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Cosa succede se si investe una persona e muore

7 Giugno 2019 | Autore:
Cosa succede se si investe una persona e muore

Omicidio stradale: cos’è e quando si applica? Ogni sinistro stradale mortale è punito con la reclusione? Cosa succede se non ci si ferma a prestare soccorso?

Molti dei reati che accadono in Italia sono provocati da condotte imprudenti: pensa a colui che fa cadere inavvertitamente un oggetto dal balcone, colpendo un ignaro passante, oppure a chi fa un utilizzo improprio di un coltello o di un’arma da fuoco, attingendo involontariamente chi gli sta vicino. Dove però accadono più incidenti in assoluto, a volte anche letali, è la strada: purtroppo la guida di un veicolo è questione molto delicata, anche se spesso ci facciamo prendere dall’abitudine e ci inventiamo manovre spericolate. Per questa ragione, il codice penale punisce severamente i reati commessi alla guida. Ti sei mai chiesto cosa succede se si investe una persona e muore? In quale sanzione si incorre? C’è il rischio di finire in carcere? Cosa dice la legge a proposito? Se cerchi risposte a queste domande, prosegui nella lettura del presente articolo: vedremo che succede se si investe e uccide una persona.

Omicidio stradale: cos’è?

Se si investe una persona e questa muore, si rischia di incorrere nel grave reato di omicidio stradale. Secondo la legge, è punito con la reclusione da due a sette anni chi cagiona per colpa la morte di una persona con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale.

Le pene sono aumentate (reclusione da otto a dodici anni) nel caso di omicidio stradale causato da chi si è posto alla guida in stato di ebbrezza alcolica o di alterazione derivante dall’assunzione di stupefacenti. Altre aggravanti sono previste nel caso di particolari infrazioni al codice della strada (guida contromano, velocità pari o superiore al doppio di quella consentita, ecc.) [1].

Investire una persona: è sempre omicidio stradale se muore?

Abbiamo appena visto che il Codice penale punisce con la reclusione l’uccisione di una persona quando questo avvenimento è la conseguenza della trasgressione delle regole che disciplinano la circolazione stradale.

In poche parole, se fai una pericolosa inversione di marcia, imbocchi contromano una strada, effettui un sorpasso pericolo in curva, superi i limiti di velocità oppure non rispetti la precedenza, un semaforo o altra segnaletica e, a causa di questa violazione, investe ed uccidi una persona, incorri nel reato di omicidio stradale.

Tuttavia, non sempre investire una persona (e cagionarne la morte) fa scattare il delitto di cui stiamo parlando: ed infatti, nel caso in cui tu sia stato costretto a compiere la manovra che ha provocato l’uccisione della vittima al fine di evitare un altro grave incidente, oppure di salvare la tua vita, la tua condotta potrebbe essere giustificata. Ovviamente, si tratta di ipotesi assai rare.

Facciamo un esempio: se, mentre sei alla guida della tua vettura, un’altra auto ti sperona facendoti perdere il controllo della vettura, l’eventuale investimento e uccisione di un pedone non sarà a te imputabile, nemmeno a titolo di colpa. Lo stesso dicasi se sopraggiunge un evento assolutamente straordinario, tipo una calamità naturale (pensa ad una forte bufera) che devia il percorso della tua auto facendola impattare contro una persona.

Insomma, ogni volta che non è rimproverabile nemmeno a titolo di colpa l’investimento e l’uccisione di un individuo, allora non potrà parlarsi di omicidio stradale.

Quando investire una persona è omicidio?

L’omicidio stradale è un delitto di tipo colposo: significa che il reato si configura solamente se il fatto è commesso senza l’intenzione di fare del male. L’evento della morte deve essere non voluto, conseguenza della propria imprudenza, negligenza o imperizia.

Tutto ciò significa che se investi e uccidi volontariamente una persona, non ti si applicherà la norma che punisce l’omicidio stradale, bensì la più grave norma che sanzione l’omicidio, il quale è punito con la reclusione non inferiore nel minimo a ventuno anni [2].

In sintesi, perciò, la guida dell’autovettura non può essere il pretesto per uccidere una persona volontariamente ed ottenere, così, il più benevolo trattamento previsto per l’omicidio stradale.

Cosa succede se si investe una persona e poi si fugge via?

Ancora più gravi sono le conseguenze nel caso in cui, dopo aver investito e ucciso una persona, ci si dia alla fuga: secondo il codice penale, nel caso di omicidio stradale, se il conducente si dà alla fuga la pena è aumentata da un terzo a due terzi e comunque non può mai essere inferiore a cinque anni [3].

Si tratta di un inasprimento giustificato dal fatto che l’investitore non solo provoca la morte di una persona, ma nemmeno si ferma per soccorrerla. Tra l’altro, un inasprimento simile è previsto nel caso in cui il conducente si dia alla fuga dopo aver investito una persona, anche se non ne ha causato la morte [4].


note

[1] Art. 589-bis cod. pen.

[2] Art. 575 cod. pen.

[3] Art. 589-ter cod. pen.

[4] Art. 590-quater cod. pen.

Autore immagine: Pixabay.com


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