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Immatricolazione auto estera: tempi di attesa

31 Maggio 2019 | Autore:
Immatricolazione auto estera: tempi di attesa

Tutto quello che c’è da sapere sull’immatricolazione di un’auto estera: chi vi deve provvedere, la documentazione necessaria, la tempistica, i costi e le eventuali sanzioni.

Hai comprato un’auto all’estero e devi immatricolarla in Italia? Qual è la procedura da seguire e quali i costi da sostenere? La mancata immatricolazione comporta delle sanzioni per il trasgressore? Immatricolare un’auto estera è una pratica necessaria per poter circolare in Italia con una vettura acquistata in un altro Paese. Attraverso tale procedura, il mezzo riceve una nuova targa e il libretto di circolazione italiano, in altre parole viene “nazionalizzato”. La materia è regolata dal Codice della strada sul quale, di recente, è intervenuto il Decreto Sicurezza, entrato in vigore alla fine del 2018. Infatti, mediante questa novità legislativa si è cercato di porre un freno alla pratica diffusissima dell’utilizzo di targhe estere su veicoli che non essendo dichiarati in Italia, non esistono per il nostro fisco. Al contempo si sono voluti evitare comportamenti elusivi come quello di non pagare il bollo auto o le multe ricevute. In questo articolo sono contenute tutte le informazioni relative alla procedura di immatricolazione di un’auto estera: tempi di attesa, che sono più o meno lunghi a seconda se la pratica avviene tramite lo Sportello telematico dell’automobilista (Sta) o mediante la Motorizzazione civile; costi; documentazione necessaria e sanzioni che si applicano nel caso di violazione delle norme ad hoc previste dal legislatore italiano.

Chi provvede all’immatricolazione di un’auto estera?

Se l’auto estera è stata acquistata da un concessionario o da un importatore, questi provvede ad immatricolarla in Italia, attraverso il disbrigo delle relative pratiche. Se invece, il veicolo mantiene l’immatricolazione estera, spetta al nuovo proprietario procedere alla re-immatricolazione. Inoltre, per l’immatricolazione, bisogna distinguere se il mezzo è stato acquistato all’interno dell’Unione Europea oppure in uno Stato extracomunitario.

Come immatricolare un’auto estera proveniente da un Paese dell’UE

Se l’auto estera da immatricolare proviene da un Paese che fa parte dell’UE ovvero da uno Stato incluso nello spazio economico europeo, cioè dall’Islanda, dal Liechtenstein o dalla Norvegia, le pratiche possono essere effettuate presso lo Sta portando tutta la documentazione necessaria. In alternativa, è possibile recarsi all’ufficio provinciale della Motorizzazione civile ed entro 60 giorni dal rilascio della carta di circolazione e rivolgersi al Pra per la registrazione.

Documentazione necessaria per l’immatricolazione di un’auto estera UE

La documentazione necessaria per immatricolare un veicolo straniero proveniente da un Paese dell’UE varia a seconda se lo stesso è nuovo o usato; nel primo caso occorrono:

  • la carta di identità del proprietario. Se il documento è redatto in lingua straniera, bisogna allegare una traduzione in italiano, certificata come conforme al testo straniero da un traduttore ufficiale;
  • il modello NP2C per l’iscrizione al Pra; nel caso in cui bisogna redigere un atto di vendita è necessario compilare il modello NP2D;
  • la dichiarazione di conformità europea della casa costruttrice;
  • l’atto di vendita redatto in bollo ed autenticato da un notaio;
  • le ricevute di pagamento delle imposte previste per tale tipo di compravendita;
  • la domanda compilata su modulo TT2119, firmata dall’acquirente presso gli uffici della Motorizzazione civile.

Se l’auto acquistata è usata, occorre produrre anche la carta di circolazione estera in originale ed in copia oltre ai documenti già sopra elencati.

In ogni caso, è opportuno chiedere preventive informazioni allo Sta di riferimento sulla documentazione da presentare, potendo variare da Paese a Paese.

Se l’acquirente dell’auto estera è una società giuridica, serve una dichiarazione sostitutiva del legale rappresentate, se è un cittadino extracomunitario residente in Italia, occorre una copia del permesso di soggiorno ovvero una fotocopia del documento di identità oppure una copia del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo.

Come immatricolare un’auto estera proveniente da un Paese extra UE?

La procedura per immatricolare un’auto estera proveniente da un Paese extra Unione Europea è un po’ più lunga perché richiede alcuni passaggi aggiuntivi. Può svolgersi solo presso l’ufficio della Motorizzazione civile e nei 60 giorni successivi al rilascio della carta di circolazione, bisogna iscrivere il veicolo al Pra.

Documentazione necessaria per l’immatricolazione di un’auto estera extra UE

I documenti necessari per l’immatricolazione di un’auto estera extra UE differiscono a seconda se si tratta di un veicolo nuovo o usato; nel primo caso sono richiesti:

  • il certificato di origine del mezzo;
  • il documento di circolazione straniero;
  • la scheda tecnica del veicolo;
  • la dichiarazione di conformità europea della casa costruttrice;
  • la bolletta doganale.

Questi stessi documenti sono richiesti anche nel caso di un’auto usata ad eccezione del certificato di origine del mezzo.

La Motorizzazione civile verifica quindi, che il veicolo sia idoneo dal punto di vista tecnico e rilascia la carta di circolazione.

Tempi di attesa per l’immatricolazione

I tempi di attesa per immatricolare un’auto estera variano a seconda se l’immatricolazione avviene presso lo Sta ovvero tramite la Motorizzazione civile. Nel primo caso occorrono circa tre giorni mentre nel secondo i tempi possono allungarsi fino a due settimane. Tuttavia, è consigliabile chiedere informazioni in merito alla tempistica agli uffici competenti.

Pagamento dell’Iva

Per immatricolare un’auto estera bisogna dimostrare di essere in regola con il pagamento dell’Iva (Imposta sul valore aggiunto).

Se il veicolo estero proviene da un Paese dell’UE, occorre distinguere se l’auto è usata o meno e se è stata acquistata da un privato o da un concessionario.

Se l’auto è nuova, va pagata l’Iva in Italia e nel Paese d’acquisto ma si avrà diritto al rimborso successivo dell’imposta versata nel Paese di provenienza.

Se il veicolo è usato ed è stato acquistato da un privato, non è necessario pagare l’Iva in Italia; se è stato comprato da un concessionario, va versata l’Iva sull’aliquota locale del Paese di provenienza dell’auto.

Nel caso di un veicolo proveniente da un Paese extra UE sono dovuti i dazi doganali e l’Iva sul prezzo di acquisto della vettura.

Costi dell’immatricolazione

Oltre all’Iva e ai dazi doganali, immatricolare un’auto estera comporta ulteriori spese; più precisamente, implica il pagamento:

  • dell’imposta provinciale di trascrizione, che è variabile in base al tipo di veicolo ed alla provincia di residenza dell’acquirente;
  • della somma di € 27,00 per gli emolumenti Aci;
  • di quella di € 32,00 per l’imposta di bollo dovuta per l’iscrizione al Pra;
  • di € 10,20 per i diritti da versare al Dipartimento dei trasporti terrestri (Motorizzazione civile);
  • di € 32,00 per l’imposta di bollo per il rilascio della carta di circolazione;
  • di una somma variabile per la targa, il cui importo cambia a seconda della provincia di appartenenza del compratore.

Se ci si rivolge ad un’agenzia per il disbrigo di pratiche automobilistiche, ai costi previsti per legge va aggiunta anche la tariffa di intermediazione.

Modalità di pagamento

Se l’immatricolazione di un’auto straniera viene effettuata presso lo Sta, le somme necessarie vanno versate allo sportello, al momento della richiesta, in contanti o tramite bancomat. Lo stesso discorso vale se per la pratica ci si è affidati ad un’agenzia. Se invece, ci si è rivolti all’ufficio provinciale della Motorizzazione civile prima bisogna versare all’ufficio postale tutte le somme dovute per legge, sui conti correnti postali e poi consegnare allo sportello le ricevute di versamento.

Sanzioni previste per violazione norme su immatricolazione auto estera

Il decreto sicurezza entrato in vigore a fine 2018 ha introdotto multe salate e sanzioni piuttosto dure per coloro che non immatricolano in Italia le auto estere. La riforma legislativa ha interessato innanzitutto la norma del codice della strada che prevede il divieto per chi ha stabilito la propria residenza nel nostro Paese da oltre 60 giorni, di circolare con un veicolo immatricolato all’estero [1].

I soggetti non in regola, se scoperti, dovranno pagare una sanzione amministrativa che va da un minino di € 712,00 ad un massimo di € 2.848,00. L’organo accertatore trasmette il documento di circolazione all’ufficio della Motorizzazione civile competente per territorio, ordina l’immediata cessazione della circolazione del veicolo e il suo trasporto e deposito in luogo non soggetto a pubblico passaggio.

Qualora, entro il termine di 180 giorni decorrenti dalla data della violazione, il veicolo non sia immatricolato in Italia o non sia richiesto il rilascio di un foglio di via, si applicherà la sanzione accessoria della confisca amministrativa. In alternativa alla nuova immatricolazione, è concessa la facoltà al trasgressore di portare il veicolo fuori dal territorio italiano. In questo caso la Motorizzazione civile riceverà le targhe estere del veicolo e ne consegnerà altre provvisorie da utilizzare solo per portare il veicolo fuori dall’Italia.

Tuttavia, sono previste delle eccezioni. Infatti, il veicolo non subisce sanzioni e non scatta l’obbligo di immatricolazione in Italia, se a bordo presenta documenti che comprovano l’autorizzazione data dal proprietario del mezzo ad utilizzarlo in Italia per un periodo di tempo determinato riportato sulla stessa documentazione.

Se l’auto con targa estera è presa in leasing, noleggio o comodato, ma non ha a bordo i documenti comprovanti dette circostanze, si applica una sanzione amministrativa che va da un minimo di € 250,00 ad un massimo di € 1.000,00 oltre al fermo amministrativo del veicolo, che sarà sbloccato solo ad avvenuta presentazione alle autorità accertatrici della predetta documentazione nel termine di 30 giorni dal controllo.

Inoltre, gli autoveicoli, i motoveicoli o i rimorchi immatricolati all’estero, che hanno già adempiuto alle formalità doganali, sono ammessi a circolare in Italia per la durata di 1 anno [2]. Scaduto tale termine, se il veicolo non è immatricolato nel nostro Paese, l’intestatario deve chiedere  al competente ufficio della Motorizzazione civile, previa consegna del documento di circolazione e delle targhe estere, il rilascio di un foglio di via. La mancata osservanza di questa disposizione, comporta l’applicazione delle stesse sanzioni già previste in caso di violazione del divieto di circolazione con targhe non nazionali, per chi ha stabilito la residenza in Italia da oltre 60 giorni.

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note

[1] Art. 93 cod. strada.

[2] Art. 132 cod. strada.


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3 Commenti

  1. I tempi di attesa di 2 giorni presso L’Aci oppure 2 settimane in motorizzazione sono validi per altri paesi forse. Al momento in italia siamo a circa 3 mesi. Informatevi prima

    1. Ciao Pietro, i tempi per l’immatricolazione indicati nell’articolo, sono ovviamente orientativi tanto che è consigliato rivolgersi agli uffici competenti per avere informazioni più dettagliate.

  2. Buonasera, io sono citatino spagnolo con residenza a Italia, e mia fidanzata è citatina italiana sempre con residenza a Italia, quindi passiamo tanto tempo tra Madrid e Roma. Cercando di comprare una macchina, abbiamo trovato una fiscalmente nuova (già immatricolata per la concessionaria però con pochi Km.) e abbiamo deciso di farlo a Madrid, perchè a Roma non ci davano disponibilità di avere questa macchina fino alla fine di novembre-decembre, e a Madrid abbiamo trovato più offerte sul mercato Hybrid.
    Noi dobbiamo pagare il IVA a Italia, cosí come dobbiamo immatricolare la vettura qua, cose che ci sembrano giuste e comprensibili.
    Però il problema adesso diventa grande, perchè ci dicono che nel frattempo che viene fata la pratica della immatricolazzione (da 2 a 3 mesi), noi non possiamo guidare la macchina con targa spagnola in Italia.
    Ci sembra assurdo, già che noi stiamo facendo tutta la procedura per pagare a Italia sia le tasse che immatricolazione, assicurazzione, ecc.
    Come possono privarci della libertà di guidare una vettura che è nostra ed è stata acquistata in un paese della UE? Soltanto nel fratempo che ci danno una targa italiana. È colpa nostra che loro si mettono tanto a darci una targa?
    Grazie anzi tutto per l´articolo e per le risposte.

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