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Liquidazione compensi gratuito patrocinio: ultime sentenze

16 Agosto 2022
Liquidazione compensi gratuito patrocinio: ultime sentenze

Patrocinio a spese dello Stato: le più recenti pronunce giurisprudenziali sugli importi spettanti al difensore.

Indice

Gratuito patrocinio in materia civile

È inammissibile il ricorso per cassazione avverso il decreto di liquidazione dei compensi al difensore ammesso al patrocinio a spese dello Stato, essendo tale provvedimento non definitivo, giacché impugnabile, ai sensi dell’art. 170 del d.P.R. n. 115 del 2002, con opposizione da rivolgersi al presidente dell’ufficio giudiziario competente. Infatti, soltanto avverso quest’ultimo provvedimento è proponibile il ricorso per cassazione, in considerazione della sua natura decisoria e della capacità d’incidere in via definitiva su diritti soggettivi.

Cassazione civile sez. VI, 16/03/2022, n.8616

Liquidazione compenso avvocato: si applica la prescrizione presuntiva?

In caso di crediti vantati nei confronti dell’Amministrazione dello Stato, attesa la necessità di fare applicazione delle regole di contabilità pubblica anche in relazione ai pagamenti, dovendosi a tal fine provvedere mediante appositi mandati di pagamento, non è possibile invocare la prescrizione presuntiva (fattispecie relativa all’azione promossa da un avvocato, che dopo aver svolto l’incarico di difensore di fiducia per una sua cliente ammessa al patrocinio a spese dello Stato, aveva domandato la liquidazione dei compensi dovutigli).

Cassazione civile sez. VI, 28/12/2021, n.41774

Patrocinio a spese dello stato: richiesta di liquidazione

La ritenuta necessità, per il difensore che chiede la liquidazione dei compensi in relazione all’attività prestata in favore della parte ammessa al patrocinio a spese dello Stato, di dover documentare la sussistenza, anche con riferimento alla diversa annualità in cui interviene la richiesta, dei requisiti reddituali del cliente per godere del beneficio, pur costituendo una questione di diritto implica, altresì, accertamenti di fatto, presupponendo la dimostrazione della persistenza di detti limiti reddituali.

Ne consegue che, rigettata, per intervenuta prescrizione, l’istanza di liquidazione presentata dal difensore, ove il Tribunale, adìto in sede di opposizione ex art. 170 del d.P.R. n. 115 del 2002, confermi tale statuizione sulla base, però, del diverso rilievo, compiuto d’ufficio, circa la mancanza di prova, all’attualità, dei siffatti requisiti, la questione va sottoposta al contraddittorio delle parti, pena nullità dell’ordinanza che su di essa si fondi, in conseguenza della violazione del diritto di difesa, quante volte la parte che se ne dolga prospetti in concreto le ragioni che avrebbe potuto far valere (nella specie, documentando l’effettivo reddito del cliente negli anni successivi a quello cui risaliva l’ammissione al patrocinio), qualora il contraddittorio sulla predetta questione fosse stato tempestivamente attivato.

Cassazione civile sez. VI, 23/11/2021, n.36347

Difensore di ufficio di persona irreperibile

In tema di patrocinio a spese dello Stato, come nel caso in cui l’autorità giudiziaria abbia formalmente dichiarato l’irreperibilità dell’indagato, dell’imputato o del condannato, il difensore d’ufficio, che intenda richiedere la liquidazione dei compensi per l’attività professionale svolta, ex art. 117 del d.P.R. n. 115 del 2002, non ha l’onere di provare la persistenza della condizione di irreperibilità, né di essersi attivato in via giudiziale per ottenere il pagamento delle spettanze, così, anche se sia mancata tale dichiarazione formale e l’assistito non sia, “di fatto”, reperibile, il giudice è tenuto a riconoscere quanto spettante al difensore, essendo ogni ulteriore attività vanificata a monte dall’impossibilità di rintracciare l’interessato.

Cassazione civile sez. VI, 17/11/2021, n.34888

Opposizione a decreto di liquidazione dei compensi per attività dinanzi al giudice amministrativo

Nel procedimento di opposizione al decreto di liquidazione dei compensi ex art. 170 del d.P.R. n. 115 del 2002, relativamente ad attività espletate dinanzi al giudice amministrativo (nella specie, un giudizio di ottemperanza promosso innanzi al T.A.R.) dal difensore della parte ammessa al beneficio del patrocinio a spese dello Stato, la legittimazione passiva spetta al Ministero dell’Economia e delle Finanze – che è, pertanto, parte necessaria del giudizio – quale soggetto esposto all’obbligo di sopportare l’onere economico del compenso, ex art. 185 del medesimo d.P.R. n. 115.

Cassazione civile sez. VI, 16/11/2021, n.34602

Quando l’avvocato non ha diritto alla liquidazione dei compensi?

L’avvocato, che abbia difeso d’ufficio l’indagato o l’imputato, resosi irreperibile, non ha diritto alla liquidazione dei compensi a carico dello Stato, ove consti che il medesimo professionista, incorso in colpevole inerzia e così venendo meno al dovere di diligenza qualificata (homo eiusdem condicionis ac professioni), abbia fatto trascorrere, prima di attivarsi con le competenti autorità per il rintraccio dello stesso, specie nel caso in cui si tratti di straniero senza fissa dimora e di dubbia o non facile identificazione, un lasso di tempo ingiustificatamente irragionevole, tale da rendere vano il tentativo.

Cassazione civile sez. VI, 31/03/2021, n.8942

Gratuito patrocinio: a chi spetta la liquidazione dei compensi?

In tema di patrocinio a spese dello Stato, per la liquidazione complessiva dei compensi spettanti al difensore che, dopo aver assistito l’imputato ammesso al gratuito patrocinio per il giudizio di cognizione, presenti istanza di ammissione a misura alternativa alla detenzione, è competente il Tribunale di sorveglianza.

Cassazione penale sez. IV, 27/10/2020, n.33235

L’istanza di liquidazione in un momento successivo alla pronuncia

Nel patrocinio a spese dello Stato non è prevista alcuna decadenza per l’avvocato che depositi l’istanza di liquidazione dei compensi in un momento successivo alla pronuncia; il d.P.R. n. 115 del 2002, art. 83, comma 3-bis, per il quale il decreto di pagamento deve essere emesso dal giudice contestualmente alla pronuncia del provvedimento, ha lo scopo di raccomandare la sollecita definizione delle procedure di liquidazione del compenso del difensore, senza tuttavia imporre alcuna decadenza a carico del professionista. Tanto si evince dalla lettura coordinata della normativa, in seguito alla modifica apportata alla l. n. 208 del 2015, art. 1, comma 738 e, in particolar modo con l’espressa previsione di un termine di decadenza per l’ausiliario del giudice in caso di mancata presentazione dell’istanza di liquidazione nei cento giorni dal compimento delle operazioni.

Cassazione civile sez. VI, 22/09/2020, n.19733

L’attività svolta nella fase della mediazione obbligatoria

Il difensore della parte ammessa al patrocinio a spese dello Stato non ha diritto al compenso professionale a carico dell’Erario per l’attività svolta nella fase della mediazione obbligatoria. Trattasi di regola assoluta che non ammette deroghe, neanche se, dopo il fallimento del tentativo di conciliazione, non segue la fase giudiziale. Ad affermarlo è la Cassazione respingendo il ricorso di un avvocato che in sede di mediazione obbligatoria aveva rappresentato il cliente in una controversia locativa. La procedura aveva avuto esito negativo, ma la vicenda non era poi sfociata in un processo perché le parti avevano raggiunto un accordo stragiudiziale.

La successiva istanza di liquidazione dei compensi secondo la disciplina del patrocinio a spese dello Stato veniva respinta. Lo stesso fa la Suprema corte che ricorda come l’articolo 74 del Dpr 115/2002 “limita l’operatività del patrocinio a spese dello Stato all’ambito del procedimento sia civile che penale”, e dunque presuppone “l’intervenuto avvio della lite giudiziale”.

Cassazione civile sez. II, 31/08/2020, n.18123

È possibile liquidare gli onorari al difensore dopo l’udienza preliminare?

In tema di liquidazione dei compensi al difensore di parte civile ammessa al patrocinio a spese dello stato, poiché questa deve ritenersi a carico dello stato solo se l’imputato, non ammesso al patrocinio a spese dello stato, venga condannato con sentenza anche al risarcimento dei danni, non è possibile liquidare gli onorari dopo l’udienza preliminare nonostante l’art. 110 comma 3 d.p.r. 115/2002 preveda che la liquidazione debba essere effettuata al termine di ogni fase processuale.

Tribunale La Spezia sez. uff. indagini prel., 12/05/2020

Difesa d’ufficio: il ricorso al procedimento monitorio

In tema di difesa d’ufficio, il ricorso al procedimento monitorio costituisce un passaggio obbligato per richiedere la liquidazione dei compensi ai sensi del combinato disposto degli artt. 82 e 116 del d.P.R. n. 115 del 2002, sicché i relativi costi, comprensivi di spese, diritti ed onorari, debbono rientrare nell’ambito di quelli che l’erario è tenuto a rimborsare.

Nondimeno, essendo l’ingiunzione emessa verso il debitore e non potendo valere, ove non opposta, quale giudicato nei confronti dello Stato, detto decreto ingiuntivo rileva esclusivamente come mero fatto dimostrativo dell’infruttuoso esperimento delle procedure di recupero dei crediti professionali. Ne consegue che, in mancanza di un vincolo “ex iudicato”, il giudice penale può procedere ad una nuova ed autonoma liquidazione, destinata a sfociare nella formazione di un diverso titolo di pagamento, costituito dal decreto di liquidazione.

Cassazione civile sez. VI, 05/12/2019, n.31820

Revoca del gratuito patrocinio: effetti sul decreto di liquidazione compensi già emesso

Alla revoca ai sensi dell’art. 112, comma 1, lett. d) d.P.R. n. 115/2002 del provvedimento di ammissione al patrocinio a spese dello Stato non consegue altresì la inefficacia del decreto di liquidazione del compenso al difensore che l’autorità giudiziaria abbia emesso ai sensi del d.P.R. n. 115 del 2002, art. 82 in costanza del provvedimento di ammissione, successivamente revocato.

Cassazione penale sez. IV, 14/02/2019, n.17668

Avvocato: può impugnare il provvedimento di revoca del gratuito patrocinio?

In materia di gratuito patrocinio, la legittimazione del difensore in proprio è limitata soltanto alla controversia in tema di liquidazione di compensi ma non è configurabile anche con riferimento all’opposizione avverso il decreto di rigetto dell’istanza di ammissione o di revoca del gratuito patrocinio; in tali casi, infatti, detta legittimazione è riconoscibile al solo interessato, ovvero propriamente alla parte che si vuole avvalere del gratuito patrocinio o che vi è stata ammessa ma il cui beneficio sia stato poi revocato.

Cassazione civile sez. VI, 11/09/2018, n.21997

Patrocinio a spese dello Stato: opposizione al pagamento dei compensi 

Qualora il difensore di persona ammessa al patrocinio a spese dello Stato, ai sensi degli artt. 84 e 170 d.P.R. n. 115/2002, proponga opposizione avverso il decreto di pagamento dei compensi, contestando l’entità delle somme liquidate e il diritto alla liquidazione degli onorari del procedimento medesimo, l’obbligo di pagamento è regolato dalle disposizioni del codice di procedura civile relative alla responsabilità delle parti per le spese di cui agli artt. 91 e ss. codice di rito.

Cassazione civile sez. II, 23/03/2018, n.7292

Competenza sulla liquidazione dei compensi al difensore

In tema di patrocinio a spese dello Stato, nella disciplina di cui al d.P.R. n. 115 del 2002, la competenza sulla liquidazione dei compensi al difensore per il ministero prestato nel giudizio di cassazione spetta, ai sensi dell’art. 83 del suddetto decreto, come modificato dall’art. 3 della l. n. 25 del 2005, al giudice di rinvio, oppure a quello che ha pronunciato la sentenza passata in giudicato a seguito dell’esito del giudizio di Cassazione: ne deriva che, nell’ipotesi di cassazione con decisione “sostitutiva” nel merito, la competenza per tale liquidazione è demandata a quello che sarebbe stato il giudice del rinvio in mancanza di detta decisione.

Cassazione civile sez. VI, 31/05/2018, n.13806

Patrocinio dei non abbienti

In tema di patrocinio dei non abbienti, il difensore ha diritto alla liquidazione anche dei compensi relativi all’attività svolta nel procedimento di opposizione al provvedimento di rigetto della domanda di ammissione al beneficio.

Per un verso, infatti, il d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 non fa decorrere gli effetti dell’ammissione al patrocinio dalla data del relativo provvedimento, bensì da quella in cui è stata presentata la domanda, per l’altro, il medesimo decreto espressamente estende gli effetti dell’ammissione a tutte le procedure, derivate ed accidentali, comunque connesse al procedimento penale, tra le quali deve essere annoverata quella originata dal rigetto della domanda di ammissione.

(Fattispecie in cui la Corte ha annullato senza rinvio, limitatamente alla liquidazione dei compensi per l’attività svolta dal difensore nel procedimento di opposizione, il provvedimento con cui il tribunale aveva accolto l’opposizione avverso il decreto di rigetto compensando tra le parti le spese di lite).

Cassazione penale sez. III, 04/04/2018, n.22757

Diritto alla liquidazione degli onorari

Il difensore di persona ammessa al patrocinio a spese dello Stato che, ai sensi degli artt. 84 e 170 del d.P.R. n. 115 del 2002 (T.U. delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia), proponga opposizione avverso il decreto di pagamento dei compensi, agisce in forza di una propria autonoma legittimazione a tutela di un diritto soggettivo patrimoniale; ne consegue che il diritto alla liquidazione degli onorari del procedimento medesimo e l’eventuale obbligo del pagamento delle spese sono regolati dalle disposizioni di cui agli artt. 91 e 92, commi 1 e 2, c.p.c. relative alla “responsabilità delle parti per le spese”.

Cassazione civile sez. VI, 21/03/2018, n.7072

Procedimento penale e liquidazione dei compensi professionali

In tema di opposizione al decreto con il quale il giudice ha rigettato l’istanza di liquidazione dei compensi professionali in regime di gratuito patrocinio in relazione all’attività svolta dall’avvocato nell’ambito di un procedimento penale, la prescrizione del diritto del difensore alla liquidazione del compenso non è rilevabile d’ufficio.

Tribunale Macerata, 05/03/2018

Gratuito patrocinio e attività stragiudiziali dell’avvocato

Rientra nella nozione di “attività giudiziale” anche tutte le attività stragiudiziali che siano strumentali e complementari alla successiva azione giudiziaria e che siano svolte in esecuzione di un mandato alle liti conferito per la rappresentanza e difesa in giudizio. In caso di ammissione al gratuito patrocinio, anche la suddetta attività deve essere posta a carico dello Stato, unitamente alla liquidazione delle spese per l’attività giudiziale svolta dall’avvocato.

Al contrario si deve escludere la possibilità di porre a carico dello Stato i compensi per l’attività stragiudiziale espletata dall’avvocato, nel caso in alla stessa non sia seguita alcuna attività giudiziale.

Tribunale Roma, 11/01/2018

Procedimento di mediazione concluso con accordo amichevole

In tema di liquidazione dell’assistenza in mediazione alla parte già ammessa al patrocinio a spese dello Stato, il giudice deve liquidare i compensi all’avvocato anche laddove il procedimento di mediazione si concluda con l’accordo amichevole. La mediazione, siccome obbligatoria, è infatti sempre connessa e funzionale alla fase processuale ancorché questa possa rimanere eventuale, in caso di raggiungimento del fine che si è preposto il legislatore con l’istituto stesso.

Tribunale Trieste, 29/11/2017, n.6797

Ammissione al gratuito patrocinio per l’imputato straniero non appartenente all’UE

In tema di patrocinio a spese dello Stato, l’imputato straniero non appartenente all’Unione Europea, ammesso al beneficio in base all’autocertificazione prodotta unitamente alla istanza, ai sensi dell’art. 94, comma 2, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, in conseguenza di un’allegata impossibilità di produrre la certificazione consolare prevista dall’art. 79, comma 2, dello stesso decreto, non è tenuto ad una ulteriore produzione documentale.

(Fattispecie in cui la suprema Corte ha annullato l’ordinanza di rigetto dell’opposizione proposta avverso il decreto con il quale la corte di appello aveva revocato, in sede di liquidazione dei compensi, l’ammissione al beneficio già concesso, sul presupposto che la parte interessata non aveva provveduto a depositare, nel termine previsto dall’art. 94, comma 3, d.P.R. n. 115 del 2002, la certificazione consolare) .

Cassazione penale sez. IV, 08/11/2017, n.53557

Opposizione alla revoca del gratuito patrocinio

In tema di patrocinio a spese dello Stato nell’ambito del processo civile, la opposizione proposta dalla parte che si è vista revocare il beneficio, avverso il relativo decreto adottato d’ufficio dal giudice richiesto, a conclusione del procedimento, di provvedere sulla liquidazione dei compensi al difensore, è diretta unicamente nei confronti dell’Amministrazione statale, la quale è il soggetto passivo del rapporto debitorio, scaturente alla ammissione al beneficio.

Poiché in tale procedimento di opposizione non assume la veste di contraddittore la controparte di colui che nel giudizio civile era stato ammesso al beneficio del patrocinio, questa neppure è legittimata a proporre ricorso per Cassazione avverso la ordinanza che abbia accolto la opposizione dell’interessato avverso il provvedimento di revoca.

Cassazione civile sez. II, 04/09/2017, n.20711

Patrocinio a spese dello Stato: il criterio di determinazione del compenso

Sono manifestamente infondate le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 130 d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, censurato, per violazione degli artt. 3, 24, commi 2 e 3, e 111, comma 1, Cost., in quanto dispone che, in caso di patrocinio a spese dello Stato, «gli importi spettanti al difensore, all’ausiliario del magistrato e al consulente tecnico di parte sono ridotti della metà». Infatti, con riguardo alla denunciata disparità di trattamento fra avvocati, i quali subiscono la riduzione della metà dei compensi nell’ipotesi in cui la liquidazione giudiziale concerna difese apprestate nei confronti di soggetti ammessi al patrocinio a spese dello Stato, la specifica disciplina applicabile al patrocinio dei non abbienti è coerente con il margine di ampia discrezionalità di cui il legislatore gode nel dettare le norme processuali, nel cui novero sono comprese anche quelle in materia di spese di giustizia, ed è giustificata da peculiari connotati pubblicistici, che rendono le fattispecie disomogenee.

Quanto alla postulata esistenza di una più ridotta platea di professionisti disposta a difendere i soggetti ammessi al patrocinio a spese dello Stato, rispetto a quella cui può attingere il soggetto ordinario, nonché il paventato vantaggio che la parte abbiente ricaverebbe dalla condizione economica disagiata della controparte ammessa al gratuito patrocinio, dette censure si risolvono in doglianze avverso un inconveniente di fatto non rilevante nel giudizio di costituzionalità.

Parimenti, la circostanza secondo cui il sistema di liquidazione degli onorari civili impone al difensore di prestare la propria opera per un compenso inferiore al minimo previsto, che, normalmente, costituirebbe infrazione ai doveri deontologici e fatto suscettibile di sanzione disciplinare, è costituzionalmente irrilevante ove si tenga presente che il sistema di liquidazione è imposto da una norma di legge, che, come tale, può legittimamente derogare anche ai minimi tariffari.

Peraltro, il criterio di determinazione del compenso spettante al professionista che difende la parte ammessa al patrocinio a spese dello Stato in un giudizio civile non impone al professionista un sacrificio tale da risolvere il ragionevole legame tra l’onorario a lui spettante ed il relativo valore di mercato, trattandosi, semplicemente, di una, parzialmente diversa, modalità di determinazione del compenso medesimo giustificato dalla considerazione dell’interesse generale che il legislatore ha inteso perseguire, nell’ambito di una disciplina, mirante ad assicurare al non abbiente l’effettività del diritto di difesa in ogni stato e grado del processo, nella quale la liquidazione degli onorari professionali è suscettibile di restare a carico dell’erario (sentt. nn. 394 del 2000, 86 del 2008, 298, 329 del 2009, 247 del 2011, 157 del 2012, 243 del 2014; ordd. nn. 299 del 2002, 387 del 2004, 350 del 2005, 201 del 2006, 123, 376, 446 del 2007, 26, 270 del 2012, 112 del 2013).

Corte Costituzionale, 30/05/2016, n.122


note

Autore immagine: compensi di CC7


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