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Salario minimo: come funziona

8 Maggio 2019 | Autore:
Salario minimo: come funziona

Nuovo stipendio minimo per i lavoratori: a quanto ammonta, chi ne ha diritto, da quando si applica.

Arriva il salario minimo per i lavoratori: di che cosa si tratta? Si tratta di una nuova proposta del Movimento 5 stelle, presentata col Ddl (disegno di legge) Catalfo, che consiste nella previsione di una paga oraria minima, pari a 9 euro. Il salario minimo sarà per tutti? In base a quanto descritto nel Ddl, la retribuzione oraria minima si applicherebbe a tutti i settori lavorativi, ad esclusione dei lavoratori domestici e dei lavoratori agricoli. Inoltre, la paga minima sarebbe applicata non solo ai dipendenti, ma anche ai collaboratori.

Ma quando inizierà ad essere applicato il salario minimo? Il salario minimo come funziona nel dettaglio?

Col salario minimo, tutti i dipendenti ed i collaboratori, ad esclusione dei collaboratori domestici e di chi svolge l’attività nel settore agricolo, dovrebbero beneficiare di una paga minima pari a 9 euro lordi per ogni ora di lavoro. La proposta non ha tuttavia incontrato l’accoglimento delle parti sociali, preoccupate riguardo all’impennata che subirebbe il costo del lavoro: al riguardo, il provvedimento dovrebbe essere accompagnato dal taglio del cuneo fiscale, in parole semplici da una riduzione del peso di tasse e contributi. Considerate le difficoltà nell’attuare una riduzione dell’imposizione contributiva e fiscale, è stato recentemente proposto un emendamento al Ddl, che non preveda la vera e propria applicazione del salario minimo a tutti i lavoratori, ma che preveda l’applicazione dei minimi retributivi fissata dai contratti collettivi più rappresentativi, per tener conto delle particolarità dei singoli settori e per garantire ai lavoratori una tutela a 360°, che non si limiti alla paga oraria.

Inoltre, l’aumento della retribuzione oraria minima a 9 euro determinerebbe una “reazione a catena”: chi è inquadrato nei livelli immediatamente superiori, per i quali la paga oraria supera sin da ora i 9 euro, con tutta probabilità sarebbe spinto a rivendicare incrementi retributivi, per non ricevere un trattamento discriminatorio.

Quali lavoratori sono pagati meno di 9 euro l’ora?

Ma chi è che, allo stato attuale, riceve una retribuzione che non arriva a 9 euro l’ora?

I lavoratori pagati meno di 9 euro per ogni ora di lavoro, in base alle previsioni dei contratti collettivi, e a seconda dell’inquadramento ricevuto, sono i seguenti:

  • nel contratto collettivo del turismo:
    • camerieri;
    • cuochi (inquadrati sino alla qualifica capo partita);
    • camerieri di ristorante, barman, pizzaioli e gelatieri, se inquadrati al 4° livello, percepiscono 8,77 euro l’ora; ai livelli inferiori, la retribuzione cala;
    • il personale di pulizia e fatica, addetto alla sala e alla cucina, se inquadrato al 7° livello percepisce 7,28 euro l’ora;
  • col contratto collettivo Federalberghi, il personale di fatica percepisce invece un minimo di 7,48 euro orari;
    • centralinisti, autisti e cameriere ai piani percepiscono 8,41 euro orari;
  • i lavoratori inquadrati col Ccnl Federmeccanica, al 1° ed al 2° livello, percepiscono tutti meno di 9 euro l’ora;
    • i saldatori percepiscono 8,36 euro orari;
    • 8,36 euro è anche la paga dei gruisti inquadrati con Federmeccanica;
  • le guardie giurate inquadrate al 5° livello percepiscono 8,21 euro l’ora;
  • paga sotto i 9 euro anche per gli autisti;
  • in base al Ccnl commercio, tutte le persone inquadrate dal 5° livello in giù percepiscono meno di 9 euro l’ora: magazzinieri, archivisti, protocollisti, addetti al controllo vendite, addetti alle pulizie, ad esempio.

Nel settore dei servizi, il 61,6% dei rapporti di lavoro ha una retribuzione oraria inferiore ai 9 euro lordi; nel settore della ristorazione, il 27,1% è sotto il salario minimo.

L’Istat ha calcolato che 2,9 milioni di dipendenti (circa il 21% del totale) percepiscono una paga oraria inferiore ai 9 euro.

Ad essere pagati peggio sono gli apprendisti (59,5%), soprattutto nel settore dell’artigianato, seguiti dagli operai (26,2%). I lavoratori pagati di meno sono i giovani sotto i 29 anni e le donne (il 25% del totale).

Quali sono i benefici del salario minimo?

Quale sarebbe, in termini economici, il beneficio della paga oraria minima a 9 euro? Per i 3 milioni di dipendenti sottopagati “legalmente”, la paga oraria minima comporterebbe un aumento dello stipendio medio annuale di circa 1.073 euro a testa. Uno stipendio in più, in sostanza.

Quali sono gli svantaggi del salario minimo?

Lo svantaggio della retribuzione minima riguarderebbe, invece, i datori di lavoro, con un impatto sul costo dei salari di circa 3,2 miliardi di euro. Di conseguenza, si avrebbe un aumento dei costi aziendali, che potrebbe essere trasferito sui prezzi dei prodotti e dei servizi, per non ridurre il margine operativo lordo delle aziende.

A chi non si applica il salario minimo?

Il salario minimo, in base a quanto disposto nel Ddl, non dovrebbe applicarsi ai lavoratori del comparto agricolo e del lavoro domestico (colf, badanti, giardinieri, babysitter…).

In questi settori, la paga oraria è nettamente inferiore a quella prevista per la media dei lavoratori dipendenti.

Per capire meglio, osserviamo la paga oraria minima dei lavoratori domestici, che varia a seconda del livello d’inquadramento; i minimi per il 2019 sono i seguenti:

  • livello A: 4,62 euro;
  • livello AS: 5,45euro;
  • livello B: 5,78 euro;
  • livello BS: 6,13 euro;
  • livello C: 6,47 euro;
  • livello CS: 6,82 euro;
  • livello D: 7,87 euro;
  • livello DS: 8,21 euro.

Il problema dei lavoratori part time

Il Ddl, pur avendo l’indubbio merito di tutelare una buona parte dei lavoratori, non affronta la problematica del cosiddetto lavoro grigio, cioè dei “finti lavoratori part-time“. Si tratta dei dipendenti che pur lavorando, di fatto, a tempo pieno, sono sottopagati attraverso l’utilizzo di un contratto a tempo parziale.

Una problematica che si potrebbe, da un lato, risolvere introducendo un salario minimo giornaliero (come è stato fatto con i nuovi voucher, per i quali sono previste 4 ore di retribuzione minima per ogni giornata di attività), ma la cui soluzione, dall’altro lato, potrebbe scoraggiare ulteriormente il ricorso ai contratti di lavoro regolari, incoraggiando invece il nero.


6 Commenti

  1. Mi sembra una buona legge, x contrastare migliaia di lavoratori/ici costrette a lavorare in cooperative a E.500,00/mese senza ferie pagate, malattia e 13^. Ovviamente tale proposta va accompagnata a una diminuzione delle tasse a carico dei datori di lavoro.

    1. Non capisco la discriminazione ai danni dei lavoratori agricoli e domestici. Forse che faticano di meno? Ovviamente sono ironico. Scherzi a parte, una discriminazione per legge dei salari minimi non presterebbe il fianco ad una accusa di incostituzionalità?

      1. Ciao Luigi, hai ragione, ma se vai a vedere i contratti collettivi e la disciplina legale, i contratti domestici hanno davvero numerose norme diverse rispetto al contratto di lavoro ordinario. Ad esempio è possibile il licenziamento in qualsiasi momento, ad nutum, ossia senza giusta causa o giustificato motivo.

      2. Sono d’accordo con lei Zammitti; sarebbe assolutamente discriminatorie questa legge e non migliorerebbe di certo il servizio di assistenza dedicato alla persona. Farebbe solo accrescere la rabbia per l’ingiustizia sociale.

  2. Non capisco che dopo 35 anni di contributi full time mi hanno passato a partie e mi fanno lavorare 4 ore a settimana a 12 euro a ora ma come si può vivere così quindi non ci vuole salario minimo ma un mensile minimo

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