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Come cambiare reperibilità malattia

22 Maggio 2019 | Autore:
Come cambiare reperibilità malattia

È possibile, per il lavoratore, cambiare il domicilio indicato nel certificato medico per la visita fiscale Inps?

Il dipendente assente dal lavoro per malattia può avere la necessità di cambiare l’indirizzo di reperibilità per la visita fiscale, cioè il domicilio indicato nel certificato medico inviato all’Inps.

A causa dell’aggravamento delle condizioni di salute, ad esempio, può rendersi necessario il trasferimento presso la residenza di un familiare o di un amico che lo assista. In altri casi, l’effettuazione di cure particolari, presso una struttura sanitaria lontana dall’abitazione del lavoratore, può comportare il trasferimento temporaneo.

In queste situazioni, il dipendente può cambiare l’indirizzo fornito all’Inps nella certificazione medica? Facciamo il punto della situazione, e vediamo come cambiare reperibilità malattia: quali sono le modalità corrette per comunicare la variazione all’Inps, senza rischiare di essere sanzionati o di perdere l’indennità riconosciuta per le giornate di assenza.

La questione non è di scarsa importanza: ricordiamo, difatti, che, se il lavoratore risulta irreperibile alla visita fiscale, rischia delle sanzioni anche gravi, che vanno dalla perdita dell’indennità di malattia al licenziamento per giusta causa, a seconda del comportamento tenuto e della particolarità della situazione.

Inoltre, il dipendente che cambia indirizzo durante la malattia, senza avvertire l’Inps della variazione, non ha nemmeno modo di venire a conoscenza dell’eventuale passaggio del medico fiscale, in quanto non può ricevere il biglietto che lo invita alla successiva visita ambulatoriale. Ma procediamo con ordine.

Dove si indica l’indirizzo di reperibilità?

Il domicilio presso il quale il dipendente è disponibile durante il periodo di assenza per malattia deve essere obbligatoriamente indicato nel certificato di malattia, cioè nella certificazione che il medico curante invia all’Inps, in modalità telematica.

Quale indirizzo si deve indicare per la reperibilità?

L’indirizzo indicato nel certificato medico non deve necessariamente coincidere col domicilio o con la residenza del lavoratore: l’importante è che sia indicato con precisione il luogo in cui il dipendente si trova durante la malattia.

Se, ad esempio, il malato si deve trasferire temporaneamente, perché deve essere assistito da un amico o un parente che non ha la possibilità di recarsi al suo domicilio, deve indicare nella certificazione l’indirizzo della persona che lo assiste, e non il proprio.

Reperibilità per la visita fiscale: quali orari?

Va tenuto presente, in ogni caso, che il dipendente malato non è obbligato a rendersi reperibile presso l’indirizzo indicato nel certificato medico 24 ore su 24, ma solo in determinate fasce orarie: si tratta delle cosiddette fasce di reperibilità per la visita fiscale.

Nello specifico, gli orari in cui il lavoratore ammalato deve restare a disposizione, nel domicilio indicato, per gl accertamenti sanitari del medico dell’Inps sono:

  • dalle 9 alle 13, e dalle 15 alle 18, se si tratta di un dipendente pubblico;
  • dalle 10 alle 12, e dalle 17 alle 19, se si tratta di un lavoratore dipendente di un’azienda del settore privato.

Reperibilità per la visita fiscale: quali giorni?

Il lavoratore in malattia deve rendersi reperibile, nelle fasce orarie esposte, 7 giorni su 7, comprese le giornate festive, non lavorative e le domeniche: il medico dell’Inps può infatti effettuare la visita fiscale 365 giorni all’anno.

Attenzione, poi: la visita fiscale può essere ripetuta più volte nell’arco della stessa malattia, e addirittura nell’arco della stessa giornata.

Chi cambia indirizzo è esonerato dalla visita fiscale?

Il lavoratore può beneficiare dell’esonero dalla visita fiscale solo in pochi casi, tassativamente previsti per legge.

L’assenza dal domicilio indicato durante le fasce di reperibilità può essere però giustificata in particolari situazioni (ne abbiamo parlato in: Reperibilità visita fiscale, orari ed esenzione).

Il lavoratore, però, non può essere giustificato per l’assenza alla visita fiscale per il solo fatto di aver cambiato domicilio.

Quando si può cambiare l’indirizzo di reperibilità?

Il dipendente in malattia ha la possibilità di variare l’indirizzo di reperibilità per la visita fiscale comunicato, inizialmente indicato dal medico curante nel certificato di malattia trasmesso all’Inps.

È possibile cambiare l’indirizzo di reperibilità sia per particolari esigenze (assistenza da parte di una persona che non risiede vicino, effettuazione di esami, visite o terapie presso una struttura sanitaria lontana, etc.), che nel caso in cui sia stato, semplicemente, indicato un indirizzo errato.

Ma come deve procedere il lavoratore per comunicare la variazione d’indirizzo all’Inps?

Come cambiare l’indirizzo di reperibilità?

Il dipendente, nell’ipotesi in cui abbia la necessità di variare l’indirizzo di reperibilità, qualsiasi risulti la causa, deve inviare un’apposita comunicazione all’Inps

La comunicazione all’istituto può essere inoltrata, se l’interessato è un lavoratore dipendente di un’azienda del settore privato, con una delle seguenti modalità:

  • contattando il call center dell’Inps al numero verde 803164 (oppure 06164164, se chiama da cellulare); gli operatori, in questi casi, inviano una segnalazione telematica alla sede competente: per provare di aver provveduto alla comunicazione, è consigliabile richiedere un sms di conferma o farsi rilasciare il numero di segnalazione;
  • inviando un’e-mail alla propria sede Inps territoriale, all’indirizzo mail (che varia a seconda della sede) nomesede@inps.it; ad esempio: MedicoLegale.cagliari@inps.it;
  • inviando un fax o una raccomandata: in quest’ipotesi, per non rischiare che la comunicazione arrivi in ritardo è opportuno inviarla diversi giorni prima.

Il cambio indirizzo reperibilità va comunicato al datore di lavoro?

Inviare la comunicazione di variazione dell’indirizzo all’azienda non è obbligatorio, dato che è l’Inps ad inviare il medico fiscale, e non datore di lavoro, che non può in alcun modo effettuare accertamenti sanitari sul dipendente in malattia.

Ad ogni modo, inoltrare la comunicazione anche al datore di lavoro può essere opportuno: nel caso in cui questi richieda una visita fiscale all’Inps, difatti, potrà fornire all’istituto l’indirizzo corretto presso il quale reperire il dipendente, evitando così contrattempi e disguidi che potrebbero arrecare problemi non indifferenti.

Come cambiare l’indirizzo di reperibilità: dipendenti pubblici

Se un dipendente pubblico ha la necessità di variare l’indirizzo di reperibilità, non deve inviare una comunicazione all’Inps, ma deve invece contattare direttamente la propria amministrazione di riferimento.

Il dipendente in malattia può spostarsi all’estero?

Se il dipendente assente per malattia ha la necessità di spostarsi all’estero (ad esempio per effettuare terapie, interventi, esami…) deve essere appositamente autorizzato dall’Inps: senza autorizzazione, non è possibile spostare la reperibilità all’estero. Se il lavoratore non autorizzato si sposta all’estero, perde l’indennità di malattia.

Come cambiare l’indirizzo di reperibilità all’estero?

Come appena osservato, il dipendente in malattia che deve spostarsi all’estero ha bisogno di un’apposita autorizzazione dell’Inps: nessuna delle modalità di comunicazione della variazione di domicilio osservate risulta valida, in caso di spostamento al di fuori dell’Italia.

Nello specifico, il lavoratore deve richiedere l’autorizzazione preventiva per spostamento del domicilio all’estero:

  • alla Asl competente, se lo spostamento avviene:
    •  in uno Stato dell’Unione Europea;
    •  in uno Stato extraeuropeo col quale è in vigore una convenzione con l’Italia in materia di assistenza sanitaria;
  • in questo caso, deve essere inviata una copia dell’autorizzazione sia all’Inps che al datore di lavoro;
  • alla sede Inps o alla Asl competente, se lo spostamento avviene in uno Stato al di fuori dell’UE, non convenzionato con l’Italia in materia di assistenza sanitaria; nel caso in cui l’interessato si rivolga all’Inps, il medico dell’istituto deve valutare se il trasferimento all’estero comporta migliori cure e assistenza: per questo, può subordinare l’autorizzazione all’obbligo, per il lavoratore, di sottoporsi a visite di controllo da parte:
    •  di istituzioni sanitarie del luogo;
    • di medici di fiducia dei consolati o delle ambasciate d’Italia.


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