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Le Guide Legato: quel che bisogna sapere per disporre di un bene nel testamento

Le Guide Pubblicato il 24 aprile 2013

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Tra i modi di trasmissione dell’eredità per mezzo di un testamento c’è anche il legato. Vediamo come funziona questa disposizione.

Attraverso un testamento, chiunque – purché maggiorenne e capace d’intendere e volere – può disporre della propria eredità. In particolare si può trasmettere la totalità dei beni, nominando eredi una o più persone o enti (che, in questo caso, erediteranno per percentuali), oppure si può lasciare beni o diritti determinati, attribuendoli direttamente a singoli beneficiari. Quest’ultima modalità di trasmissione della ricchezza si chiama legato.

A differenza della nomina di erede, che ha necessariamente a oggetto tutto il patrimonio o una frazione matematica dello stesso, con il legato si trasmettono a uno o più beneficiari dei beni specifici. Quindi, per fare un legato nel proprio testamento si devono sempre indicare il bene o il diritto che si vuole trasferire dopo la propria morte e il soggetto che ne acquisterà la proprietà.

Ad esempio:

– “Lego al mio fraterno amico Tizio la mia casa in viale Trastevere a Roma”.

– “Lego a mia sorella Caia l’anello di brillanti appartenuto sempre alla nostra famiglia”

– “Lego a mio nipote Filano la mia collezione di dischi di musica rock”

– “Lego a mia moglie Sempronia la somma di Euro 100.000”

Il soggetto beneficiario del legato acquista automaticamente, alla morte del disponente, i beni a lui lasciati. Pertanto a questa data egli diventa proprietario dei singoli beni o dei diritti attribuiti e non c’è quindi bisogno di esprimere una volontà di accettarli.

D’altro canto il legato non costituisce nemmeno una prigione: quindi è possibile, entro dieci anni dalla morte del disponente, rinunciare ai beni acquistati con una dichiarazione che dovrà avere forma scritta solo se il legato ha ad oggetto beni immobili o mobili registrati (auto, moto, navi e aerei).

Infine il beneficiario di un legato non risponde dei debiti ereditari del defunto. Egli infatti è chiamato ad adempiere agli obblighi e agli oneri eventualmente posti a suo carico dal disponente, ma solo entro i limiti di valore della cosa legata. Ad esempio, il beneficiario del legato di una somma di denaro al quale è stato imposto nel testamento l’obbligo di prendersi cura di una determinata persona sarà tenuto solo fino al valore della somma da lui ricevuta.

All’atto di redigere un testamento non si è obbligati a usare formule sacramentali. Per disporre un legato quindi si potrà scrivere tanto “lego a” quanto “lascio a”.

Attenzione però: fare un testamento contenente solo un legato avente a oggetto l’unico bene del patrimonio oppure fare soltanto dei legati per distribuire tutti i propri averi fra i beneficiari espone il testamento stesso a una possibile impugnazione volta ad accertare che non di legati si tratta, ma di nomine a erede. La conseguenza in quest’ultimo caso è che i beneficiari sono chiamati a rispondere anche dei debiti ereditari con tutto il loro patrimonio personale, non essendo più in tempo a quel punto per rinunciare all’eredità o per accettarla con beneficio d’inventario, meccanismo che consente di tenere separati i beni personali da quelli ereditari.

Si consiglia pertanto di utilizzare il legato unitamente alla nomina a erede di altro soggetto, specie se il patrimonio di cui si dispone è composto da pochi beni e vi sono molti debiti.


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