Flat tax: abolite detrazioni e bonus

29 Maggio 2019 | Autore:
Flat tax: abolite detrazioni e bonus

Addio agli sgravi fiscali: la nuova tassazione con aliquota d’imposta unica cancella i bonus e la possibilità di scaricare le spese.

La nuova Flat tax, cioè la “tassa piatta”, che non sarà progressiva come l’Irpef, ma con un’aliquota d’imposta unica, sarà più conveniente per i cittadini? Che cosa ci aspetta dal prossimo anno fiscale?

Al momento non ci sono notizie certe in merito, in quanto il provvedimento che si vorrebbe adottare non è ancora legge. In base a quanto descritto nel Def (documento di economia e finanza), però, emergono chiaramente quelle che saranno le caratteristiche distintive della nuova tassazione.

In particolare, dal documento emerge la volontà di applicare un’aliquota d’imposta unica, che sarà del 15% per i redditi più bassi, e del 20% sui redditi più elevati. Un sistema molto lontano, dunque, da quello dell’attuale Irpef (l’imposta sul reddito delle persone fisiche), che prevede diverse aliquote, dal 23% al 43%, a seconda delle fasce di reddito.

Da una prima analisi, dunque, l’imposizione fiscale, col nuovo sistema dell’aliquota unica al 15% o al 20%, sembrerebbe molto più leggera. C’è, però, un aspetto tutt’altro che trascurabile: il Governo vorrebbe, assieme alla Flat tax, abolite detrazioni e bonus.

In sostanza, si vorrebbe cancellare l’attuale sistema degli sgravi fiscali, ossia eliminare deduzioni, detrazioni e bonus, a partire dal bonus Renzi da 80 euro. Ricordiamo che le deduzioni consentono di sottrarre un importo dal reddito, in modo che l’interessato possa beneficiare di un imponibile più basso; le detrazioni consentono di sottrarre un importo direttamente dalle imposte, abbassando quindi il saldo delle tasse da pagare; bonus e crediti d’imposta hanno un funzionamento simile alle detrazioni, in quanto abbassano, ugualmente, l’imposta.

Grazie a questo sistema, la tassazione Irpef risulta, in concreto, molto più leggera rispetto all’imposizione modulata puramente sulle aliquote da applicare alle fasce di reddito. La generalità dei contribuenti, difatti, beneficia di deduzioni (ad esempio, per il versamento dei contributi previdenziali), detrazioni (per familiari a carico, per reddito di lavoro o di pensione, per spese mediche, scolastiche…) e bonus: toglierli, anche in cambio di un’aliquota d’imposta più bassa, probabilmente si tradurrebbe in uno svantaggio per molti cittadini. In base a quanto reso noto nel Def, sarebbero previste agevolazioni solo per famiglie numerose e per le famiglie con disabili.

Ma procediamo per ordine e cerchiamo di capire, dopo aver fatto il punto sull’attuale tassazione, che cosa potrebbe cambiare con l’abolizione di deduzioni, detrazioni e bonus.

Come funziona l’Irpef?

L’Irpef, l’imposta sul reddito delle persone fisiche, non è calcolata applicando un’aliquota unica a tutto il reddito, ma è modulata sulla base di aliquote e scaglioni:

  • sino a 15.000 euro di reddito, l’imposta è pari al 23%;
  • da 15.0001 a 28.000 euro, la tassazione ammonta al 27%;
  • da 28.001 a 55.000 euro, l’imposta è pari al 38%;
  • da 55.001 a 75.000 euro, si applica il 41%;
  • da 75.001 euro in poi, l’aliquota da applicare è il 43%.

In pratica, se lavoratore guadagna 25mila euro l’anno, dedotti i contributi, deve corrispondere allo Stato il 23% sui primi 15mila euro di reddito, pari a 3.450 euro, ed il 27% sui restanti 10mila euro, pari a 2.700 euro, per un totale Irpef di 6.150 euro.

L’imposta così calcolata, però, è solo l’Irpef lorda, sulla quale si devono applicare bonus e detrazioni. Per la produzione di redditi di lavoro dipendente, ad esempio, si può beneficiare di una detrazione che può arrivare ad abbassare l’imposta di 1.880 euro.

Quali sono deduzioni, bonus e detrazioni?

Le deduzioni, le detrazioni, i bonus ed i crediti d’imposta attualmente applicabili sono molto numerosi: si va dalla deduzione per il versamento dei contributi previdenziali alle detrazioni per la produzione di reddito di lavoro o di pensione, dalla detrazione per i familiari a carico al bonus Renzi, dalla detrazione per le spese mediche a quella per il pagamento dell’affitto o del mutuo…

Le principali detrazioni e deduzioni, assieme ai bonus ed ai crediti d’imposta, sono elencate qui: Che cosa si può scaricare dal 730?

Che cosa cambia con la riforma fiscale?

In base a quanto esposto nel Def, oltre alla Flat tax con aliquota unica è prevista espressamente una riforma di tutte le agevolazioni fiscali.

In particolare, nel documento è chiarito che nei prossimi anni ci sarà la graduale estensione del regime di imposta sulle persone fisiche a due aliquote, del 15% e del 20%, a partire dei redditi più bassi.

L’intervento si sosterrà grazie alla crescita dell’economia, favorita dal taglio delle aliquote d’imposta, che determinerà l’aumento del gettito fiscale. Tuttavia, per ridurre l’indebitamento sarà anche necessario compiere un paziente lavoro di revisione della spesa corrente dell’amministrazione pubblica e delle agevolazioni fiscali: questo lavoro porterà a un primo pacchetto di misure già nella legge di bilancio per il 2020.

In sostanza, la Flat tax sarà coperta da una riduzione delle spese fiscali: saranno però salvaguardate le agevolazioni a sostegno della famiglia e delle persone con disabilità.

Le iniziative future verteranno prioritariamente sul riordino dei sussidi per la natalità e la genitorialità, sulla promozione del welfare familiare ed aziendale e sul miglioramento del sistema scolastico, del sistema sanitario e delle relative infrastrutture.

Al posto di bonus e detrazioni fiscali, in base a quanto reso noto, dovrebbe essere istituita una deduzione fissa pari a 3mila euro per ogni componente del nucleo familiare, applicata sino ai 35mila di reddito annuo del nucleo. Dai 35 ai 50mila euro, la deduzione spetterebbe solo per i familiari a carico. Sopra i 50mila euro non spetterebbe alcuna deduzione. Dovrebbero poi essere previste specifiche agevolazioni per i disabili e per le famiglie con bambini.

La flat tax conviene?

Ma l’applicazione di un’aliquota unica, con un’eventuale sola deduzione sul reddito imponibile, conviene? La convenienza varia a seconda della situazione in cui si trova il contribuente:

  • un contribuente con un reddito elevato, senza familiari a carico, che non ha sostenuto spese significative (mediche, per la casa, per l’istruzione…), sicuramente trae dalla nuova tassazione un grande vantaggio; la situazione sarà abbastanza favorevole anche per chi ha un reddito medio-alto, che ricada nella fascia di tassazione del 38%;
  • al contrario, chi ha un reddito medio-basso, con familiari a carico (ad esempio, una persona che guadagna 20mila euro annui, con coniuge e due figli a carico), con la nuova flat tax perderebbe nettamente, salvo l’applicazione delle deduzioni per carichi familiari; perderebbe comunque chi sostiene, in presenza di un reddito non elevato, spese detraibili, quali spese mediche, scolastiche, o di ristrutturazione dell’abitazione: in base a quanto reso noto sinora, difatti, la prevista deduzione unica non compenserebbe assolutamente la cancellazione di bonus, deduzioni e detrazioni.

Il contribuente con reddito non elevato, familiari a carico o spese detraibili significative, difatti, con l’attuale sistema beneficia di una tassazione piuttosto leggera o pari a zero, grazie alle numerose detrazioni. Con la Flat tax, invece, le spese non avrebbero alcuna rilevanza, ed i carichi familiari avrebbero un impatto limitato.

La Flat tax esiste già, per chi ha la partita Iva. Per approfondire e capire meglio come funziona: Flat tax 2019, che cosa cambia.

Flat tax: a chi non conviene

Facciamo un esempio per capire per chi può essere conveniente la nuova aliquota unica e per chi non lo è.

Mario, lavoratore dipendente, ha un reddito annuo imponibile Irpef pari a 25mila euro; ha moglie e due figli a carico, ha sostenuto 500 euro di spese mediche, ha pagato 3mila euro di interessi per il mutuo; ha pagato 40mila euro per la ristrutturazione della casa, quindi può detrarre dall’imposta, ogni anno, 2mila euro (40mila per 50%, da ripartire in 10 anni).

Mario, contando anche le addizionali regionali e comunali generiche, ha una tassazione di 2.718,13 euro annui, sottraendo dall’imposta lorda le detrazioni per la produzione di reddito di lavoro dipendente e per i familiari a carico. Dall’imposta vanno ulteriormente sottratte le spese mediche (il 19% di 500-129,11, cioè 70,47 euro), le spese per il mutuo (il 19% di 3mila, ossia 570 euro), e i 2mila euro per la ristrutturazione. Risultato? L’imposta annuale, per Mario, è praticamente azzerata: restano da pagare 77,66 euro.

Con la flat tax, senza applicare nessuna deduzione o detrazione, Mario avrebbe invece pagato il 15% di 25mila, cioè 3.750 euro. Probabilmente, l’applicazione della deduzione a favore di chi ha carichi familiari (della quale non si conoscono ancora gli estremi), abbassando il reddito imponibile, avrebbe abbassato l’imposta. Ma di quanto? Sicuramente di poco, considerando che la deduzione massima, pari a 3mila euro, dovrebbe essere applicata solo alle famiglie numerose e con disabili. Consideriamo poi che si tratta di una deduzione, quindi di un importo che abbassa il reddito imponibile, non direttamente l’imposta.

Anche nel caso in cui sia applicata la deduzione massima pari a 3 mila euro, il reddito imponibile di Mario sarebbe pari a 22mila euro anzichè a 25mila euro. Con una flat tax pari a 3.300 euro. Certamente superiore a 77,66 euro.

La valutazione cambierebbe, però, se si applicasse la nuova previsione in materia di deduzioni, pari a 3mila euro per ogni componente del nucleo familiare: in questo caso Mario avrebbe diritto a 12mila euro di deduzione sul reddito (3mila euro per 4 componenti della famiglia), con un imponibile pari a 13mila euro: pagherebbe dunque 1.950 euro di tasse. Il totale sarebbe sempre nettamente superiore a 77,66 euro, ma comunque inferiore a 3.750 euro.

Flat tax: a chi conviene

Ipotizziamo che Giulio, con gli stessi carichi di famiglia e le stesse spese di Mario, abbia un reddito pari a 45mila euro.

Giulio, contando anche le addizionali regionali e comunali generiche, ha una tassazione di 12.424,86 euro annui, sottraendo dall’imposta lorda le detrazioni per la produzione di reddito di lavoro dipendente e per i familiari a carico. Dall’imposta vanno ulteriormente sottratte le spese mediche (il 19% di 500-129,11, cioè 70,47 euro), le spese per il mutuo (il 19% di 3mila, ossia 570 euro), e i 2mila euro per la ristrutturazione. Risultato? L’imposta annuale, per Giulio, è consistente: deve pagare 9.784,39 euro.

Con la flat tax, senza applicare nessuna detrazione, Giulio avrebbe invece pagato il 15% di 45mila, cioè 6.750 euro. Tirando le somme, Giulio, con la flat tax, guadagnerebbe 3mila euro annui, mentre Mario ne perderebbe 3mila. Il nuovo sistema conviene dunque a chi ha redditi medio-alti.

Applicando, poi, una deduzione di 3mila euro per ogni familiare, Giulio pagherebbe ancora di meno: dovrebbe infatti corrispondere il 15% su 33mila euro (45mila meno 12mila euro di deduzioni), ossia solo 4.950 euro: circa la metà di quanto paga attualmente, pur fruendo di deduzioni e detrazioni.

Per effettuare delle valutazioni corrette, bisogna però attendere che la flat tax diventi legge: le proposte formulate, non essendo ben definite, potrebbero variare significativamente.



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11 Commenti

  1. Articolo poco informativo. Da lavoratore statale dipendente, con una tassazione al 38%, garantisco la totale inefficienza delle deduzioni e agevolazioni fiscali, ad esempio: coniuge a carico, detrazione di 50 euro dalla tassazione, assegno figlio a carico, euro 44, nessun bonus 80 euro spettante per lo scrivente, IRPEF mensile media pari a circa 600 euro di trattenute , oltre a 60/70 euro di aliquota regionale.Inoltre, il 730 prevede solo il 20% di rimborso, di quanto scaricato ,quindi anche per interessi passivi del mutuo superiori ad una certa soglia, il tetto Massimo di rimborso viene fissato a circa 2.500 euro, significando che per interessi maggiori pagati(e nei primi anni siamo a cifre nettamente superiori), il calcolo avviene prendendo in considerazione il target fissato in alto. Con la Flat tax , recuperando all’ incirca ,250/300. Euro mensili sullo stipendio , andremo a + 3600,00 euro netti annuali .Effettuando una semplice differenza , tra questo importo e le eventuali agevolazioni non più disponibili, L’ utente avrebbe comunque una plusvalenza da queste operazioni, quindi per il ceto medio, la Flat tax conviene sempre.

    1. Salve, preciso che nel 730 e nel modello Redditi, per la maggior parte delle detrazioni, è prevista la possibilità di scaricare dall’Irpef il 19% e non il 20% del costo sostenuto. Poi, come descritto nell’articolo, la convenienza dipende sia dall’ammontare del reddito, che dalla situazione familiare, che dall’entità delle spese del dichiarante e dei familiari a carico (relativamente alle ipotesi in cui sia possibile scaricare le spese sostenute per i familiari a carico). Non è possibile ovviamente fare una valutazione unica, ma la convenienza varia a seconda della specifica situazione. A mio avviso, cancellare deduzioni e detrazioni finirebbe comunque per discriminare chi sostiene maggiori costi e non ha un reddito alto. Mi permetto comunque di osservare che, con una tassazione al 38%, il Suo reddito si colloca nella fascia 28mila-55mila euro, che considererei una fascia medio-alta. Sicuramente per questa fascia di reddito, in assenza di spese importanti, la flat tax conviene, come peraltro descritto nell’articolo. Ma prendiamo come esempio un dipendente che percepisce 20mila euro, con moglie e due figli a carico: applicando le sole detrazioni per familiari a carico e reddito di lavoro dipendente, senza contare alcuna deduzione, né detrazioni per oneri e spese, arriviamo a un netto annuo percepito in busta paga di 19.257,16 euro, contando anche le addizionali regionali e comunali generiche. Il che significa un’imposta attuale annua pari a 742,84 euro. Applicando la flat tax al 15%, si avrebbe invece un’imposta pari a 3mila euro, in sostanza il quadruplo. Vero è che forse ci sarà una deduzione a favore delle famiglie, ma, in base a quanto reso noto sinora, sarà rivolta soprattutto alle famiglie numerose. Sarà applicata anche ai nuclei non numerosi? Questo non si può ancora sapere. Ed a quanto ammonterà? Si è detto che potrà arrivare sino a un massimo di 3mila euro annui, ma, essendo un’agevolazione focalizzata su nuclei numerosi o con disabili, probabilmente la deduzione massima sarà destinata solo a questi beneficiari. Trattandosi poi di una deduzione, e non di una detrazione, ad essere abbassato sarebbe il solo imponibile, poi, non l’imposta. Tirando le somme, la flat tax sicuramente non conviene a chi ha redditi bassi o medio-bassi con carichi di famiglia o spese ingenti. Prima di giudicare in modo definitivo e far calcoli, è comunque necessario attendere di vedere i nuovi provvedimenti nero su bianco.

      1. Brava Noemi,hai spiegato benissimo,visto che Salvini ha parlato di 30 mld per la flat tax,non sarebbe meglio fare una semplice divisione?cioè 30 mld :18mln(lav. Dip.)=1666€ per ognuno?così facendo il ceto mediobasso avrebbe un guadagno maggiore in % rispetto ai più ricchi.giusto?

  2. Non capisco, é obbligato il datore di lavoro a lasciare nel cedolino la quota di tassazione scontata? Questo è il punto….. Altrimenti si tramuta in un agevolazione solo per le imprese ed un disastro per i dipendenti.

    1. Normalmente la tassazione in busta paga tiene conto della detrazione per reddito di lavoro dipendente. Un domani, con la flat tax, si applicherà direttamente la tassazione in busta paga del 15% o del 20%, senza detrazioni, perché non esisteranno più detrazioni. Comunque, ripeto, è opportuno attendere il provvedimento definitivo: forse qualche agevolazione sarà salvata. Almeno per non danneggiare chi ha redditi bassi.

  3. In realtà ad essere abolite sarebbero le deduzioni (che sarebbero comunque compensate da deduzioni familiari in base al numero dei componenti del nucleo), e solo alcune detrazioni. Per di più quelle già concesse non potrebbero essere intaccate ed i contribuenti avrebbero libertà di scelta se adottare il nuovo regime fiscale o la Flat tax.
    Sostanzialmente assottigliare la differenza tra reddito lordo e netto è l’unica manovra per fare ripartire seriamente l’economia.
    Ovviamente con un’adeguata modifica della giustizia in termine di evasione.

    1. Se realmente si deciderà di strutturare l’intervento in questo modo, sarebbe perfetto. Nel DEF, però, non è specificato che solo alcune detrazioni saranno abolite, né è specificata la possibilità di optare tra regime Irpef attuale e flat tax. Prima di giudicare, comunque, è necessario attendere che le varie proposte diventino legge.

      1. Quindi io che sono lavoratrice senza famiglia e vivo sola e non arrivo a 16 mila l anno non avro’ benefici se non in un busta paga con l ‘eliminazione delle detrazioni?

  4. lasciare che ogni cittadino decida per sé se fare o non fare la dichiarazione con Flat tax o no mi sembra già un bel progresso nei confronti dello stesso cittadino

    1. Le rate di rimborso residue del bonus ristrutturazione decennale, aderendo alla flat tax, verranno mantenute o eliminate comunque?
      Grazie in anticipo per la risposta

  5. abolire le detrazioni e soprattutto i bonus edilizia e’ grave errore anche e soprattutto per la sacrosanta guerra all’evasione che è una bella piaga italiana. Con la flat tax espressa nei termini sopra descritti è certo che di questo si avvantaggeranno i professionisti ed artigiani evasori che non emetteranno più fattura:Grazie governo

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