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Come riconoscere un falso annuncio di lavoro: i pericoli delle offerte di lavoro

23 aprile 2013 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 aprile 2013



Attenzione a chi vi promette guadagni facili: spesso, dietro offerte di lavoro allettanti, si nasconde una truffa.

Da una recente inchiesta [1], è emerso che le vittime predilette dai truffatori sono i giovani alla ricerca della prima occupazione, ai quali vengono chieste somme di denaro in cambio di opportunità di lavoro inesistenti. In realtà, complice la crisi, stanno aumentando i raggiri anche ai danni di persone di altre fasce di età e, ancor più spesso, nei confronti di coloro che hanno perso il lavoro e sono in cerca di nuova occupazione.

Spesso, però, chi è stato truffato non denuncia l’accaduto in quanto si vergogna di ammettere la propria ingenuità. C’è chi invece si ribella e utilizza i social network per consigliare e informare la collettività.

 

Come riconoscere un falso annuncio di lavoro?

Molti sono i casi di inserzioni di lavoro che nascondono tentativi di frode. A volte vengono inviati tramite email, altre volte sono pubblicati su quotidiani o ancor più su volantini.

Occorre tuttavia fare attenzione a una serie di circostanze.

1) In Italia è illegale pubblicare anonimamente annunci di lavoro [2]. Perciò attenzione ad individuare sempre da chi proviene l’offerta perché solo le agenzie interinali [3] sono autorizzate a non fare riferimento nell’annuncio al nome della società o dell’azienda che promuove l’offerta. Potete comunque informarvi della serietà di chi fa l’offerta facendo espressa richiesta di certificazione all’agenzia di provenienza o verificando se l’azienda sia iscritta alla Camera di Commercio.

2) Non prestate affidamento al fatto che nell’annuncio venga riportato un numero telefonico di riferimento: non di rado, infatti, vengono attivate delle  linee telefoniche temporanee allo scopo di dare credibilità all’annuncio.

3) Prestate attenzione alle qualifiche e ai requisiti di professionalità richiesti al candidato: un’azienda seria cerca certamente personale qualificato.

4) Se nell’annuncio viene indicato un indirizzo mail cui fornire dati personali e curriculum, fate attenzione che in esso sia inserito il nome della società: generalmente dallo stesso indirizzo è possibile, tramite una ricerca sul web, verificare di che tipo di società si tratti.

5) Non fidatevi di chi non è intenzionato a fornirvi da subito informazioni sul tipo di lavoro. In ogni caso è sempre consigliabile fare una ricerca su internet per cercare notizie di altre persone con la stessa esperienza.

6) Diffidate da chi vi richiede somme di denaro per poter iniziare il lavoro o un compenso per mantenere il curriculum attivo nella propria banca-dati.

7) Una società seria non potrà chiedervi, senza che possa parlarsi di frode, di accedere direttamente al vostro conto corrente online.

8) Se il contatto avviene tramite i social network, state attenti che chi fa la proposta non vi richieda una risposta rapida.

9) Occorre poi prestare particolare attenzione ai documenti che si vanno a firmare sul posto di lavoro. Non solo non vanno mai firmati documenti in bianco, ma neppure vanno sottoscritte dichiarazioni con cui ci si impegna a rinunciare ad alcuni diritti (come una lettera di dimissioni in anticipo senza data) oppure si afferma di aver ricevuto tutto quel spetta, rinunciando a qualsiasi altra pretesa o rivendicazione [4].

 

10) Leggete sempre il contratto di lavoro dall’inizio alla fine, fino all’ultima parola comprese le righe in piccolo. Se non siete in grado di comprenderlo, consultatevi con il vostro avvocato.

11) Pretendete copia scritta del contratto, timbrata e firmata dal datore di lavoro.

12) Ricordate che entro sette giorni da qualsiasi tipo di adesione o sottoscrizione esiste un preciso diritto di recesso e, in caso di problemi, reclamate sempre per iscritto.

Esistono poi delle vere e proprie tipologie di truffe che è possibile così elencare:

– il marketing piramidale (o Catene di Sant’Antonio) cioè le offerte che prevedono la possibilità di guadagnare tramite il reclutamento di altre persone: si tratta di operazioni attraverso le quali il socio che ha sottoscritto un contratto si impegna a procacciare a sua volta nuovi clienti, facendo sottoscrivere un contratto analogo a quello da lui sottoscritto. In realtà la legge [5] vieta le strutture piramidali;

– i casi in cui si chiede al soggetto di pagare il corso di formazione dopo il superamento del colloquio. La serietà di un’azienda sta anche nel fatto che sia essa stessa a pagare per formazione dei suoi dipendenti;

– gli annunci di lavoro come hostess/stewart spesso nascondono attività legate alla prostituzione; perciò attenzione a seguire i criteri sulla riconoscibilità di un falso annuncio;

– i contratti legati al mondo dello spettacolo: essi sono spesso subordinati al compimento di un costoso book per poter accedere alle selezioni;

– le proposte di corsi di vario tipo e natura, presentati come indispensabili per aver accesso al mercato del lavoro: in questi casi è sempre bene preferire corsi organizzati da enti riconosciuti dalla pubblica amministrazione;

– a volte, per incentivare il lavoratore, vengono offerte borse di studio: attenzione, però, perché esse vanno a coprire solo le spese del primo anno di studi, costringendo poi lo studente ad un esborso successivo. In questi casi, sarà utile consultare preventivamente l’elenco di scuole a rischio fornito da Ministero della Pubblica Istruzione;

– le offerte di lavoro a domicilio: spesso le società che promuovono questi annunci cambiano nome e si spostano sul territorio nazionale, restando perciò di difficile individuazione. Vi sono inoltre casi dove è richiesto un esborso di denaro per il materiale utilizzato nel lavoro a domicilio che poi non sarà mai spedito.

A chi ci si può rivolgere in caso di truffa?

– all’Ispettorato del Lavoro della propria Provincia che ha proprio il compito di controllare e giudicare eventuali violazioni in materia lavorativa, per favorire il rapporto e l’accordo, tra datore di lavoro e dipendente;

– al Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro che ha il compito  di accertare il mancato rispetto delle leggi in tema di lavoro e di legislazione sociale. Esso ha poteri ispettivi e di vigilanza;

– a Polizia e Guardia di Finanza.

note

[1] L’inchiesta è dell’U.N.C. (Unione Nazionale Consumatori).

[2] Art.9 d.lgs 276/03.

[3] Introdotte con la L. 14 febbraio 2003 (Cosiddetta Legge Biagi) recante “delega al Governo in materia di occupazione e mercato del lavoro, svolgono la attività di intermediazione, ricerca e selezione di personale e di ausilio nella ricollocazione professionale.

[4] L’art. 2113 del cod. civ. afferma: “Le rinunzie e le transazioni, che hanno per oggetto diritti del prestatore di lavoro derivanti da disposizioni inderogabili della legge e dei contratti o accordi collettivi non sono valide”.

[5] Art. 5 della Legge 17 agosto 2005, n. 173 n. 1 e 2.; la stessa Cass. Sez. penale, con la sentenza del 26 settembre 2012 n.37049 ha stabilito che “le attività commerciali in cui il beneficio economico deriva dal reclutamento di utenti, piuttosto che dalla vendita diretta di beni o servizi, sono da ritenersi fuorilegge”.

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1 Commento

  1. Mi è arrivata una email da una società e cercando nella rete ho scoperto essere un fenomeno di phishing. Una truffa legata, addirittura, al riciclaggio di denaro! Bisogna stare veramente attenti.

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