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Assicurazione furto auto: ultime sentenze

22 Maggio 2019
Assicurazione furto auto: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: furto d’auto e contratto di assicurazione; condizioni di assicurazione; inattendibilità probatoria; indennizzo assicurativo; valore del bene assicurato.

In quali casi l’assicurazione prevede l’esclusione della garanzia per il furto dell’auto? Quando si configura il reato di appropriazione indebita? Nel caso in cui non si comunica all’assicurazione il ritrovamento dell’auto, dopo averne dichiarato il furto, percependo così la relativa indennità.

Polizza per furto d’auto: inattendibilità probatoria

In tema di polizza per furto d’auto, non vale ad offrire riscontro circa l’avvenuto furto, il report storico dimesso da C. s.p.a., del veicolo asseritamente rubato, relativo alla sua geolocalizzazione, tenuto conto che le coordinate registrate potrebbero non riferirsi al suindicato veicolo: tale dispositivo elettronico può essere, da un esperto del settore, agevolmente e in breve tempo disinstallato dall’autovettura su cui è installato e installato su un altro veicolo, senza che la sede operativa di sorveglianza sia in grado di averne contezza.

Inoltre, se l’antenna GPS dell’impianto satellitare viene manomessa, la data GPS non viene più aggiornata; da quanto indicato, discende l’inattendibilità probatoria dei dati risultanti dal report del dispositivo satellitare.

Tribunale Parma, 11/02/2019, n.243

Quando è esclusa la garanzia per furto?

La clausola delle condizioni di assicurazione prevede, tra l’altro, l’esclusione della garanzia per furto nel caso di eventi determinati o agevolati da dolo o colpa grave del contraente e comunque quando non siano adottate le normali misure di sicurezza.

Dalla consulenza è emerso che l’ipotesi più probabile è che l’autovettura sia stata messa in moto da un soggetto che disponeva della chiave di accensione, a nulla rilevando se ciò fosse avvenuto con il consenso dell’assicurato. Inoltre, le dichiarazioni testimoniali appaiano scarsamente credibili perché contrastano con i dati cronologici emergenti dagli atti.

Risultando che chi si trovava alla guida del mezzo al momento dell’uscita di strada disponeva della chiave di avviamento e di apertura, a giudizio del collegio esclude la garanzia assicurativa.

Corte appello Bari sez. II, 20/03/2018, n.525

Prova dell’oggettivo valore del bene assicurato

In applicazione del principio indennitario che regola la materia assicurativa, assorbente è l’argomento che dev’essere dall’assicurato fornita la prova dell’oggettivo valore del bene assicurato, nella fattispecie di un’autovettura, prima del furto.

È da escludere che detto valore dovrebbe ritenersi comprovato sulla base delle corrispondenti indicazioni di polizza alla stregua del disposto dell’art. 1908 c.c. che a quelle indicazioni attribuisce rilevanza nel solo caso di assicurazione “a valore stimato“, non ricorrente se è vero che, come precisa il terzo comma non equivale a stima la dichiarazione di valore delle cose assicurate contenuta nella polizza o in altri documenti.

Quando poi non sia stata fornita dall’assicurato convincente prova del ricondizionamento dell’autoveicolo dopo il risultato sul grave danneggiamento di un sinistro avvenuto prima del denunciato furto, la circostanza è sufficiente per rifiutare l’indennizzo.

Corte appello Milano sez. IV, 30/03/2009, n.927

Furto autovettura in leasing

In caso di furto dell’autovettura concessa in leasing con polizza furto vincolata a favore della società di leasing, quest’ultima ha l’onere di attivarsi, nei confronti della Compagnia assicuratrice, per ottenere l’indennizzo assicurativo che il conduttore non avrebbe potuto richiedere direttamente.

Qualora la società di leasing, per inerzia imputabile ad una sua mancata diligenza, faccia prescrivere il diritto all’indennizzo, ai sensi dell’art. 2952 c.c., impedendo al conduttore di compensare il suo debito nei confronti della concedente con il suo credito all’indennizzo assicurativo, non potrà richiedere al conduttore la parte di credito corrispondente a tale indennizzo, trattandosi di danno che avrebbe potuto evitare usando l’ordinaria diligenza.

Corte appello Milano, 27/02/2001

Onere di provare l’avvenuto furto

In tema di polizza per furto d’auto, l’assicurato ha l’onere di provare l’avvenuto furto al fine di ottenere l’indennizzo dovuto dall’assicurazione. In difetto di elementi di prova certi, precisi e concordanti circa la sottrazione dell’autovettura ad opera di ignoti, appare legittimo il diniego di indennizzo opposto dalla compagnia assicurativa.

Tribunale Roma sez. XII, 07/12/2016, n.22823

Furto e ritrovamento dell’auto

Integra il reato di appropriazione indebita la condotta di chi non comunica all’assicurazione il ritrovamento dell’auto, di cui ha dichiarato il furto, percependo la relativa indennità. L’obbligo di immediata comunicazione del ritrovamento del veicolo sottratto, deriva dalla circostanza che, in virtù delle clausole generali del contratto di assicurazione, la compagnia assicuratrice, dopo aver liquidato il danno derivante dal furto, acquista la proprietà dell’autoveicolo. Pertanto, in caso di recupero del veicolo rubato, l’assicurato deve comunicare tempestivamente il ritrovamento e mettere l’autovettura a disposizione della compagnia assicuratrice che ne è divenuta proprietaria.

La mancata comunicazione alla società assicuratrice non presume alcuna “cooperazione artificiosa della vittima” e non comporta alcuna perdita definitiva del bene da parte della società proprietaria, risolvendosi tale condotta dell’imputato in una mera appropriazione indebita.

Cassazione penale sez. II, 31/01/2012, n.8927

Dipendenti degli enti pubblici non economici

In tema di dipendenti degli enti pubblici non economici, ove il personale sia stato autorizzato, in caso di missione fuori sede, all’uso di un mezzo proprio per la durata del relativo servizio, l’art. 23 c.c.n.l. 14 febbraio 2001 integrativo del c.c.n.l. 16 febbraio 1999 (applicabile “ratione temporis”) non pone a carico dell’amministrazione datrice di lavoro (nella specie, l’Enpals) il rischio di furto dell’auto ancorché tale evento non sia coperto dall’assicurazione obbligatoria r.c. auto, dovendosi escludere l’applicabilità dell’art. 9 d.P.R. n. 43 del 1990 e dell’art. 6 d.P.R. n. 395 del 1988, trattandosi di provvedimenti emanati nel regime pubblico del rapporto di lavoro dei dipendenti della p.a. e superati dal citato accordo collettivo.

Cassazione civile sez. lav., 20/04/2011, n.9044

Indennizzo per la perdita dell’auto a causa di furto

Nel caso di definizione tra assicuratore e assicurato dell’indennizzo per la perdita dell’auto a causa di furto e di versamento della relativa somma entro i limiti del massimale assicurato, il successivo riscontro da parte della compagnia di avere concordato e versato una somma ritenuta eccedente di circa un sesto il valore commerciale del bene non legittima l’azione di ripetizione di indebito oggettivo in quanto manca il requisito voluto dall’art. 2033 c.c. e cioè o la totale carenza di una causa originaria giustificativa del pagamento o che questa fosse venuta successivamente meno.

La inammissibilità dell’azione per assoluta mancanza di una delle sue condizioni e cioè l’esistenza del diritto comporta una pronuncia di mero rito, assorbente anche per economia processuale la questione di eventuale incompetenza per valore del giudice di pace adito.

Giudice di pace Roma, 13/05/1997

Clausola limitativa della responsabilità dell’assicuratore 

In tema di assicurazione contro il furto, la clausola limitativa della responsabilità dell’assicuratore all’ipotesi che, in caso di sottrazione, i valori assicurati si trovino “indosso o a portata di mano” della persona incaricata del trasporto, circoscrive alla sola ipotesi di furto con destrezza qualificata dalle predette condizioni di fatto il rischio assicurato, secondo una accezione indubitabilmente meno ampia rispetto alla (più vasta) nozione penalistica del furto con destrezza desumibile dal disposto dell’art. 625 n. 4, c.p. (comunemente interpretato nel senso della non necessità che la cosa si trovi in mano o indosso alla persona, sufficiente risultando, per la legittima configurazione della fattispecie di reato, che essa sia soltanto nella sfera di immediata e diretta vigilanza del derubato).

E’, pertanto, illegittima, perché illogicamente inosservante dei criteri legali di ermeneutica contrattuale, l’interpretazione della clausola predetta nel senso della coincidenza dell’espressione “a portata di mano” con l’ordinaria, diretta ed immediata sfera di vigilanza del soggetto passivo del reato (così sancendosi una inaccettabile omogeneità morfologica ed effettuale tra i due concetti), mentre l’operatività della garanzia assicurativa, in presenza di una clausola siffatta, va necessariamente limitata alla (sola) ipotesi in cui l’oggetto del furto si sia trovato a così breve distanza dal derubato da consentirgli la sua materiale e fisica apprensione previa estensione del braccio o della mano.

(Fattispecie in cui il bene sottratto – una borsa contenente preziosi – era stata posta dal trasportatore nel portabagagli della sua auto, da dove era risultata poi asportata. La S.C. ha escluso che, nella specie, potesse dirsi verificata la condizione di cui alla clausola de qua, enunciando il principio di diritto di cui in massima).

Cassazione civile sez. III, 06/02/1998, n.1289

Indennità per furto subito dall’intestatario dell’auto

Non può esperire l’azione il creditore ipotecario nei confronti dell’assicuratore e quest’ultimo viene liberato dall’obbligo di pagamento dell’ipoteca iscritta se, entro trenta giorni, non vi è opposizione al pagamento dell’indennità per furto subito dall’intestatario dell’auto. Nel caso in cui il creditore ipotecario abbia firmato la quietanza intestata al derubato “per benestare”, deve intendersi che il creditore abbia rinunciato, in modo esplicito alla clausola di vincolo di polizza in proprio favore e l’assicurazione potrà liberamente pagare il proprietario che presenta la quietanza.

Tribunale Milano, 03/10/1991

Furto dell’autoradio

Si ha reato strutturalmente diverso, come tale idoneo ad integrare il presupposto oggettivo del delitto di cui all’art. 367 c.p., quando la differenza fra il fatto denunciato e quello realmente avvenuto è solo apparentemente quantitativa, nel senso che investe non un certo numero di cose indiscriminatamente considerate, bensì cose la cui singola identità assume un’entità o una funzione separatamente e significativamente rilevabile.

(Nella specie, un automobilista, avendo subito il furto dell’autoradio, non coperta da assicurazione, aveva falsamente denunciato la sottrazione di altri accessori dell’auto: ruota di scorta, sedili ecc.). all’art. 640 c.p. in suo danno, ma di quello di ricettazione).

Cassazione penale sez. VI, 21/12/1983

Clausola del contratto di assicurazione

L’interpretazione delle clausole di un contratto di assicurazione in ordine all’estensione e alla portata del rischio assicurato rientra nei compiti istituzionali del giudice del merito e non è sindacabile in sede di legittimità, se è sorretta da adeguata motivazione.

Nella specie la S.C. ha confermato la sentenza secondo la quale, nella clausola contrattuale che limitava la garanzia assicurativa all’ipotesi di furto di valori commesso con destrezza ai danni di soggetto avente indosso o a portata di mano i valori medesimi, l’espressione “a portata di mano” non presupponeva la costante possibilità del contatto fisico del soggetto con la cosa a lui affidata, ma era da intendere nel senso che l’oggetto dovesse rimanere continuamente nella sfera di vigilanza del custode, in modo da consentirgli di controllare la situazione e d’intervenire prontamente, con la conseguente operatività di detta clausola nel caso esaminato, in cui il portavalori era temporaneamente disceso dalla vettura per sostituire una ruota, lasciando la borsa, poi trafugata, sul sedile posteriore dell’auto.

Cassazione civile sez. III, 18/09/1980, n.5301


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