Diritto e Fisco | Articoli

Spese residenza universitaria: chi paga?

7 Giugno 2019 | Autore:
Spese residenza universitaria: chi paga?

Ai fini del mantenimento dei figli, le spese universitarie sono ordinarie o straordinarie? Quale genitore dovrebbe pagare quelle di residenza universitaria?

Generalmente, le incomprensioni e i litigi, che hanno caratterizzato il periodo antecedente alla separazione dei coniugi, non finiscono con il distacco materiale tra i medesimi, poiché diventa necessario regolare il rapporto matrimoniale, anche nella fase della separazione legale ed in quella successiva del divorzio. Occorre stabilire la sorte dei beni materiali posseduti reciprocamente in costanza di matrimonio; bisogna valutare l’opportunità di prevedere un eventuale mantenimento a favore del cosiddetto coniuge più debole; è altresì necessario fissare la misura del mantenimento a favore dei figli ed a carico di quel genitore (in genere il padre), che non sarà individuato come l’affidatario prevalente. In questo articolo, approfondiremo proprio quest’ultimo aspetto. Si tratta di un argomento frequentemente oggetto di discussioni, malumori e persino di ricorso alla giustizia tra i genitori separati e poi divorziati. In pratica, se la coppia non ha alcuna intenzione di accordarsi sulla misura del mantenimento, dovrà essere il tribunale a stabilirla. Inoltre, anche in presenza di un provvedimento giudiziale, sarà quasi sempre in discussione la questione delle spese straordinarie. L’assegno di mantenimento, infatti, non le copre e quando diventa necessario affrontarle (l’iscrizione ad una scuola privata, un costoso viaggio estivo del ragazzo, ecc), se non c’è stato un accordo preventivo tra gli ex coniugi, può scattare inesorabile la vertenza. In particolare, a proposito delle spese di mantenimento, sei particolarmente interessato alla questione relativa a quelle universitarie: tuo figlio ha intenzione di studiare fuori sede e, oltre alle inevitabili tasse da pagare, sarà necessario affrontare i costi della residenza sul posto. Pertanto, potresti porti le seguenti domande con riferimento alle spese residenza universitaria: chi paga? Sono comprese nell’assegno di mantenimento ordinario oppure no?

Spese straordinarie di mantenimento figli: cosa sono?

Quando una coppia di coniugi si separa e poi divorzia non può certo dimenticarsi dei propri figli. Nei riguardi di quest’ultimi deve permanere il dovere di mantenimento, almeno fino a quando gli stessi non si siano resi del tutto autonomi. Questo principio, sancito anche a livello costituzionale, comporta per entrambi i genitori l’obbligo di provvedere a tutti i bisogni dei figli, anche se maggiorenni, come: bere, mangiare, dormire, il vestiario, lo studio, lo svago dovranno essere assicurati attraverso il contributo reciproco di entrambi i genitori.

Il genitore non affidatario sarà, quindi, tenuto al versamento mensile del cosiddetto assegno di mantenimento che si aggiungerà alle spese sostenute dall’altro. Questo importo, determinato dal giudice oppure frutto di accordo tra la coppia, comprende soltanto le spese ordinarie, cioè quelle che sostanzialmente sono dirette a soddisfare i bisogni quotidiani dei figli. Non include, invece, le cosiddette spese straordinarie che, secondo ricorrente definizione giurisprudenziale [1], sono identificate con quelle necessarie a fronteggiare eventi e circostanze imprevedibili, se non eccezionali (ad esempio, l’improvviso ricorso ad un costoso medico specialista).

In altri termini, si tratta di spese non rientranti in quelle abitudinariamente affrontate per i figli, che non sono calcolabili in anticipo e, infine, d’importo non modesto, tenuto conto delle condizioni economiche dei genitori. Appurato che queste sono le caratteristiche delle cosiddette spese straordinarie di mantenimento dei figli, quelle relative alla spesa universitaria sono considerabili ordinarie oppure no?

Spese universitarie figli: mantenimento ordinario o straordinario?

A proposito del mantenimento dei figli, se le spese ordinarie sono quelle consuetudinariamente affrontate e non certo imprevedibili e/o eccezionali, appare chiaro che quelle universitarie rientrano in questa categoria. Infatti, la giurisprudenza corrente [2] è abbastanza costante nel concepire queste spese come ordinarie e nell’includerle nella misura dell’assegno mensile, già previsto e corrisposto dal genitore non affidatario. Il diritto allo studio, compreso quello in sede universitaria, non può certo essere negato e tanto meno essere considerato come qualcosa di imprevedibile o di eccezionale. Per questa ragione, se le tasse universitarie dovessero essere troppo esose e se queste non fossero sufficientemente coperte dall’assegno di mantenimento già stabilito, sarebbe inevitabilmente necessario adeguarlo. Se i genitori non dovessero riuscire ad accordarsi in questa direzione, il risultato potrebbe raggiungersi anche con un apposito ricorso al tribunale competente,.

Chiarito, quindi, che le spese universitarie vanno ricomprese nell’assegno di mantenimento ordinariamente a carico del genitore non affidatario dei figli, resta da rispondere all’ultima domanda: le spese della residenza universitaria chi le paga?

Spese residenza universitaria: chi paga?

Alla luce di quanto scritto in precedenza, sembrerebbe chiaro che la spese universitarie siano di natura ordinaria. Non sono occasionali ed inaspettate, ma destinate a durare nel tempo necessario al compimento del corso prescelto. Per questa ragione sono incluse nell’assegno di mantenimento e il coniuge beneficiario potrebbe, al massimo, chiedere la revisione del dovuto importo mensile, qualora ne dovessero ricorrere i presupposti.

Diversa è la questione relativa alle spese di residenza universitaria. In tal caso, si tratterebbe di un esborso sicuramente ingente, poiché accompagnato anche dai costi del cosiddetto vitto: si potrebbe considerare questo costo non necessariamente essenziale. Le sedi universitarie, infatti, sono ormai localizzate sull’intero territorio nazionale, pertanto potrebbe trattarsi di una scelta del ragazzo e non di un’esigenza inevitabile. Se queste sono le caratteristiche della tua situazione, allora appare naturale concludere che si tratta di una spesa straordinaria che deve essere preventivamente concordata tra i due genitori. Solo dopo aver deciso congiuntamente, potrà essere addebitata ad entrambi. In mancanza potrebbe, invece, essere caricata soltanto su chi abbia deciso di agire autonomamente e in tale direzione.

È quanto, ad esempio, è accaduto in un caso esaminato dalla Cassazione [3], dove non è stato ritenuto legittimo aumentare l’assegno di mantenimento ordinario. Nei fatti, la spesa non era stata preventivamente concordata tra i due genitori, come invece sarebbe dovuto logicamente accadere (così hanno evidenziato i giudici). Inoltre, gli studenti in questione avevano anche un minimo di reddito (ad esempio una borsa di studio) per poter far fronte a questa spesa straordinaria. Insomma, per queste ragioni è stato respinto ogni ricorso in senso contrario.

In conclusione, se tuo figlio deve affrontare delle corpose spese straordinarie che non rientrano in quelle normalmente previste per gli studi in questione, è necessario accordarti preventivamente con l’altro genitore, anche per evitare successivi contrasti e persino contenziosi di dubbia legittimità.


note

[1] Cass. civ. sent. n. 6201/2009 – 23411/2009

[2] Cass. civ. sent. n. 8153/2006

[3] Cass. civ. ord. n. 439/2016


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube