Diritto e Fisco | Editoriale

“Giallo” con le foto di Yara e Sarah. E il Garante Privacy legge!

24 Aprile 2013 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 24 Aprile 2013



Violazione della privacy e delle norme sulla stampa: quando la tragedia diventa gossip giornalistico.

Anno I, n. 2: prezzo di lancio 50 centesimi. È uscito il settimanale “Giallo: storie, delitti, misteri”, frutto della cultura più trash, mediatica, indiscreta che la nostra generazione potesse mai partorire.

È difficile scrivere un editoriale quando si rimane a bocca aperta. Mi limito a leggere alcuni titoli sulla copertina, sufficienti da soli a esprimere qualsiasi forma di disgusto.

– Il caso Yara, parla il testimone chiave: “Conoscevo la mamma del suo assassino”.

– Il delitto di Perugia: amavano la stessa ragazza. Allora l’ex di lei… ha detto al padre: “uccidi il mio rivale in amore”.

– Rivelazioni: Così Sarah Scazzi nel diario privato scriveva della cugina.

– Esclusivo: mio marito mi tradiva ma non è un omicida. Parla la moglie dell’oculista, all’ergastolo per l’omicidio dell’amante e della figlia…

E così via..

Dentro il giornale, trattate a mo’ di gossip, ci sono le indiscrezioni, le ricostruzioni ufficiali, e quelle un po’ meno ufficiali, delle tragedie che hanno lacerato famiglie intere. Ci sono le foto di ragazzine minorenni, immagini prelevate da Facebook, le pagine dei diari di adolescenti. Addirittura ci sono le riproduzioni fumettistiche delle “storie” degli omicidi.

A furia di sentirne parlare Vespa e i vari servizi televisivi, abbiamo perso il contatto con la sostanza di queste vicende. Come se il chiacchiericcio collettivo avesse mondato le nostre coscienze dal fatto che di puro e semplice pettegolezzo si tratta.

Quando parliamo di Sara, di Yara, di Garlasco, il processo è solo l’aspetto istituzionale. Dietro, invece, c’è una cruda realtà di drammi, di giovani uccisi prima dalla sorte e dopo dalla stampa.

Le nostre leggi sulla stampa legittimano la pubblicazione (e la ripetizione) di una notizia solo in presenza di tre presupposti: la verità della vicenda, l’attualità della stessa e il pubblico interesse alla conoscenza dei fatti. Ebbene, dov’è, in tutti questi casi, il pubblico interesse? L’accanimento mediatico è puro share, spasmodica e patologica curiosità per il fatto in sé. Nient’altro. Come in un giallo di Agatha Christie, la gente lancia scommesse sull’assassino come sui cavalli da corsa.

La bassa cultura del popolo, con queste notizie, ci va a nozze. Non gliene frega nulla di Sarah e, ancor di meno, del dolore dei superstiti. Non gliene frega di una povera madre che, in edicola, trova tutti i giorni la foto della figlia unita al cellophane di qualche braccialetto in omaggio.

C’è gente che, per sfuggire alle proprie vite inutili, si ciba di quelle degli altri.

Del resto, se è vero che dove c’è domanda, c’è subito un’offerta, finché gli italiani ameranno questa spazzatura, ci sarà sempre qualche giornalista pronto a dargliela.

Cosa fa il Garante della Privacy e, con lui, le Autorità preposte al controllo della stampa? Noi, della redazione di laleggepertutti, abbiamo provveduto a inoltrare la nostra inorridita segnalazione, chiedendo un’indagine su “Giallo”. E ci piacerebbe che ogni italiano, che si senta offeso da questo genere di stampa, facesse lo stesso. Ecco l’indirizzo del Garante:

Garante della Privacy

Piazza di Monte Citorio n. 121 – 00186 Roma

www.gpdp.it – www.garanteprivacy.it

E-mail: garante@gpdp.it


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