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Revoca ammissione gratuito patrocinio: ultime sentenze

27 Maggio 2019
Revoca ammissione gratuito patrocinio: ultime sentenze

> L’esperto Pubblicato il 27 Maggio 2019



Gratuito patrocinio; ammissione al patrocinio a spese dello Stato; revoca del decreto di ammissione al gratuito patrocinio e opposizione; presupposti per la revoca; legittimazione passiva.

L’opposizione alla revoca del patrocinio a spese dello Stato deve essere presentato attraverso il deposito del ricorso presso la cancelleria del giudice che ha emesso il provvedimento. L’unico legittimato passivo nel procedimento di opposizione al provvedimento di revoca del gratuito patrocinio è il ministero della Giustizia.

Mancata notifica della revoca del gratuito patrocinio

In caso di rigetto o revoca dell’ammissione al patrocinio dello Stato, quando l’opposizione dell’interessato avverso il provvedimento impugnato sia stata tempestivamente depositata presso il giudice ma non sia stata notificata alla Direzione Generale delle Entrate, a cura dell’istante, non si configura l’inammissibilità del gravame.

Cassazione penale sez. IV, 18/09/2018, n.54228

Impugnazione della revoca del gratuito patrocinio

In tema di patrocinio a spese dello Stato, la legittimazione ad impugnare il decreto di rigetto dell’istanza di ammissione e quello di revoca del beneficio già riconosciuto spetta alla sola parte che intendeva avvalersene o che tale revoca ha subito, essendo l’unica titolare del diritto al suddetto patrocinio, e non al difensore, il quale può agire esclusivamente, ove il menzionato beneficio non sia venuto meno, per ottenere la liquidazione del compenso eventualmente ad esso spettante.

(Nella specie, la S.C. ha rigettato il ricorso del difensore contro la decisione del tribunale che aveva ritenuto inammissibile l’opposizione dal medesimo presentata in via diretta ed esclusiva avverso il decreto di revoca, confermandone la carenza di legittimazione ad agire).

Cassazione civile sez. VI, 11/09/2018, n.21997

Ammissione al patrocinio a spese dello Stato: da chi è disposta la revoca?

La revoca dell’ammissione al patrocinio a spese dello Stato disposta non dall’organo collegiale che aveva pronunciato la sentenza passata in giudicato, ma solo dal suo Presidente, nonostante la legge non attribuisca a quest’ultimo tale potere, è nulla, ricorrendo un vizio di costituzione del giudice ai sensi dell’art. 158 c.p.c.

Ne consegue che il giudice dell’opposizione ex art. 170 d.P.R. n. 115 del 2002, rilevata anche in via officiosa la nullità di detta revoca, deve decidere la causa nel merito senza rimetterla al primo giudice, non ricorrendo alcuna delle ipotesi tassativamente previste dall’art. 354 c.p.c.

Cassazione civile sez. VI, 22/01/2019, n.1684

Revoca dell’ammissione al gratuito patrocinio per dolo o colpa grave

In tema di ammissione al patrocinio a spese dello Stato, la valutazione della sussistenza dei presupposti per la revoca, per avere la parte agito o resistito in giudizio con dolo o colpa grave, deve essere basata esclusivamente sulla valutazione di tali presupposti, indipendentemente dalla valutazione della fondatezza dell’azione di merito.

Cassazione civile sez. VI, 04/09/2018, n.21610

Quando va disposta la revoca dell’ammissione al gratuito patrocinio?

La revoca dell’ammissione del ricorrente al gratuito patrocinio a spese dello Stato va disposta quando le argomentazioni tratte dall’atto introduttivo del giudizio siano meramente tautologiche e tali da far ritenere in concreto manifestamente infondato il gravame esperito dal ricorrente.

Cassazione civile sez. III, 28/06/2018, n.17037

Processo amministrativo: revoca dell’ammissione al gratuito patrocinio

Nel processo amministrativo, la revoca dell’ammissione al gratuito patrocinio adottata con la sentenza che definisce la causa va impugnata con il rimedio ordinario dell’appello.

Cons. giust. amm. Sicilia sez. giurisd., 28/03/2018, n.177

Revoca dell’ammissione al gratuito patrocinio nel giudizio di merito

Anche se la revoca dell’ammissione al patrocinio a spese dello Stato viene pronunciata nel contesto del giudizio di merito, la sua anomala collocazione non può ritenersi idonea a mutarne la natura. Ne consegue, che la relativa decisione non costituisce un autonomo capo della sentenza di merito, ma va considerata come se fosse stata emessa secondo la forma prescritta.

Pertanto, il mezzo di impugnazione esperibile avverso la stessa resta quello suo proprio, ossia l’opposizione da proporsi al capo dell’ufficio giudiziario del magistrato che ha disposto la revoca.

Cassazione civile sez. VI, 08/03/2018, n.5535

Opposizione alla revoca del gratuito patrocinio

Nel procedimento per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato trovano applicazione le regole procedurali del rito penale, pertanto il ricorso avverso l’ordinanza che decide sull’opposizione alla revoca del gratuito patrocinio deve essere presentato mediante deposito presso la cancelleria del giudice che ha emesso il provvedimento.

Cassazione penale sez. IV, 27/02/2019, n.16616

Procedimento di opposizione avverso il provvedimento di revoca: chi è legittimato?

In tema di patrocinio a spese dello Stato, unico legittimato passivo nel procedimento di opposizione avverso il provvedimento di revoca dell’ammissione al beneficio è il ministero della Giustizia, poiché esclusivo titolare del rapporto debitorio oggetto del procedimento stesso; analoga legittimazione non può riconoscersi, invece, all’Agenzia delle Entrate, la quale ha unicamente il compito di trasmettere la dovuta informativa reddituale.

Cassazione civile sez. VI, 29/01/2019, n.2517

Revoca della decisione di accoglimento del gratuito patrocinio

Ai sensi dell’art. 126, comma 1, d.P.R. n. 115/2002, costituisce presupposto per l’ammissibilità al gratuito patrocinio la circostanza che le pretese che l’interessato intende far valere non appaiono manifestamente infondate.

Pertanto, allorché il giudizio sia definito, come nella fattispecie, con sentenza di rigetto e sia stata accertata la manifesta infondatezza dell’impugnazione, deve pacificamente ritenersi ricorrere la fattispecie che tipicamente legittima il diniego del gratuito patrocinio e la revoca della decisione di accoglimento già assunta dalla competente commissione.

TAR Trieste, (Friuli-Venezia Giulia) sez. I, 07/01/2019, n.2

Patrocinio a spese dello Stato: presupposti per la concessione

In tema di ammissione al patrocinio a spese dello Stato, sono insussistenti i presupposti per la sua concessione, allorché, dall’esame della relativa istanza, contenente, a pena di inammissibilità, le enunciazioni in fatto e in diritto utili ai fini del relativo accertamento, ivi comprese le prove di cui si intende chiedere l’ammissione, risulti in concreto la manifesta infondatezza della pretesa sicché, sussistendo il requisito della colpa grave nell’avere l’interessata continuato a svolgere le medesime difese nei vari gradi del giudizio, ricorrono i presupposti per la revoca del provvedimento di ammissione.

(Nella specie, la S.C. ha ravvisato la colpa grave nel fatto che l’opposizione avverso l’ordinanza ingiunzione di pagamento della sanzione pecuniaria, conseguente all’illecito di emissione di assegni privi della necessaria provvista, fosse stata fondata esclusivamente su elementi, quali l’avvenuto pagamento nel termine dell’assegno e difetti di forma, insuscettibili da soli di condurre all’esito positivo della lite).

Cassazione civile sez. II, 17/10/2018, n.26060

Revoca del gratuito patrocinio alla persona offesa del reato di maltrattamenti: è illegittima?

In tema di patrocinio a spese dello Stato, la disciplina che consente l’ammissione al beneficio, in deroga ai limiti di reddito previsti dalla legge, della persona offesa dei reati indicati dall’art. 76, comma 4-ter, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, si applica anche alle richieste di ammissione accolte anteriormente all’entrata in vigore in relazione a procedimenti penali in corso, limitatamente agli anni di imposta successivi all’entrata in vigore della nuova disposizione.

(Nella specie la Corte ha ritenuto illegittima la revoca del beneficio concesso alla persona offesa del reato di maltrattamenti in epoca in cui a tale reato si applicavano i limiti di reddito di cui all’art. 76 d.P.R. n. 115 del 2002, motivata dalla mancata comunicazione del superamento degli stessi maturato in epoca successiva all’entrata in vigore della nuova disciplina).

Cassazione penale sez. IV, 10/10/2018, n.52822

note

Autore immagine: gratuito patrocinio di Charlie’s


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