenersi in contrasto con le ragioni che hanno condotto alla sottoposizione del procedimento di cui all’art. 170 d.P.R. n. 115/2002 al rito sommario speciale (fattispecie relativa al giudizio di opposizione al decreto di liquidazione dei compensi spettanti al difensore della parte ammessa al gratuito patrocinio).

Cassazione civile sez. II, 31/10/2018, n.27915

Avvocato: può impugnare il provvedimento di revoca del gratuito patrocinio?

In materia di gratuito patrocinio, la legittimazione del difensore in proprio è limitata soltanto alla controversia in tema di liquidazione di compensi ma non è configurabile anche con riferimento all’opposizione avverso il decreto di rigetto dell’istanza di ammissione o di revoca del gratuito patrocinio; in tali casi, infatti, detta legittimazione è riconoscibile al solo interessato, ovvero propriamente alla parte che si vuole avvalere del gratuito patrocinio o che vi è stata ammessa ma il cui beneficio sia stato poi revocato.

Cassazione civile sez. VI, 11/09/2018, n.21997

Patrocinio a spese dello Stato: opposizione al pagamento dei compensi 

Qualora il difensore di persona ammessa al patrocinio a spese dello Stato, ai sensi degli artt. 84 e 170 d.P.R. n. 115/2002, proponga opposizione avverso il decreto di pagamento dei compensi, contestando l’entità delle somme liquidate e il diritto alla liquidazione degli onorari del procedimento medesimo, l’obbligo di pagamento è regolato dalle disposizioni del codice di procedura civile relative alla responsabilità delle parti per le spese di cui agli artt. 91 e ss. codice di rito.

Cassazione civile sez. II, 23/03/2018, n.7292

Competenza sulla liquidazione dei compensi al difensore

In tema di patrocinio a spese dello Stato, nella disciplina di cui al d.P.R. n. 115 del 2002, la competenza sulla liquidazione dei compensi al difensore per il ministero prestato nel giudizio di cassazione spetta, ai sensi dell’art. 83 del suddetto decreto, come modificato dall’art. 3 della l. n. 25 del 2005, al giudice di rinvio, oppure a quello che ha pronunciato la sentenza passata in giudicato a seguito dell’esito del giudizio di Cassazione: ne deriva che, nell’ipotesi di cassazione con decisione “sostitutiva” nel merito, la competenza per tale liquidazione è demandata a quello che sarebbe stato il giudice del rinvio in mancanza di detta decisione.

Cassazione civile sez. VI, 31/05/2018, n.13806

Patrocinio dei non abbienti

In tema di patrocinio dei non abbienti, il difensore ha diritto alla liquidazione anche dei compensi relativi all’attività svolta nel procedimento di opposizione al provvedimento di rigetto della domanda di ammissione al beneficio.

Per un verso, infatti, il d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 non fa decorrere gli effetti dell’ammissione al patrocinio dalla data del relativo provvedimento, bensì da quella in cui è stata presentata la domanda, per l’altro, il medesimo decreto espressamente estende gli effetti dell’ammissione a tutte le procedure, derivate ed accidentali, comunque connesse al procedimento penale, tra le quali deve essere annoverata quella originata dal rigetto della domanda di ammissione.

(Fattispecie in cui la Corte ha annullato senza rinvio, limitatamente alla liquidazione dei compensi per l’attività svolta dal difensore nel procedimento di opposizione, il provvedimento con cui il tribunale aveva accolto l’opposizione avverso il decreto di rigetto compensando tra le parti le spese di lite).

Cassazione penale sez. III, 04/04/2018, n.22757

Diritto alla liquidazione degli onorari

Il difensore di persona ammessa al patrocinio a spese dello Stato che, ai sensi degli artt. 84 e 170 del d.P.R. n. 115 del 2002 (T.U. delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia), proponga opposizione avverso il decreto di pagamento dei compensi, agisce in forza di una propria autonoma legittimazione a tutela di un diritto soggettivo patrimoniale; ne consegue che il diritto alla liquidazione degli onorari del procedimento medesimo e l’eventuale obbligo del pagamento delle spese sono regolati dalle disposizioni di cui agli artt. 91 e 92, commi 1 e 2, c.p.c. relative alla “responsabilità delle parti per le spese”.

Cassazione civile sez. VI, 21/03/2018, n.7072

Procedimento penale e liquidazione dei compensi professionali

In tema di opposizione al decreto con il quale il giudice ha rigettato l’istanza di liquidazione dei compensi professionali in regime di gratuito patrocinio in relazione all’attività svolta dall’avvocato nell’ambito di un procedimento penale, la prescrizione del diritto del difensore alla liquidazione del compenso non è rilevabile d’ufficio.

Tribunale Macerata, 05/03/2018

Gratuito patrocinio e attività stragiudiziali dell’avvocato

Rientra nella nozione di “attività giudiziale” anche tutte le attività stragiudiziali che siano strumentali e complementari alla successiva azione giudiziaria e che siano svolte in esecuzione di un mandato alle liti conferito per la rappresentanza e difesa in giudizio. In caso di ammissione al gratuito patrocinio, anche la suddetta attività deve essere posta a carico dello Stato, unitamente alla liquidazione delle spese per l’attività giudiziale svolta dall’avvocato.

Al contrario si deve escludere la possibilità di porre a carico dello Stato i compensi per l’attività stragiudiziale espletata dall’avvocato, nel caso in alla stessa non sia seguita alcuna attività giudiziale.

Tribunale Roma, 11/01/2018

Procedimento di mediazione concluso con accordo amichevole

In tema di liquidazione dell’assistenza in mediazione alla parte già ammessa al patrocinio a spese dello Stato, il giudice deve liquidare i compensi all’avvocato anche laddove il procedimento di mediazione si concluda con l’accordo amichevole. La mediazione, siccome obbligatoria, è infatti sempre connessa e funzionale alla fase processuale ancorché questa possa rimanere eventuale, in caso di raggiungimento del fine che si è preposto il legislatore con l’istituto stesso.

Tribunale Trieste, 29/11/2017, n.6797

Ammissione al gratuito patrocinio per l’imputato straniero non appartenente all’UE

In tema di patrocinio a spese dello Stato, l’imputato straniero non appartenente all’Unione Europea, ammesso al beneficio in base all’autocertificazione prodotta unitamente alla istanza, ai sensi dell’art. 94, comma 2, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, in conseguenza di un’allegata impossibilità di produrre la certificazione consolare prevista dall’art. 79, comma 2, dello stesso decreto, non è tenuto ad una ulteriore produzione documentale.

(Fattispecie in cui la suprema Corte ha annullato l’ordinanza di rigetto dell’opposizione proposta avverso il decreto con il quale la corte di appello aveva revocato, in sede di liquidazione dei compensi, l’ammissione al beneficio già concesso, sul presupposto che la parte interessata non aveva provveduto a depositare, nel termine previsto dall’art. 94, comma 3, d.P.R. n. 115 del 2002, la certificazione consolare) .

Cassazione penale sez. IV, 08/11/2017, n.53557

Opposizione alla revoca del gratuito patrocinio

In tema di patrocinio a spese dello Stato nell’ambito del processo civile, la opposizione proposta dalla parte che si è vista revocare il beneficio, avverso il relativo decreto adottato d’ufficio dal giudice richiesto, a conclusione del procedimento, di provvedere sulla liquidazione dei compensi al difensore, è diretta unicamente nei confronti dell’Amministrazione statale, la quale è il soggetto passivo del rapporto debitorio, scaturente alla ammissione al beneficio.

Poiché in tale procedimento di opposizione non assume la veste di contraddittore la controparte di colui che nel giudizio civile era stato ammesso al beneficio del patrocinio, questa neppure è legittimata a proporre ricorso per Cassazione avverso la ordinanza che abbia accolto la opposizione dell’interessato avverso il provvedimento di revoca.

Cassazione civile sez. II, 04/09/2017, n.20711

Patrocinio a spese dello Stato: disciplina dell’onorario

Sono manifestamente infondate le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 130 d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, censurato, per violazione degli artt. 3, 24, commi 2 e 3, e 111, comma 1, Cost., in quanto dispone che, in caso di patrocinio a spese dello Stato, «gli importi spettanti al difensore, all’ausiliario del magistrato e al consulente tecnico di parte sono ridotti della metà». Infatti, con riguardo alla denunciata disparità di trattamento fra avvocati, i quali subiscono la riduzione della metà dei compensi nell’ipotesi in cui la liquidazione giudiziale concerna difese apprestate nei confronti di soggetti ammessi al patrocinio a spese dello Stato, la specifica disciplina applicabile al patrocinio dei non abbienti è coerente con il margine di ampia discrezionalità di cui il legislatore gode nel dettare le norme processuali, nel cui novero sono comprese anche quelle in materia di spese di giustizia, ed è giustificata da peculiari connotati pubblicistici, che rendono le fattispecie disomogenee.

Quanto alla postulata esistenza di una più ridotta platea di professionisti disposta a difendere i soggetti ammessi al patrocinio a spese dello Stato, rispetto a quella cui può attingere il soggetto ordinario, nonché il paventato vantaggio che la parte abbiente ricaverebbe dalla condizione economica disagiata della controparte ammessa al gratuito patrocinio, dette censure si risolvono in doglianze avverso un inconveniente di fatto non rilevante nel giudizio di costituzionalità. Parimenti, la circostanza secondo cui il sistema di liquidazione degli onorari civili impone al difensore di prestare la propria opera per un compenso inferiore al minimo previsto, che, normalmente, costituirebbe infrazione ai doveri deontologici e fatto suscettibile di sanzione disciplinare, è costituzionalmente irrilevante ove si tenga presente che il sistema di liquidazione è imposto da una norma di legge, che, come tale, può legittimamente derogare anche ai minimi tariffari.

Peraltro, il criterio di determinazione del compenso spettante al professionista che difende la parte ammessa al patrocinio a spese dello Stato in un giudizio civile non impone al professionista un sacrificio tale da risolvere il ragionevole legame tra l’onorario a lui spettante ed il relativo valore di mercato, trattandosi, semplicemente, di una, parzialmente diversa, modalità di determinazione del compenso medesimo giustificato dalla considerazione dell’interesse generale che il legislatore ha inteso perseguire, nell’ambito di una disciplina, mirante ad assicurare al non abbiente l’effettività del diritto di difesa in ogni stato e grado del processo, nella quale la liquidazione degli onorari professionali è suscettibile di restare a carico dell’erario (sentt. nn. 394 del 2000, 86 del 2008, 298, 329 del 2009, 247 del 2011, 157 del 2012, 243 del 2014; ordd. nn. 299 del 2002, 387 del 2004, 350 del 2005, 201 del 2006, 123, 376, 446 del 2007, 26, 270 del 2012, 112 del 2013).

Corte Costituzionale, 30/05/2016, n.122

note

Autore immagine: compensi di CC7


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