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Esenzione Imu: ultime sentenze

7 Settembre 2022
Esenzione Imu: ultime sentenze

Imposta comunale sugli immobili: abitazione principale; immobili rurali; attività economica e attività non commerciale.

Chi può beneficiare dell’esenzione Imu? Il contribuente deve dimostrare che l’immobile rappresenta la sua dimora abituale.

Residenza anagrafica e dimora abituale

Vanno sollevate q.l.c. del quarto periodo dell’art. 13, comma 2, d.l. 6 dicembre 2011, n. 201 (Disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici), conv., con modificazioni, nella l. 22 dicembre 2011, n. 214, come modificato dall’art. 1, comma 707, lett. b), l. 27 dicembre 2013, n. 147, recante «Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2014)», il quale, nel disciplinare l’esenzione dall’imposta municipale unica (IMU) per l’abitazione principale, ai fini del riconoscimento della relativa agevolazione, definisce quale abitazione principale quella in cui si realizza la contestuale sussistenza del duplice requisito della residenza anagrafica e della dimora abituale non solo del possessore, ma anche del suo nucleo familiare.

Corte Costituzionale, 12/04/2022, n.94

Esenzione Imu per i fabbricati rurali

Ai fini dell’applicabilità dell’esenzione dal pagamento dell’imposta municipale unica (IMU), per i fabbricati rurali, prevista dal combinato disposto dell’art. 23, comma 1 -bis, D.L. 30 dicembre 2008, n. 207 (conv., con modif., dalla legge di conversione 27 febbraio 2009, n. 14) e dell’art. 2, comma 1, lett. a), D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, è rilevante l’oggettiva classificazione catastale, senza che assuma rilevanza la strumentalità di fatto dell’immobile all’attività agricola.

Comm. trib. reg. Roma, (Lazio) sez. VIII, 09/02/2022, n.559

Soggettività Imu ed ex casa coniugale

In materia di imposta municipale unica (IMU), con riferimento alla casa ex casa coniugale, deve ritenersi soggetto passivo del tributo, il coniuge assegnatario, sebbene non sia titolare del diritto di proprietà o di altro diritto reale sull’immobile, il quale, al ricorrere delle condizioni previste dalla norma, può usufruire anche dell’esenzione dal tributo.

Comm. trib. reg. Torino, (Piemonte) sez. II, 15/02/2022, n.230

Esenzione Imu per alloggi sociali

In tema di imposta municipale unica (IMU), l’esenzione dall’imposta prevista dall’art. 13, comma 2, lett. b), L. 22 dicembre 2011 n. 214, trova applicazione per i fabbricati di abitazione civile destinati ad alloggi sociali, come definiti dal decreto del Ministro delle Infrastrutture 22 aprile 2008, che all’art. 1, considera alloggio sociale l’unità abitativa che svolge la funzione di ridurre il disagio abitativo di individui e nuclei familiari svantaggiati.

Comm. trib. prov.le Milano sez. II, 13/02/2022, n.433

Nozione fiscale di abitazione principale

Ai fini della nozione fiscale di “abitazione principale” i presupposti previsti in materia IMU sono più rigorosi rispetto a quelli previsti in materia ICI, atteso che per l’ICI si richiedeva il solo presupposto della “dimora abituale” del contribuente e dei propri familiari, mentre in materia IMU si richiede la compresenza, nel medesimo immobile, della dimora abituale e della residenza anagrafica del contribuente e del suo nucleo familiare di cui all’art. 144 c.c.

Comm. trib. reg. Firenze, (Toscana) sez. VI, 26/01/2022, n.121

Come non perdere le agevolazioni prima casa

Non impedisce la richiesta di agevolazioni la circostanza che l’immobile sia concesso in locazione con regolare contratto a terzi. Tuttavia, al fine di non perdere le agevolazioni prima casa, è possibile affittare parzialmente l’immobile a terzi poichè ciò significherebbe non perderne completamente il possesso a favore del conduttore, determinando così il riconoscimento di tutte le agevolazioni Irpef, compresa la detrazione del mutuo, e l’esenzione dal versamento dell’Imu.

Comm. trib. reg., (Abruzzo) sez. VII, 25/01/2022, n.8

Esenzione prima casa: condizioni

L’esenzione dall’Imu per la casa principale prevista dall’art. 13, comma 2, d.-l. n. 201/2011 richiede non soltanto che il possessore e il suo nucleo familiare dimorino stabilmente in tale immobile, ma altresì che vi risiedano anagraficamente .

Cassazione civile sez. VI, 17/01/2022, n.1199

L’esenzione Imu sulla casa principale

In tema di IMU, ai fini dell’esenzione prevista dall’art. 13, comma 2, del d.l. n. 201 del 2011, conv. con modif. dalla l. n. 214 del 2011, come novellato dall’art. 4, comma 5, del d.l. n. 16 del 2012, conv. con modif. dalla l. n. 44 del 2012, la nozione di abitazione principale postula l’unicità dell’immobile e richiede la stabile dimora del possessore e del suo nucleo familiare, sicché non possono coesistere due abitazioni principali riferite a ciascun coniuge sia nell’ambito dello stesso Comune che in Comuni diversi.

Cassazione civile sez. VI, 17/01/2022, n.1199

Esenzione Imu solo per l’abitazione dell’intero nucleo familiare

Ai fini dell’imposta municipale unica (IMU) un’unità immobiliare può essere riconosciuta abitazione principale e può, dunque, fruire dell’esenzione dal pagamento del tributo, solo se costituisca la dimora abituale non solo del ricorrente, ma anche dei suoi familiari, non potendo sorgere il diritto alla detrazione nell’ipotesi in cui tale requisito sia riscontrabile solo nel ricorrente ed invece difetti nei familiari.

Comm. trib. prov.le Taranto sez. I, 10/01/2022, n.29

Disciplina dell’esenzione dal pagamento Imu

L’ordinamento, con la disciplina dell’esenzione dal pagamento dell’imposta municipale unica (IMU), pur avendo previsto il diritto all’esenzione, lo ha fatto in modo incompleto in quanto ha omesso di normare la situazione prospettata, identica nei suoi presupposti formali e sostanziali a quella disciplinata, e quindi meritevole di pari tutela agevolativa.

Comm. trib. prov.le Napoli sez. XXXII, 22/11/2021, n.3

Immobile classificato catastalmente b/7 e destinato a cappella: si applica l’Imu?

In tema di I.M.U., la fattispecie di esenzione prevista dall’art.9 comma 8 del D. L. n.23 del 2011 nel richiamare la lett.d) dell’art.7 del D. Lgs. n.504 del 1992, rende esenti i fabbricati destinati esclusivamente all’esercizio del culto e le loro pertinenze, purché compatibile con le disposizioni degli artt.8 e 19 della Costituzione. Tale norma non si applica all’immobile classificato catastalmente b/7 e destinato a cappella, in quanto non esclusivamente dedicato a servizio di culto.

Comm. trib. reg. Firenze, (Toscana) sez. VI, 13/09/2021, n.979

Esenzione Imu: requisiti

In tema d’imposta comunale sugli immobili, ai fini della spettanza della detrazione prevista, per le abitazioni principali -per tale intendendosi, salvo prova contraria, quella di residenza anagrafica -, dall’art.8 del D. Lgs. n.504 del 1992, come modificato dall’art.1, comma 173, lett.b), L. n.296 del 2006, con decorrenza dall’1 gennaio 2007, occorre che il contribuente provi che l’abitazione costituisce dimora abituale non solo propria, ma anche dei suoi familiari, non potendo sorgere il diritto alla detrazione ove tale requisito sia riscontrabile solo per il medesimo. Sicché la detrazione deve essere esclusa se l’immobile costituisce dimora abituale del marito e non della moglie.

Comm. trib. reg. Campobasso, (Molise) sez. I, 22/01/2021, n.80

Come usufruire dell’esenzione Imu?

In tema di I.M.U., per poter usufruire dell’esenzione il comma 5 -bis dello stesso art.2, introdotto in sede di conversione, stabilisce che il contribuente deve presentare, a pena di decadenza, entro il termine ordinario per la presentazione delle dichiarazioni di variazione relative all’I.M.U., una propria dichiarazione, tramite modello ministeriale con la quale attesta il possesso dei requisiti ed indicando gli identificativi catastali degli immobili per i quali si richiede il beneficio dell’esenzione.

Comm. trib. reg. Campobasso, (Molise) sez. II, 20/01/2021, n.73

Le agevolazioni per l’abitazione principale

L’esenzione dall’IMU e correlata TASI si applica per l’abitazione principale e relative pertinenze, dove per abitazione principale si intende l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente. Qualora i componenti del nucleo familiare abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi siti nel territorio comunale, le agevolazioni per IMU e TASI si applicano per un solo immobile, è necessario decidere qual è l’immobile ‘abitazione principale’.

Comm. trib. reg., (Lazio) sez. II, 19/01/2021, n.242

Qual è l’abitazione principale ai fini Imu?

Ai sensi dell’art.13, comma 2, del D.L. n.201 del 2011 per abitazione principale si intende l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore ed il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente, ciò comporta la necessità, al fine dell’esenzione I.M.U., che in riferimento alla stessa unità immobiliare tanto il possessore, quanto il suo nucleo familiare, non solo vi dimorino stabilmente, ma vi risiedano anche anagraficamente.

Comm. trib. reg. Roma, (Lazio) sez. II, 14/01/2021, n.152

Ulteriori chiarimenti del giudice di legittimità

In tema di IMU, l’esenzione prevista per la casa principale dall’art. 13, comma 2, del d.l. n. 201/2011, conv. dalla l. n. 214/2011, richiede non soltanto che il possessore e il suo nucleo familiare dimorino stabilmente in tale immobile, ma altresì che vi risiedano anagraficamente.

Cassazione civile sez. VI, 15/12/2020, n.28534

Imposta comunale sugli immobili

E’ impugnabile il provvedimento di rigetto relativo all’istanza di interpello rivolta al Comune in ordine all’esenzione in materia di imposta comunale sugli immobili (I.M.U. e T.A.S.I.), in quanto trattasi di un atto avente natura provvedimentale che non si limita a dare riscontro a un mero quesito ma si concreta in un vero e proprio diniego di agevolazione che ben può essere oggetto di cognizione in sede giurisdizionale.

Comm. trib. reg. Venezia, (Veneto) sez. III, 19/02/2019, n.88

Esenzione dall’Imu agricola

Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 1, commi 3, 4 e 5, d.l. 24 gennaio 2015, n. 4, censurato, per violazione degli artt. 7, 8 e 10 dello Statuto speciale per la Sardegna e 117 e 119 Cost., nella parte in cui estende anche all’anno d’imposta 2014 l’esenzione dall’IMU agricola per i terreni ubicati nei comuni classificati totalmente montani o parzialmente montani, ove posseduti e condotti da coltivatori diretti e da imprenditori agricoli professionali, nell’elenco dei comuni italiani predisposto dall’Istat, prevedendo che l’IMU non è comunque dovuta se i terreni che risultano imponibili ai sensi del nuovo regime erano, invece, esenti in virtù del pregresso nonché disponendo la proroga al 10 febbraio 2015 del termine per il versamento da parte dei contribuenti dell’imposta dovuta per il 2014 secondo i criteri fissati nei commi precedenti.

L’IMU, in quanto istituita e disciplinata con legge dello Stato, è un tributo erariale, seppur “derivato” in ragione della devoluzione del gettito, sicché la sua disciplina ricade nella materia ‘ordinamento tributario dello Stato’, che l’art. 117, comma 2, lett. e), Cost. riserva alla competenza legislativa statale, anche per quanto attiene alla normativa di dettaglio. Ciò vale altresì per il relativo regime agevolativo, che costituisce un’integrazione della disciplina del tributo.

Ne consegue che, poiché il gettito dell’IMU non è attribuito alla Regione autonoma Sardegna, non risulta integrato il presupposto della potestà di modulazione dell’imposizione previsto dall’art. 10 dello statuto speciale, onde l’inconfigurabilità della relativa violazione e del preteso vulnus all’autonomia finanziaria regionale.

Corte Costituzionale, 02/02/2018, n.17

Enti pubblici non commerciali: totale esenzione dal pagamento dell’Imu

In materia di Imu, l’esenzione totale dal pagamento della suddetta imposta, ex art. 7 del d. lgs. n. 504 del 1992, spetta a tutti gli enti pubblici non commerciali, il cui Statuto è stato adeguato, con apposita delibera assembleare, come nel caso di specie, ai criteri della “ricettività” del settore dell’edilizia sociale, indicati dal decreto ministeriale n. 200 del 19 novembre 2012.

Pertanto, in caso di pagamento anticipato dell’imposta, è prevista la condanna al rimborso di quanto versato al Comune che ha indebitamente percepito.

Comm. trib. reg. Torino, (Piemonte) sez. VII, 14/11/2017, n.1617

Ente ecclesiastico civilmente riconosciuto

Il diritto all’esenzione dal pagamento dell’imposta sugli immobili, ex art. 7 del d. lgs. n. 504 del 1992, si ha con riferimento all’immobile dell’ente ecclesiastico civilmente riconosciuto che svolga al proprio interno attività di scuola primaria, dove i corrispettivi versati per il servizio da parte degli studenti siano parecchio inferiori alla spesa annua per studente come individuato ai fini IMU.

Comm. trib. prov.le Milano sez. XII, 07/02/2017, n.1091

Fondo immobili pubblici: c’è l’esenzione Imu?

Gli immobili conferiti dallo Stato al FIP – Fondo immobili pubblici, gestito da SGR ai sensi dell’art. 4 D.L. n. 351/2001 non godono di alcuna esenzione ai fini Ici e Imu, nonostante siano occupati ed utilizzati da Enti pubblici o Agenzie dello Stato.

Comm. trib. prov.le Brescia sez. V, 26/09/2016, n.667

Abitazione principale: esenzione Imu

L’esenzione dall’imposta dovuta a titolo di Imu e Tasi è prevista nel caso in cui il contribuente dimostri che di fatto l’immobile, eletto come abitazione principale, rappresenti la sua dimora abituale.

Comm. trib. prov.le Brescia sez. II, 14/07/2016, n.605

Politiche abitative e di finanza locale

È manifestamente inammissibile la q.l.c., sollevata, in riferimento agli art. 3, 24 e 97, comma 1, cost., dell’art. 13, comma 14 bis, d.l. 6 dicembre 2011 n. 201 (Disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici), conv., con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, l. 22 dicembre 2011 n. 214, e dell’art. 2, comma 5 ter, d.l. 31 agosto 2013 n. 102 (Disposizioni urgenti in materia di IMU, di altra fiscalità immobiliare, di sostegno alle politiche abitative e di finanza locale, nonché di cassa integrazione guadagni e di trattamenti pensionistici) conv., con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, l. 28 ottobre 2013 n. 124.

Corte Costituzionale, 18/06/2015, n.115

Abitazione principale e Imu

La norma istitutiva dell’imposta municipale propria (i.m.u.) (d.lg. 14 marzo 2011 n. 23) e quella che ne ha anticipato l’introduzione (art. 13 del d.l. 6 dicembre 2011 n. 201), hanno previsto per l’abitazione principale un regime di favore, caratterizzato nella prima nell’esenzione dell’imposta e nella seconda nell’applicazione di un’aliquota ridotta (del 4 per mille) e di una detrazione d’imposta (di 200 euro ad alloggio), intendendosi per “abitazione principale” l’immobile iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente” nozione questa che l’interprete non può estendere per comprendervi gli immobili che non siano l’unica unità immobiliare nella quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente.

Pertanto, atteso che proprietario degli immobili ERP regolarmente assegnati e soggetto passivo dell’imposta è l’ente di edilizia residenziale pubblica (ATER), mentre il rapporto che lega tale ente all’assegnatario dell’alloggio non è di concessione, ma di tipo locativo, gli alloggi di ERP non rientrano nella detta nozione di abitazione principale ragion per cui l’ente proprietario (ATER) è tenuto al pagamento dell’IMU in quanto tali immobili locati non rientrano tra quelli esenti di cui all’art. 9 comma 8 d.lg. n. 23 del 2011.

TAR Pescara, (Abruzzo) sez. I, 13/08/2013, n.434

Natura non commerciale di un’attività

Ai fini dell’applicazione dell’esenzione dall’imposta municipale propria per gli enti non commerciali, le previsioni regolamentari dirette a definire i requisiti, generali e di settore, per qualificare le diverse attività come svolte con modalità non commerciali, mirando a delimitare, o comunque a dare una interpretazione, in ordine al carattere non commerciale di determinate attività, esulano dall’oggetto del potere regolamentare attribuito all’Amministrazione e risultano formulate in assenza di criteri o altre indicazione normative atte a specificare la natura non commerciale di una attività.

Consiglio di Stato atti norm., 04/10/2012, n.7658



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