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Come evitare i ladri senza sparare

10 Maggio 2019 | Autore:

> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 Maggio 2019



Si può affrontare un malvivente senza utilizzare una pistola? E, nel caso si voglia un’arma, cosa si deve fare?

La legge sulla legittima difesa del Governo Conte ha introdotto la possibilità di agire non solo con le buone ma anche con le cattive quando ci si trova un ladro in casa, di notte o di giorno. Ma c’è un modo per non arrivare a premere un grilletto e ad uccidere una persona, per quanto delinquente sia? Come evitare i ladri senza sparare, senza rischiare di sentirsi in eterno un assassino?

È inutile dire che chiunque vedesse uno sconosciuto in giro per il corridoio di casa alle 4 del mattino, una persona che potrebbe minacciare l’incolumità della propria famiglia, farebbe qualsiasi cosa per proteggere i suoi cari. Per capire che cosa si prova in quei momenti, bisogna passarci. Chi, come chi scrive, si è trovato in quella situazione, ringrazia di non avere avuto in quel momento un’arma in mano. Ma, se la deve dire tutta dopo esserci passato, chi scrive ringrazia anche di non avere avuto una legge che glielo avrebbe permesso. Piuttosto, avrebbe voluto una legge che lo avesse aiutato ad evitare i ladri senza sparare.

La parola d’ordine, dunque, è «evitare». Non arrivare al punto in cui ci si sente legittimati ad applicare la legge sulla legittima difesa perché vittime di un «grave turbamento». Proteggersi anche se non c’è una legge che agevola il cittadino a farlo, ma ne esiste una che lo invita a reagire quando, ormai, può essere troppo tardi.

Evitare i ladri: cosa dice la legge?

Il vecchio testo sulla legittima difesa stabiliva che non è punibile chi ha commesso il fatto (sparare a un ladro, ad esempio) perché costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio o altrui contro il pericolo attuale di un’offesa ingiusta sempre che la difesa sia proporzionata all’offesa. In altre parole: se mi trovavo un ladro in casa che alzava il pugno verso di me e io gli rispondevo con un pugno, ero a posto. Se, invece, alla minaccia di un pugno avessi risposto con uno sparo, avrei esagerato.

La nuova legge sulla legittima difesa [1] aggiunge una sola parola che cambia l’intero concetto. La parola è «sempre» e va collocata all’interno di quel contesto in questo modo: non esiste più una reazione sproporzionata, ma una reazione ad una minaccia. Quindi: se il ladro alza il pugno contro di me, mi sta minacciando e io posso sparargli contro se sono in stato di grave turbamento psicologico.

Non solo: è legittimato a reagire anche chi respinge un’intrusione attuata con violenza o minaccia di uso di armi o di altri mezzi di coazione fisica da parte di una o più persona. Mi puntano una pistola o un coltello o vedo che hanno delle corde in mano con cui vogliono legarmi e posso sparare ai ladri.

Ci sono, comunque, dei limiti. Pochi, ma ce ne sono. Il più importante: non è giustificato dalla legittima difesa chi spara ai ladri alle spalle. Il motivo è ovvio: chi ti gira le spalle non può minacciarti, a meno che non si sia girato per prendere un’arma; altrimenti si presuppone che stia fuggendo. E se vuole fuggire, meglio lasciarlo andare. Puoi approfondire il concetto leggendo questo nostro articolo sulla legittima difesa domiciliare.

Evitare i ladri: chi può avere una pistola?

La legge, dunque, consente di sparare ad un ladro che ti minaccia. Ma per poterlo fare, ci vuole un’arma. Chi può avere una pistola? Non tutti possono comprarla. L’acquisto è vietato a chi:

  • non è incensurato, cioè ha dei precedenti penali;
  • soffre di una malattia psichiatrica;
  • è alcolista;
  • è tossicodipendente.

Oltre a questi requisiti, sono necessari:

  • il nulla osta del questore all’acquisto di un’arma;
  • la licenza di porto di pistola e di fucile.

Il nulla osta del questore

Chi vuole acquistare una pistola per difendersi dai ladri deve avere un nulla osta rilasciato dal questore. La richiesta deve essere fatta compilando un apposito modulo e presentandolo via e-mail, via raccomandata a/r oppure anche a mano. Occorre allegare:

  • un certificato di idoneità psicofisica da chiedere all’Asl di appartenenza;
  • un certificato di idoneità all’uso di armi rilasciato da non più di 10 anni da una sezione di tiro a segno nazionale oppure un documento che attesti di avere prestato servizio nelle Forse armate o nelle forze dell’ordine;
  • un’autocertificazione che attesti di non avere alcun impedimento stabilito dalla legge per l’uso delle armi e di non essere stato riconosciuto obiettore di coscienza. Si dovrà segnalare anche l’identità delle persone conviventi.

Con il nulla osta del questore sarà possibile acquistare l’arma indicata nell’autorizzazione.

La licenza di porto di pistola

Per ottenere la licenza di porto di pistola per difesa personale, occorre dimostrare che si ha l’effettiva necessità di circolare armato a tale scopo. L’autorizzazione può essere negata a chi:

  • è stato condannato alla reclusione per più di 3 anni per un delitto non colposo e non ha ottenuto la riabilitazione;
  • è stato condannato alla reclusione per delitti con colposi contro le persone commessi con violenza ovvero per furto, rapina, estorsione, sequestro di persona a scopo di rapina o di estorsione;
  • chi è stato condannato alla reclusione per violenza o per resistenza all’autorità o per delitti contro la personalità dello Stato o contro l’ordine pubblico;
  • è sottoposto ad ammonizione o a misura di sicurezza personale;
  • è stato dichiarato delinquente abituale, professionale o per tendenza;
  • chi è stato condannato per diserzione in tempo di guerra o per porto abusivo di armi.

La licenza va rinnovata di anno in anno e viene rilasciata su un apposito libretto personale che deve essere aggiornato ogni 5 anni.

La domanda deve essere presentata alla prefettura in bollo da 16 euro in duplice copia allegando:

  • due fotografie formato tessera di cui una autenticata in Comune o in Prefettura;
  • un’autocertificazione che attesti la cittadinanza del richiedente, data e luogo di nascita, residenza ed eventuali precedenti penali iscritti al casellario e carichi pendenti;
  • un certificato medico in bollo da 16 euro sui requisiti psicofisici del richiedente;
  • copia del foglio di congedo dal servizio militare oppure dichiarazione sostitutiva del richiedente. Se il servizio militare non è stato espletato (ad esempio se il richiedente è donna) si deve presentare in alternativa il certificato di abilitazione al maneggio delle armi rilasciato da una sezione di tiro a segno nazionale.

Se l’esito della domanda sarà positivo, bisognerà presentare in prefettura questi altri documenti:

  • marca da bollo da 16 euro;
  • versamento di 1,27 euro sul conto corrente postale della Tesoreria provinciale dello Stato competente;
  • versamento di 115 euro sul conto corrente postale Tasse e Concessioni governative.

Evitare i ladri: come fare senza sparare?

Può sembrare una banalità, ma il modo migliore per evitare i ladri senza sparare è mettersi nelle condizioni di non doverlo o di non poterlo fare. Quest’ultima ipotesi prevede non avere una pistola in casa. Certo, uno può utilizzare un coltello da cucina per difendersi. A questo punto, dunque, subentra l’altro aspetto: come evitare di trovarsi nella situazione di dover aggredire un ladro in casa tua?

In primis, proteggendo la tua casa, il che significa anche proteggere te ed i tuoi cari, con un valido sistema d’allarme, possibilmente con qualche telecamera esterna. Purtroppo, però, la legge approvata per garantire la sicurezza dei cittadini prevede la possibilità di acquistare una pistola e di sparare a un ladro, ma non di acquistare ed installare un impianto di allarme ottenendo delle agevolazioni economiche.

Se non hai l’allarme o ti sei dimenticato di inserirlo prima di andare a dormire e senti che i ladri sono entrati in casa, forse non è il caso di affrontarlo subito, ma di chiamare immediatamente le forze dell’ordine. Possibilmente facendoti sentire dai ladri, dicendo che hai degli estranei in casa, che sei armato e che vorresti evitare di sparare. Questo potrebbe essere un deterrente per i malviventi e, nel caso tu sia veramente armato e ti trovassi nelle condizioni di dover sparare, servirebbe ad un giudice a capire le tue intenzioni fin dall’inizio.

Altra mossa opportuna può essere quella di sfruttare la conoscenza di casa tua (cosa che i ladri non hanno) per muoverti in anticipo rispetto a loro, chiudendo a chiave i tuoi cari e mettendoti al sicuro anche tu oppure utilizzando qualche eventuale via di fuga lontana dal punto in cui i ladri stanno tentando di entrare. Chiedere aiuto ai vicini sarebbe consigliabile, soprattutto nel caso in cui tu abbia capito che i malviventi non hanno alcuna intenzione di scappare, ma di portare a termine il loro piano.

note

[1] Legge n. 36/2019 del 26.04.2019.

Autore immagine: Pixabay.com


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