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Donazione di denaro tramite assegno: come tutelarsi

1 Giugno 2019
Donazione di denaro tramite assegno: come tutelarsi

Da tempo, oltre al mio lavoro mi occupo dell’assistenza di una persona anziana. A causa delle sue condizioni di salute che non le permettono di uscire facilmente di casa, da un paio di anni ho la delega sul suo conto corrente bancario sul quale ho più volte effettuato operazioni per suo conto. Per riconoscenza ed affetto nei miei confronti questa persona desidera donarmi una somma in denaro tramite assegno. Non ho con lei alcun rapporto di parentela. Leggo spesso di denunce di raggiri proprio verso gli anziani. Potrei in futuro avere problemi riguardo una donazione di questo genere, considerando che già qualche anno fa la stessa persona mi pagò un lavoro svolto per suo conto sempre con assegno? Come posso tutelarmi?

Alla luce del quesito posto dal lettore è opportuno esporre sinteticamente quanto segue:

La donazione

Quando si fa un regalo a qualcuno, si realizza quella che tecnicamente viene definita come una donazione. Si tratta di un vero e proprio contratto, stipulato tra:

– colui che esegue il regalo, detto anche donante, il quale realizza la sua volontà di donare un bene a favore di un altro soggetto, senza desiderio alcuno di corrispettivo (cosiddetto spirito di liberalità);

– colui che riceve il regalo, detto anche donatario, il quale affinché la donazione si perfezioni dovrà necessariamente accettarla.

Ebbene, è importante sapere che, secondo la legge italiana, la donazione così come è stata appena descritta necessita, a pena di validità, di un requisito formale non indifferente: essa, infatti, deve realizzarsi mediante la cosiddetta forma scritta pubblica.

In sostanza, la legge vuole che sia il notaio a stipulare una donazione, in presenza peraltro di due testimoni, e ciò indipendentemente dal bene oggetto del regalo tra le parti. Non è essenziale, pertanto che sia donato un immobile piuttosto che una somma di denaro: affinché la donazione sia valida sarà necessario che a redigerla sia il predetto professionista (con tutti i costi annessi e connessi, quali le tassazioni previste e l’onorario del notaio).

Tuttavia, la stessa legge, prevede che per regalare beni mobili di modico valore, non sia richiesta la forma pubblica [1]. In sostanza si tratterebbe del tipico caso delle donazioni di somme di denaro non particolarmente ingenti, dove quindi la semplice dazione del regalo sarebbe di per sé sufficiente a concretizzare la donazione senza alcun’ulteriore formalità.

Ebbene, per valutare se la donazione è o meno di modico valore, occorre valutare due parametri:

– quello oggettivo, cioè l’importo del denaro regalato;

– quello soggettivo, cioè le condizioni economiche del donante.

Ad esempio, quindi, la donazione di una somma apparentemente non ingente, potrebbe non essere valutata come di modico valore se dovesse rappresentare la quasi totalità dei risparmi del donante, così come chiarito dalla Cassazione [2].

Viceversa, la donazione di una somma anche consistente, potrebbe risultare di modico valore, se rapportata alle ottime condizioni economiche e di liquidità del donante.

CASO CONCRETO

La persona anziana che il lettore assiste si dà per scontato che sia pienamente capace d’intendere e di volere. In caso contrario, infatti sarebbe impossibile legittimare ogni eventuale donazione compiuta dalla medesima e di conseguenza sarebbe sconsigliabile accettare qualsivoglia regalo, per non incorrere in potenziali responsabilità anche di natura penale (ad esempio, quella prevista dal reato di circonvenzione di incapaci [3]).

Considerando, pertanto, la persona che il lettore assiste sia pienamente cosciente dei propri atti e capace di autodeterminarsi, la problematica principale che potrebbe incontrare la donazione paventata in quesito, potrebbe essere soltanto quella legata alla validità della medesima.

Se infatti, tenuto conto delle condizioni economiche del donante, la somma oggetto di regalo è ingente, sarebbe necessario ricorrere al notaio per il conseguenziale atto pubblico, in assenza del quale la donazione prospettata sarebbe invalida e potrebbe essere contestata (ad esempio, dai parenti della detta persona).

Se invece, il regalo in questione è poco più di un piccolo riconoscimento a favore del lettore, allora la semplice dazione sarebbe sufficiente a legittimarla, anche se una piccola scrittura privata di accompagnamento alla descritta donazione sarebbe comunque preferibile.

Si tratta, quindi, soltanto di valutare attentamente questo aspetto, allo scopo di evitare problematiche e contestazioni per il futuro, eventualmente ricorrendo al notaio per formalizzare e convalidare la prospettata donazione.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Marco Borriello


note

[1] Art. 783 cod. civ.

[2] Cass. civ. sent. n. 7913/2001

[3] Art. 643 cod. pen.


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