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Imprenditore che non tiene la contabilità: cosa rischia?

17 Gennaio 2018 | Autore:
Imprenditore che non tiene la contabilità: cosa rischia?

Vediamo cosa rischia l’imprenditore che non tiene la contabilità; quando si commette reato e cosa prevede la legge in punto di mancata tenuta delle scritture contabili

La tenuta delle scritture contabili è elemento imprescindibile per ogni impresa commerciale. Le scritture contabili, infatti, costituiscono uno strumento amministrativo indispensabile per l’attività di qualsiasi imprenditore commerciale; per questo il codice civile [1] ne sancisce l’obbligatorietà. In particolare, ogni imprenditore commerciale (sono esclusi, quindi, sia il piccolo imprenditore che l’imprenditore agricolo) deve tenere obbligatoriamente:

  • il libro giornale, nel quale vanno annotate giorno per giorno tutte le operazioni, nell’ordine in cui sono compiute, secondo i criteri di: cronologicità (ogni «affare» va iscritto in ordine cronologico); immediatezza (ogni «affare» va iscritto appena compiuto);
  • il libro degli inventari, in cui va redatto l’inventario all’inizio dell’attività e poi ogni anno per indicare lo stato patrimoniale dell’impresa. L’inventario contiene l’elencazione e la valutazione delle attività e delle passività relative all’impresa, nonché le attività e le passività dell’imprenditore estranee alla medesima. Esso si chiude con il bilancio e con il conto dei profitti e delle perdite.
  • l’imprenditore deve, altresì, conservare tutta la corrispondenza, i contratti e le fatture (nonché i libri contabili) per 10 anni.

Ma cosa succede nel caso in cui l’imprenditore non abbia mai tenuto la contabilità obbligatoria. Cosa rischia l’imprenditore che non tiene la contabilità? Al riguardo è bene sapere che la legge punisce molto severamente la violazione degli obblighi relativi alla contabilità. Ciò in quanto, dette violazioni – il più delle volte – sono correlate a gravi ipotesi di evasione fiscale e sono poste in essere proprio al fine di celare la commissione di più gravi fattispecie, talvolta anche delittuose. Ciò premesso, procediamo con ordine. Vediamo, dunque, cosa rischia l’imprenditore che non tiene le scritture contabili; quando –  in questi casi – l’imprenditore commette reato e cosa prevede la legge in punto di mancata tenuta delle scritture contabili obbligatorie.

Reato di occultamento o distruzione di documenti contabili

Come anticipato, molto spesso la violazione degli obblighi relativi alle scritture contabili è correlata a gravi ipotesi di evasione fiscale. Ed infatti, non è raro che l’imprenditore – proprio al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto – occulti o distrugga in  tutto  o  in  parte  le scritture  contabili  o  i  documenti  di  cui  è obbligatoria  la conservazione, in modo da non consentire la ricostruzione dei redditi o del proprio volume di affari. Qualora, però, l’imprenditore venisse scoperto, difficilmente andrà esente da pena. L’occultamento o la distruzione di documenti contabili, infatti, costituisce reato, la cui pena oscilla dai sei mesi ai 5 anni di reclusione [2].

Mancata tenuta delle scritture contabili: è reato?

Ma che dire dell’imprenditore che non abbia mai provveduto alla tenuta delle scritture contabili obbligatorie per legge? Ovvio che, se l’imprenditore non abbia mai provveduto alla regolare tenuta delle scritture contabili non potrà nemmeno occultarle, né distruggerle, atteso che non si può nascondere o distruggere ciò che non esiste. Cionondimeno: l’omessa tenuta delle scritture contabili è reato? Quali rischi corre l’imprenditore che non tiene la contabilità? Sarà punibile alla stessa stregua dell’imprenditore che – al fine di evadere le tasse – distrugge o occulta le scritture contabili?

A rispondere è stata la Corte di Cassazione, che – con una recentissima sentenza [3] – ha avuto modo di fare chiarezza sul punto. Ebbene, a detta della suprema Corte, commette il reato di occultamento o distruzione di documenti contabili, solo chi realizza la condotta delittuosa espressamente prevista dalla norma, vale a dire chi distrugge o nasconde le scritture contabili al fine di non consentire gli accertamenti fiscali. Consegue a quanto appena detto che la fattispecie delittuosa può configurarsi se e solo se la documentazione contabile di cui si assume la distruzione o l’occultamento sia stata previamente predisposta. Come detto sopra, infatti, non si può occultare o distruggere qualcosa che non è mai stato creato. Evidente, quindi, che l’imprenditore che non abbia mai tenuto la contabilità non potrà essere accusato del reato di occultamento o distruzione di documenti contabili.

Violazioni degli obblighi relativi alla contabilità

Attenzione: quanto detto sopra non vuol dire che la mancata tenuta delle scritture contabili possa restare impunita. Vero è che l’imprenditore che non tiene le scritture contabili non commette reato. Cionondimeno, in queste ipotesi sussiste comunque una grave violazione che non potrà andare esente da sanzione. Più in particolare, la legge [4] dispone che chi non tiene o non conserva secondo le prescrizioni le scritture contabili, i documenti e i registri previsti dalle leggi in materia di imposte dirette e di imposta sul valore aggiunto ovvero i libri, i documenti e i registri, la tenuta e la conservazione dei quali è imposta da altre disposizioni della legge tributaria, è punito con la sanzione amministrativa da lire due milioni a lire quindici milioni.

Cosa rischia l’imprenditore che non tiene le scritture contabili?

Alla luce di quanto sin qui esposto e di quanto di recente affermato dalla Suprema Corte, l’imprenditore che non tiene le scritture contabili non rischia il carcere, ma “solo” una salatissima multa. E ciò anche nel caso in cui – come in quello di specie affrontato dai giudici nella sentenza in commento – l’imprenditore non abbia mai tenuto la contabilità.

 

 


note

[1] Art. 2214 Cod. Civ.

[2] Art. 10 del d.lgs. n. 74 del 10.03.2000, rubricato: «Occultamento o distruzione di documenti contabili», ai sensi del quale: «Salvo che il fatto costituisca più grave reato, e’  punito  con la reclusione da sei mesi a cinque anni chiunque, al fine di  evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto,  ovvero  di  consentire l’evasione a terzi, occulta o  distrugge  in  tutto  o  in  parte  le scritture  contabili  o  i  documenti  di  cui  e’  obbligatoria   la conservazione, in modo da non consentire la ricostruzione dei redditi o del volume di affari.

[3] Cass. Pen., sent. n. 1441/2018 depositata il 15.01.2018.

[4] Art. 9, comma 1, del d.lgs. n. 471/1997.  

Autore immagine: Pixabay.com


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