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Lo sai che? L’avvocato non ha più diritto al compenso se sbaglia: obbligazione di risultato?

Lo sai che? Pubblicato il 23 aprile 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 23 aprile 2013

Una rivoluzionaria sentenza della Cassazione sembra stravolgere la natura dell’obbligazione dell’avvocato, trasformandola da obbligazione di mezzi a obbligazione di risultato.

L’avvocato ha diritto al compenso solo se garantisce al cliente una chance di vittoria; non ha invece diritto ad essere retribuito se l’attività da questi posta in essere si rivela, alla fine,  completamente inutile. A fornire questo principio, preoccupante per il mondo delle toghe, è la terza sezione civile della Cassazione in una recente e innovativa sentenza [1].

I giudici della Suprema Corte sembrano aver stravolto il tradizionale principio secondo cui quella dell’avvocato non è un’obbligazione di risultato [2], ma di mezzi. Sembra quindi tramontare l’orientamento secondo cui il legale ha sempre diritto all’onorario, anche se non può garantire un esito favorevole della controversia. La pronuncia in commento, infatti, ribalta questo filone e, nel caso analizzato, nega al professionista il compenso, considerato che l’attività da questi posta in essere si era dimostrata inutile agli interessi del cliente.

Il caso

I parenti di un uomo deceduto in un sinistro stradale avevano deciso di far causa all’assicurazione per ottenere l’indennizzo. Il loro legale, dopo aver notificato la citazione al responsabile del sinistro, aveva lasciato estinguere il sinistro per non aver anche notificato l’atto alla compagnia. Lo stesso professionista aveva poi dimenticato di proporre appello contro la decisione del giudice che aveva dichiarato l’estinzione della causa. Così gli eredi hanno agito contro l’avvocato per chiedere il risarcimento, attesa la completa inutilità della prestazione da questi svolta.

Nel dettaglio, la Cassazione ha affermato che la mancata impugnazione della decisione con cui era stata dichiarata l’estinzione della causa aveva reso di fatto inutile l’intero mandato conferito al professionista.

Secondo la Suprema Corte, dunque, l’attività del legale deve sempre rivolgersi ad avere una utilità per il proprio cliente.

note

[1] Cass. sent. n. 4781 del 26.02.2013.

[2] Si dicono “obbligazioni di risultato” quelle che si possono ritenere adempiute solo quando viene raggiunto il risultato promesso al cliente; solo in quel momento il professionista sarà liberato dall’obbligo della prestazione e avrà diritto a ottenere, se previsto, il compenso per l’attività svolta. Se, al contrario, non si riesce a raggiungere il risultato promesso, a nulla servirà far valere l’impegno profuso nello sforzo, poiché vi sarà sempre e comunque inadempimento.

[3] In questi casi, il professionista è tenuto solo a garantire la diligenza nell’adempimento della propria prestazione, a prescindere dal raggiungimento di un risultato.


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8 Commenti

  1. Ma quale stravolgimento! Le obbligazioni di risultato qui non c’entrano un bel nulla, c’è solo tanta negligenza da parte del procuratore. Ci mancherebbe altro che dopo quello che ha combinato voglia anche farsi pagare!
    L’avvocato deve adempiere al proprio incarico con scrupolo e diligenza, altrimenti diventa inadempiente e non ha diritto ad alcun compenso.
    Nulla di nuovo, dunque, tanto rumore per nulla.

  2. Credo sia giusto che l’avvocato venga sempre pagato ma, questi deve, se così si può dire, dimostrare di essersi guadagnato l’onorario richiesto assolvendo gli incarichi con responsabilità e mettendo in campo tutta la propria esperienza anche se alla fine, magari, il risultato non è quello sperato. Nel caso sopra citato, mi pare di capire che l’avvocato non si è dimostrato ne capace ne tanto meno responsabile. Ha lasciato che il procedimento precipitasse nell’oblio fino all’ estinzione della causa.

  3. Ma quando mai è esistito il principio secondo il quale l’avvocato va sempre pagato???
    Va pagato se adempie, diligentemente, al contratto professionale, ed un tanto a prescindere dalla oramai noiosa ed inutile distinzione tra obbligazioni di mezzi e di risultato.

  4. Direi che qui ci sarebbero gli estremio dell’ inadempimento del professionista e conseguentemente di un’azione di risarcimento danni, altro che pagargli il compenso… Effettivamente anche a me pare che non ci sia nulla di nuovo rispetto alla normativa ed ai principi consolidati.

  5. il problema è un altro ed è estremamente grave!
    E’ indubbio che vi sia una fiorente giurisprudenza supportata da una corrente dottrina politicizzata che vorrebbe trasformare l’obbligazione del professionista ,medico,avvocato o altro da obbligazione di mezzi in obbligazione di risultato!

  6. Onestamente la vedo come l’avv. Meneghello. Non penso che si possa negare il compenso al professionista solo per aver perso una causa per motivi non attinenti alla sua professionalità (tipico esempio di chi perde nel merito perche ha torto).
    Piuttosto la vedo come un giusto risarcimento per gli attori\eredi che hanno visto sfumare il loro diritto per colpa di una serie di gravi inadempienze da parte del difensore.

  7. ditemi come si può dire che l’avv. non può essere pagato se le cose volutamente le compone male per fare perdere??
    primo l’avv. chiede i soldi in anticipo
    secondo se sbaglia la causa e fa perdere di proposito chiede al cliente il resto delle somme con decreto ingiuntivo !! terzo se il cliente lo querela non trova avvocato che lo vuole difendere dicendo tutti che non possono perchè sono oberato di lavoro!!
    quarto se il cliente insisste e lo querela per avere giustizia spiegando naturalmente i fatti il PM archivia con decreto del GIP!! AMICI SIETE LONTANO MOLTO LONTANO dal comprendere come sono ln verità le cose balorde di molti avvocati CTU e MALAGIUSTIZIA SE SAPETE DI PIù AITATEMI A DIFENDERMI DA QUESITI IMBROGLIONI di cui io mi sono inciampato!!!

    il pubblico ministero ingiunzione

  8. Di avvocati imbroglioni ne esistono a bizzeffe.
    ES: Dopo 18 anni di comodato d’uso solo art.1803 di cui mai saputo prima cosa significava la proprietaria mi faceva pagare affitto in più mai ricevuto copia contratto.
    Per una discussione con la proprietaria e marito, mi sono visto arrivare a Marzo 2014 una A/R di sfratto.
    Sempre a Marzo mi sono rivolto ad un’ Avvocato facendogli presente la situazione dicendole inoltre che non mi è mai stata data copia del contratto comodato d’uso.
    Per farla breve l’ Avvocato mi disse che il comodato art.1803 è gratuito e quindi di non pagare più, riuscendo anche ad avere tramite l’ Avvocato della controparte copia del contratto comodato, risultato” mai stato registrato.”
    Premetto che il mio Avvocato non mi ha mai detto ne a voce ne per iscritto quanto veniva la sua parcella.
    Il mio Avvocato ha voluto tutte le prove: movimenti bancari dove si evince che ogni tre mesi ritiravo mille euro con modulo di sportello bancario e bollette intestate a me.
    Parole dell’ Avvocato: le prometto che le farò avere indietro parte dei soldi pagati in nero visto che abbiamo tutti i requisiti per citarli in giudizio.
    Il mio Avvocato manda una A/R al loro Avvocato dove dice che li avrebbe citati in giudizio andando anche contro la loro difesa.
    Tale lettera per conoscenza me la inviata anche a me per email.
    Non so come e perchè a Settembre 2014 si è ribaltato tutto, nel senso che mi ha proposto una SCRITTURA PRIVATA dove avrebbe inserito anche la frase: IN VIA VELATA INSERIRO’ IL DISCORSO DEI CANONI CORRISPOSTI IN QUESTI ANNI.
    Ho firmato questa SCRITTURA PRIVATA fidandomi del mio Avvocato, le ho chiesto copia di cui non voleva darmi. Alla fine a furia di insistere me la inviata per email.
    In poche parole la frase accennata da lei dei cannoni corrisposti non la inserita per niente, anzi andava tutto a favore della proprietaria perchè ha messo una frase dove dice che io non ho nulla da pretendere dalla Sig.ra……………………….
    Ho pagato la sua parcella di 400,00€ solo per prenderla nel c………
    dal mio Avvocato, ve ne rendete conto che professionisti esistono
    in questo settore?
    La mia deduzione è questa: alcuni Avvocati difensori ti vendono al miglior offerente. Credetemi mi dispiace solo che è una donna, se fosse stato un’ uomo gli avrei ribaltato tutto lo studio.
    Vorrei denunciarla, ma purtroppo tra di loro non si mozzicano, questa è l’ Italia evvivaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

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