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Bicicletta a sinistra: per l’incidente chi è colpevole?

12 Maggio 2019


Bicicletta a sinistra: per l’incidente chi è colpevole?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 Maggio 2019



Incidente causato dalla bicicletta che pedala a sinistra dell’auto mentre questa sta per eseguire una svolta a sinistra: chi paga e di chi è la responsabilità? 

Immagina di guidare la tua auto nel pieno rispetto dei limiti di velocità. In prossimità di un incrocio, dovendo svoltare a sinistra, azioni le “frecce” e ti posizioni sull’altra corsia per immetterti sulla strada perpendicolare. In quel momento, però, urti un ciclista della cui presenza non ti eri accorto. Questi, probabilmente distratto, non si era reso conto della manovra che stavi compiendo, posizionandosi sulla tua stessa linea di marcia. Ora però si tratta di comprendere di chi sono le responsabilità e chi dovrà pagare. Pur essendo coperto dall’assicurazione, non ti va di vedere aumentare il premio della tua polizza a causa dell’imprudenza e della negligenza altrui. Ti chiedi quindi, in caso di bicicletta a sinistra, chi è colpevole per l’incidente? La risposta è stata fornita da una recente sentenza della Cassazione [1]. La corte ha analizzato un caso molto simile al tuo.

Obbligo di prudenza

Ogni persona che si mette alla guida di un’auto deve prestare molta attenzione alla strada; non può cioè mettere a repentaglio l’incolumità degli altri automobilisti o dei motociclisti, ciclisti e pedoni facendo affidamento sul rispetto, da parte di questi, delle regole sulla guida o sul transito. Difatti il conducente deve fare di tutto per evitare qualsiasi incidente, prevedendo anche la possibilità che qualcuno violi il Codice della strada. Il fatto che ciò avvenga non lo esonera quindi dalla responsabilità laddove lo scontro poteva essere previsto e, quindi, evitato.

Il che significa che, prima di una svolta, bisogna comunque guardare attraverso lo specchietto retrovisore per controllare che non vi siano ostacoli e, se ciò non dovesse essere sufficiente, bisogna fermarsi per verificare che vi sia lo spazio necessario alla manovra.

Quindi è vero che, in linea di massima, la responsabilità di un incidente è di chi viola la legge – ossia le norme del Codice della strada – ma dall’altro lato questo principio trova un contemperamento in una regola opposta secondo la quale l’automobilista è responsabile anche dell’eventuale comportamento imprudente altrui se prevedibile in base alle circostanze del caso concreto.

Responsabilità in caso di svolta a sinistra

Questo significa che – continua la corte – il conducente di un veicolo, nello svoltare a sinistra su un’altra carreggiata, deve prevedere la possibilità che possano sopraggiungere, da dietro, altri veicoli (soprattutto bici e moto), atteso che l’eventuale impatto tra i mezzi rientra nella normale prevedibilità.

Sbaglia quindi chi compie una repentina e inattesa svolta a sinistra senza controllare che, da dietro, non sopraggiunga nessuno. Egli è quindi responsabile dell’incidente che non si sarebbe verificato se invece fosse stato attento a tale regola di prudenza.

Ciclista che supera l’auto a sinistra: chi ha colpa per l’incidente?

Torniamo all’esempio di partenza. La scena non è affatto nuova. Un’auto sta per svoltare in una strada di sinistra; il conducente controlla nello specchietto retrovisore per verificare che non vi siano mezzi; non si accorge però che, poco più avanti, sempre alla sua sinistra, c’è una bici che imprudentemente lo sta superando attraverso il traffico. Non prevedendo questa possibilità, quindi, aziona le frecce e inizia la manovra di svolta, urtando così la bicicletta. In casi come questi il conducente dell’auto è responsabile per l’incidente e la sua assicurazione dovrà risarcire il ciclista.

Invece, se il ciclista compie una manovra tanto repentina da non poter essere prevista ed evitata neanche con la massima accortezza e prudenza, è quest’ultimo il responsabile dell’incidente stradale. La legge però non pone, a carico di chi va in bici, l’assicurazione obbligatoria. Per cui egli dovrà risarcire di tasca propria l’automobilista degli eventuali danni ad esso arrecati, ammesso che – attesa la differente massa tra i due mezzi – vi possa essere davvero un danno.

note

[1] Cass. sent. n. 19378/2019.


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