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Invalidità per dermatite atopica

10 Maggio 2019 | Autore:
Invalidità per dermatite atopica

Chi è affetto da dermatite atopica può beneficiare del riconoscimento dell’invalidità, della legge 104 e delle assenze retribuite?

La dermatite atopica non deve essere confusa con una semplice irritazione della pelle: si tratta di una patologia che comporta, in diversi casi, un terribile prurito che non dà mai tregua, sino addirittura ad impedire di dormire e di lavorare. Per questo, la patologia può essere considerata, in ipotesi specifiche, una malattia invalidante, cioè per la quale può essere riconosciuta una percentuale di riduzione della capacità lavorativa. Inoltre, la dermatite atopica può dar luogo al riconoscimento dell’handicap, quindi dei benefici della Legge 104, nel caso in cui la patologia sia causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa.

In sostanza, quindi, può essere riconosciuta l’invalidità per dermatite atopica, ed eventualmente può essere anche verificata la condizione di portatore di handicap per chi soffre di questa patologia. In ogni caso, se le conseguenze della dermatite atopica sono tali da impedire di lavorare, a prescindere dal riconoscimento dell’invalidità e dell’handicap il lavoratore può assentarsi per malattia, dietro apposita certificazione del medico curante; può anche aver diritto ai permessi previsti appositamente per cure ed analisi

Ma procediamo per ordine e cerchiamo di fare il punto della situazione sulla dermatite atopica: in quali casi spetta l’invalidità, quando ci si può assentare dal lavoro per malattia, analisi e cure, quando si può chiedere la Legge 104.

Che cos’è la dermatite atopica?

La dermatite atopica è una malattia infiammatoria cronica della pelle.

Si tratta di una patologia autoimmune che nelle forme moderate o gravi può comportare lesioni della cute diffuse, accompagnate da un prurito così intenso e persistente da risultare intollerabile e impedire addirittura il sonno.

Pur non essendo una patologia che causa morte o deficit neurologici, può manifestarsi comunque in una forma talmente grave da compromettere seriamente la qualità della vita del malato in ambito familiare, lavorativo e sociale. Per la dermatite atopica può essere quindi sia riconosciuta l’invalidità che riscontrata la condizione di portatore di handicap. Inoltre, le forme più gravi di dermatite possono determinare, a loro volta, il manifestarsi di ulteriori malattie invalidanti, come la sindrome ansioso depressiva.

Ci si può assentare per malattia per dermatite atopica?

Se il lavoratore ha difficoltà a svolgere la propria attività per via del prurito intenso della dermatite, che come osservato può impedire anche il sonno, la prima cosa che deve fare, dopo aver avvertito l’azienda dell’assenza, è sottoporsi a una visita del proprio medico curante.

Questi, dopo gli opportuni accertamenti sanitari, è in grado di stabilire se la gravità dei dolori e dei fastidi è tale da essere incompatibile con lo svolgimento dell’attività lavorativa, e provvede, in caso positivo, all’assegnazione delle necessarie giornate di riposo.

Il medico trasmette poi telematicamente all’Inps il certificato di malattia, nel quale è indicata la diagnosi e la prognosi (i giorni di cura assegnati). Il lavoratore deve poi fornire al datore di lavoro il numero di protocollo del certificato inviato all’Inps.

Visita fiscale per dermatite atopica

Come per tutte le assenze per malattia, il lavoratore dipendente è tenuto alla reperibilità durante le fasce orarie previste per la visita fiscale, anche nel caso in cui sia assente per via della dermatite atopica.

Ricordiamo che le fasce orarie in cui può passare il medico dell’Inps sono:

  • dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 17:00 alle 19:00, per i lavoratori dipendenti di aziende del settore privato;
  • dalle 9:00 alle 13:00, e dalle 15:00 alle 18:00, per i dipendenti pubblici.

È bene sapere che, per via di quanto stabilito dalla recente riforma sulla visita fiscale, il medico dell’Inps può passare sin dal primo giorno, e persino più volte nell’arco della stessa giornata, non solo nell’arco della stessa malattia.

Generalmente, ci si può allontanare dal proprio domicilio, durante le fasce di reperibilità per la visita domiciliare, solo se l’assenza alla visita fiscale è dovuta all’effettuazione di terapie o visite specialistiche (per le quali si deve comunque avvertire l’azienda e fornire idonea attestazione), oppure se l’assenza è necessitata. Ne abbiamo parlato in: Cause di giustificazione della visita fiscale.

Ad ogni modo, non esiste obbligo di reperibilità per la visita fiscale nei casi seguenti:

  • patologie gravi che richiedono terapie salvavita;
  • malattia per la quale sia stata riconosciuta la causa di servizio (solo per alcune categorie di dipendenti pubblici);
  • malattia collegata alla situazione di invalidità riconosciuta, pari o superiore al 67%.

Posso ottenere l’invalidità per dermatite atopica?

Per quanto riguarda il riconoscimento dell’invalidità a causa della dermatite atopica, questo è possibile se la patologia si presenta in forma cronica o grave, tale dunque da determinare una riduzione della capacità lavorativa.

Nelle tabelle Inps indicative delle percentuali d’invalidità la dermatite atopica dà diritto a un riconoscimento d’invalidità sino al 10%, (dermatite atopica cronica / lichen -simplex cronico).

Posso ottenere la Legge 104 per dermatite atopica?

Mentre l’invalidità è intesa come la riduzione della capacità lavorativa, il riconoscimento dell’handicap, che dà diritto ai benefici della Legge 104, spetta a chi ha una minorazione fisica, psichica o sensoriale tale da impedire o limitare notevolmente l’integrazione sociale, lavorativa, personale e familiare; in parole semplici, l’handicap esprime la condizione di svantaggio che una persona presenta nei confronti degli altri individui ritenuti normali.

Lo stato di handicap, per la sua valutazione, tiene conto della difficoltà d’inserimento sociale della persona disabile, difficoltà che è dovuta alla patologia o menomazione riscontrata. Nel caso in cui la dermatite atopica risulti avere delle conseguenze talmente gravi da impedire una normale vita sociale, familiare e lavorativa, determina il sorgere di un handicap.

Come chiedere l’invalidità e la Legge 104 per dermatite atopica?

La procedura per chiedere il riconoscimento dell’invalidità e dell’handicap per dermatite atopica è piuttosto lunga, e parte con la richiesta di certificazione (certificato SS3) al proprio medico curante, o ad un medico convenzionato col Servizio sanitario nazionale. Per sapere come procedere: Guida alla domanda d’invalidità, Legge 104 e accompagno.

Posso assentarmi se la dermatite atopica richiede cure ricorrenti?

Se il trattamento della dermatite richiede cicli di cura ricorrenti, cioè terapie ambulatoriali alle quali ci si deve sottoporre periodicamente, ci si può assentare, anche in questo caso, per malattia.

Il medico può certificare separatamente ogni ciclo di cure, oppure rilasciare una documentazione unica, che attesti la necessità di terapie ricorrenti: in quest’ipotesi, il trattamento successivo viene qualificato come ricaduta del precedente, proprio come se si trattasse di una ricaduta della malattia.

Il certificato medico, nel dettaglio, deve essere inviato all’inizio della terapia con l’indicazione delle date in cui avverranno le prestazioni. Una volta effettuate le cure, la struttura sanitaria deve rilasciare una dichiarazione comprovante l’esecuzione delle terapie, diversamente l’assenza non può essere indennizzata.

I giorni che intercorrono tra una cura e la successiva non sono indennizzabili, se non risultano debitamente certificati come malattia.

Posso assentarmi per le analisi sulla dermatite atopica?

Se il lavoratore si deve sottoporre a degli esami in merito alla dermatite (accertamenti diagnostici) questi, se di breve durata, solitamente non sono equiparabili alle assenze per malattia, a meno che non si tratti di controlli:

  • urgenti ed impossibili da effettuare al di fuori dell’orario lavorativo;
  • talmente invasivi da richiedere un periodo di convalescenza.

Posso chiedere un permesso per visita medica per dermatite atopica?

Se le visite mediche, le analisi o i trattamenti non rientrano in alcuno dei casi esposti, il lavoratore può aver diritto comunque a un’assenza retribuita, il cosiddetto permesso per visita medica, ma solo se lo prevede il contratto collettivo applicato: è il caso della generalità dei dipendenti pubblici.

Al di fuori delle ipotesi elencate, le assenze per visite mediche, analisi o terapie possono essere indennizzate o meno, in base a quanto disposto dal contratto collettivo, anche territoriale o aziendale. In particolare, il contratto applicato può concedere, per queste situazioni:

  • dei permessi retribuiti: in questo caso, per indennizzare l’assenza, è necessario che il dipendente presenti un’attestazione, da parte del medico, che certifichi le prestazioni sanitarie effettuate e l’orario in cui sono state eseguite;
  • lo scomputo delle assenze, su base oraria, dal monte di ore di permessi retribuiti spettanti, come rol o banca ore;
  • la concessione di permessi non retribuiti.

Alcuni contratti collettivi, inoltre, prevedono che possa essere indennizzato anche il tempo che il lavoratore impiega per recarsi sul luogo di effettuazione della visita o dei trattamenti.


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