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Approvata la riduzione dei parlamentari

10 Maggio 2019
Approvata la riduzione dei parlamentari

345 parlamentari in meno. E ora il testo della riforma si avvia verso la definitiva approvazione.

Ieri è stata una giornata storica, almeno per quelli che ritengono che i problemi del nostro Paese sono collegati al numero di parlamentari e a qualche stipendio in più. La Camera infatti ha approvato, in seconda lettura, la più consistente riduzione del numero di parlamentari mai presentata con 310 voti favorevoli e solo 107 contrari. Ma poiché la legge deve modificare la Costituzione, il cammino non è ancora finito. Ora bisognerà attendere una pausa di tre mesi e poi di nuovo la doppia lettura da parte delle Camere. Non potranno essere presentati emendamenti e non saranno possibili voti segreti.

Ma come cambia la composizione delle due Camere a seguito della riforma? Ecco quanto risparmieremo.

Attualmente, la Camera è composta da 630 deputati. Con la riforma si passa invece a 400. Quanto invece al Senato, il numero degli eletti passa da 315 a 200, oltre ovviamente ai senatori a vita. In tutto 345 parlamentari in meno.

Ovviamente tutto questo avrà delle ripercussioni anche sul sistema elettorale che vedrà meno delegati passare le consultazioni. Meno rappresentatività, ma anche meno costi per un Paese che ha criminalizzato, prima ancora di tante spese inutili, stipendi e pensioni di parlamentari.

Tuttavia la riforma che taglia il numero dei parlamentari è molto popolare in questi tempi di odio verso la politica e i politici. Ed ecco perché viene vista come una prima grande vittoria dagli attuali votanti.

Il lungo cammino di approvazione della riforma – che richiede non meno di 9 mesi dall’inizio del suo iter – può essere intaccato ora dal tutt’altro che improbabile scioglimento delle Camere per una crisi di Governo: solo le elezioni anticipate potranno impedire il via libera definitivo.

A favore della riforma, oltre a M5S e Lega, anche Forza Italia e Fratelli d’Italia. Contrario il Pd secondo il quale per ridurre il numero dei parlamentari bisogna prima risolvere il problema della duplicazione di funzioni tra Camera e Senato: il bicameralismo deve essere superato, altrimenti la riduzione dei parlamentari rischia di essere una stoccata alla rappresentanza e dunque alla democrazia. I cittadini avranno meno rappresentanti. «Un taglio casuale numerico, uno spot elettorale e basta», sintetizza il deputato dem Stefano Ceccanti.

Non è la prima volta che si tenta di ridurre il numero dei parlamentari. Già nel 2012 si era fatto un tentativo. All’epoca, la riforma per ridurre il numero dei parlamentari era rivolta a portare i deputati dagli attuali 630 a 508 e i senatori dagli attuali 315 a 254. Anche in quella occasione si era giunti ad approvare la prima “trance” di una riforma particolarmente richiesta dal popolo italiano.



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