Diritto e Fisco | Articoli

Quante volte è pignorabile la pensione?

7 Maggio 2019 | Autore:
Quante volte è pignorabile la pensione?

Che succede se più creditori pretendono una parte dell’assegno previdenziale? Quali sono i limiti per avviare l’azione esecutiva? Che cos’è il minimo vitale?

Se percepisci una pensione e hai un debito non pagato, sicuramente il creditore si attaccherà ad una parte del tuo assegno per garantirsi ciò che gli è dovuto. Ma se il creditore è più di uno, significa che la tua pensione diventa una torta da dividere a fette e che tu resterai a guardare come se la mangiano gli altri mentre a te rimangono le briciole? In altre parole: quante volte è pignorabile la pensione?

Per legge, se interviene un’azione esecutiva, cioè un pignoramento, sulla tua pensione, è attaccabile solo un quinto dell’assegno. Il 20% e niente di più. Il restante 80%, cioè gli altri quattro quindi, devono rimanere a te. In teoria. Perché se hai collezionato più di un debito, la percentuale può aumentare fino al 50%. Così c’è scritto sul Codice di procedura civile, in quel passaggio in cui recita che il pignoramento per il simultaneo concorso delle cause indicate non può estendersi oltre alla metà dell’ammontare delle somme predette [1]. Il che significa che non si può superare il 50% ma che si può arrivare a quella percentuale.

Tuttavia, e a differenza degli stipendi, per capire quante volte è pignorabile la pensione bisogna tenere conto del fatto che per sull’assegno dell’Inps deve essere detratto prima il cosiddetto «minimo vitale», come abbiamo spiegato rispondendo in questo articolo alla domanda di un nostro lettore sul calcolo del quinto pignorabile sulla pensione.

Entriamo, allora, nel merito della questione sulla base di queste premesse.

Pignoramento della pensione: quali tipi di debiti?

Non tutti i debiti sono uguali. E la classificazione che ne fa la legge è fondamentale per capire quante volte è pignorabile la pensione e fino a quale percentuale si può arrivare quando i creditori sono più di uno.

Esistono, sostanzialmente, tre tipi di debiti:

  • i debiti fiscali, cioè quelli contratti con l’Agenzia delle Entrate per tributi non versati alla Pubblica amministrazione (le tasse allo Stato, alla Regione, alla Provincia, al Comune di appartenenza);
  • i debiti alimentari, vale a dire quelli contratti per il mantenimento dell’ex moglie o dei figli in caso di separazione o di divorzio e quelli dovuti come «alimenti» ai familiari che vivono in condizioni di povertà e che non hanno la possibilità di procurarsi i mezzi per campare;
  • gli altri debiti che riguardano, ad esempio, la banca, i fornitori delle utenze (acqua, luce, gas, telefono), il proprietario della casa in cui si abita in affitto, la persona che ci ha prestato dei soldi, il fornitore che ci ha fatto arrivare un decreto ingiuntivo, ecc.

Perché è importante sottolineare queste differenze? Perché la legge dice che è possibile pignorare delle somme per crediti alimentari nella misura autorizzata dal giudice, mentre per tutti gli altri non si può superare il quinto della pensione. E, in ogni caso, l’azione esecutiva non può andare oltre il 50% complessivo.

Pignoramento della pensione: ci sono dei limiti?

Se vuoi sapere quante volte è pignorabile la pensione, la prima cosa a cui devi pensare è chi è il creditore che pretende una parte del tuo assegno. Può trattarsi di un privato a cui devi riconoscere un debito contratto, come la banca a cui non paghi il mutuo, il padrone di casa a cui non versi l’affitto da tempo, un commerciante con cui hai fatto un contratto per comprargli l’attività ma al quale non hai dato ciò che gli spetta, ecc. In questi casi, la legge dice che non ti si può togliere più del 20% della pensione, cioè più di un quinto. Questo è il limite al pignoramento.

Ma può succedere anche che il tuo creditore risponda ad una delle identità più temute dai debitori, e cioè l’Agenzia delle Entrate Riscossione, alias «il Fisco», a cui non hai versato qualche cartella esattoriale. Qui il discorso è più articolato perché i limiti variano a seconda dell’importo della tua pensione. Nello specifico:

  • se l’assegno è inferiore ai 2.500 euro mensili, non se ne può pignorare più di un decimo;
  • se l’importo è tra 2.500 e 5.000 euro, non se ne può pignorare più di un settimo;
  • se la pensione mensile supera i 5.000 euro, il limite del pignoramento sale ad un quinto, come nel caso dei creditori privati.

Pignoramento della pensione: come si calcola il quinto?

Ce lo dice di nuovo il Codice di procedura civile [2]: l’importo dovuto a titolo di pensione, di indennità che tengono luogo di pensione o di altri assegni di quiescenza non possono essere pignorate per una somma che corrisponda alla misura minima mensile dell’assegno sociale aumentato della metà.

Pignoramento della pensione: l’esempio del calcolo

Per avere le idee ancora più chiare, prendiamo in mano la calcolatrice e vediamo con un esempio il calcolo del quinto della pensione e quante volte può essere pignorabile.

Ipotizziamo, giusto per fare numeri tondi, un assegno di 4.000 euro al mese. Poiché la somma pignorabile non può essere superiore al 50%, la parte di assegno reclamabile dai creditori è 2.000 euro. Immaginiamo anche che i crediti alimentari che gravano sulla pensione ammontino a 1.500 euro (facciamo sempre numeri tondi. Ciò significa (e questo sarebbe un dato certo) che la rimanenza pignorabile è di 500 euro.

In sintesi:

  • 4.000 euro di pensione;
  • 2.000 euro di limite di pignoramento totale effettuabile;
  • 1.500 euro di crediti alimentari;
  • 500 euro di rimanenza pignorabile.

In questo caso, non va tenuto in considerazione il «minimo vitale» che abbiamo citato in precedenza. Si tratta della quota pari all’assegno sociale aumentata della sua metà che garantisce l’impignorabilità della pensione. Nell’esempio riportato, il minimo vitale si fermerebbe a 686,98 euro, cioè ad una cifra ben inferiore rispetto alla metà impignorabile pari a 2.000 euro.

Tutto ciò significa che detratti i debiti alimentari sulla metà della pensione pignorabile, eventuali pretese dei debitori si fermerebbero a 500 euro, a prescindere di quanto sia il quinto pignorabile.

Pignoramento della pensione: cambia in base ai creditori?

Forse ti starai chiedendo se, di fronte ad una richiesta di pignoramento della pensione da parte di più creditori, cambi qualcosa in base alla loro tipologia, cioè se sono creditori appartenenti alla stessa categoria o a diverse categorie.

Poniamo il caso che siano tutti della stessa categoria, quella che prima abbiamo trovato come «altri debiti». Bussano alla tua porta, ad esempio, l’azienda del gas, la banca e un fornitore che ti ha procurato la merce ma che non ha visto i tuoi soldi. Di fronte a queste richieste, è possibile pignorare la pensione fino ad un massimo di un quinto per volta. Che cosa significa? Che se l’azienda del gas chiede per prima di riavere i suoi soldi per le bollette non pagate, avrà diritto ad incassare un quinto dell’assegno. Ma se si aggiunge successivamente la banca per avere i soldi del mutuo non restituito, dovrà attendere che l’azienda del gas abbia avuto tutta la sua parte. Soltanto dopo, il quinto della pensione andrà alla banca e così via con il fornitore o con gli altri creditori.

Se, invece, ci sono due creditori appartenenti a categorie diverse (la banca ed il Fisco, ad esempio), è possibile pretendere in contemporanea il quinto della pensione. Rispettando, però, il limite di cui abbiamo parlato prima, cioè il 50% della pensione, e tenendo conto eventualmente del minimo vitale. Significa che la banca avrà il suo quinto, vale a dire il suo 20%, ed anche il Fisco otterrà il suo 20%. E siamo già al 40%. Un terzo creditore di una categoria diversa (come l’ex moglie che non ha avuto l’assegno di mantenimento) dovrà attendere che o la banca o il Fisco abbiano finito di incassare la loro parte.

Guarda il video


note

[1] Art. 545 cod. proc. pen.

[2] Art. 515 co. 7 cod. proc. pen.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube