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Parenti di primo grado

2 Giugno 2019 | Autore:
Parenti di primo grado

Parentela: cos’è e come si calcolano i gradi? Qual è la differenza tra parentela e affinità? Rapporti di parentela: quando sono importanti per la legge?

La famiglia è sacra: a pensarlo non sono solo i tanti italiani che, pur di proteggere i propri cari, sono disposti a fare i salti mortali, ma anche la Costituzione, visto che essa dice chiaramente che la famiglia è una società naturale, preesistente allo stesso Stato. Anche la legge tutela i rapporti familiari: basta pensare alla normativa riguardante i coniugi e la prole, oppure quella in ambito lavorativo che consente al dipendente di assentarsi dal lavoro per assistere i propri familiari affetti da gravi patologie. Eppure, il concetto di famiglia resta piuttosto ampio: nessuna legge stabilisce chi rientri nella famiglia. Chi sono i familiari? Chi sono i parenti di primo grado?

Quando si parla di parentela si è portati naturalmente a pensare alla famiglia, soprattutto quando si tratta di parenti di primo grado. Ma ti sei mai soffermato un attimo a chiederti cosa si intende per parenti di primo grado? Il “grado” a cosa si riferisce? Quali familiari sono parenti di primo grado? Bisogna ammetterlo: a proposito di questo argomento c’è un po’ di confusione. Tentiamo di fare chiarezza spiegando come si calcolano i gradi di parentela e chi sono i parenti di primo grado.

Parentela: cos’è?

Prima di vedere come si individuano i parenti di primo grado, vediamo cosa intende la legge per parentela; in poche parole: chi sono i parenti? Secondo il Codice civile [1], la parentela è il vincolo tra persone che discendono da uno stesso stipite. Cerchiamo di spiegare in modo semplice cosa vuole dire la legge.

La parentela è il rapporto tra persone nelle cui vene scorre lo stesso sangue perché hanno tutte un discendente comune: lo stipite di cui si parla, infatti, è proprio la persona da cui discendono le altre; si tratta dell’avo comune, insomma.

Chi sono i parenti?

Da quanto appena detto si capisce immediatamente che sono parenti tutte quelle persone accomunate da un discendente: cugini, fratelli e zii sono i classici parenti. Ma parente è anche il genitore nei confronti del figlio e viceversa.

Pertanto, giuridicamente parlando, quando si discorre di parenti non si fa riferimento solamente al classico zio dell’America, ma anche ai nonni e ai genitori. Insomma: tutte le persone consanguinee sono parenti.

La parentela nel caso di adozione

A questa nozione “naturale” di parentela si affianca una di tipo esclusivamente giuridico: secondo la legge, infatti, la parentela si acquisisce anche mediante adozione. Ciò significa che l’individuo adottato diventa a tutti gli effetti parente dei genitori adottivi, dei nonni, dei cugini, ecc. L’adozione, pertanto, dà vita ad una parentela legale che prescinde dal vincolo di sangue.

Tipi di parentela

A breve ti dirò chi sono i parenti di primo grado. Voglio ora sottoporre alla tua attenzione il fatto che, secondo la legge, esistono due tipi di parentela:

  • parentela in linea retta, che ricomprende le persone di cui l’una discende dall’altra;
  • parentela in linea collaterale, che si riferisce alle persone che, pur avendo uno stipite comune, non discendono l’una dall’altra [2].

Di conseguenza, sono parenti in linea retta padre e figlio, nonno e nipote, ecc.; al contrario, sono parenti in linea collaterale coloro che, pur essendo accomunati dallo stesso avo, non discendono l’uno dall’altro: classico esempio sono i fratelli, oppure i cugini. I fratelli, infatti, discendono dagli stessi stipiti (genitori), ma non discendono l’uno dall’altro.

Come si calcolano i gradi di parentela?

La legge ha cura di specificare anche come si calcolano i gradi di parentela: questo ci sarà molto utile per capire chi sono i parenti di primo grado. Secondo il nostro ordinamento giuridico, nella parentela in linea retta si computano altrettanti gradi quante sono le generazioni, escluso lo stipite.

Nella parentela in linea collaterale, invece, i gradi si computano dalle generazioni, salendo da uno dei parenti fino allo stipite comune e da questo discendendo all’altro parente, sempre restando escluso lo stipite [3].

Facciamo degli esempi:

  • padre e figlio sono parenti in linea retta di primo grado, in quanto discendono l’uno dall’altro (linea retta) e le generazioni che li separano sono due (quella del padre e quella del figlio), da cui va scartata quella dello stipite (cioè, quella del padre).
  • nonno e nipote sono parenti in linea retta di secondo grado, in quanto le generazioni sono tre (nonno, padre e figlio) ma la prima (quella del capostipite) va eliminata;
  • i cugini sono parenti di quarto grado in linea collaterale in quanto, pur avendo uno stipite comune (il nonno), discendono da genitori diversi. Quelli che nel linguaggio comune sono cugini di primo grado (in quanto figli di fratelli), quindi, per il diritto sono parenti in linea collaterale di quarto grado

Parenti di primo grado: chi sono?

Il calcolo della parentela ci permette di rispondere alla domanda di fondo di questo articolo: chi sono i parenti di primo grado? Sono i genitori, cioè i parenti più prossimi che una persona possa avere. Parenti di primo grado, quindi, sono i genitori nei confronti dei figli e i figli nei confronti dei genitori.

Il coniuge è parente?

Da quanto detto sinora, si evince facilmente che il proprio coniuge (marito o moglie) non diventa parente con il matrimonio: sarebbe un controsenso, visto che la legge proibisce il matrimonio tra parenti! Non a caso, quando la legge disciplina la successione a causa di morte di una persona, specifica sempre la differenza tra i parenti e il coniuge.

Chi sono gli affini?

Abbiamo abbondantemente spiegato cos’è la parentela e come si calcolano i relativi gradi. A questo punto, è giusto spendere solamente due parole sull’affinità, di cui avrai sicuramente sentito parlare, a volte anche impropriamente, visto che molto spesso parentela e affinità sono confuse.

L’affinità è il vincolo tra un coniuge e i parenti dell’altro coniuge: in soldoni, significa che tua suocera è legata a te da vincolo di affinità, essendo parente (in linea retta e di primo grado) di tua moglie; stesso ragionamento vale per tutti gli altri suoi parenti.

Per quanto riguarda il grado di affinità, la legge dice che nella linea e nel grado in cui taluno è parente d’uno dei due coniugi, egli è affine dell’altro coniuge [4]. In buona sostanza, questo significa che tua suocera è tua affine di primo grado, in quanto è parente di primo grado di tua moglie.

L’affinità di regola non cessa per la morte del coniuge da cui deriva, salvo che per alcuni effetti specialmente determinati. Cessa se il matrimonio è dichiarato nullo, salvo il permanere ai fini esclusivi del divieto di contrarre matrimonio con gli affini in linea retta.

Parentela: perché è importante?

Ma perché la legge si prende la briga di specificare come si calcola la parentela? È così importante sapere chi sono i parenti di primo grado? Nonno e nipote sono parenti di secondo grado; e quindi? Cosa cambia saperlo?

In realtà, conoscere il grado di parentela è di fondamentale importanza per la legge: vi sono infatti casi in cui il rapporto di parentela è di assoluta importanza, tanto da determinare delle gravi irregolarità. Nel prossimo paragrafo ti riporto alcuni esempi che ti permetteranno di capire perché il grado di parentela è così importante per la legge.

Casi di rilevanza del grado di parentela

Un primo esempio della grande rilevanza che assume la parentela l’abbiamo già visto qualche paragrafo fa: il codice civile vieta il matrimonio tra i parenti in linea retta, fra i fratelli e le sorelle, tra lo zio e la nipote e la zia e il nipote, tra gli affini in linea retta nonché tra quelli in linea collaterale fino al secondo grado [5].

Di estrema importanza è la parentela in sede di successione: l’eredità si devolve al coniuge, ai discendenti legittimi e naturali, agli ascendenti legittimi, ai collaterali, agli altri parenti e allo Stato [6]. Se una persona muore senza lasciare prole, né genitori, né altri discendenti, né fratelli o sorelle o loro discendenti, la successione si apre a favore del parente o dei parenti più prossimi, senza distinzione di linea (retta o collaterale). La successione non ha luogo tra parenti oltre il sesto grado [7].

Ugualmente importante è il rapporto di parentela in ambito processuale: a proposito dell’obbligo del giudice di astenersi dal giudicare una controversia, la legge [8] dice che è causa di astensione il rapporto di coniugio e quello di parentela fino al quarto grado che intercorre tra il giudice e una delle parti o uno dei difensori.

Ancora, in tema di possesso e di maturazione dell’usucapione, è pacifico che l´esistenza di rapporti di parentela determina una situazione di tolleranza indipendentemente dalla durata della detenzione [9].

La parentela assume rilevanza anche in ambito societario, laddove possono crearsi pericolosi conflitti di interesse. Secondo la giurisprudenza [10], ad esempio, In tema di deliberazioni assembleari assunte con il voto di un socio in conflitto di interessi con la società, sono rilevanti anche quelle situazioni in cui il conflitto di interessi non faccia capo direttamente al socio, bensì a parenti dello stesso, ma occorre individuare in questi casi indici precisi e univoci in base ai quali possa affermarsi che il socio ha votato in funzione dell’interesse altrui, non bastando il mero fatto che il socio si trovi in rapporto di parentela con altro soggetto, estraneo alla società e con essa in conflitto di interessi.

Nella fattispecie concreta, l’assemblea aveva deciso di porre termine alla locazione dell’immobile ove la società aveva la propria sede e di concedere in affitto l’azienda ad altra società, di cui era socio il figlio di un socio della prima società, il qual figlio era anche comproprietario dell’immobile.

Ci sono limiti alla parentela?

Secondo la legge, non viene riconosciuta la parentela oltre il sesto grado, salvo in alcuni casi eccezionali [11]. Questo significa che, a meno che una disposizione normativa non preveda espressamente il contrario, il parente di settimo grado è irrilevante per la legge, nel senso che non potrà accampare alcun diritto, ad esempio in sede di successione.

Pertanto, per quanto teoricamente si possa risalire, grazie allo studio del proprio albero genealogico, anche agli ascendenti vissuti nel millesettecento, per la legge non si tratta di un vincolo rilevante.


note

[1] Art. 74 cod. civ.

[2] Art. 75 cod. civ.

[3] Art. 76 cod. civ.

[4] Art. 78 cod. civ.

[5] Art. 87 cod. civ.

[6] Art. 565 cod. civ.

[7] Art. 572 cod. civ.

[8] Art. 51 cod. proc. civ.

[9] Cass., sent. n. 18651 del 16 settembre 2004.

[10] Cass., sent. n. 2562 del 23 marzo 1996.

[11] Art. 77 cod. civ.

Autore immagine: Unsplash.com


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