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Cassa Forense: il bilancio d’esercizio e i dati non propagandati

3 Maggio 2019 | Autore:
Cassa Forense: il bilancio d’esercizio e i dati non propagandati

Cassa Forense ha pubblicato, sul sito istituzionale, il bilancio d’esercizio al 31.12.2018 ma non ha ancora pubblicato il bilancio tecnico al 31.12.2017 e mantiene segretato il Report ALM.

I risultati del bilancio d’esercizio al 31.12.2018 sono stati così presentati sul sito istituzionale:
«Il Comitato dei Delegati di Cassa Forense nella riunione di mercoledì 17 aprile ha approvato il bilancio 2018, con un avanzo d’esercizio di 734,6 milioni di euro.
Il patrimonio netto ammonta a 11.894 milioni di euro, in crescita rispetto agli 11.159 milioni di euro del 2017.
Nel 2018 le entrate contributive sono pari a 1.632 milioni di euro, a fronte di 1.678 milioni di euro del 2017. Su questo dato incide l’azzeramento nel conto economico dei “contributi integrativi-minimi obbligatori” a seguito della temporanea abrogazione di detta contribuzione per il quinquennio 2018-2022.
La spesa per pensioni sale nel 2018 a 820 milioni di euro, la spesa per l’assistenza si attesta sui 63 milioni di euro.
Gli iscritti alla Cassa al 31 dicembre 2018 sono 243.073 e il reddito professionale IRPEF medio annuo prodotto nel 2017 è pari a euro 38.620, con un incremento dello 0,5% rispetto all’anno precedente.
Le donne rappresentano il 47,9% degli iscritti e il loro reddito medio IRPEF nel 2017 è di 23.500 euro. “Cassa Forense – dichiara il Presidente Nunzio Luciano – sostiene politiche attive per la crescita dell’Avvocatura ed assicura agevolazioni agli iscritti durante l’intera vita professionale sia in ambito previdenziale che assistenziale, sempre nella garanzia della sostenibilità di lungo periodo”».

Vediamo ora qualche dato in particolare.

Numerosità degli iscritti. La popolazione degli iscritti alla Cassa al 31.12.2018 ha superato le 243.000 unità (243.233), ma l’incontrollato aumento del numero degli avvocati iscritti agli Albi forensi è fenomeno che sembra ormai appartenere al passato.
La media di 4 avvocati ogni 1.000 abitanti è piuttosto alta rispetto agli altri Paesi UE.
La femminilizzazione della professione ha raggiunto il 48%.

Andamento della gestione previdenziale. La spesa complessiva per pensioni si è attestata, nel 2018, a circa 820 milioni di euro con un incremento rispetto al 2017 di circa il 2,26%.
Il numero di trattamenti previdenziali complessivamente erogati dalla Cassa è passato dai 28.351 al 31.12.2017 ai 28.913 al 31.12.2018 con un incremento di circa 1,9%.

I fantasmi. Sono coloro che sono iscritti a Cassa Forense ma non inviano il Modello 5. Il bilancio 2018 evidenzia, in leggero aumento, il numero dei professionisti che inviano il Modello 5 (227.990 per l’anno 2018 contro 227.013 del 2017).
Sottraendo da 243.233 i 227.990 i fantasmi risultano essere 15.243.
Andrebbe avviato immediatamente il procedimento amministrativo di verifica della loro posizione per l’immediata cancellazione.
Il dato più terrificante è però il seguente: gli avvocati tenuti a versare il contributo soggettivo in sede di Modello 5/2018 sono stati circa 126.000 rispetto al totale degli iscritti con la conseguenza che per oltre la metà degli iscritti alla Cassa gli obblighi contributivi, con riferimento al contributo soggettivo, si esauriscono con il versamento del solo contributo minimo.
A fronte dell’intera platea degli iscritti quelli che sono tenuti a pagare per intero i contributi minimi sono circa 138.000 con la conseguenza che oltre 109.000 iscritti nel 2018 hanno fruito delle numerose agevolazioni previste dal regolamento ex art. 21 e dalla normativa previgente.

Rendimento della gestione. Cassa Forense investe in più di 80 fondi alternativi per un totale impegnato che supera i 2 miliardi di euro. L’asset allocaton strategica prevede che il peso degli investimenti in private equity, private debt e infrastrutture cresca fino a raggiungere il 10,5% del patrimonio, e prevede anche che si incrementino gli investimenti nel settore del Real Estate fino al 14,5% del patrimonio.
Al fine di esercitare, al massimo livello possibile, la funzione di monitoraggio sull’attività svolta dai gestori dei fondi alternativi, Cassa Forense cerca sempre di avere una rappresentanza nei Comitati Consultivi (advisory board). Ad oggi Cassa Forense è presente in 41 Advisory Board con i suoi rappresentanti. Nel corso del 2018 il portafoglio di Cassa Forense ha registrato una performance negativa pari a 2,62% con una volatilità da inizio anno pari al 4,14% e VAR al 95% a 1 mese pari a 2,38%.
Il risultato negativo raggiunto è dovuto per il 49,6% alla componente azionaria, in particolare italiana diretta costituita principalmente da titoli immobilizzati, e per il 33,1% alla componente obbligazionaria, in particolare i governativi italiani legati all’inflazione immobilizzati.
L’esposizione al rischio di cambio è complessivamente pari a circa il 21% costituita principalmente da rischio dollaro.
Per quanto riguarda la componente obbligazionaria liquida del portafoglio, la duration (modified duration) è pari a circa 6 anni e un rendimento a scadenza del 2,5% e un rating medio BBB dovuto principalmente alla componente in titoli di Stato Italiani.
L’esposizione al rischio paese è di circa il 50% Italia per il comparto obbligazionario, dovuta in particolare alla componente obbligazionaria governativa, e circa il 48% Italia per il comparto azionario, dovuta principalmente alle partecipazioni strategiche in società italiane quotate.
Investire in 80 fondi alternativi per un totale impegnato che supera i 2 miliardi di Euro, significa diversificare ma la performance negativa dimostra la scarsissima decorrelazione.
Trasparenza vorrebbe che Cassa Forense indicasse nome, cognome e compenso dei suoi 41 rappresentanti negli advisory board.
La funzione di monitoraggio sull’attività svolta dai gestori dei fondi alternativi richiede una buona dose di competenza e professionalità altrimenti sono solo “poltrone”.

Il bilancio tecnico al 31.12.2017. Purtroppo è stato approvato dal Comitato dei Delegati il 15.03.2018 ma a tutt’oggi non è stato ancora reso pubblico e quindi dobbiamo attenerci ai passaggi riportati nel bilancio consuntivo 2018.
Per il Collegio Sindacale: «Il bilancio tecnico attuariale detiene un’importanza centrale per gli enti previdenziali, in quanto consente di verificare l’equilibrio strutturale fra le risorse finanziarie e l’erogazione delle prestazioni attese sulla base delle regole vigenti e delle dinamiche demografiche e macroeconomiche assunte come scenario. L’equilibrio strutturale, infatti, è condizione indispensabile ad assicurare la funzione di protezione sociale, costituzionalmente garantita, su un orizzonte temporale di medio-lungo periodo. Non a caso, il Regolamento di Contabilità della Cassa Forense sottolinea (art. 2) la centralità strategica del bilancio tecnico, con periodicità triennale, a garanzia dell’equilibrio economico-finanziario e stabilisce che (art. 23, comma 2, lett. d)) nella “Relazione sulla gestione” del bilancio venga effettuata un’analisi comparativa delle risultanze contabili con quelle del bilancio tecnico, motivandone gli scostamenti».

Mi pare vi sia un evidente scostamento nella voce entrate contributive.

 

Funding ratio da modello ALM. «Si ricorda che, dopo ampi approfondimenti e confronti sia interni che con l’Advisor ex post e l’Attuario esterno dott. Coppini, il CDA ha approvato in data 03.05.2017 il modello da applicare per il calcolo del Funding Ratio, individuando la metodologia ABO (Accrued Benefit Obligation) come maggiormente rappresentativa per monitorare (in funzione del nostro sistema previdenziale) il grado di capitalizzazione del sistema.
In considerazione della funzionalità di tale indicatore il CdA ha altresì stabilito che:
– l’Attuario esterno effettua il calcolo del Funding Ratio annuale utilizzando l’ipotesi di attualizzazione in linea con le indicazioni ministeriali del Bilancio tecnico; tale logica di quantificazione viene utilizzata per la redazione del documento “Piano degli indicatori e dei risultati attesi” da allegare al bilancio consuntivo in quanto reso obbligatorio dal DM del 27/3/2013 in ottica di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle amministrazioni pubbliche.
– il risk Advisor ex-post, incaricato dell’aggiornamento dell’ALM e della definizione dell’AAS, utilizzando i dati del passivo potenziale forniti dall’attuario determina il Funding Ratio (a 30 e 50 anni), applicando ipotesi più propriamente “finanziarie”, utilizzando curve di sconto coerenti con il raggiungimento di obiettivi di capitalizzazione a lungo termine.
Essendosi modificato il metodo è opportuno ricordare che il Funding ratio calcolato dal Dott. Coppini si basa sulla curva di attualizzazione prevista dal bilancio tecnico dell’anno di riferimento mentre le curve adottate dall’Advisor sono di estrazione finanziaria (Risk free- Europe Corporate A- titoli di stato Italia).
La tabella sottostante riporta i valori del Funding Ratio ricalcolati dall’Attuario esterno, il dott. Coppini, dal 2014:

 

La tabella che segue riporta, invece, i valori del Funding Ratio ricalcolati dagli dal Risk Advisor ex post Mangusta Risk dal 2015:

 

L’esercizio 2018 si caratterizza per l’avvicendamento da Mangusta Risk a Prometeia Advisor Sim come Risk Advisor ex post, in seguito a procedura di gara. La tabella che segue riporta il valore del Funding ratio calcolati dal nuovo advisor per il 2018 con l’utilizzo della curva dei rendimenti dei titoli Euro Corporate con rating A (coerentemente con la normativa IAS)».

 

I dati riportati sono illuminanti e dimostrano come il Funding Ratio sia ancora molto basso.

 

I crediti di Cassa Forense verso gli iscritti. «I crediti, in massima parte per contributi sanzioni ed accessori, sono pure oggetto di costante attenzione da parte del Collegio. Essi sono classificati tra le immobilizzazioni, ovvero nell’attivo circolante a seconda del periodo della loro origine ed ammontano a poco più di 483 milioni di euro (immobilizzati) e ad oltre 1.128 milioni (circolante).
Il loro ammontare è annualmente rettificato, in ragione delle previsioni di realizzo, attraverso lo specifico fondo di svalutazione, ammontante a oltre 233 milioni di euro, di cui 192 a fronte dei crediti immobilizzati. Tale fondo nell’anno è stato utilizzato per circa 1,4 milioni di euro ed adeguato con uno stanziamento a carico dell’esercizio di circa 51 milioni.
La recente e rinnovata normativa sulla cosiddetta rottamazione dei ruoli, ritenuta applicabile anche a Cassa Forense, potrà portare ad una ulteriore diminuzione complessiva dei crediti, al momento non precisamente stimabile, oltre ad un alleggerimento delle pendenze in carico all’Ufficio legale dell’Ente.
Per quanto riguarda invece, la cancellazione automatica delle cartelle del periodo fra il 1 gennaio 2000 ed il 31 dicembre 2010, di importo fino a mille euro, di cui all’art. 4 d.l. n. 119/2018, va registrato che il Tribunale di Roma, in accoglimento del ricorso ex art. 700 c.p.c. presentato dalla Cassa Forense, ha deciso per la prosecuzione dell’attività di riscossione
».

 

Per dirla alla Flaiano «la situazione in Cassa Forense è grave ma non seria»… a me pare ormai indilazionabile una profonda riforma strutturale del sistema previdenziale forense.
Non appena sarà pubblicato il bilancio tecnico al 31.12.2017 vedrò di incrociarlo con i dati reali del consultivo 2018.


note

Fonte Diritto e Giustizia, per gentile concessione dell’Autore


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