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Risarcimento per un pugno

4 Giugno 2019 | Autore:
Risarcimento per un pugno

Si può chiedere il risarcimento nel caso di violenza fisica? Quando si possono ottenere i danni per un pugno? Come si quantifica il risarcimento?

Secondo l’ordinamento giuridico italiano, è possibile chiedere il risarcimento non solo nel caso di danni a cose, ma anche per le lesioni alla propria persona. In pratica, si può andare in giudizio per chiedere al giudice tanto il pagamento di una somma di danaro che ristori il pregiudizio materiale subito, tanto per domandare che venga liquidato un importo a titolo di risarcimento per i danni alla propria salute. In buona sostanza, quindi, puoi chiedere anche il risarcimento per un pugno.

Ma come si fa a quantificare il risarcimento che spetta alla vittima di un’aggressione? Mettiamo il caso che, a seguito di una colluttazione, il tuo antagonista ti colpisca in pieno viso con un pugno: a seguito del gesto, sei costretto ad andare in ospedale a farti medicare; fortunatamente nulla di grave, ma comunque la paura è stata tante. In un’ipotesi del genere, come ci si presenta davanti al giudice per chiedere il risarcimento? Come si fa a provare il danno? Cosa dice la legge? Se cerchi le risposte a queste domande, allora ti consiglio di proseguire nella lettura: vedremo insieme come si chiede il risarcimento per un pugno.

Colpire con un pugno è reato?

Prima di spiegare come chiedere (e ottenere) il risarcimento per un pugno, bisogna qualificare giuridicamente la condotta illecita di cui stiamo parlando. In altre parole: colpire con un pugno un’altra persona quali conseguenze comporta per l’aggressore? Si tratta sempre di un reato?

La risposta a queste domande è piuttosto scontata: la legge proibisce ogni forma di violenza e di aggressione fisica o psicologica. Chi si macchia di una di queste condotte rischia di incorrere in conseguenze sia civili che penali. In pratica, quindi, possiamo dire tranquillamente che colpire una persona con un pugno costituisce illecito, sia penale che civile. Ma non sempre.

Quando sferrare un pugno non è illecito?

Ci sono dei casi eccezionali in cui sferrare un pugno o, comunque, esercitare una forma di violenza fisica non costituisce illecito punibile dalla legge: si tratta dell’ipotesi in cui l’uso della forza sia giustificato dalla necessità di difendere un diritto proprio o altrui contro il pericolo attuale di un’offesa ingiusta. In pratica, puoi colpire una persona con un pugno senza pagarne le conseguenze solamente nel caso di legittima difesa.

Quindi, se una persona ti aggredisce per farti del male e non hai possibilità né di chiamare le autorità né di fuggire, puoi legittimamente difenderti sferrando un pugno all’aggressore. In una circostanza del genere, pertanto, la persona colpita dal pugno non potrà chiedere il risarcimento perché si è trattata di una difesa giustificata dalla propria condotta illecita.

Aggredire una persona: che reato è?

Abbiamo detto che, salvo l’ipotesi della legittima difesa, sferrare un pugno o, comunque, esercitare violenza su una persona costituisce un illecito penale; in concreto, però, quale reato si integra? Ebbene, chi colpisce un altro individuo può incorrere nel reato di percosse ovvero in quello di lesioni personali. Vediamo quali sono le differenze.

Reato di percosse

Secondo la legge, chiunque percuote una persona, se dal fatto non deriva una malattia, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a 309 euro [1]. È questa la descrizione che il codice penale fa del delitto di percosse. Possiamo dunque affermare che un’aggressione diventa un reato penalmente perseguibile (e, di conseguenza, anche risarcibile) quando integra almeno il delitto di percosse.

Dal punto di vista strettamente giuridico le percosse, pur cagionando una sensazione dolorosa, si caratterizzano per l’assenza di postumi apprezzabili. Quanto detto significa che, affinché l’aggressione sia penalmente rilevante, occorre infliggere dolore ad un’altra persona: per farlo si possono usare le mani nude (pensa ad un pugno allo stomaco) oppure degli oggetti (un bastone o qualsiasi altra cosa idonea a procurare del male).

Reato di lesioni personali

L’aggressione può integrare anche un altro reato: quello di lesioni personali. Sostanzialmente la condotta è del tutto simile a quella delle percosse; la differenza sostanziale sta nelle conseguenze: se infatti dalla condotta aggressiva deriva una lesione personale, dalla quale scaturisce una malattia nel corpo o nella mente, la pena è più elevata [2].

Il reato di lesioni personali ruota intorno alla nozione di malattia: se cagioni una malattia ad un’altra persona, rispondi di lesione personale. Ma cosa significa precisamente?

Ebbene, per malattia non si deve intendere solamente la classica ferita lacero-contusa derivante dall’utilizzo di un oggetto appuntito, di un coltello oppure di altra arma, bensì ogni patologia (anche mentale) che può essere provocata dall’altrui comportamento. Ad esempio, una frattura è una malattia, così come lo è un pugno in pieno viso che provochi una conseguenza apprezzabile (occhio livido, deviazione del setto nasale, scheggiatura di un dente; ecc.).

Pugno: si può chiedere il risarcimento?

Se sei stato colpito da un pugno a causa della condotta violenta di un’altra persona, sei legittimato ad adire il giudice per chiedere il risarcimento dei danni patiti. È la legge [3] a dirlo: ogni reato obbliga alle restituzioni, a norma delle leggi civili. Ogni reato, che abbia cagionato un danno patrimoniale o non patrimoniale, obbliga al risarcimento il colpevole e le persone che, a norma delle leggi civili, debbono rispondere per il fatto di lui.

La legge, quindi, dice che colui che commette un reato è tenuto a:

  • restituire ciò che ha sottratto (pensa al ladro), sempre che ciò sia ancora possibile;
  • risarcire il danno, patrimoniale e/o non patrimoniale, cagionato.

Qual è la differenza tra danno patrimoniale e danno non patrimoniale? Te lo spiego nel prossimo paragrafo.

Danno patrimoniale e non patrimoniale: differenza

Per danno patrimoniale deve intendersi qualsiasi diminuzione del patrimonio. Il danno patrimoniale si suddivide in danno emergente e lucro cessante:

  • il danno emergente consiste nella perdita economica che il patrimonio della vittima ha subito in maniera diretta dalla condotta illecita altrui. Pensa a chi, pur di farti scendere dall’auto per picchiarti, rompa il vetro del finestrino;
  • il lucro cessante, invece, corrisponde al mancato guadagno derivante dal delitto. Ad esempio, a causa di un pugno subito e del periodo di riposo che devi osservare a casa, non puoi recarti a lavoro, con conseguente danno economico.

Il danno non patrimoniale, invece, è la diminuzione subita dalla parte lesa, in riferimento a beni giuridici costituzionalmente rilevanti, come ad esempio la salute. Esso normalmente si suddivide in:

  • danno biologico, che consiste nella lesione della propria integrità psicofisica;
  • danno morale, che fa riferimento alla sofferenza interiore che una persona patisce a seguito della condotta illecita altrui. Pensa, ad esempio, al dolore provato dal familiare di una persona deceduta tragicamente a seguito del reato altrui;
  • danno esistenziale, inteso come modificazione in peggio delle proprie abitudini di vita e delle relazioni interpersonali derivante dalla lesioni di interessi costituzionali inerenti alla persona.

Quale risarcimento spetta a chi è stato colpito da un pugno?

La vittima di un’aggressione può chiedere il risarcimento dei danni: nello specifico, chi è stato colpito da un pugno può chiedere sia il risarcimento del danno patrimoniale che il risarcimento del danno non patrimoniale.

Risarcimento del danno patrimoniale

Il danno economico patito da chi è stato colpito da un pugno consiste in tutte le conseguenze patrimoniali negative derivanti dalla condotta illecita. E così, l’autore dell’aggressione sarà tenuto a rimborsare alla vittima tutte le spese mediche che sono conseguite al suo gesto, nonché ogni eventuale perdita economica subita dalla persona offesa: ad esempio, se questa non ha potuto lavorare oppure ha visto un calo dei propri affari poiché non ha potuto lavorare come doveva a causa del ricovero conseguito al pugno, potrà quantificare tale perdita economica e chiedere il risarcimento all’aggressore.

Risarcimento del danno non patrimoniale

Il danno non patrimoniale di chi è stato colpito da un pugno consiste in tutte le conseguenze negative di carattere non immediatamente economico che sono conseguite dal delitto di percosse o di lesioni. Perciò, chi ha subito, ad esempio, la deviazione del setto nasale, potrà chiedere il risarcimento a titolo di danno biologico; colui che ha modificato il proprio stile di vita per timore di ulteriori violenze potrà chiedere il danno non patrimoniale nella forma di danno esistenziale; ecc.

Risarcimento pugno: chi paga?

Ovviamente, colui che ha commesso l’illecito è anche tenuto a pagare di tasca propria il risarcimento. Questa regola, però, non vale sempre: ad esempio, obbligati al risarcimento del danno possono essere anche i genitori, nel caso in cui l’autore del reato sia un minore.

Risarcimento per un pugno: a chi spetta?

Il risarcimento per un pugno è dovuto al danneggiato dal reato. In alcuni casi, però, il danneggiato può anche essere persona diversa dal soggetto passivo, cioè dalla persona offesa dal reato: classico caso è quello dell’omicidio, in cui il soggetto passivo, titolare del bene protetto dalla legge, è la persona uccisa, mentre i danneggiati dal reato sono i suoi prossimi congiunti.

Pertanto, se il pugno dovesse avere conseguenze fatali, l’aggressore sarebbe tenuto a pagare il risarcimento del danno (patrimoniale e non patrimoniale, nella specie a titolo di danno morale) ai familiari della vittima.

Risarcimento per un pugno: come si quantifica?

Abbiamo detto che la condotta costituente reato obbliga l’autore del fatto non solo a risponderne penalmente, ma anche a risarcire il danno. Ora, se il danno patrimoniale è facilmente quantificabile (pensa alle spese mediche sostenute dalla vittima, le quali sono agilmente dimostrabili), ben diverso è il discorso per quanto riguarda il danno non patrimoniale. In pratica, come si dimostra la sofferenza interiore di una persona, oppure il danno esistenziale?

Sia per il danno biologico che per quello morale la giurisprudenza ha elaborato dei criteri che consentono di quantificarne l’importo. Pertanto, per sapere a quanto ammonta il risarcimento per un pugno bisognerà sottoporsi a visita medico-legale e farsi quantificare, grazie ai parametri forniti dalla giurisprudenza, il danno subito. Il danno morale, in genere, è calcolato in proporzione a quello biologico.

Cosa sono le tabelle di Milano?

I criteri maggiormente seguiti dai giudici italiani per calcolare a quanto ammonta il risarcimento per un pugno (o, più in generale, per un’aggressione) sono quelli che vanno sotto il nome di tabelle di Milano: si tratta di uno strumento di fondamentale importanza in quanto offrono i parametri per la definizione degli importi dovuti a titolo di risarcimento in caso di lesioni all’integrità psicofisica.

Le tabelle di Milano consentono di identificare il valore base corrispondente ad ogni punto di invalidità (da 1% a 100%) commisurato all’età del danneggiato e di definire in che misura possono essere applicati eventuali correttivi e maggiorazioni.

Risarcimento per pugno: come chiederlo?

Il modo più semplice perché la vittima possa chiedere il risarcimento per un pugno è quello di costituirsi parte civile nel processo penale intrapreso contro l’autore del crimine: in questo modo, all’interno del procedimento penale si potranno far valere le proprie ragioni e ottenere il ristoro del danno patito.

A prescindere dal riconoscimento della responsabilità penale dell’autore del fatto, chi si costituisce parte civile è sempre onerato di fornire la prova del pregiudizio subito: in altre parole, se sei stato colpito da un pugno e l’autore del delitto viene condannato, non riceverai automaticamente il risarcimento, ma dovrai comunque provare l’entità dei danni subiti, magari allegando una perizia medica di parte oppure altra certificazione medica.


note

[1] Art. 581 cod. pen.

[2] Art. 582 cod. pen.

[3] Art. 185 cod. pen.

Autore immagine: Unsplash.com


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