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Esenzione Imu: ultime sentenze

20 Maggio 2021
Esenzione Imu: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: imposta comunale sugli immobili; esenzione Imu; abitazione principale; immobili rurali; attività economica e attività non commerciale.

Chi può beneficare dell’esenzione Imu? Il contribuente deve dimostrare che l’immobile rappresenta la sua dimora abituale.

Esenzione Imu: requisiti

In tema d’imposta comunale sugli immobili, ai fini della spettanza della detrazione prevista, per le abitazioni principali -per tale intendendosi, salvo prova contraria, quella di residenza anagrafica -, dall’art.8 del D. Lgs. n.504 del 1992, come modificato dall’art.1, comma 173, lett.b), L. n.296 del 2006, con decorrenza dall’1 gennaio 2007, occorre che il contribuente provi che l’abitazione costituisce dimora abituale non solo propria, ma anche dei suoi familiari, non potendo sorgere il diritto alla detrazione ove tale requisito sia riscontrabile solo per il medesimo. Sicché la detrazione deve essere esclusa se l’immobile costituisce dimora abituale del marito e non della moglie.

Comm. trib. reg. Campobasso, (Molise) sez. I, 22/01/2021, n.80

Come usufruire dell’esenzione Imu?

In tema di I.M.U., per poter usufruire dell’esenzione il comma 5 -bis dello stesso art.2, introdotto in sede di conversione, stabilisce che il contribuente deve presentare, a pena di decadenza, entro il termine ordinario per la presentazione delle dichiarazioni di variazione relative all’I.M.U., una propria dichiarazione, tramite modello ministeriale con la quale attesta il possesso dei requisiti ed indicando gli identificativi catastali degli immobili per i quali si richiede il beneficio dell’esenzione.

Comm. trib. reg. Campobasso, (Molise) sez. II, 20/01/2021, n.73

Le agevolazioni per l’abitazione principale

L’esenzione dall’IMU e correlata TASI si applica per l’abitazione principale e relative pertinenze, dove per abitazione principale si intende l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente. Qualora i componenti del nucleo familiare abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi siti nel territorio comunale, le agevolazioni per IMU e TASI si applicano per un solo immobile, è necessario decidere qual è l’immobile ‘abitazione principale’.

Comm. trib. reg., (Lazio) sez. II, 19/01/2021, n.242

Qual è l’abitazione principale ai fini Imu?

Ai sensi dell’art.13, comma 2, del D.L. n.201 del 2011 per abitazione principale si intende l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore ed il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente, ciò comporta la necessità, al fine dell’esenzione I.M.U., che in riferimento alla stessa unità immobiliare tanto il possessore, quanto il suo nucleo familiare, non solo vi dimorino stabilmente, ma vi risiedano anche anagraficamente.

Comm. trib. reg. Roma, (Lazio) sez. II, 14/01/2021, n.152

Ulteriori chiarimenti del giudice di legittimità

In tema di IMU, l’esenzione prevista per la casa principale dall’art. 13, comma 2, del d.l. n. 201/2011, conv. dalla l. n. 214/2011, richiede non soltanto che il possessore e il suo nucleo familiare dimorino stabilmente in tale immobile, ma altresì che vi risiedano anagraficamente.

Cassazione civile sez. VI, 15/12/2020, n.28534

Imposta comunale sugli immobili

E’ impugnabile il provvedimento di rigetto relativo all’istanza di interpello rivolta al Comune in ordine all’esenzione in materia di imposta comunale sugli immobili (I.M.U. e T.A.S.I.), in quanto trattasi di un atto avente natura provvedimentale che non si limita a dare riscontro a un mero quesito ma si concreta in un vero e proprio diniego di agevolazione che ben può essere oggetto di cognizione in sede giurisdizionale.

Comm. trib. reg. Venezia, (Veneto) sez. III, 19/02/2019, n.88

Esenzione dall’Imu agricola

Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 1, commi 3, 4 e 5, d.l. 24 gennaio 2015, n. 4, censurato, per violazione degli artt. 7, 8 e 10 dello Statuto speciale per la Sardegna e 117 e 119 Cost., nella parte in cui estende anche all’anno d’imposta 2014 l’esenzione dall’IMU agricola per i terreni ubicati nei comuni classificati totalmente montani o parzialmente montani, ove posseduti e condotti da coltivatori diretti e da imprenditori agricoli professionali, nell’elenco dei comuni italiani predisposto dall’Istat, prevedendo che l’IMU non è comunque dovuta se i terreni che risultano imponibili ai sensi del nuovo regime erano, invece, esenti in virtù del pregresso nonché disponendo la proroga al 10 febbraio 2015 del termine per il versamento da parte dei contribuenti dell’imposta dovuta per il 2014 secondo i criteri fissati nei commi precedenti.

L’IMU, in quanto istituita e disciplinata con legge dello Stato, è un tributo erariale, seppur “derivato” in ragione della devoluzione del gettito, sicché la sua disciplina ricade nella materia ‘ordinamento tributario dello Stato’, che l’art. 117, comma 2, lett. e), Cost. riserva alla competenza legislativa statale, anche per quanto attiene alla normativa di dettaglio. Ciò vale altresì per il relativo regime agevolativo, che costituisce un’integrazione della disciplina del tributo.

Ne consegue che, poiché il gettito dell’IMU non è attribuito alla Regione autonoma Sardegna, non risulta integrato il presupposto della potestà di modulazione dell’imposizione previsto dall’art. 10 dello statuto speciale, onde l’inconfigurabilità della relativa violazione e del preteso vulnus all’autonomia finanziaria regionale.

Corte Costituzionale, 02/02/2018, n.17

Enti pubblici non commerciali: totale esenzione dal pagamento dell’Imu

In materia di Imu, l’esenzione totale dal pagamento della suddetta imposta, ex art. 7 del d. lgs. n. 504 del 1992, spetta a tutti gli enti pubblici non commerciali, il cui Statuto è stato adeguato, con apposita delibera assembleare, come nel caso di specie, ai criteri della “ricettività” del settore dell’edilizia sociale, indicati dal decreto ministeriale n. 200 del 19 novembre 2012.

Pertanto, in caso di pagamento anticipato dell’imposta, è prevista la condanna al rimborso di quanto versato al Comune che ha indebitamente percepito.

Comm. trib. reg. Torino, (Piemonte) sez. VII, 14/11/2017, n.1617

Ente ecclesiastico civilmente riconosciuto

Il diritto all’esenzione dal pagamento dell’imposta sugli immobili, ex art. 7 del d. lgs. n. 504 del 1992, si ha con riferimento all’immobile dell’ente ecclesiastico civilmente riconosciuto che svolga al proprio interno attività di scuola primaria, dove i corrispettivi versati per il servizio da parte degli studenti siano parecchio inferiori alla spesa annua per studente come individuato ai fini IMU.

Comm. trib. prov.le Milano sez. XII, 07/02/2017, n.1091

Fondo immobili pubblici: c’è l’esenzione Imu?

Gli immobili conferiti dallo Stato al FIP – Fondo immobili pubblici, gestito da SGR ai sensi dell’art. 4 D.L. n. 351/2001 non godono di alcuna esenzione ai fini Ici e Imu, nonostante siano occupati ed utilizzati da Enti pubblici o Agenzie dello Stato.

Comm. trib. prov.le Brescia sez. V, 26/09/2016, n.667

Abitazione principale: esenzione Imu

L’esenzione dall’imposta dovuta a titolo di Imu e Tasi è prevista nel caso in cui il contribuente dimostri che di fatto l’immobile, eletto come abitazione principale, rappresenti la sua dimora abituale.

Comm. trib. prov.le Brescia sez. II, 14/07/2016, n.605

Politiche abitative e di finanza locale

È manifestamente inammissibile la q.l.c., sollevata, in riferimento agli art. 3, 24 e 97, comma 1, cost., dell’art. 13, comma 14 bis, d.l. 6 dicembre 2011 n. 201 (Disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici), conv., con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, l. 22 dicembre 2011 n. 214, e dell’art. 2, comma 5 ter, d.l. 31 agosto 2013 n. 102 (Disposizioni urgenti in materia di IMU, di altra fiscalità immobiliare, di sostegno alle politiche abitative e di finanza locale, nonché di cassa integrazione guadagni e di trattamenti pensionistici) conv., con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, l. 28 ottobre 2013 n. 124.

Corte Costituzionale, 18/06/2015, n.115

Abitazione principale e Imu

La norma istitutiva dell’imposta municipale propria (i.m.u.) (d.lg. 14 marzo 2011 n. 23) e quella che ne ha anticipato l’introduzione (art. 13 del d.l. 6 dicembre 2011 n. 201), hanno previsto per l’abitazione principale un regime di favore, caratterizzato nella prima nell’esenzione dell’imposta e nella seconda nell’applicazione di un’aliquota ridotta (del 4 per mille) e di una detrazione d’imposta (di 200 euro ad alloggio), intendendosi per “abitazione principale” l’immobile iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente” nozione questa che l’interprete non può estendere per comprendervi gli immobili che non siano l’unica unità immobiliare nella quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente.

Pertanto, atteso che proprietario degli immobili ERP regolarmente assegnati e soggetto passivo dell’imposta è l’ente di edilizia residenziale pubblica (ATER), mentre il rapporto che lega tale ente all’assegnatario dell’alloggio non è di concessione, ma di tipo locativo, gli alloggi di ERP non rientrano nella detta nozione di abitazione principale ragion per cui l’ente proprietario (ATER) è tenuto al pagamento dell’IMU in quanto tali immobili locati non rientrano tra quelli esenti di cui all’art. 9 comma 8 d.lg. n. 23 del 2011.

TAR Pescara, (Abruzzo) sez. I, 13/08/2013, n.434

Natura non commerciale di un’attività

Ai fini dell’applicazione dell’esenzione dall’imposta municipale propria per gli enti non commerciali, le previsioni regolamentari dirette a definire i requisiti, generali e di settore, per qualificare le diverse attività come svolte con modalità non commerciali, mirando a delimitare, o comunque a dare una interpretazione, in ordine al carattere non commerciale di determinate attività, esulano dall’oggetto del potere regolamentare attribuito all’Amministrazione e risultano formulate in assenza di criteri o altre indicazione normative atte a specificare la natura non commerciale di una attività.

Consiglio di Stato atti norm., 04/10/2012, n.7658



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