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Diritto al sonno notturno in condominio

12 Maggio 2019
Diritto al sonno notturno in condominio

Disturbo della quiete pubblica: cosa succede se il vicino di casa fa schiamazzi e rumori molesti nel cuore della notte mentre tu riposi?

«Se gli uomini si rispettassero a vicenda non avremmo bisogno della legge». Una massima, questa, che ben si adatta a tutti i condomini. Chi mai si sognerebbe di stabilire un regolamento a casa propria? È il rispetto che, in gran parte dei casi, disciplina i rapporti tra i familiari, non certo il codice. Così dovrebbe essere anche all’interno di un palazzo dove si condividono numerosi interessi proprio al pari di una famiglia: lì i condomini, anziché litigare, dovrebbero trovare più vantaggioso aiutarsi reciprocamente. Purtroppo, non è così e il primo bene leso è spesso il riposo. Il diritto al sonno notturno in condominio genera, difatti, un gran numero di controversie tra i vicini e, in particolare, tra quelli dei due piani confinanti. Come si risolvono queste controversie?

Facciamo qualche esempio: i tacchi di scarpa che battono in piena notte; il famigerato cane del vicino che abbaia sul balcone all’alba; il condizionatore posto sul terrazzo del dirimpettaio che crea un rumore assordante durante il giorno; poi, ci sono gli elettrodomestici come la televisione a un volume insopportabile, i bambini che giocano e fanno cadere oggetti a terra, gli schiamazzi e i litigi, lo stereo, lo sbattere dei tappeti, il trapano e il picchettio di chi sta restaurando l’appartamento. Sono numerosissimi i modi per dare fastidio con schiamazzi e rumori. E se da un lato non si può certo esigere il silenzio assoluto, dall’altro non è neanche tollerabile un comportamento che violi il diritto al sonno notturno in condominio. Qual è la via di mezzo tra queste contrapposte esigenze? Cerchiamo di capire meglio cosa dice la legge e cosa hanno stabilito, dal 1942 ad oggi, le aule dei tribunali.

Rumore: quali sono i limiti?

Anche se potrà sembrarti strano, un argomento tanto delicato e importante come il diritto al sonno in condominio è regolato da un solo articolo di legge [1]. Questo stabilisce che non si possono vietare i rumori che non eccedono la normale tollerabilità. «Come? Tutto qui?» ti starai chiedendo. Cosa si intende allora per «normale tollerabilità»? Naturalmente il legislatore si è guardato bene dal dirlo. E non ha sbagliato: diversamente, sarebbe caduto in un ginepraio di casi concreti che avrebbero prestato il fianco ad errori di tutti i tipi. Il Codice civile ha voluto dire una cosa sola e semplice: è il giudice che deve valutare caso per caso sulla base della controversia posta alla sua attenzione [2]. Il magistrato, insomma, ha il “potere” di definire – motivandolo – cosa si intende rumore intollerabile e cosa no.

A conti fatti, però, qualche linea guida è stata tracciata dalla giurisprudenza. Ebbene, come si giudica un rumore intollerabile? Sulla base di una serie di parametri. Innanzitutto, c’è l’intensità: una cosa è un rumore che si sente a mala pena, un’altra è quello fragoroso. A definire però questa intensità è anche il rumore di fondo, ossia quello generato dagli ambienti esterni all’appartamento, la strada e le altre abitazioni. Ecco allora che i giudici hanno detto: se il rumore del vicino supera di 3 decibel il rumore di fondo è da considerarsi intollerabile, altrimenti no. E difatti non si può lamentare il disturbo alla quiete pubblica da parte di un rumore che è coperto dagli schiamazzi e vibrazioni provenienti dall’ambiente attorno.

Ci sono poi altri elementi per definire un rumore superiore alla normale tollerabilità. C’è l’orario: una cosa è un frullatore a mezzogiorno, un’altra all’una di notte. Poi, c’è la ripetizione del rumore e l’intenzionalità: di certo, un piatto che si rompe alle 4 di mattina può farti saltare dal letto, ma è un singolo episodio che, peraltro, non è volontario. Diverso, sarebbe se il vicino si mette a sbattere i tappeti: rumore quest’ultimo continuato e voluto.

Non in ultimo, c’è la collocazione geografica dell’abitazione: fare rumore in un appartamento del centro non ha lo stesso peso di un’area residenziale e di campagna, dove c’è maggior silenzio e, quindi, anche un leggero fischio può essere avvertito a decine di metri di distanza.

Rumore di notte: quali sono i limiti?

Abbiamo ricostruito il primo tassello del diritto al sonno notturno in condominio: di notte si ha la possibilità di pretendere maggior silenzio e, quindi, si può essere più intransigenti rispetto al resto della giornata. Il fatto di essere stati svegliati dal proprio sonno o di non riuscire a dormire è un indice più che sufficiente dell’intollerabilità del rumore – salvo, ovviamente i casi patologici di chi non tollera neanche le più flebili voci. Del resto, non c’è da meravigliarsi: è molto facile superare il limite di 3 decibel rispetto al rumore di fondo quando, dalle 8 di sera alle 6 di mattina, le strade non sono trafficate e la gente non grida.

C’è però un secondo livello del diritto al sonno in un condominio ed è dato dal regolamento di condomino che può sovrapporsi alla legge e fissare limiti ancora più stringenti. Laddove ci sia una clausola che fissi determinati orari di silenzio condominiale questi andranno rispettati “alla lettera”, nel senso che la soglia di tollerabilità fissata dalla legge si abbassa ulteriormente. Significa, in termini pratici, tenere la televisione al minor volume possibile o evitare di accendere stereo o elettrodomestici (come la lavatrice) che possano essere avvertiti tra un appartamento e l’altro.

Ecco alcuni casi decisi dalla giurisprudenza sulla base delle sentenze per rumori condominiali. L’elenco è solo esemplificativo, dal momento che il giudice deve, di volta in volta e a seconda delle circostanze, valutare il superamento del livello di tollerabilità.

Rumore in condominio di notte: chi chiamare?

Se il tuo vicino fa rumore di notte, non ti venga in mente di chiamare l’amministratore di condominio: questi non ha alcun potere di intervenire nelle liti tra i proprietari. Egli è infatti garante del solo regolamento e delle parti comuni dello stabile. Avrebbe competenza solo laddove nel regolamento vi sia una clausola che fissi gli orari di silenzio.

Il più delle volte, in caso di rumori notturni, si chiamano la polizia o i carabinieri. Anche qui però la scelta non è sempre azzeccata: le autorità intervengono solo laddove ci sia un reato e il rumore diventa penale solo quando, oltre a disturbare il vicino del piano di sotto e quello della porta accanto, arreca molestia “a un numero indeterminato di persone” (ad esempio l’intero palazzo o il quartiere). In tutti gli altri casi, dovrai chiamare il tuo avvocato affinché invii una diffida al responsabile e gli intimi la cessazione delle molestie; in caso contrario, lo potrai citare davanti al tribunale civile affinché il giudice lo condanni a interrompere i rumori ed, eventualmente, al risarcimento del danno.

Esempi di rumori molesti

Rumore
È tollerabile?
Fonte
Pulizie alle 6 di mattina
No
Cass. n. 48315/16
Schiamazzi e musica proveniente dal locale
No
Cass. n. 12967/2014 [2]
Rumori provocati da attività sportive nel cortile o all’aperto
Per contemperare le esigenze della proprietà con quelle ricreative e sportive si devono valutare le abitudini secondo cui lo sport praticato all’aperto è più intenso durante l’estate. Il limite di tollerabilità deve determinarsi anche in relazione al periodo dell’anno ed agli orari di attività
Cass. n. 2166/2006
Rumore prodotto da un motorino per l’aereazione del bagno

 
La normale tollerabilità non può essere intesa come assenza assoluta di rumore
Cass. n. 3440/2011
Centrale termica centralizzata, sistemata in locali comuni dell’edificio genera immissioni rumorose nell’appartamento sovrastante destinato ad abitazione d’un inquilino

 
No
Cass. n. 2396/1983
Autoclave sistemata in locali comuni al piano terra d’un edificio condominiale

 
No
Trib. Milano 18 maggio 1992
Abbaiare del cane

 
– tollerabile se il proprietario riduce al minimo le occasioni di disturbo e previene le possibili cause di agitazione ed eccitazione dell’animale, soprattutto se l’abbaiare è in orari diurni. In ogni caso, episodi saltuari di disturbo da parte dell’animale devono essere tollerati dai vicini

 
– immissione intollerabile nel caso di un appartamento che si affaccia sul cortile ove sono tenuti due cani che impediscono il riposo con il loro continuo abbaiare notturno.
Cass. n. 7856/2008

 
 
 
 
 
 
Cass. n. 9865/2005

note

[1] Art. 844 cod. civ.

[2] Cassazione civile , sez. II , 12/02/2010 , n. 3438: Il limite di tollerabilità delle immissioni non ha carattere assoluto ma é relativo alla situazione ambientale, variabile da luogo a luogo, secondo le caratteristiche della zona e le abitudini degli abitanti; spetta, pertanto, al giudice di merito accertare in concreto il superamento della normale tollerabilità e individuare gli accorgimenti idonei a ricondurre le immissioni nell’ambito della stessa. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza della Corte di merito che aveva ritenuto non tollerabili le immissioni acustiche prodotte dal funzionamento di un’autoclave e di un bruciatore, tenuto conto degli elevati livelli dei valori sonori, accertati strumentalmente, della situazione dei luoghi, trattandosi di edificio ubicato in comune montano, del funzionamento dei detti impianti per molti mesi dell’anno ed anche in ore notturne, della collocazione degli stessi in un locale a stretto contatto con la camera da letto degli attori e della necessità di questi, data la loro avanzata età, di godere di tranquillità e riposo ed aveva, altresì, disposto l’adozione degli accorgimenti suggeriti dal c.t.u.).


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