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Pignoramento conto corrente: tempistiche

12 Maggio 2019
Pignoramento conto corrente: tempistiche

Quanto tempo passa dalla nascita del debito a quando il creditore può bloccare il conto corrente? E quanto ancora prima che i soldi congelati finiscano sul conto del creditore?

Se temi che, dall’oggi al domani, ti arrivi un pignoramento del conto corrente solo perché non hai pagato una bolletta o una fattura, sappi che ti stai preoccupando inutilmente. L’esecuzione forzata nei confronti dei debitori ha i suoi tempi e richiede una procedura tutt’altro che immediata. Proprio queste lungaggini consentono spesso ai debitori di svuotare il conto e farla franca. Già: è proprio così! Non c’è rimedio contro chi ritira i contanti allo sportello o al bancomat prima del blocco dei creditori. Il problema si pone magari per i bonifici successivi, ma c’è chi è in grado di superare anche questo ostacolo dirottando le somme verso altri e più sicuri conti.

Ti chiederai, a questo punto, quali sono le tempistiche del pignoramento del conto corrente: quanti giorni, settimane o addirittura mesi hai a disposizione prima che l’accesso al tuo rapporto bancario ti venga inibito? Di tanto parleremo qui di seguito.

Ti diremo quali sono i tempi del pignoramento del conto corrente in modo che tu possa anche sapere cosa, nel rispetto della legge, ti è consentito fare nel frattempo. Con la premessa che i debiti, laddove possibile, vanno sempre pagati, potrai comunque trovare un accordo col creditore. Accordo che, tuttavia, è improbabile una volta che il conto è già stato bloccato e in esso vi è il denaro sufficiente a soddisfare il creditore. Questi, infatti, non avrebbe ragione di rinunciare a ciò che ha già faticosamente conquistato. È vero: la materiale assegnazione delle somme pignorate – e quindi lo storno dal tuo conto a quello del creditore – avviene solo dopo l’udienza in tribunale e, quindi, dopo molto tempo dalla notifica del pignoramento (a volte è necessario attendere più di un anno), ma nonostante ciò l’acquisizione è pressoché scontata.

Ma procediamo con ordine.

I tempi per il rilascio del titolo esecutivo

Partiamo subito da un dato invalicabile: il creditore non può avviare un pignoramento  – qualunque esso sia – se non ha in mano un “titolo esecutivo”. Il titolo esecutivo è un documento “ufficiale” che certifica l’esistenza e l’entità del credito. Esso è costituito, di norma, da una condanna del giudice (che può essere contenuta in una sentenza o in un decreto ingiuntivo non opposto). Possono essere titoli esecutivi anche un assegno o una cambiale scaduti oppure un mutuo firmato davanti al notaio. Solo in queste ipotesi – ossia quando ha già il titolo esecutivo – il creditore si trova a “un passo” dal poter pignorare il tuo conto corrente.

Quando invece il creditore ha solo una fattura, un contratto, una bolletta non pagata, un ordinativo o una promessa di pagamento, deve prima passare dal tribunale per farsi rilasciare un decreto ingiuntivo. Se poi il debito è nato da un accordo verbale (ad esempio un prestito tra amici) deve invece fare una lunga e spesso difficoltosa causa. Ecco perché, a volte, i creditori rinunciano a recuperare crediti di basso importo (leggi Cosa può succedere se non pago un piccolo debito?).

Questa prima fase, quella del rilascio del titolo esecutivo, richiede molto tempo, a volte anni. Nel caso in cui il creditore abbia una prova scritta (di quelle appena indicate), i tempi per il rilascio del decreto ingiuntivo variano dai 2 ai 6 mesi a seconda del tribunale. C’è poi la successiva fase di notifica e i successivi 40 giorni che, per legge, devono essere concessi al debitore per pagare o presentare opposizione. Infine c’è il rilascio della “spedizione in formula esecutiva” (né più, né meno di un timbro). Tutta questa procedura richiede, in media, dai 4 agli 8 mesi a seconda del singolo ufficio giudiziario.

Invece, se non c’è una prova scritta, il creditore deve notificare l’atto di citazione e avviare un processo. Qui i tempi possono arrivare anche a tre o quattro anni.

I tempi per il precetto

Una volta che il creditore si è procurato il titolo esecutivo, il più è fatto anche se non si può dire che il pignoramento del conto corrente sia così imminente. Infatti, prima di poter procedere, deve ancora notificare il cosiddetto atto di precetto, un ultimo avviso con cui dà al debitore altri 10 giorni di tempo per adempiere. Poiché il precetto va notificato con l’ufficiale giudiziario, a volte i tempi si dilatano. Ed ecco che, prima che anche questa fase sia ultimata, il creditore dovrà attendere almeno altri 20 giorni.

Solo una volta che l’ufficiale giudiziario avrà notificato il precetto e, da questo momento, saranno decorsi 10 giorni, il creditore potrà notificare il pignoramento. Ma non è ancora detta l’ultima parola.

I tempi del pignoramento del conto corrente

L’avvocato che intende pignorare il conto corrente del debitore deve innanzitutto preparare l’atto di pignoramento al proprio studio. Lo deve quindi redigere e firmare. A volte, gli studi legali sono così pieni di lavoro che un’attività così semplice e immediata può richiedere qualche giorno.

Poi l’atto di pignoramento va portato all’ufficiale giudiziario il quale, a sua volta, dovrà notificarlo tanto alla banca quanto al creditore. Prima di questo adempimento potrebbero trascorrere altri giorni, utili al debitore per svuotare il conto corrente. Infatti, prima del giorno in cui la banca riceve il pignoramento, il conto è ancora libero e utilizzabile. Si possono quindi fare prelievi tanto dal bancomat quanto dallo sportello.

Una volta, però, arrivato l’atto di pignoramento in banca, il conto viene definitivamente bloccato, almeno per la parte delle somme pignorate. Se sul conto è presente una cifra uguale o inferiore, l’intero rapporto è “congelato”. Invece, se sul conto è presente una cifra superiore a quella del pignoramento, si potrà utilizzare solo tale parte eccedente.

Attenzione: nel caso di pignoramento del conto corrente di appoggio alla pensione o allo stipendio, il creditore può pignorare solo la parte che supera il triplo dell’assegno sociale (somma rivalutata ogni anno) pari a circa 1.340 euro. Se quindi sul conto hai solo 500 euro puoi continuare a utilizzarli.

Altro aspetto da non sottovalutare: anche dopo la notifica del pignoramento, il conto non viene immediatamente svuotato. Infatti c’è bisogno di un apposito ordine del giudice che viene emesso in una udienza (la cui data è indicata nell’atto di pignoramento stesso). Vi può partecipare anche il debitore. Nel frattempo – ossia tra la data della notifica del pignoramento e quella dell’udienza – tutte le successive somme accreditate a qualsiasi titolo sul conto corrente (bonifici, versamenti di assegni, ecc.) vengono “bloccate” dalla banca in attesa dell’udienza stessa e sempre nei limiti dell’importo pignorato.

Un’unica eccezione vale per il pignoramento dell’Agenzia Entrate Riscossione: in tal caso il pignoramento del conto non passa per il tribunale e, una volta decorsi 60 giorni dalla notifica dell’atto, le somme pignorate vengono stornate sul conto dell’esattore. Eccezione nell’eccezione: per i conti correnti di appoggio alle pensioni, vale la regola generale e, quindi, è necessaria l’udienza del giudice (questi infatti deve quantificare il “minimo vitale” del pensionato da sottrarre al pignoramento).

I tempi per l’assegnazione delle somme al creditore

Dalla data del pignoramento a quella dell’udienza in cui il giudice assegna le somme pignorate al creditore possono passare diversi mesi, a volte anni. Tutto dipende dal carico di lavoro del singolo tribunale. Di fatto, però, le somme ormai bloccate non possono più essere utilizzate dal debitore che dovrà peraltro far attenzione a non far transitare altri soldi dallo stesso conto corrente: se infatti il pignoramento è effettuato per un importo superiore a quello in giacenza, tali ulteriori accrediti saranno anch’essi bloccati fino all’udienza.

Pignoramento stipendi e pensioni: come funziona? GUARDA IL VIDEO



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3 Commenti

  1. Salve ,mi hanno pignorato 303 euro circa dalla postepay x una vecchia multa di cui io non ho ricevuto nemmeno notifiche ( anche se loro dicono di avermi inviato una lettera, ma se cosi fosse stato sicuramente avrei pagato prima rateizzando )
    Sulla mia carta c erano solo 380 euro, soldi tra l altro che mi erano appena stati prestati proprio xche nn potevo piu fare mangiare i miei figli e mi sono ritrovata questa sorpresa … Io cosa possi fare adesso? L agenzia recupero crediti mm i dice che la posta può ancora negare il consenso e riaccreditarmi i soldi in modo che io possa prnderli ( i soldi sono congelati da 2 giorni) la posta mi risponde non è vero ci devono dare loro il.permesso altrimenti non possiamo farlo… Stanno giocando cn i miei soldi e nel frattempo i miei figli non mangiano… Se la posta sblocca l agenzia che ha fatto il pignoramento è disposta a rateizzare ma la.posta con i miei soldi si permette di dire no? Cosa faccio ? Metto un avvocato col gratutuio patrocinio e faccio vertenza x furto alle poste ? Oltre che una denuncia dai carabinieri o polizia postale ? O nn ne ho diritto xche purtoppo non lavoro e non sono pensionata ? Viv nel degrado e mi portano via anche quel.poco senza nemmeno chiedermi se potevo rateizzare ( l’avrei fatto sicuramente se solo mi avessero avvisata di questa multa di piu di 3 anni fa che purtoppo mi era sfuggita… Io come dovrei fare ora ? Litigano tra loro e i miei soldi sono congelati e noi non mangiamo e davvero non so come fare a campare ? Davvero sono delusa arrabbiata e mi sento abbandonata da uno stato che viene da me a riscuotere dopo 4 anni una multa di 30 euro che con le more è arrivata a 300 anzi che andare a pignorare evasori fiscali che fanno la bella vita ? Ma siamo arrivati a questo schifo ???? Ripeto se mi avessero notificato qualcosa avrei rateizzato prima come mi dicono che posso rateizzare ancora ma la posta non me lo permette xche non mi scongela i miei soldi mentre l agenzia delle entrate mi dice che possono benissimo negare il.consenso al.pignoramento dei soldi e poi posso andare da loro a fare la rateizzazione ….penso proprio che procedo subito con una denuncia domani mattina
    Molto delusa da tutto ,odio l italia pur essendo italiana ,me la state facendo odiare voi
    Sarlo Debora

  2. forte con i deboli e deboli con i forti, ecco il risultato di vecchi politici ai quali ci siamo sempre affidati non abbiamo voluto il cambiamento con i cinque stelle non avendo dato voti a sufficienza ed ora ci ritroviamo con la vecchia politica che massacra i deboli senza pietà e favorisce i ladri magari mandandoli sulla costa azzurra solo perchè si sono comprato un pò di gente e di consequenza VOTI.

    1. che male c’è a citare un movimento visto che tutti i partiti si fanno la pubblicità a loro convenienza foraggiando alcuni giornali quasi di loro proprietà e televisioni!!!!

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