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Furto appartamento condominiale: ultime sentenze

22 Maggio 2019
Furto appartamento condominiale: ultime sentenze

> L’esperto Pubblicato il 22 Maggio 2019



Furto in appartamento; ristrutturazione dell’edificio; lavori di manutenzione straordinaria della facciata dello stabile condominiale; usi anomali dei ponteggi; responsabile del furto; responsabilità del condominio; responsabilità dell’appaltatore.

La minore età dell’imputato legittima il presupposto per la concessione del perdono giudiziale? Il condominio è responsabile del furto in appartamento commesso grazie all’accesso dalle impalcature? Per saperne di più, leggi le ultime sentenze.

Tentato furto in appartamento

In tema di perdono giudiziale la minore età dell’imputato non legittima di per sé il presupposto per la concessione se non si prova che vi sia anche una evoluzione positiva della personalità idonea per l’applicazione dell’istituto che ha una precipua valenza morale.

(Nel caso di specie, si trattava di un tentato furto in appartamento con violenza sulle cose e con modalità che evidenziavano la gravità del reato, quali la forzatura della serranda con piegamento delle lamiere con vistosi incavi sugli infissi e con l’utilizzo di cacciaviti tre di introduzione nel cortile scavalcando la ringhiera).

Corte appello Torino, 22/01/2019, n.6

Chiavi dell’immobile concesso in uso

La concessione in uso di un appartamento, anche se per un periodo limitato di tempo, non esime il proprietario, il possessore o il detentore dall’obbligo di astenersi da ogni attività che costituisca ingerenza nella sfera di godimento dell’usuario, resa esclusiva per quest’ultimo – dall’accordo intercorso.

Tanto, anche laddove il concedente abbia conservato, come d’uso, una copia delle chiavi dell’immobile, posto che la possibilità materiale (di ingerenza) non equivale alla sua liceità giuridica (confermata, nella specie, la condanna per il reato di furto in abitazione ex art. 624-bis c.p. poiché, l’imputato, avendo la disponibilità dell’immobile che aveva concesso in uso per tre giorni a una signora, si era introdotto nell’alloggio per impossessarsi della valigia della donna).

Cassazione penale sez. V, 09/11/2018, n.8540

Furto in appartamento grazie all’accesso dalle impalcature

In caso di furto in appartamento condominiale commesso con accesso dalle impalcature installate in occasione della ristrutturazione dell’edificio va escluso che possa ravvisarsi a carico del condominio committente, ai sensi dell’art. 2051 c.c., una responsabilità oggettiva o presunta “da custodia”.

Tribunale Bari, 05/07/2018, n.2857

Furto in condominio e ristrutturazione dell’edificio

Nell’ipotesi di furto in appartamento condominiale, commesso con accesso dalle impalcature installate in occasione della ristrutturazione dell’edificio, è configurabile tanto la responsabilità dell’appaltatore exart. 2043 c.c., per omessa ordinaria diligenza nell’adozione delle cautele atte ad impedire l’uso anomalo dei ponteggi, quanto quella del condominio, sia exart. 2043 c.c., per culpa in vigilando o in eligendo, allorché risulti che questo abbia omesso di sorvegliare sull’operato dell’impresa appaltatrice, o ne abbia scelta una manifestamente inadeguata per l’esecuzione dell’opera, sia ai sensi dell’art. 2051 c.c., per omessa custodia, cui è obbligato quale soggetto che ha disposto la manutenzione della struttura.

Tribunale Torre Annunziata sez. I, 11/06/2018, n.1392

Comparazione delle impronte

Per la comparazione delle impronte prelevate in possesso della polizia giudiziaria non è necessario che l’accertamento rispetti le formalità previste per gli accertimenti tecnici non ripetibili (art. 360 c.p.p), trattandosi di accertamenti urgenti sui luoghi, sulle cose e sulle persone (art. 354) c.p.p. (Nel caso di specie, si trattava di un furto in appartamento di diversi gioielli e denaro).

Tribunale Napoli sez. I, 07/09/2018, n.8126

Responsabilità del condominio

È da escludere, in linea di principio, che – in caso di furto reso possibile dall’omessa adozione delle necessarie misure di sicurezza in relazione all’impalcatura di proprietà e/o installata, come nella specie, dall’appaltatore per effettuare lavori nello stabile condominiale – possa automaticamente affermarsi sussistere a carico del condominio committente, ai sensi dell’art. 2051 c.c., una responsabilità oggettiva o presunta, da custodia della struttura, della quale quest’ultimo ha semplicemente consentito l’installazione, laddove si riconosca a carico dello stesso appaltatore (proprietario e/o quanto meno diretto installatore e utilizzatore della predetta struttura) esclusivamente una responsabilità ordinaria per colpa, ai sensi dell’art. 2043 c.c..

In una siffatta ipotesi, la responsabilità del condominio committente può essere affermata esclusivamente ai sensi dell’art. 2043 c.c., in concorso con quella dell’appaltatore, per omissione degli obblighi di vigilanza sull’attività di quest’ultimo.

Cassazione civile sez. III, 20/06/2017, n.15176

Responsabilità dell’appaltatore 

In caso di furto consumato da persona introdottasi in un appartamento avvalendosi dei ponteggi installati per i lavori di ristrutturazione dell’edificio condominiale, va affermata la responsabilità civile dell’appaltatore che per tali lavori si avvale dei ponteggi laddove, trascurando le più elementari norme di diligenza e perizia nonché la doverosa adozione di cautele idonee ad impedire l’uso anomalo delle dette impalcature, abbia colposamente creato un agevole accesso ai ladri, ponendo così in essere le condizioni del verificarsi del danno.

In tale ipotesi, infatti, sull’appaltatore ricade un obbligo giuridico ben preciso, quello di impedire l’evento, la cui violazione deve ritenersi causa dell’evento stesso. Per altro non è necessario che tale obbligo derivi direttamente dalla legge e da specifici rapporti, potendo esso derivare da principi desumibili dall’ordinamento positivo, non espresso, quindi, in norme specifiche, ma da cui discendono ugualmente il dovere di agire e di tenere un comportamento attivo.

Tribunale Napoli sez. XI, 09/05/2006, n.5153

Lavori edilizi e omissione di cautele

In caso di furto in un appartamento, ad opera di ladri che vi siano introdotti servendosi di alcune impalcature per lavori edilizi installate lungo la facciata di uno stabile condominiale, non è configurabile la responsabilità del condominio né per cose in custodia poiché queste ultime non danno luogo a responsabilità quando i danni sono stati cagionati dall’attività illecita di terze persone; né per omissione di cautele perché la responsabilità civile per omissione sorge solo se si sia contravvenuto ad uno specifico obbligo di fare.

Tribunale Napoli sez. II, 02/05/2006

Lavori di manutenzione straordinaria

Qualora, durante l’esecuzione di lavori di manutenzione straordinaria della facciata di stabile condominiale, ignoti perpetrino un furto di oggetti di valore in appartamento ubicato a piano intermedio, agevolmente raggiungibile dalle finestre non bloccate dei vani scale, e proseguendo sui ponteggi montati in aderenza dell’edificio, si ha la prevalente responsabilità dell’appaltatore dei lavori, non esentato dal porre in sicurezza le impalcature con l’adozione di cautele idonee ad evitare furti, intrusioni ed usi anomali dei ponteggi ed, altresì, una più limitata responsabilità del condominio, che abbia omesso di vigilare sulla predisposizione delle misure di sicurezza da parte dell’appaltatore, accertandosi che dai vani scala non fosse possibile accedere alle impalcature.

Tribunale Milano sez. X, 20/04/2006, n.4746

Impalcature incustodite presso l’appartamento

Nel caso in cui una persona subisca un furto nel proprio appartamento ad opera di ladri, che vi si siano introdotti attraverso impalcature per lavori edilizi, lasciate incustodite presso l’appartamento stesso, il proprietario dei ponteggi non può essere ritenuto civilmente corresponsabile del furto.

Infatti, la sua responsabilità non può essere ritenuta sussistente per esercizio di attività pericolose (ai sensi dell’art. 2050 c.c.), poiché le attività pericolose danno luogo a responsabilità specifica solo se il danno si sia prodotto durante il loro espletamento, e non quando gli strumenti ad esse necessari non vengano adoperati per essere le attività sospese; nè per cose in custodia (in virtù dell’art. 2051 c.c.), poiché le cose in custodia non danno luogo a responsabilità quando i danni siano stati cagionati dall’attività illecita di terze persone; nè, infine, per omissione di cautele (rispetto alla norma generale prevista dall’art. 2043 c.c.), perché la responsabilità civile per omissione sorge solo se si sia contravvenuto ad uno specifico obbligo di fare, nella specie inesistente. Tale principio, applicabile al proprietario delle impalcature, deve ritenersi applicabile, a maggior ragione, nei riguardi del portiere di uno stabile condominiale.

Cassazione civile sez. III, 18/10/2005, n.20133

Furto in un appartamento: è responsabile il condominio?

Nell’ipotesi di furto in un appartamento, ad opera di ladri che vi si siano introdotti servendosi di un’impalcatura per lavori edilizi installata lungo la facciata di un contiguo edificio condominiale, è configurabile, a carico di tale condominio, la responsabilità prevista dall’art. 2051 c.c., la quale, presunta “iuris tantum”, sul presupposto di un potere di fatto sulla cosa e del correlativo obbligo di vigilanza, può peraltro essere esclusa mediante la prova, incombente al soggetto tenuto alla custodia, che l’evento dannoso è dipeso dal fortuito, inteso in senso lato e comprensivo, quindi, del fatto del terzo e della colpa esclusiva del danneggiato.

Cassazione civile sez. III, 09/02/1980, n.913


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