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Donazione immobile: ultime sentenze

27 Maggio 2019
Donazione immobile: ultime sentenze

Donazione di un immobile; donazione indiretta; comportamento legittimo del donatario; comproprietà di un immobile; causa di liberalità; revocabilità della donazione per ingratitudine.

La donazione dell’immobile prima del decorso di cinque anni dalla sua data di acquisto provoca la revoca dell’agevolazione fiscale della prima casa. L’ingiuria grave richiesta come presupposto necessario per la revocabilità di una donazione per ingratitudine è caratterizzata dai comportamenti del donatario che risultano essere contrastanti con il senso di riconoscenza che dovrebbe sussistere nei confronti del donante.

Ici: quando il donatario assume la qualità di soggetto passivo dell’imposta?

In tema di Ici, il donatario assume la qualità di soggetto passivo dell’imposta allorquando, accettando la donazione, ne determina il perfezionamento, restando irrilevante, a tali fini, la mera detenzione (sia pur qualificata) del bene.

(Nella specie, la S.C., decidendo nel merito una controversia in materia di donazione con riserva di usufrutto di un immobile, ha ritenuto che, alla morte del donante, soggetti passivi dell’ICI fossero i figli, donatari della nuda proprietà, e non già il coniuge destinatario della concomitante donazione dell’usufrutto, atteso che questi, pur trovandosi nella materiale disponibilità del bene, non aveva accettato la donazione prima della morte del donante).

Cassazione civile sez. trib., 15/03/2019, n.7444

Rinuncia alla quota di comproprietà di un immobile: è donazione indiretta?

La rinunzia alla quota di comproprietà di un immobile costituisce donazione indiretta e pertanto, avendo gli stessi effetti della donazione (acquisto dell’intera proprietà) l’atto è sottoposto alle imposte catastali ed ipotecarie con l’applicazione del regime agevolativo “prima casa”.

Comm. trib. reg. Venezia, (Veneto) sez. I, 20/02/2019, n.105

Donazione dell’immobile in vendita

Dati gli inconvenienti cui dà normalmente luogo la provenienza da donazione dell’immobile posto in vendita, tale circostanza rientra nella valutazione della sicurezza dell’affare e, come tale, deve essere compresa nel novero delle circostanze influenti sulla conclusione dello stesso, che il mediatore è tenuto a riferire alle parti ex art. 1759 c.c.

Cassazione civile sez. II, 16/01/2019, n.965

Lesione del legittimario a causa di donazioni di beni immobili

In tema di azione di riduzione ex art. 560 c.c., quando la lesione del legittimario è causata da legati o donazioni di beni immobili, l’esercizio dell’azione di riduzione non incide sulla delazione ereditaria, ma rende parzialmente o totalmente inefficace il lascito testamentario o la donazione, in modo da integrare il contenuto della quota già delata al legittimario; in caso di esperimento positivo dell’azione, si crea sul bene immobile oggetto di riduzione una situazione di comunione tra legittimario e legatario o donatario, che si scioglie separando dall’immobile medesimo la parte occorrente per integrare la quota riservata, se ciò può avvenire comodamente ex art. 560 c.1 c.c.

Corte appello Venezia sez. II, 31/10/2018, n.2962

Conferimenti patrimoniali per finanziare lavori nell’immobile

L’attività con la quale il marito fornisce il denaro affinché la moglie divenga con lui comproprietaria di un immobile è riconducibile nell’ambito della donazione indiretta, così come sono ad essa riconducibili, finché dura il matrimonio, i conferimenti patrimoniali eseguiti spontaneamente dal donante, volti a finanziare lavori nell’immobile, giacché tali conferimenti hanno la stessa causa della donazione indiretta.

Tuttavia, dopo la separazione personale dei coniugi, analoga finalità non può automaticamente attribuirsi ai pagamenti fatti dal marito o alle spese sostenute per l’immobile in comproprietà, poiché in tale ultimo caso non può ritenersi più sussistente la finalità di liberalità e tali spese dovranno considerarsi sostenute da uno dei comproprietari in regime di comunione, con l’applicazione delle regole ordinarie ad essa relative.

Conseguentemente, il coniuge comproprietario potrà ripetere il 50% delle spese che ha sostenuto per la conservazione ed il miglioramento della cosa comune, purché abbia avvisato preliminarmente l’altro comproprietario e purché questi, a fronte di un intervento necessario, sia rimasto inerte.

Cassazione civile sez. III, 04/10/2018, n.24160

Donazione di un immobile in comunione legale dei beni: è nulla o annullabile?

È annullabile, e non nulla, la donazione di un immobile compreso nel regime di comunione legale dei beni, effettuata da uno solo dei coniugi, senza il consenso dell’altro coniuge.

Ad affermarlo è la Cassazione che precisa, altresì, che è solamente impugnabile, e non nulla, la donazione che sia lesiva dei diritti degli eredi legittimari. La Suprema corte arriva a tale decisione ritenendo che, nella fattispecie, non si applica il principio affermato dalle sezioni Unite (5068/2016) sulla nullità, per mancanza di causa, della donazione di un bene che non sia di proprietà del donante e, di conseguenza, la nullità della donazione effettuata dal comproprietario e avente come oggetto la quota indivisa di uno dei beni che facciano patte di un patrimonio in comunione.

In tali casi, infatti, si applica l’articolo 184 c.c. per il quale gli atti compiuti da un coniuge senza il necessario consenso dell’altro coniuge e da questo non convalidati sono annullabili.

Cassazione civile sez. II, 31/08/2018, n.21503

Agevolazione fiscale prima casa e donazione dell’immobile

In tema di agevolazione fiscale cd. prima casa, la donazione dell’immobile prima del decorso di cinque anni dalla data di acquisto dello stesso determina la revoca del beneficio, senza che assuma rilevanza la successiva risoluzione del contratto di donazione, gli effetti della quale sono limitati al rapporto tra le parti.

Cassazione civile sez. trib., 29/08/2018, n.21312

Revoca della donazione per ingratitudine

L’ingiuria grave richiesta, ex art. 801 c.c., quale presupposto necessario per la revocabilità di una donazione per ingratitudine, pur mutuando dal diritto penale la sua natura di offesa all’onore ed al decoro della persona, si caratterizza per la manifestazione esteriorizzata, ossia resa palese ai terzi, mediante il comportamento del donatario, di un durevole sentimento di disistima delle qualità morali e di irrispettosità della dignità del donante, contrastanti con il senso di riconoscenza che, secondo la coscienza comune, aperta ai mutamenti dei costumi sociali, dovrebbero invece improntarne l’atteggiamento.

Peraltro, in presenza di tali presupposti, resta indifferente la legittimità del comportamento del donatario.

(Nella specie, la S.C. ha ritenuto ingiurioso il comportamento dei donatari che, in assenza di un’oggettiva giustificazione, avevano dapprima intimato, con lettera formale, alla donante il rilascio dell’immobile oggetto della donazione e successivamente agito a tal fine in giudizio, chiedendo altresì il pagamento di un’indennità di occupazione).

Cassazione civile sez. II, 13/08/2018, n.20722

Donazione di un immobile con riserva di usufrutto

La donazione dell’immobile del debitore ai figli, con riserva di usufrutto, costituisce un atto in frode ai creditori che rende inammissibile l’accordo di composizione della crisi da sovraindebitamento.

Tribunale Milano sez. II, 18/11/2016

Riduzione della donazione

Se la riduzione della donazione ai fini del reintegro della legittima interessa un bene immobile, la legge stabilisce all’art. 560 c.c. che la riduzione si fa separando dall’immobile medesimo la parte occorrente per integrare la quota riservata, se ciò può avvenire comodamente.

Corte appello Palermo sez. II, 20/02/2017, n.295

Acquisto di un immobile e donazione indiretta

Nell’ipotesi di acquisto di un immobile con danaro proprio del disponente ed intestazione ad altro soggetto, che il disponente intende in tal modo beneficiare, la compravendita costituisce strumento formale per il trasferimento del bene ed il corrispondente arricchimento del patrimonio del destinatario e, quindi, integra – anche ai fini della collazione – donazione indiretta del bene stesso e non del danaro.

Cassazione civile sez. II, 30/05/2017, n.13619

Prova della simulazione 

Nel caso di un contratto di mantenimento per rogito di notaio, con il quale un parte trasferisce all’altra la proprietà di un immobile a fronte dell’impegno di quest’ultima al mantenimento, vita natural durante, della parte trasferente, atteso che la sproporzione del contenuto economico delle prestazioni gravanti sul vitaliziante rispetto al valore del bene alienato non è sufficiente ad imprimere al negozio carattere di onerosità, anche alla luce del tenore letterale del contratto contenente espressa enunciazione della volutas donandi della cedente, deve ritenersi che il negozio disattende la causa che ostenta, prevalendo lo spirito di liberalità che meglio esprime lo scopo pratico perseguito dalle parti, con la conseguenza che le parti hanno voluto stipulare una donazione, al più modale. Va dunque dichiarata la simulazione del contratto, dissimulante una donazione.

Tribunale Roma sez. VIII, 30/03/2018, n.3713

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note

Autore immagine: donazione di Alexander Raths


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