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Cannabis light: quali sono gli effetti?

10 Maggio 2019 | Autore:

> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 Maggio 2019



Che cos’è e che cosa provoca la canapa leggera? È legale fumare uno spinello con questo tipo di marijuana? Quale differenza con l’uso terapeutico?

Della cannabis in generale si sente parlare da decenni (la si coltiva e la si consuma da migliaia di anni). Della cannabis light, però, soltanto da poco tempo. Da quando, in particolare, è stata approvata la legge che autorizza la vendita di prodotti a base di canapa con un basso contenuto del principio attivo che ha un effetto psicotropo [1]. Una legge sulla quale non bisogna fare confusione: permette, infatti, la commercializzazione di un preciso tipo di cannabis, non di qualsiasi prodotto che non rispetti i termini stabiliti dalla normativa. L’opinione pubblica è divisa tra favorevoli e contrari al commercio di questa erba. Cannabis light: quali sono gli effetti? 

A provocare le polemiche sull’opportunità o meno di ritirare dal commercio la cannabis legale e, quindi, di chiudere i negozi che la commercializzano è una sigla: Thc. Sta per tetraidrocannabinolo, il principio attivo che rende psicotropa la cannabis in base alla quantità contenuta nel prodotto. Per legge, se non si supera lo 0,6% è possibile venderla, altrimenti diventa illegale e viene sequestrata.

E questo, probabilmente, è uno dei motivi del suo successo: il fatto che, per la maggior parte dei consumatori, si tratta di un prodotto che «non sballa». Quindi, la domanda è: con questa concentrazione di Thc nella cannabis light, quali sono gli effetti su chi la fuma, la beve nelle tisane o se ne fa una torta? E siamo sicuri che la legge in vigore dica esplicitamente se si può acquistare la canapa leggera per farsi uno spinello? Vediamo.

Cannabis light: che cos’è?

La canapa leggera, o cannabis light, è un prodotto che si ottiene dalla canapa sativa, una delle varietà della cannabis. Chi coltiva queste piante sceglie le infiorescenze femminili, cioè i rami che portano fiori, con concentrazioni minime di un principio attivo (il Thc, ovvero il tetraidrocannabinolo) e con concentrazioni massime di un altro principio attivo (il Cbd, cioè il cannabidiolo).

Il Thc è il principale principio attivo della cannabis light ed è quello che provoca l’effetto psicotropo. Quando il prodotto a base di canapa contiene una percentuale elevata di Thc è quando il consumatore avverte i sintomi caratteristici di moderata euforia e di «senso di pace». Giusto per fare un confronto, il classico spinello contiene cannabis con Thc pari al 5-8%.

Il Cbd nella canapa leggera, invece, non può superare il 4%.

Cannabis light: cosa dice la legge?

La cannabis light ha un aspetto apparentemente simile alla marijuana. Solo quando viene analizzata è possibile sapere se ci si trova in mano una pianta legale o illegale.

La legge consente la vendita di prodotti a base di canapa leggera solo se la concentrazione di Thc è compresa tra lo 0,2% e lo 0,6%. Oltre questa soglia, il commercio diventa illegale e la coltivazione viene posta sotto sequestro e distrutta.

In Italia ci sono quasi 800 negozi che vendono la cannabis light, per un giro d’affari che supera i 40 milioni di euro. I gestori mettono a disposizione dei clienti torte, bevande energetiche, filtri per tisane ma anche vestiti di canapa leggera e bustine di marijuana light. È legale?

Lo è grazie all’interpretazione che è stata data della legge stessa. Non è prevista la coltivazione di cannabis light per consentire ai consumatori di farsi le classiche «canne». Consente, però, di incentivare «l’impiego ed il consumo finale di semilavorati di canapa provenienti da filiere locali, oltre che la produzione di alimenti, cosmetici, materie prime biodegradabili e semilavorati innovativi per le industrie di diversi settori». Chiuse le virgolette. Insomma, tutto e niente.

Ciò che la legge non permette apertamente, però, è l’uso della cannabis leggera per gli spinelli. In altre parole: farsi una canna resta illegale.

Cannabis light: quali effetti provoca?

Dicevamo, dunque, che la cannabis light non viene considerata una pianta con effetti psicotropi o allucinogeni, purché resti tale e non superi le quantità dei princìpi attivi. Gli esperti in materia, dunque, dicono che gli effetti della canapa leggera si limitano a procurare una sensazione di rilassamento ma non di sballo, per quanto il consumo dello spinello, come più volte ribadito, resta illecito.

Il tasso ridotto di Thc e quello, invece, più elevato di Cbd producono effetti miorilassanti, antiepilettici e antiossidanti. C’è, quindi, chi consuma la cannabis leggera per farsi passare l’emicrania o i dolori mestruali, chi per tenere a bada dei dolori articolari. Tuttavia, si segnalano possibili effetti collaterali sulle donne in gravidanza e su chi soffre di patologie cardiorespiratorie.

Cannabis light e cannabis per uso terapeutico

Attenzione a non fare confusione. La cannabis light non ha nulla a che vedere con quella utilizzata a scopo terapeutico. Quest’ultima è stata legalizzata in Italia nel 2006. Da qualche anno viene prodotta nello stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze, sotto il controllo dei ministeri della Salute e della Difesa.

La cannabis per uso terapeutico arriva nelle farmacie per la preparazione di prodotti che contengono livelli di Thc e di Cbd molto più alti rispetto a quelli a base di cannabis light (dal 5 al 20% di Thc e tra 7,5 e 12% di Cbd). Le preparazioni vengono somministrate con ricetta medica non ripetibile per dolori cronici legati a patologie come tumori, sclerosi multipla, Aids, ecc. Niente a che fare, dunque, con quella venduta nei negozi finiti recentemente nel mirino del ministero dell’Interno.

note

[1] Legge n. 242/2016 in vigore dal 14.01.2017.

Autore immagine: Pixabay.com


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