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Come scegliere un diamante

7 Maggio 2019 | Autore: Jgor Soliani


Come scegliere un diamante

> Cultura e società Pubblicato il 7 Maggio 2019



Il valore e la bellezza dei diamanti: distinguere le pietre più belle del mondo comprendendo le loro principali caratteristiche; una guida alla scelta del gioiello.

La scelta di un diamante non è un’operazione del tutto semplice; dovresti essere in possesso di una serie di conoscenze specifiche onde evitare le truffe e acquistare un gioiello il più possibile adeguato alle tue esigenze. Vediamo come scegliere un diamante in base a quelle che sono le sue caratteristiche e di comprendere il significato del “metodo delle 4 c”, cioè carat, color, clarity e cut, importante per definire la qualità di ogni gemma; cerchiamo inoltre di capire come distinguere un diamante da uno zircone o da altri tipi di pietre preziose e di imparare cosa s’intende per inclusione. Studiamo qual è il gioiello più consone alle tue necessità, in base alla composizione, alla montatura e agli altri materiali da abbinare al tuo diamante preferito; prenderemo in considerazione ciò che intendi festeggiare, se un matrimonio, un fidanzamento o una qualsiasi ricorrenza. Infine, faremo un riferimento ai prezzi di mercato e alle loro differenze in base ai carati e al grado di purezza, in modo che tu comprenda qual è il reale valore di uno specifico diamante.

La scelta del diamante: il metodo delle 4 c

Per distinguere i diamanti e selezionare la loro qualità puoi adottare il “metodo delle 4 c”, che ti permette di effettuare una distinzione fra le varie pietre attraverso 4 parametri fondamentali, il cui nome comincia con la lettera “c” e precisamente: carat, cioè i carati; color, il colore; clarity, che contraddistingue il grado di purezza; cut, che identifica il tipo di taglio. Vediamo insieme di cosa si tratta:

  • il carato: consiste nel peso del diamante ed è l’equivalente di 0.2 grammi;  una gemma da un carato (a “taglio brillante”, vedremo dopo di cosa si tratta) ha un diametro di 6.4 mm, una pietra da due carati misura 8.1 mm, mente una pietra dal diametro da 4 carati misura 10.4 mm di diametro;
  • la purezza: puoi misurarla con una lente a 10 ingrandimenti e determina la quantità di inclusioni presenti all’interno di una gemma. Le inclusioni, o impurità, sono piccoli frammenti di altro materiale che non hanno nulla a che vedere con la struttura cristallina del diamante, il quale è composto unicamente da carbonio disposto in modo da formare una serie di tetraedri. Il diamante è considerato puro quando non contiene alcuna inclusione e assume così un valore più elevato. Per classificare i diamanti vengono usate delle sigle; grazie a questo sistema hai la possibilità di verificare con assoluta certezza cosa ti appresti ad acquistare. I gradi di purezza dei diamanti sono i seguenti: IF, Internally Flawless, cioè privo di inclusioni; VVS1 o VVS2, Very Very Small Inclusion; VS1 o VS2, Very Small Inclusion; S1 o S2, Small Inclusion; I1,I2 o I3, Inclusion. In quest’ultimo caso la presenza di inclusioni è visibile a occhio nudo. Per aiutarti maggiormente nella verifica di una pietra devi tenere presente che i diamanti puri non sono in commercio e sono per lo più oggetto di scambio per gli investitori. I diamanti della categoria “I” sono invece meno scintillanti, in particolar modo quelli della serie I3 che presentano più impurità al loro interno. In pratica, con un poco di esperienza puoi notare una netta differenza tra un buon diamante VS1 e una gemma I2 o I3;
  • il colore: la presenza di inclusioni all’interno del diamante conferisce alla gemma una specifica colorazione che varia dalla più “bianca” e trasparente tipica delle pietre più pure a quella più gialla o marrone; a tal proposito, le pietre più chiare e tendenti al bianco sono quelle di maggior valore. Il Gemological Institute of America ha stabilito un metodo di valutazione basato sulle lettere dell’alfabeto; si parte dalla “D”, che raggruppa diamanti dal colore “bianco eccezionale” e si arriva alla “Z”, che riunisce pietre di colore giallo chiaro. Le gemme più scure e tendenti al marrone che non possono far parte del gruppo “Z” vengono definite “fantasia”. Alcuni diamanti molto rari e per questo di grande valore possono presentare colorazioni particolari tendenti al rosso, al verde intenso e al blu;
  • il taglio: consiste nella lavorazione a cui viene sottoposto il diamante e non ha nulla a che vedere con la sua forma, che può essere rotonda, a goccia o rettangolare per fare un esempio. Per verificare il taglio di una pietra devi focalizzare l’attenzione sulla proporzione, sulla simmetria e sulla lucidatura. Una gemma che rispetta queste caratteristiche restituisce una lucentezza ottimale, in quanto rifrange i raggi luminosi direttamente verso il tuo sguardo e si manifesta in tutta la sua lucentezza. Il taglio viene valutato secondo i seguenti parametri: la brillantezza, cioè la luminosità; il fuoco o brio, che consiste nella scomposizione della luce in tutti i componenti spettrali; la scintillazione, equivalente al contrasto fra il bianco e il nero provocato dall’alternanza dei riflessi. A seguito dell’osservazione, viene espresso un giudizio che varia da Excellent a Poor, precisamente: ExcellentVery Good, Good, Fair e Poor. I tagli di tipo Fair e Poor disperdono quasi tutta la luce verso il basso e non sono più accettati.

La scelta del diamante: le differenze dallo zircone

Vediamo ora come non confondere un diamante con uno zircone, una gemma apparentemente simile ma dal valore decisamente più basso. Innanzitutto è necessario premetterti che il vero zircone naturale vale di più di quelli che vedi nelle gioiellerie o nei negozi di bijoux, in quanto questi ultimi sono sintetici e prodotti dall’uomo; lo zircone naturale è una pietra rara e i pochi esemplari in commercio hanno un valore elevato.

Il nostro scopo principale è quindi distinguere uno zircone sintetico da un vero diamante, specialmente se quest’ultimo non è di grande qualità e non ha una buona brillantezza. A tal proposito esistono dei test, fra i quali uno dei più semplici consiste nel seguente: disegna un pallino sopra un foglio e riponi su di esso la pietra con la parte piana centrata sul punto; verifica come si comporta la luce riflessa. Se la gemma ti lascia notare il pallino, sei di fronte a uno zircone; se invece il riflesso si disperde in modo uniforme fino a dissuadersi, stai osservando un diamante.

In ogni caso, dovresti sempre richiedere la certificazione, che specifica il grado di purezza, il colore e le altre peculiarità della pietra. In alternativa, puoi utilizzare una lente, specie se sei di fronte a un oggetto già indossato più volte e verificare se ci sono segni o scalfiture in superficie oppure se gli spigoli sono spuntati e poco affilati: il diamante è il minerale più duro che esiste in natura e non dovrebbe mai presentare segni di usura di alcun genere.

La scelta del diamante: alcune curiosità 

Avrai sentito parlare almeno una volta di “diamante a taglio brillante”; si tratta di una gemma che si presenta nella forma più classica conosciuta ed è caratterizzata da 57 sfaccettature, le quali conferiscono alla pietra delle proprietà ottiche eccezionali dal punto di vista dello scintillio, della riflessione della luce e della stessa brillantezza, da cui prende il nome.

Potresti aver sentito parlare anche di lucentezza adamantina; come dice il termine stesso, si tratta di una caratteristica tipica del diamante e contraddistingue i minerali “fortemente riflettenti” in natura. La lucentezza vitrea è invece tipica del vetro e viene definita “molto riflettente”; è un grado meno intensa rispetto alla lucentezza adamantina.

I diamanti e la scelta del gioiello

Ora che sei al corrente di tutte le caratteristiche principali della pietra preziosa più bella esistente al mondo, vediamo cosa devi valutare per scegliere il gioiello più consone alle tue esigenze.

Facciamo riferimento esclusivamente agli anelli, la soluzione di maggiore uso comune:

  • il Solitario: è il più adeguato al fidanzamento, in quanto simboleggia un solo e unico amore. Il solitario è indicato per sfoggiare pietre di grande valore ed eccezionale caratura;
  • l’Eternity: è caratterizzato da una linea continua di gemme e simboleggia un amore infinito; è l’ideale per gli anniversari di matrimonio. Generalmente, incorpora una serie di pietre molto piccole, incastonate l’una adiacente all’altra;
  • il Trilogy: consiste in un anello simile al Solitario e monta tre pietre al posto di una; può simboleggiare il presente , il passato e il futuro di una relazione. La sua composizione prevede l’uso di gemme più piccole rispetto a quelle adottate in un Solitario, ma non si tratta di una condizione essenziale;
  • il Trinity: è formato da tre bande di colore differente, in genere oro giallo, rosa e bianco; su quest’ultimo può montare una lunga serie di piccole pietre; simboleggia amore. amicizia e fedeltà.

Il valore commerciale dei diamanti

Il costo di un diamante è sensibile a tutte le caratteristiche elencate e ogni particolare contribuisce sensibilmente ad alzare o a diminuire il valore della pietra; il nostro scopo è comprendere in quale misura. Il primo aspetto che devi tenere in considerazione è che ogni diamante ha un prezzo stimato in base ai suoi carati; il secondo aspetto riguarda la quotazione,  che viene stimata sempre in dollari americani, in quanto i diamanti sono un riferimento del mercato internazionale al pari del petrolio e dell’oro. A tal proposito è stato preparato un listino prezzi, chiamato Rapaport (in onore a colui che ha inventato questo metodo di valutazione); si tratta di una serie di tabelle che fissano il peso di ogni gemma a un valore prestabilito, mettendolo in relazione con la sua purezza e il suo colore.

Supponiamo che tu possieda un diamante da un carato; il tuo compito consiste nel cercare la tabella che è associata alle pietre di questo peso; a questo punto, certificato di qualità alla mano, devi incrociare la riga che identifica il colore della tua gemma con la colonna che indica il suo grado di purezza e avrai una stima esatta del valore del tuo gioiello. Potrai notare facilmente qual è il grande valore che può avere un diamante da 3 o 4 carati, in quanto il peso contribuisce in modo esponenziale all’aumento del prezzo, fatto che è dovuto in parte alla rarità e alla bellezza delle pietre e in parte a un gioco speculativo che tiene conto della domanda e dell’offerta.


Di Jgor Soliani

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