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Chi uccide un animale viene arrestato?

5 Maggio 2019 | Autore:
Chi uccide un animale viene arrestato?

Quali sono le pene per chi uccide o maltratta un animale? Colui che uccide senza motivo un animale può essere arrestato in flagranza? Cosa dice la legge?

All’interno dell’ordinamento giuridico italiano è stato dato sempre maggior rilievo agli animali, da affezione e non, tanto che oggi il codice penale ne punisce non solo l’uccisione ma anche il maltrattamento, perpetrato sotto ogni forma: ad esempio, la giurisprudenza ha ritenuto perseguibile penalmente anche il proprietario di un animale che costringa quest’ultimo a vivere in un ambiente non adatto, perché troppo angusto oppure sporco. Posto che ogni forma di violenza nei confronti di un animale è punita, chi uccide un animale viene arrestato?

In altre parole, se una persona viene sorpresa a fare del male ad un animale, ad esempio a maltrattarlo con calci oppure a disseminare polpette velenose, può essere portato direttamente in carcere dalla polizia? Se ti interessa questo argomento, prosegui nella lettura: vedremo insieme se chi uccide un animale viene arrestato.

Uccisione di animali: cosa dice la legge?

Secondo il codice penale, chiunque uccide un animale è punito con la reclusione da quattro mesi a due anni [1]. Tuttavia, poiché la morte di un animale potrebbe essere cagionata anche accidentalmente (ad esempio, mentre si è alla guida della propria autovettura), oppure per risparmiargli inutili sofferenze (classico caso è il farmaco che il veterinario somministra per la soppressione) la legge ha cura di specificare che è punita penalmente solamente la morte di un animale provocata per crudeltà o senza necessità.

In sintesi, quindi, solamente l’uccisione dolosa (cioè, volontaria) e crudele è perseguita dalla legge; tutte le altre, invece, se colpose oppure giustificate per il bene dell’animale stesso, non costituiscono reato.

Maltrattamento di animali: quando è reato?

Prima di vedere se chi uccide un animale viene arrestato, vorrei brevemente illustrarti il reato complementare a quello dell’uccisione di animali, e cioè il delitto di maltrattamenti. Secondo il codice penale [2], chi, per crudeltà o senza necessità, provoca una lesione ad un animale, oppure lo sottopone a sevizie o a comportamenti, a fatiche o a lavori insopportabili per le sue stesse caratteristiche, è punito con la reclusione da tre a diciotto mesi o con la multa da cinquemila a trentamila euro.

Rientra nel reato di maltrattamenti di animali ogni condotta che provochi non solo una lesione (cioè una ferita o una malattia), ma anche una sofferenza di tipo diverso: ne fanno parte quindi tanto le aggressioni fisiche (calci, bastonate e percosse di ogni genere) quanto le sevizie consistenti nel privarlo del cibo, nel farlo vivere in ambienti angusti o sporchi, nel sottoporlo a fatiche che non sopporterebbe.

La stessa pena prevista per il reato di maltrattamenti si applica anche a chiunque somministra agli animali sostanze stupefacenti o vietate, oppure li sottopone a trattamenti che procurano un danno alla salute degli stessi. La pena è aumentata della metà se dai fatti di cui al primo comma deriva la morte dell’animale.

Altri reati contro gli animali

Costituiscono delitti penalmente perseguibili anche l’attività di organizzazione o promozione di spettacoli o manifestazioni che comportino sevizie o sofferenze per gli animali (reclusione da quattro mesi a due anni e multa da tremila a quindicimila euro), anche al fine dell’esercizio di scommesse clandestine [3], ovvero la promozione, l’organizzazione o la direzione di combattimenti o competizioni non autorizzate tra animali che possono metterne in pericolo l’integrità fisica (reclusione da uno a tre anni e multa da cinquantamila a 160mila euro) [4].

Uccisione animali: c’è l’arresto?

Abbiamo visto che tanto l’uccisione quanto il maltrattamento di animali sono puniti con la reclusione; siamo dunque pronti a rispondere alla domanda che dà il titolo a questo articolo: chi uccide un animale viene arrestato? La risposta è negativa: chi viene colto nell’atto di uccidere un animale non può essere arrestato dalle forze dell’ordine. Ti sembrerà un’ingiustizia, ma è così. Ti spiego perché.

Arresto in flagranza: cos’è e come funziona?

L’arresto in flagranza reato è una misura che consente alle forze dell’ordine di prelevare coattivamente l’autore del fatto e di porlo dietro le sbarre, mettendolo al contempo a disposizione del pubblico ministero in attesa della successiva convalida davanti al giudice.

Perché si possa procedere all’arresto occorre che:

  • il reo sia colto nell’atto di compiere il delitto, oppure immediatamente dopo;
  • il reato commesso sia punito con l’ergastolo o con la reclusione non inferiore nel minimo a cinque anni e nel massimo a venti anni [5].

La legge disciplina anche l’arresto in flagranza di tipo facoltativo, nel senso che sono le autorità a dover valutare la gravita del fatto al fine di procedere all’arresto: anche in questo caso, però, è richiesta come condizione minima che il delitto sia punito con la reclusione superiore nel massimo a tre anni [6].

Perché chi uccide un animale non viene arrestato?

Una persona che uccide un animale non viene arrestato perché il delitto di uccisione di animali viene punito con la pena massima di due anni, di gran lunga inferiore ai cinque anni (di pena minima) stabiliti dalla legge affinché si possa procedere all’arresto obbligatorio in flagranza, e inferiore anche ai tre anni di pena massima prevista per l’arresto facoltativo. Lo stesso dicasi per il diverso delitto di maltrattamento di animali.

Contro chi si macchia di reati così odiosi, pertanto, non resta che sporgere immediatamente denuncia alle autorità, le quali potranno procedere con le indagini e rinviare a giudizio l’autore dell’uccisione o del maltrattamento di animali.


note

[1] Art. 544-bis cod. pen.

[2] Art. 544-ter cod. pen.

[3] Art. 544-quater cod. pen.

[4] Art. 544-quinquies cod. pen.

[5] Art. 380 cod. proc. pen.

[6] Art. 381 cod. proc. pen.

Autore immagine: Pixabay.com


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