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Testamento malato terminale

9 Giugno 2019 | Autore:
Testamento malato terminale

Un malato, in condizioni di salute terminali, può fare testamento?

Del testamento, in generale, molti preferiscono non parlare e tantissimi altri nemmeno pensarci. Ci si augura di non dover mai affrontare questioni che ci mettono di fronte al tema della fine della nostra esistenza e di non dover mai pensare ai bilanci ed ai resoconti di un’intera vita. Tuttavia, occorre informarsi con anticipo e conoscere in modo adeguato le regole testamentarie. Solo conoscendo queste regole, sarà possibile destinare correttamente beni o denaro ai figli o al coniuge e beneficiare, con un lascito testamentario, associazioni di beneficenza o di volontariato. Tra le regole fondamentali di cui è bene possedere una solida conoscenza c’è quella che stabilisce i casi di incapacità di disporre per testamento. La legge [1], in altri termini, individua i casi in cui ad una persona non è consentito fare testamento e, quindi, disporre dei propri beni per il periodo successivo alla morte. E proprio intorno alla questione della capacità di fare testamento che ruota il presente articolo. Cercheremo, infatti, di capire se sia lecito concepire il testamento di un malato terminale, se cioè le norme in vigore nel nostro Paese rendano possibile ad una persona in fin di vita di poter decidere, scrivendo nelle ultime volontà la sorte dei propri beni. Verificheremo se, ed entro quali limiti, una persona in condizioni di salute cosiddette «terminali» sia considerata capace di fare testamento e in che modo un testamento di questo tipo possa essere impugnato.

In quali casi una persona è incapace di fare testamento?

La legge italiana [2] individua con precisione i casi in cui una persona non possa disporre per testamento, cioè, in termini più semplici, i casi in cui una persona non possa fare testamento.

Sono considerati incapaci di fare testamento:

  • i minorenni (cioè coloro che non hanno ancora compiuto i diciotto anni);
  • gli interdetti per infermità di mente (cioè coloro i quali sono stati dichiarati interdetti con sentenza e a partire dal momento in cui la sentenza è stata pubblicata, cioè depositata in cancelleria dal giudice);
  • coloro i quali, anche se non stati dichiarati interdetti con sentenza, si dimostri che, per qualsiasi causa, anche momentanea, erano incapaci di intendere o di volere nel momento in cui fecero testamento.

Questi sono i casi in cui una persona non può fare testamento (casi che inglobano anche le circostanze in cui una persona non versi in condizioni ottimali di salute).

Se il testamento viene fatto da una persona nelle condizioni su indicate può essere impugnato (per essere annullato) da chiunque vi abbia interesse. Una volta trascorsi più di cinque anni dal momento in cui è stata data esecuzione alle disposizioni contenute nel testamento, non sarà più possibile mettere in discussione le ultime volontà del malato e contestare le relative attribuzioni di beni.

Il minorenne è incapace di fare testamento

Il malato in fin di vita può fare testamento?

Dopo questa necessaria premessa, occorre capire se un malato che versi in condizioni estreme, e che si approssimi alla morte, possa o meno fare testamento.

A questa domanda si deve rispondere ricordando che i casi in cui una persona è, per la legge, incapace di fare testamento sono quelli sopra menzionati e che, quindi, in linea teorica un malato terminale può essere:

  • o una persona che è stata già in precedenza interdetta con sentenza (ed allora non potrà fare testamento non perché è in fin di vita, ma perché risulta già interdetta);
  • o una persona non interdetta che, però, fa testamento in un momento in cui (anche a causa delle condizioni di salute) è incapace di intendere o di volere e, pertanto, risulta per legge incapace di disporre per testamento.

In sostanza, il malato terminale può fare sicuramente testamento se non è già stato interdetto e se, nel momento in cui scrive il proprio testamento, si trova in una condizione di lucidità mentale.

Come è stato precisato nel precedente paragrafo, chiunque (avendovi un interesse) ritenga che il testamento di un malato terminale debba essere annullato dovrà agire in giudizio, entro cinque anni dal momento in cui le disposizioni testamentarie hanno avuto esecuzione, e toccherà a chi impugna il testamento dimostrare che si tratta di un testamento scritto da chi era già stato in precedenza dichiarato interdetto con sentenza oppure che si tratta di un testamento redatto da chi, nel momento in cui lo scriveva, a causa di un’infermità transitoria o permanente, era privo in modo assoluto della coscienza dei propri atti, cioè della capacità di autodeterminarsi [3].

Dunque, ad esempio, l’erede che vi ha interesse dovrà impugnare il testamento del parente malato terminale e dovrà dimostrare (se il parente non era già stato interdetto con sentenza) che, nel momento in cui scrisse il testamento, egli versava in condizioni di menomazione delle facoltà intellettive.

Se il malato terminale versava in una condizione di totale e permanente incapacità (cioè un’incapacità di intendere o volere non solo transitoria e non solo parziale), non toccherà a chi impugna il testamento dimostrare questo stato di totale e permanente incapacità, ma toccherà a chi invece intende avvantaggiarsi del testamento dimostrare il contrario [4].

Il malato terminale può fare testamento se è lucido


note

[1] Art. 591 cod. civ.

[2] Art. 591, 2° co., n. 1), 2) e 3), cod. civ.

[3] Cass., sent. n. 9081/2010.

[4] Cass., sent. n. 27351/2014.


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