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Permessi 104: può fruirne il nipote?

17 Gennaio 2018 | Autore:
Permessi 104: può fruirne il nipote?

Può il nipote fruire dei permessi legge 104 per assistere la nonna disabile? Vediamo tutte le regole  

La legge 104 è la legge che disciplina la condizione di disabilità in correlazione con il lavoro e con la vita quotidiana. Attraverso la legge 104 viene disciplinata dunque l’assistenza e l’integrazione sociale e vengono garantiti i diritti delle persone portatrici di handicap, sia direttamente, sia attraverso strumenti di welfare e di flessibilità destinati ai congiunti dei disabili.

La legge 104 è uno strumento molto conosciuto dai lavoratori sia del settore pubblico che di quello privato. Tuttavia si pongono di frequente dubbi in ordine alla sua applicazione. Ad esempio poniamo il caso di una signora gravemente malata ed avente diritto alle previsioni della legge 104 che abbia una sola figlia che vive lontano da lei. In questo caso può fruire dei permessi della legge 104 il nipote con lei residente? Per rispondere al quesito dobbiamo prima verificare chi sono i soggetti aventi diritto.

Permessi 104: chi sono gli aventi diritto?

I destinatari delle disposizioni della legge 104 sono le persone che presentano una minorazione fisica, psichica o sensoriale, sia essa “stabilizzata” o “progressiva”, che sia in grado di causare difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione. Come noto la legge 104 [1] prevede che la persona con disabilità grave possa essere assistita dal familiare che ne abbia i requisiti previsti dalla legge. In particolare hanno diritto a fruire dei permessi lavorativi:

  • i disabili con contratto individuale di lavoro dipendente;
  • i genitori lavoratori dipendenti;
  • il coniuge lavoratore dipendente, nonché il convivente unito civilmente;
  • i parenti o affini entro il secondo grado di lavoratori dipendenti, ossia zii, nipoti, bisnonni, bisnipoti nel caso in cui genitori o coniuge siano ultrasessantacinquenni o nel caso di mancanza, decesso o patologie invalidanti degli altri soggetti sopra individuati.

Una recente modifica alla legge 104 [2], ha ampliato il novero dei soggetti legittimati a fruire del permesso di tre giorni retribuiti estendo questa possibilità anche ai parenti o agli affini entro il terzo grado purché i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i sessantacinque anni di età oppure siano anche essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti. Per “mancanza” di uno dei familiari si intende qualunque situazione di assenza, naturale o giuridica, continuativa ed adeguatamente accertata dall’autorità giudiziaria o da altra pubblica autorità. Ne consegue che la possibilità di fruire dei permessi ai sensi della legge 104 è data anche al nipote, purché ricorrano le circostanze previste dalla legge.

Permessi 104: come funzionano?

I permessi retribuiti consistono in tre giorni di riposo al mese o, in alternativa, in riposi giornalieri di una o due ore. In presenza dei requisiti previsti dalla legge, il soggetto che intendesse fare richiesta dei permessi per prestare assistenza, potrà farla indipendentemente dalla presenza di altri soggetti, nel nucleo familiare, legittimati a prestare assistenza. Non è necessario acquisire alcuna dichiarazione di rinuncia da parte di eventuali altri familiari aventi diritto. Tuttavia è bene precisare che la legge [3] prevede espressamente che il diritto ad assistere il familiare con grave disabilità, non può essere riconosciuto a più di un lavoratore dipendente.

 


note

[1] all’art. 33

[2] introdotta con l. n. 183 del 04.11.2010.

[3] dall’art. 24 della legge 183/2010.

Autore immagine: Pixabay.com


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