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Divisione giudiziale ed omessa integrazione di documenti

1 Giugno 2019
Divisione giudiziale ed omessa integrazione di documenti

In una divisione giudiziale di vari immobili, dove i de cuius sono il nonno (morto nel 1982) e la nonna (morta nel 1974), gli eredi originari sono i 6 figli (due in vita) e gli eredi attuali sono 14 fra figli, nipoti e vedove. La parte attrice ha consegnato i seguenti documenti in apertura causa:- estratti atti di nascita; – denunce di successione; – visure catastali; – stati di Famiglia; – certificati di Morte; – ispezioni ipotecarie; – relazione notarile ipocatastale degli immobili omettendo di consegnare gli atti notarili di provenienza degli immobili di cui alle denunce di successione. Dalla relazione ipocatastale non si evincono trascrizioni da parte degli eredi i quali manifestano solo ora la volontà di voler dividere. Quindi, in teoria, l’eredità non è stata accettata. Dal momento che sono passati rispettivamente 34 e 42 anni dalla morte dei nonni, è ammissibile la domanda di divisione giudiziale o ci sono i presupposti per il rigetto?

Innanzitutto occorre premettere che per una corretta analisi, si dovrebbero analizzare gli atti processuali depositati, al fine di poter appurare ciò che è stato giuridicamente fatto e ciò che non è stato invece eseguito.

Ad ogni modo, con riguardo al lasso di tempo trascorso, la divisione può essere richiesta in ogni tempo, e perciò la relativa domanda non è soggetta a prescrizione (Tribunale Bari, sez. I, 12/01/2015, n. 83).

La prescrizione inizia a decorrere solo con la sentenza definitiva di scioglimento della comunione, a divisione avvenuta.

Da quel momento sorgono i diritti delle parti e si computa il termine iniziale per la prescrizione di eventuali altri diritti nascenti dalla divisione, ma prima di tale azione nessun termine prescrizionale potrà iniziare a decorrere.

Ovviamente, l’omessa integrazione di documenti utili alla divisione (gli atti notarili ad esempio) potrebbe comportare il rigetto della domanda, ma l’attore ha tempo fino alla chiusura della fase istruttoria per produrre quanto dovesse servire al consulente tecnico d’ufficio per procedere con la divisione dei beni caduti in comunione ereditaria.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Salvatore Cirilla



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